Il principe delle maree

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Titolo originale: The prince of tides
Anno: 1991
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dal romanzo omonimo di Pat Conroy.
Numero commenti presenti: 13

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/03/08 DAL BENEMERITO GALBO
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Galbo 20/03/08 06:00 - 11523 commenti

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Un'allenatore di football americano ha una relazione con la psicanalista che cura la sorella e con la quale rielabora episodi infantili che hanno segnato la sua vita. Diretto ed intepretato da Barbra Steisand, è un intenso dramma di stampo estremamente classico realizzato con grande professionalità. Buona sceneggiatura (che attribuisce una grande importanza ai dialoghi), eccellenti ricostruzioni ambientali, suggestiva fotografia e ottime interpretazioni del cast, in particolare di Nick Nolte ad una della migliori prove della carriera.

Caesars 11/03/09 17:28 - 2825 commenti

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Drammone che vede impegnati Barbra Streisand (anche regista) nel ruolo della psicanalista e Nick Nolte in quello del di lei amante/paziente. Nel passato di Nolte si troveranno segreti ormai sepolti che ne hanno segnato l'infanzia e il resto della vita. Impeccabile la confezione, per una storia non originalissima ma comunque interessante. Non imperdibile ma più che vedibile.

Daniela 13/03/09 07:51 - 9847 commenti

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La storia in sé non sarebbe neppure granchè: troppo carica di traumi rimossi, passioni sopite, tormenti esistenziali, morti ammazzati, tentati suicidi. Anche la psicanalista, con marito fetente e figlio complessato, ha i suoi problemini da risolvere. Però a risollevare nettamente le quotazioni della pellicola c'è Nick Nolte in una delle sue più intense interpretazioni: col fisico massiccio e squadrato che si ritrova, riesce mirabilmente a trasmettere un senso di fragilità interiore e si rivela - a sorpresa - pure romanticamente affascinante.
MEMORABILE: La scena sulla terrazza, in cui Nolte umilia lo spocchiosissimo marito di Barbra Streisand.

Pigro 31/12/09 12:16 - 8105 commenti

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Corre al capezzale della sorella che ha tentato di suicidarsi, si innamora della psicanalista di lei e rievoca il suo passato di bambino sofferente. Il dramma esistenziale e la commedia sentimentale si intrecciano pericolosamente: il discorso sulle famiglie divoratrici e sui matrimoni precari, e quindi in definitiva sulla sofferenza, trova un esito pacificante in un amore che è soprattutto solidarietà. Ma il lungo film spinge troppo sul melenso, complice una musica sviolinante onnipresente, e la storia si annacqua nel romanzo rosa.

Cotola 6/02/10 00:21 - 7703 commenti

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Discreto film drammatico diretto dignitosamente dalla Streisand e ben interpretato dai suoi protagonisti. Peccato che la sceneggiatura non sia troppo all’altezza. A mio avviso, infatti, pecca di faciloneria: lo sviluppo degli eventi è poco credibile così come pure la progressione drammaturgica che porta ad una risoluzione troppo veloce dei problemi che attanagliano i personaggi.

Belfagor 24/12/11 13:21 - 2629 commenti

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Questa storia abbastanza convenzionale di amore e inconscio represso ha dalla sua una serie di punti favorevoli: la regia funzionale della Streisand, una discreta dose di umorismo che si unisce ad una provvidenziale rinuncia ad un sentimentalismo troppo marcato e una delle migliori interpretazioni di Nolte. Nonostante il finale tenda ad una conclusione troppo veloce, la sceneggiatura è valida e ricca di dialoghi brillanti. Fotografia molto suggestiva, quasi empatica. Musiche così così, a tratti eccessive.
MEMORABILE: La meritata umiliazione del marito della Streisand.

Buiomega71 22/09/14 01:02 - 2329 commenti

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Dopo un poetico e vibrante incipt quasi spielberghiano (i ragazzini sott'acqua), il film si trasforma in dolore, passione, ricordi traumatici, crisi matrimoniali, colpe e rimorsi, tra un roboante "polpettone" romantico e psicologia spicciola. Poi arriva il flashback cardine, che colpisce sui denti per brutalità e ferocia e che non ti aspetti certo da pellicole del genere. La Streisand è quasi più brava come regista che come attrice (alcuni pezzi sono grande cinema) e sfiora attimi di rara e vera commozione. A volte lezioso, ma appassionatamente coinvolgente.
MEMORABILE: Il terribile flashback della notte di violenza raccontata da Nolte: "Carne cruda! "; Tutti i flash con l'infanzia di Nolte (bellissimi); La cena "snob".

Paulaster 9/11/16 10:11 - 2925 commenti

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Nelle contrapposizioni di classe (la psichiatra snob e l'allenatore di provincia) e geografiche (New York e la Carolina del Sud) si risolvono drammi umani di infanzia molestata. Buona regìa classica della Streisand che alterna il presente ai flashback arricchendo i dialoghi con cinismo o pragmatismo. Punto debole la relazione tra i protagonisti, che risulta melensa, con un'enfasi fuori luogo. Nolte in parte anche come fisicità mentre i comprimari (marito e figlio di lei) sono troppo accentuati.
MEMORABILE: Il violino per aria; La coltellata alla schiena; "Vuoi del burro sui croissant?"

Maxx g 23/07/17 23:34 - 509 commenti

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Ho visto questo film con qualche dubbio ma anche con una buona dose di curiosità. Sono stato premiato visto che è valido sotto tutti gli aspetti e non cade nella trappola del mieloso. Nolte è capace e la Streisand migliora sensibilmente con il dipanarsi della trama. Un film che fa riflettere - e non poco - sugli affetti familiari e anche su se stessi. Da vedere.

Beffardo57 12/09/17 16:35 - 262 commenti

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Drammi familiari, rimozioni, rimorsi, il peso del passato che avvelena il presente, il groviglio dei rapporti con le figure parentali... C’è di tutto, compreso l’intervento risolutivo di una psichiatra che si lascia infine coinvolgere personalmente e a cui tocca il po’ di necessariamente amaro in un ragionevole happy end. Hollywood nella sua versione più riuscita: storia interessante, interpreti in sintonia, grande mestiere. Spettacolo altamente professionale: lo spettatore paga e deve uscire soddisfatto; missione compiuta, questa volta.

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Lou 8/04/18 23:46 - 1001 commenti

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La seconda regia della Streisand si posiziona nel campo del più classico melodramma. La storia è incentrata sulla rielaborazione psicanalitica di pesanti traumi del passato, attorno ai quali la vicenda si dipana tra commedia e dramma, con parecchi momenti melensi. Nick Nolte offre un'interpretazione intensa e convincente. Confezione curata ma molto leziosa.

Siska80 17/08/20 16:37 - 973 commenti

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Lunghezza eccessiva per questo film che mette insieme troppi drammi, rendendo l'intreccio poco verosimile e a tratti noioso soprattutto nella seconda parte. L'idea dell'incontro/scontro tra la psicanalista e il fratello della paziente è buona, perché consente di far emergere traumi infantili e conflitti interiori di un'intera famiglia ma, nel momento in cui si forza la mano inserendo corna d'annata e love story del momento, il pathos iniziale viene meno e subentra la banalità. Buono il cast (soprattutto la Streisand, nonostante vari premi siano andati solo a Nolte), finale d'accatto.
MEMORABILE: La madre di Tom sfama il primitivo marito ubriacone con cibo per animali (che lui trova gustoso!).

Alex1988 22/11/20 18:32 - 681 commenti

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Secondo lungometraggio, dietro la macchina da presa, per Barbra Streisand, qui anche co-protagonista la quale, traendo spunto dal best seller di Pat Conroy, regala a Nick Nolte, uno dei "duri" per eccellenza del cinema, un ruolo abbastanza insolito per lui, pur esistendo caratteristiche similari tra lui e il personaggio: Nolte, infatti, praticava football da ragazzo e qui insegna al figlio della psichiatra (Streisand) - che vuole aiutarlo a liberarsi dei fantasmi del suo passato - a praticare football. Una storia delicata e ben narrata.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 22/09/14 09:52
    Pianificazione e progetti - 22303 interventi
    L'incipt è qualcosa di meraviglioso e poetico, con sapori e umori spielberghiani (i tre fratellini che si immergono e trattegono il respiro sott'acqua, isolandosi così dalla dura realtà quotidiana).

    Poi il film prende il via (ma Nick Nolte, forse, nel ruolo della sua carriera che all'epoca avrebbe meritato di fisso l'oscar) tra ricordi rimossi e dolorosi, crisi matrimoniali, passioni, colpe e rimorsi, amori che nascono e amori che finiscono, nuove amicizie, fino ad un finale comunque amaragnolo

    A volte lezioso, tra il classico polpettone romantico americano stile soap-opera fattoperpiacereatutti e psicologia spicciola sul lettino dello psicanalista, che magari andava scorciato un pò

    Ma a conti fatti (e dopo la visione) ti resta qualcosa dentro

    Eh si, perchè la Streisand è molto più brava come regista che come attrice (alcuni pezzi sono davvero gran cinema), riesce a toccare corde di rara e sincera commozione, impregna il suo racconto di passione e riesce nella non facile impresa di coinvolgere e appassionare come pochi film del genere sanno fare

    Vero che Barbra è caparbia, decisa, perfezionista, e questo nel film si nota, come si notano (e dice giustamente Il Mereghetti nella sua recensione) gli omaggi alle commedie anni 40/50 (tanto amate dalla Streisand), con quel tocco magico e puramente hollywoodiano (vedi la storia d'amore tra Nolte e la Streisand, che va oltre la sospensione dell'incredulità, o Bernard che suona il violino alla stazione, altro che le pacchianate de La Leggenda del Re Pescatore)

    La regista/attrice di Brooklyn trasmette dolore, passione, senso di rivincita (impagabile lo scontro snob, a suon di umiliazioni, al party, poi alla cena, Nolte/Krabbe, e lo Stradivari), come sono bellissimi tutti i flashback sull'infanzia familiare di Nolte (il compleanno e la tv presa a fucilate, il burbero padre che mangia inconsapevolmente cibo per cani-chiedendo addirittura il bis!-, lo schiaffo ricevuto dal futuro-e ricco-marito della madre)

    Poi, verso la metà, arriva il flashback cardine che Nolte aveva rimosso, che colpisce come un calcio nei denti per ferocia e brutalità, e che non ti aspetti da un film del genere e dalla sua regista. Flash davvero straziante e violento, quasi selvaggio, che lascia attoniti ("Carne cruda!") e che arriva improvviso come una fucilata a bruciapelo

    Suggellano il tutto la meravigliosa fotografia di Stephen Goldblatt e le musiche (a dire il vero un pò pompose) di James Newton Howard

    Di rara sensibilità la Savannah di Melinda Dillon e gobilissimi i duetti Nolte/Streisand

    Si respira aria di grande cinema americano, che resta nel cuore.
    Ultima modifica: 22/09/14 11:30 da Buiomega71
  • Curiosità Buiomega71 • 22/09/14 10:04
    Pianificazione e progetti - 22303 interventi
    Il film fù candidato a sette premi Oscar:

    Nomination Miglior film a Barbra Streisand e Andrew S. Karsch
    Nomination Miglior attore protagonista a Nick Nolte
    Nomination Miglior attrice non protagonista a Kate Nelligan
    Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Pat Conroy e Becky Johnston
    Nomination Migliore fotografia a Stephen Goldblatt
    Nomination Migliore scenografia a Paul Sylbert e Caryl Heller
    Nomination Miglior colonna sonora a James Newton Howard

    Non vincendone, però, nessuno

    Fonte: Wikipedia

    Il film è stato girato soprattutto a Beaufort, località nella Carolina del Sud. Per la prima volta una grande troupe cinematografica si è impegnata in un programma di rispetto ecologico. Barbra Sreisand ha ricevuto per questo un premio per "l'impegno nella conservazione dell'ambiente"

    Jason Guold (che interpreta Bernard) è figlio di Barbara Streisand e Elliott Gould

    Nelle scene d'amore con Nick Nolte, la Streisand, ha avuto non poche difficoltà come attrice ma soprattutto come regista, dando il "cut" quando la situazione si faceva "bollente" (imbarazzata davanti alla sua troupe)

    Fonte: Scheda di Ciak del film e Ciak, Febbraio 1992, pg.46