Il primo uomo

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Titolo originale: Le premier homme
Anno: 2011
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dal romanzo incompiuto di Camus "Il primo uomo".
Numero commenti presenti: 14

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/04/12 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 22/04/12 02:27 - 7525 commenti

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Dopo le incertezze "celesti", Amelio si ispira a Camus e torna a volare alto. Lo fa costruendo un film non poco autobiografico che si rivela bello, raffinato, complesso ed importante in cui contenente e contenuto vanno di pari passo. Cresce col passare dei minuti: ben presto è difficile non farsi affascinare dalla bellezza di immagini e scene che non hanno nulla di artificiale ed autocompiaciuto, ma che sanno essere semplici e spesso anche emozionanti. La sceneggiatura è ben oliata negli andirivieni temporali. Completa il quadro un buon cast (che peccato sentirlo doppiato).

Xamini 29/04/12 18:06 - 1012 commenti

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Un film di ritratti. Ritratto di Camus, anzitutto, personaggio misurato all'interno di un contesto fuori controllo. Ritratto di un paese (l'Algeria degli anni '50, nel pieno del proprio conflitto etnico intestino). E ritratto di una serie di personaggi che, dallo sfondo, si affacciano alla superficie del film. 'ché questa maniera di inquadrare, di perdurare sui volti arricchisce d'umanità la pellicola, conferendole una densità d'immagine che porta in evidenza il cast tutto, descrivendolo. Peccato solo per un doppiaggio imbarazzante.

Rebis 11/05/12 13:45 - 2088 commenti

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La patria e la paternità: mancate, pretese, perdute. Amelio riflette sul senso di appartenenza nazionale, familiare, sulle origini remote e genealogiche, sull'ereditarietà e la coscienza politica. E scruta il mare, che tutto lambisce e unifica, grande madre che accoglie, inghiotte e libera. Composto, pur nella fluida progressione della memoria; ordinato, malgrado i tumulti coscienziali in atto; nitido di fronte all'insorgere della violenza civile. Forse, troppa igiene per un film che affronta Camus e l'irredentismo algerino, ma si tratta di un approccio stilistico prima che formale.

Myvincent 24/06/12 11:40 - 2553 commenti

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La "questione algerina" vista con gli occhi di uno scrittore celebre che ritorna nel paese natio a ritrovare le tracce del suo passato, la sua infanzia, la madre ancora vivente e una situazione politica che sta per divenire incandescente. Un film non solo storico, ma anche capace di scavare nel racconto delle vicende personali ed umane, con stile asciutto e intenso. A volte qua e là un po' statico, sempre di qualità.

Galbo 22/03/13 17:55 - 11387 commenti

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Un romanzo di Camus che funge da pretesto narrativo per un opera che ha in parte anche il sapore autobiografico. Gianni Amelio torna al grande cinema con un film che unisce la raffinatezza formale, data da uno stile impeccabile e da immagini che restano impresse nella memoria, alla sostanza narrativa che scaturisce da una bella sceneggiatura e dalla regia rigorosa. Ottima la prova degli interpreti, in parte purtroppo limitata da un doppiaggio mediocre.

Cloack 77 3/03/13 00:06 - 547 commenti

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Amelio accompagna lo spettatore in un viaggio profondo, un'andata e ritorno continua tra passato e presente per riflettere su cosa non sia andato nel verso giusto, cosa non abbia permesso al sogno del domani di divenire realtà. Così, all'impresa più difficile, quella dello studio, non corrisponde la pacificazione fra i popoli e il sangue che lega alla terra è il sangue di vittime che continuano a morire per un odio senza senso, perché fratello non sarà mai fratello se di altra razza.

Nando 29/05/13 10:09 - 3476 commenti

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Ispirato da un romanzo pubblicato postumo di Camus, avente grandi sentori autobiografici, il film si rivela notevole nella confezione impeccabile fatta di grandi scenografie, eccellenti riprese e dialoghi sempre corretti. Il maestro Amelio regala nuovamente momenti di cinema di importante impatto visivo supportato da un cast appropriato, penalizzato forse da un doppiaggio non sempre perfetto.

Giùan 25/08/13 11:48 - 2991 commenti

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E’ un cinema antichissimo quello di Gianni Amelio, un cinema che si richiama ancora con pudico coraggio al moto dei sentimenti e del pensiero, senza nessuna aggressività che non sia quella, ostica e indigesta, dell’intelligenza. Il primo uomo scorre con inesorabile bellezza, prendendosi il suo tempo, chiedendo la nostra comprensione, stimolando una tenerezza mai rassegnata. E’ un cinema etico quello di Gianni, quasi autocondannato all’insuccesso, che guarda al passato per parlarci nuovamente del reale, di quell'antico, ancestrale mistero chiamato umanità.
MEMORABILE: La dignità di ogni singolo volto; Tutta la sequenza al mare; La visita nel quartiere arabo; L’aggressione del piccolo Hamoud a Jacques.

Pigro 19/01/14 12:13 - 7789 commenti

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Lettura rispettosa, elegante, a tratti emozionante, del romanzo incompiuto di Camus, che segue lo scrittore nel suo ritorno in Algeria a ricucire i fili smarriti della propria infanzia, sullo sfondo drammatico delle tensioni anticolonialiste. Tra intimismo e politica, il film si addentra nell’animo di un uomo maturo alla ricerca di una riconciliazione con il proprio passato, innalzando un pacato inno alla convivenza. Un’opera che si appella alla ragione, suggerendo temi di riflessione senza rinunciare alla raffinatezza della confezione.

Kinodrop 6/05/14 17:55 - 1502 commenti

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Una riflessione sul conflitto tra individuo e società, tra sensibilità intellettuale e necessità di azione, tra le urgenze del presente e il recupero del passato, che si agita nel protagonista ritornato in Algeria nel suo periodo più burrascoso. Amelio dirige un film tenendosi lontano dagli estremi e privilegiando l'immagine e l'introspezione, anche nel ritmo narrativo. Un'opera non solo esteticamente ineccepibile, ma che fa pensare. Musica un po' in disparte, forse poco attenta all'ambientazione.

Mickes2 21/07/14 12:15 - 1668 commenti

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Libertà, uguaglianza, fratellanza: questo è il motto francese; ma Jacques non ci crede, forse non c’ha mai creduto. Placido e soave viaggio della memoria alla ricerca di una pacificazione tra due stati, di una figura paterna mai dolorosamente conosciuta e di un rapporto con la propria madre (patria) che giorno dopo giorno sembra affievolirsi, vista come punto da cui tutto è partito e in cui tutto potrebbe finire. Cinema morale che grazie alla magia del racconto e della scrittura va oltre la memoria rivelando l’emozione di un ricordo impossibile.

Vitgar 18/02/15 12:20 - 586 commenti

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Bel film tratto dall'omonimo libro di Camus. Avendo letto il testo posso dire che la sceneggiatura è notevolmente aderente al romanzo. La regia è davvero molto buona e si avvale di una fotografia eccellente. Ottima la scelta del protagonista Gamblin: un viso e una mimica facciale che rispecchiano perfettamente il personaggio. Buona la colonna sonora di Piersanti.

Homesick 5/11/15 17:18 - 5737 commenti

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Amelio si avvicina a Camus con rispetto, mantenendosi in stabile equilibrio tra politica e intimismo e dando prova di una regia matura - esemplare in tal senso la compostezza ottenuta dai singoli attori -, attenta a cogliere gli aspetti realistici della società algerina così come i tumulti nell'animo del protagonista. La luminosa fotografia crea un'atmosfera intellettuale d'altri tempi, in perfetta armonia con il racconto.
MEMORABILE: La madre analfabeta che cerca di imparare a scrivere copiando le parole dal giornale.

Fiezul 26/12/16 11:23 - 20 commenti

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Lavoro ferreo, coerente e necessario (al regista) che esplora il libro di Camus. Due mondi si affrontano: quello dell'infanzia e quello della maturità, quello della coerenza e quello della giustizia. E come sempre accade, la realtà è fatta da toni grigi, sfumati. Noi e il mondo non stiamo mai solo dalla stessa parte. La precisione intellettuale non è però accompagnata da un reale afflato cinematografico: nel complesso manca l'emozione, in un racconto che risponde più a esigenze intime e non sbaraglia la reticenza dello spettatore.
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  • Homevideo Mco • 20/12/12 19:02
    Scrivano - 9683 interventi
    In DVD e Blu-Ray dal 27 Dicembre 2012 per la 01 Distribution.