Il principe delle volpi

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Prince of Foxes
Anno: 1949
Genere: avventura (bianco e nero)
Regia: Henry King
Numero commenti presenti: 1
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Avventure galanti e diplomatiche per Tyrone Power in Italia, riportato indietro ai tempi dei Borgia e calato nei panni del capitano Andrea Orsini, valente e poco fidato collaboratore del Duca Cesare Borgia (uno straordinario Orson Welles, reclutato a caro prezzo in zona mentre girava il suo OTELLO). Dopo una scappatella a Venezia il nostro eroe riesce a far stringere il richiesto accordo tra Alfonso D'Este e il suo padrone dimostrando doti diplomatiche straordinarie e una “lingua facile e veloce”, come avrà modo di dire Camilla (Hendrix), la splendida moglie del Conte di Città del Monte di cui s'innamorerà in seguito. E' proprio per avvicinarsi a lei che Orsini finirà per tradire Borgia costringendolo alla battaglia e a un furioso assedio...Leggi tutto che, visivamente, rappresenta uno dei momenti più alti del film, con riprese dal basso delle scale e dell'olio bollente rovesciato sugli assaltatori. Un film che è un (melo)dramma in costume non troppo interessante nei suoi intrecci da feuilleton d'altri tempi ma reso scintillante dalla meravigliosa fotografia in bianco e nero di Leon Shamroy (candidato all'Oscar) e dagli sfarzosi interni ricostruiti spesso a Cinecittà. La maestosità dell'operazione si avverte nella messa in scena, nelle scenografie esterne che – come dice una didascalia all'inizio – sono state allestite quando possibile lì dove la storia è ambientata. Non una storia vera, comunque, ma tratta dall'omonimo romanzo di Samuel Shellabarger, del tutto immaginaria se non nella sua contestualizzazione in un'Italia medievale dominata da feroci lotte per il predominio. Power (attore spesso sottovalutato) ha la faccia giusta, da vero “principe delle volpi”, sagace e intenso: mai una parola fuori posto, un'abilità dialettica superiore che la sceneggiatura sa fornirgli con gusto soprattutto nella prima parte, quando ancora l'azione non ha preso sterilmente il sopravvento appiattendo la narrazione che aveva saputo essere brillante, spigliata, impreziosita da personaggi azzeccati come il Mario Belli di Everett Sloane, tanto lombrosianamente aderente al volto del suo perfido personaggio da scatenare l'ammirazione di Orsini (che artista nell'animo vi coglie subito i tratti d'una congenita malvagità). Welles si vede molto meno, ma quando è in scena catalizza l'attenzione con una recitazione che, mai sopra le righe, è allo stesso tempo talmente carica di un sadismo carismatico da far svanire chiunque al suo cospetto. La Hendrix, di angelica bellezza, è il solo carattere femminile di un certo spessore, perché l'Angela Borgia di Marina Berti si dissolve poco dopo un bacio ad Orsini e ad aver capito come le ambizioni di quest'ultimo lo porteranno fatalmente a guardare altrove. Inevitabilmente datato, ma di una magnificenza che ancora ammalia.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/01/16 DAL DAVINOTTI
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Daniela 11/01/17 17:45 - 9111 commenti

I gusti di Daniela

Un artista di umili origini che si fa passare per nobile riceve da Cesare Borgia l'incarico di impadronirsi con l'inganno di una città strategica per i suoi piani, ma al cuore non si comanda... Cappa e spada reso più curioso dall'ambientazione nel nostro paese in un'epoca rinascimentale liberamente ricreata. Licenze storiche a parte, i meriti consistono soprattutto nel bellissimo bn di Leon Shamroy e nel cast: se Power è adatto al ruolo di romantico avventuriero, Sloane efficace e Hendrix leggiadra, Welles è un principe imperioso e sensuale che domina tutte le scene in cui appare.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 11/01/17 16:12
    Consigliere massimo - 5020 interventi
    Dopo aver affidato a Mario Belli (Everett Sloane) il compito di sorvegliare che il principe Orsini (Tyrone Power) esegua fedelmente gli ordini ricevuti, Cesare Borgia (Orson Welles) si avvicina ad una grande carta geografica della penisola, puntando il dito su una località posta fra Ancona e Macerta (sic!): si tratta dell'immaginaria Città del Monte, sostituita nella finzione cinematografica da San Marino, come si vede nella sequenza successiva che mostra Orsini dirigersi a cavallo verso il Castello e le Torri.
  • Curiosità Daniela • 11/01/17 18:55
    Consigliere massimo - 5020 interventi
    Leon Shamroy, direttore della fotografia del film diretto da Henry King, ottenne una candidatura all'Oscar, la settima delle 18 collezionate nel corso della sua lunga carriera. Gli Oscar vinti furono 4, per i seguenti film: Il cigno nero (1942), Wilson (1944), Femmina folle (1945) ed infine Cleopatra (1963).