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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/04/11 DAL BENEMERITO GURU
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Guru 3/04/11 20:38 - 348 commenti

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Il film affronta tematiche di carattere sociale ed esistenziale a cavallo tra dopoguerra e primi Anni Sessanta. Una sottile denuncia e una grande sensibilità nei confronti dell'ambiente portata avanti dal protagonista (Manfredi); le rinunce e le sofferenze di una moglie (Caron) per seguire e far crescere una grande famiglia. Una evidente sfida per stare con i tempi e nei tempi. Eccezionale l'interpretazione di ambedue i protagonisti, chiusi in un vortice e tutori del rispetto delle norme "Montessori" a qualunque costo. La genialità di Loy che anticipa i tempi!

Graf 15/10/11 04:23 - 708 commenti

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Probabilmente il film più complesso e profondo di Loy. E anche quello meglio “scritto”. Con notevole sensibilità di descrizione ambientale e capacità di introspezione Loy si interroga sull’incanto e sulle fatiche di "tenere famiglia" nello spietato mondo contemporaneo, attraverso un racconto ora sentimentale, ora divertente, ora ricco di spunti sociali e politici, che sorvola decenni e che approda nel pieno del boom economico e alla vigilia della contestazione del ’68. Un film dall'inquietudine sotterranea, teso e nervoso e dalle risonanze universali.
MEMORABILE: L'amichevole presa in giro del "metodo Montessori"; La perfetta orchestrazione generale del via vai del personaggi dentro la casa dei protagonisti.

Stefania 28/10/11 00:53 - 1600 commenti

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Un C'eravamo tanto amati in piccolo, una commedia che affronta temi profondi senza pesantezze. Dall'idealismo naif della giovinezza al pragmatismo malinconico della maturità, Marco e Paola crescono insieme ai loro quattro bambini. Crescono nel disordine, nel rumore, nell'andirivieni di ospiti sgraditi, crescono in un turbinio di pianti, ginocchia sbucciate, dita unte e pannolini sporchi. E attorno a loro cresce - altrettanto disordinatamente - Roma, e cambia l'Italia. Il tempo cambia tutto e tutti, e non in meglio, se quella chiassosa anarchia si acquieta nel silenzio. Piccola grande storia!
MEMORABILE: Manfredi guardando i nuovi palazzi del Tuscolano: "Qui tra qualche anno le pecore le dovranno far pascolare in terrazza!"

Daidae 4/02/12 03:07 - 2839 commenti

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Non male. Si ripercorrono 15 anni di vita familiare di una tipica famiglia medio borghese. Discussioni politiche, figli, problemi... non un capolavoro e per giunta sotto la media dei film di questo regista, ma raggiunge la sufficienza per via della caratura del cast (in particolare l'ottimo Manfredi).

B. Legnani 7/08/13 22:11 - 4908 commenti

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Volendo essere originali, basta dire che è un film contro il metodo Montessori e contro le famiglie con molti figli. Buon film (ma non il suo migliore) di Nanni Loy, qua e là prolisso, ma che cresce con i minuti (anche se la Auger sparisce brutalmente). Facile (e giusto) dire che C'eravamo tanto amati gli deve più di qualcosa. Recitazioni notevoli, con i due protagonisti in primis. Degli altri, anziché il sempre citato Tognazzi, mi pare che ruolo ed interpretazione più indovinati siano quelli di Sergio Tofano, generale monarchico disilluso.

Gabrius79 16/07/13 18:47 - 1253 commenti

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Bello spaccato di vita che va dal 1946 al 1967 diretto con mano sicura da un bravissimo Nanni Loy. Ottimo Manfredi in un ruolo fra i suoi migliori e bel cameo di Tognazzi nel ruolo dell'anarchico. Bene anche Leslie Caron. Addirittura appare Totò in un breve fotogramma (scena del funerale), ma morì due giorni dopo le riprese e fu sostituito da Tognazzi. Da rivedere.
MEMORABILE: Il metodo Montessori.

Galbo 1/08/13 19:41 - 11587 commenti

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La storia di una famiglia tra vicende private e pezzi di cronaca italiana. Nanni Loy dirige un buon film, la cui sceneggiatura (ben scritta) riesce bene nella sintesi pubblico/privato e mostra efficacemente il progressivo "disfacimento" dei rapporti interpersonali, avvalendosi dell'ottima prova di Nino Manfredi, in uno dei suoi ruoli migliori. Breve ma folgorante l'apparizione di Ugo Tognazzi.

Motorship 28/08/13 17:23 - 567 commenti

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Non conoscevo (e mi sono anche pentito di ciò!) questo bellissimo film del grande Nanni Loy, che da una parte ripercorre 20 anni della nostra storia concentrando tutti gli avvenimenti ideologici e non, dall'altra racconta la storia di un uomo qualsiasi e della sua grande famiglia con tutte le difficoltà affrontate in quegli anni lì. Ottimamente sceneggiato, il film alterna momenti divertenti ad altri amari e riflessivi. Eccellente interpretazione di Manfredi così come quella della Caron, mentre il piccolo ruolo di Tognazzi lascia il segno. ***!
MEMORABILE: La presa in giro al "Metodo Montessori".

Cotola 21/07/14 13:15 - 7826 commenti

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Ottimo film di Loy (uno dei suoi migliori se non il più bello) che affronta col sorriso (sardonico) sulle labbra e con un tono che dietro il riso nasconde molta amarezza, temi di notevole importanza come il matrimonio, la paternità, il ruolo della donna nella società dell'epoca, l'educazione dei figli. Una delle tante conferme che le commedie di una volta erano notevoli poiché avevano una capacità di dipingere e radiografare la realtà che oggi la maggior parte degli addetti ai lavoratori si sognano. Grande prova di Manfredi ma anche la Caron ed il resto del cast fanno in pieno la loro parte.
MEMORABILE: Il metodo Montessori e le sue conseguenze. La brevissima ma dura sferzata satirica contro gli istituti religiosi.

Rambo90 15/09/14 00:50 - 6694 commenti

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Interessante spaccato di una coppia di sposi, dal momento del loro incontro ai problemi sempre più stressanti in casa. Non sempre il livello della sceneggiatura è alto, ma i personaggi convincono e le interpretazioni di Manfredi e della Caron (ma anche di Tognazzi, seppur marginale) sono davvero ottime. Meglio la seconda parte della prima, quando si arriva al punto di rottura in particolare. Buona la colonna sonora. Resta la curiosità di immaginare come Totò avrebbe reso il personaggio di Romeo.

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Homesick 22/11/15 08:36 - 5737 commenti

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Istantanee dell'Italia del boom e i suoi mutamenti sociologici attraverso il trantran di una famiglia. La presenza di Manfredi impone un andamento da commedia di costume come tante, ma la regia di Loy si scuote negli attimi di amarezza, riflessi da certe espressioni sofferte della Caron e, soprattutto, dalla malinconica, rassegnata figura di uno straordinario Tofano. Con encomiabile correttezza, il prologo ricorda che la Resistenza ebbe anche una componente conservatrice-monarchica oltre a quella, ben nota, social-comunista.
MEMORABILE: Il bambino che strilla Bella Ciao a tavola; Tofano che si allontana; il breve, toccante dialogo tra la Caron e Tofano morente; Tognazzi anarchico.

Daniela 7/05/18 10:08 - 10197 commenti

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Radiografia di un matrimonio ed anche spaccato della società italiana dell'epoca, fra glorie e brutture legate al boom economico, il film di Loy nasconde fra le pieghe della commedia una riflessione amarissima sul ruolo tradizionale della donna: la moglie, interpretata da Caron con sensibilità, vive la maternità come una missione primaria, alla quale tutto va sacrificato, siano sogni o bisogni. Accanto a lei, a cui è pure negato di essere protagonista della sua storia, personaggi ben incisi, affidati ad un cast valido anche nei ruoli di contorno, con Tofano e Tognazzi in evidenza.

Rufus68 6/11/18 23:21 - 3342 commenti

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Non inganni l'andamento lento e apparentemente leggero: questo è, invece, un film sottilmente disperato in cui si registra la cronaca di una mutazione sociale irreversibile e potente. Le antiche generazioni declinano (con la monarchia e i militari), nuove libertà sbocciano (il lavoro femminile, l'educazione libertaria dei bimbi) e i ruoli familiari sbiadiscono relegando i tradizionali protagonisti nel caos tanto che il capofamiglia alla fine non saprà più di esser tale. Bravi Caron e Manfredi, meno riuscito il bozzetto di Tognazzi.

Deepred89 11/01/19 22:47 - 3378 commenti

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Loy tenta il colpo grosso ma qualcosa va storto: il suo C'eravamo tanto amati ante-litteram possiede sì notevoli ambizioni, ma il sapore generale ricorda in più occasioni quello di certe commedie drammatiche nostrane attuali, con figli, drammi, tradimenti e un Mandredi che cerca di rendersi antipatico e gli riesce pure bene. Soggetto di ampio respiro ma sceneggiatura senza troppa grinta, che troppo poco concede all'ironia (elemento che avrebbe senz'altro snellito il film). Restano la professionalità dell'insieme e un'ottima Caron.

Gugly 6/04/19 23:41 - 1029 commenti

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Più dramma che commedia, descrizione realistica di una famiglia normale dal dopoguerra all'attualità di quegli anni; i protagonisti hanno alti ideali ma saranno travolti dalla loro stessa buona fede (o incapacità di trovare compromessi?); il film va avanti per blocchi icastici (figli, educazione, lavoro con tirate ecologiste sorprendenti per l'epoca) sino a una conclusione non convenzionale che rende documentale la pellicola. Manfredi in un ruolo solo apparentemente positivo.
MEMORABILE: Le serve di casa arrivano brutte e incolte e vengono aiutate da Paola a migliorarsi sino a trovare un altro lavoro...

Zampanò 16/03/20 15:23 - 295 commenti

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Riflessione pre-sessantottina (è del '67) sulla lacerazione della famiglia-tipo italiana. Interpreti ispiratissimi (Manfredi, ma ancor più Leslie Caron) guidati da una sceneggiatura blindata. Il ciclo prevede: ideali, crepe, tradimento, crisi, tenerezza. E' l'ultimo film in cui compare, di sfuggita, Totò, che morì due giorni dopo le riprese: sua la parte dell'anarchico poi assegnata a Tognazzi.
MEMORABILE: La disillusione del monarchico filosabaudo dopo il viaggio dal re in esilio.

Pigro 20/05/20 10:24 - 8348 commenti

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Vent’anni nella vita di una coppia, dal primo incontro fino allo spleen indefinito di uno stallo senza uscita. Un ventennio che è anche quello italiano, dalla Liberazione in poi: non a caso i protagonisti sono urbanisti, visto che il racconto mostra i mali della città, dal traffico crescente alla cementificazione. Ma l’altro male, molto meglio descritto, è quello della riduzione della donna a madre e casalinga, snodo rimosso della società italiana. Un grande affresco storico-intimista che Loy tratteggia a volo d’uccello, ma con efficacia.

Buiomega71 4/09/20 00:55 - 2381 commenti

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In questo caotico gruppo di famiglia in un inferno si salvano le parentesi con Manfredi (straordinario) e la Auger, la discussione tra Manfredi e la Caron (superlativa casalinga disperata sul baratro della crisi di nervi) al laghetto dell'Eur, le cameriere sarde fantozziane e le maniglie delle porte (e la doccia) a misura di bambino. Odiosi i rimandi alla politica, Tognazzi fastidioso e insopportabile, qualche lungaggine di troppo e bimbetti urlanti, scalpitanti e irritanti. Loy ricerca un certo realismo e rimane interessante la sua ottica antifamiliare, anche se non riuscitissima.
MEMORABILE: I ragazzi che fanno Gioventù bruciata alla spalle di Manfredi e della Caron; Lo schiaffone che, finalmente, Manfredi ammolla al figlio.

Piovrone 4/04/21 22:59 - 6 commenti

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Uno dei film italiani più intrinsecamente francesi in assoluto: lo stile di Loy, la vicenda che scorre sfumata, indefinita e lascia sempre tutte le porte aperte, lo strepitoso commento sonoro, l'introspezione, gli spaccati di sociologia, le situazioni che si intrecciano vorticosamente, l'adultera evasione con ambientazione vacanziera, le magnifiche interpretazioni di Nino e di Leslie Caron, le incursioni del grande Ugo (che piacere averli insieme): tutto ciò contribuisce a un gioiellino intimista e psicologico degno di un Sautet di buona annata. Chapeau!
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Edo • 17/07/11 20:46
    Galoppino - 679 interventi
    Disponibile in dvd dal 31/08/2011
    Produttore : 01 Home Entertainment
    Distributore: Rai Cinema
    Ultima modifica: 4/09/20 14:52 da Zender
  • Curiosità Matemalex • 14/10/12 08:15
    Galoppino - 414 interventi
    Il ruolo dell'anarchico, interpretato da Ugo Tognazzi, fu dapprima assegnato a Totò, il quale girò anche una scena, quella del funerale. Era il 13 aprile del 1967: due giorni dopo l'attore morì.

    (da http://it.wikipedia.org/wiki/Il_padre_di_famiglia e http://www.antoniodecurtis.com/ultimociaktoto.htm )

    Ecco il fotogramma dove si distingue il volto di Totò a sinistra con cappello e sciarpa:

  • Discussione Buiomega71 • 4/09/20 10:54
    Pianificazione e progetti - 22621 interventi
    Rassegna estiva: Italian Graffiti d'agosto 

    Le sequenze migliori del film sono quelle con Manfredi e la Auger con i loro incontri clandestini (alla  spiaggia-sulle note di ,Quando, quando, quando-  a casa di lei, in macchina a pranzo a mangiare le spigole, dove Manfredi fa indigestione di pesce, e una volta che torna a casa la moglie le cucina...pesce!), alcune simpatiche trovate (le maniglie delle porte e lo sbroffino della doccia a misura di bambino, le cameriere sarde "mariangele fantozziane") e uno straordinario Manfredi che ti porta a casa il film (anche Leslie Caron è superlativa, che ha una certa "italianità" magari assente negli attori americani che prendevano parte a questo tipo di produzioni).

    Realistico e caustico l'occhio di Loy che ben tratteggia questo gruppo di famiglia in un inferno, tra il discutibile metodo Montessori e chiassosi marmocchi che danno sui nervi, con una non poco larvata vena antifamiliare.

    Alcuni frangenti sono notevoli, come la discussione, al tramonto-il solito grande Nannuzzi-, tra Manfredi e la Caron al laghetto dellì'Eur, che , più in là, nei giardinetti del palazzetto dello sport, un gruppo di ragazzi gioca a Gioventù bruciata con le auto, e la crisi di nervi della Caron davanti al dottore è ben resa dall'attrice.

    Ma si parla un pò troppo di politica (cosa che aborro nei film), il personaggio di Tognazzi è semplicemente fastidioso, irritante e insopportabile, con il suo pugno alzato della mano di legno, chiedendo continuamente se "è un compagno o una compagna" che diventa una macchietta intollerabile e alcune situazioni tirate parecchio per le lunghe che finiscono per annoiare (il funerale tra il traffico, la nascita del primo bambino, la tirata di Manfredi sui palazzoni che rovinano la bellezza di Roma, la direttrice dell'asilo che esalta fanaticamente il metodo Montessori).

    La figura della Caron, seppur ficcante, è l'antitesi di quello che , personalmente, penso sui rapporti matrimoniali o sessuali (fare l'amore solo per concepire, o sennò mi sento sporca e mignotta è una concezione terribile e inaccettabile, per quel che mi riguarda, che manda a remengo il Tinto Brass pensiero-che sposo in toto- sul fare l'amore solo per il piacere di farlo), e già al quarto figlio in arrivo la mia solidiarietà và tutta al povero Manfredi (che è perfetto quando è vittima, comprensibile, dell'angoscia che lo attanaglia), già succube di una casa che è un porto di mare (le governati coi baffi, cheppoi diventano belle ragazze, la madre di una di esse distesa sul letto, la puzza di pecorino, la rottura di scatole di avere sempre la sagoma, inutile, di Tognazzi tra i piedi).

    C'è vitalità in Loy, un senso di autocritica o autoanalisi (anche lui aveva quattro figli), ma la sua sincera "epopea" della famiglia (im)perfetta ha parecchie steccate (a volte poco divertenti, altre che cercano una scarsa empatia drammatica) per conquistare davvero.

    Tra attimi che brillano di luce propria (quando, finalmente, Manfredi dà uno schiaffone al figlio che continua imperterrito a fare casino, le pantomime di Manfredi per nascondersi , in spiaggia, alla vista di Tognazzi, quando è in compagnia della Auger, il silenzio, tanto agognato, nella casa per la mancanza della moglie, la Caron che , per poco, non và a sbattere contro un pullman nel traffico cittadino mentre i marmocchi cantano il ragazzo della via Gluck), il resto del film è un ritratto di famiglia come tanti e che funziona a intermittenza, che, alla fine, non lascia molto, se non la eccezionale performance di Manfredi.

    Al di là della riuscita più o meno interessante del film, è curioso constatare come il matrimonio e la famiglia non siano solo la tomba dell'amore, ma una vera e propria catastrofe.

    Curati e perspicaci i dialoghi, pessime le musiche di Rustichelli.

    Del tutto incomprensibile il divieto ai minori di 14 anni.
    Ultima modifica: 4/09/20 13:25 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 4/09/20 11:08
    Pianificazione e progetti - 22621 interventi
    Mediocre il dvd edito dalla 01.

    Formato: 1.33:1
    Audio: italiano
    Nessun sottotitolo
    Nessun extra
    Durata effettiva: 1h, 46m e 15s

    Immagine al minuto 1.26.48. Marco (Nino Manfredi) e sua moglie Paola (Leslie Caron), si affrontano davanti al "palazzetto dello sport", sullo sfondo i ragazzi che imitano le sfide tra automobili di Gioventù bruciata.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/PDVD-156.jpg[/img]
    Ultima modifica: 4/09/20 21:15 da Buiomega71