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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/11/09 DAL BENEMERITO COTOLA
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Brainiac 8/11/09 20:33 - 1082 commenti

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Un nastro immacolato sul braccio dei propri figli. Così il bigotto pastore di un villaggio rurale intende manifestare la purezza della prole. Un simbolo dell'incomunicabilità paterna, il fiocco, che assume valenza storica giacchè il film termina dove inizia il conflitto mondiale. Haneke è formalmente perfetto pur se affettato nella messa in scena, ma indaga lucido le tematiche. Purtroppo qualcosa stona fra i silenzi d'ordinanza del realismo minimalista. Il film è freddo, come se il nastro bianco, il regista, lo apponesse anche allo spettatore.

Cotola 7/11/09 00:37 - 7398 commenti

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Il male è insito nella natura umana. Questo sembra essere (secondo la mia interpretazione) il messaggio principale del nuovo lavoro di Haneke che è una spietata ed impietosa radiografia di una piccola comunità tedesca alla vigila della I guerra mondiale. Tutto sembra essere pulito ed inappuntabile ma col passare del tempo emergono ipocrisie, livori, bugie, cattiverie, desideri insani e via dicendo. Tutto si svolge con i soliti ritmi dilatati, ma avvolgenti ed angoscianti, del regista. Funzionale la scelta di uno splendido e glaciale b/n.

Rebis 19/11/09 19:07 - 2088 commenti

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L'orrore vero, storico e inalienabile, è da venire: in un villaggio protestante della Germania del nord, alle soglie della Prima Guerra Mondiale, si forgiano i presupposti culturali a quell'ideale di purezza che legittima la sopraffazione dell'uomo sulla donna, l'umiliazione del diverso; l'innocenza autentica è riposta nell'infanzia che emula, spontaneamente e segretamente, la logica del mondo adulto generando aberrazioni punitive e presagi. Se Inglourious Basterds è la manifestazione ludica e cinefila del Nazismo, questa è la sua attesa raggelante e immane. Fluido e formalmente superbo.

Jandileida 21/11/09 16:25 - 1234 commenti

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Haneke ci porta questa volta nel mondo rurale tedesco poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale; un mondo patriarcale, rozzo e violento pieno di piccole miserie e grandi orrori. E se qualcuno pensa che la salvezza verrà dai bambini si sbaglia di grosso: sono proprio loro infatti quelli che più degli altri giocano con l'ambiguità del male e sono proprio loro la generazione su cui nascerà il nazismo. Ottimo film, formalmente inappuntabile come al solito e con un magnifico bianco e nero.

Galbo 22/11/09 09:17 - 11307 commenti

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Ambientato in un villaggio tedesco immediatamente prima della guerra del 15-18, Il nastro bianco mostra una serie di avvenimenti apparentemente slegati tra di loro ma utili a capire il progressivo degrado della società e il male che si insinua (a volte in maniera del tutto gratuita) nelle relazioni interpersonali. In un contesto bucolico e apparentemente immobile è forte il contrasto con alcuni avvenimenti raggelanti mostrati nel film e la teoria del regista è che questi comportamenti della società tedesca siano un preludio al nazismo.

Estonia 27/11/09 11:33 - 4 commenti

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La riduzione dell’individuo, fin dalla più tenera età, alla condizione disumana di totale obbedienza a regole rigide e inflessibili crea i futuri carnefici dei poteri forti. Strutturato quasi come un giallo dai tempi assai lenti e dilatati, il film si sviluppa in modo lucido e asettico sospendendo ogni tipo di giudizio. Viene lasciato alle splendide immagini rigorosamente in B/N e a una narrazione di scarna efficacia il compito di illustrare quale sia stato il meccanismo complesso e perverso che ha favorito la genesi del nazismo e in generale di ogni dittatura.

Daniela 11/12/09 08:26 - 9075 commenti

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Piccoli nazisti crescono. Haneke questa volta non ci mostra la violenza, lasciata fuori campo oppure intuita attraverso porte chiuse, ma l'ambiente - quello chiuso e gretto di un piccolo villaggio tedesco alla vigilia della grande guerra - ne è impegnato. Ne fanno le spese le donne, quale ne sia la situazione sociale, ed i bambini, testimoni muti pronti a trasformarsi a loro volta in carnefici verso chi è ancora più debole di loro. I delitti resteranno senza colpevoli, il mistero senza soluzione. Opera agghiacciante, di grande bellezza formale
MEMORABILE: Il figlio del pastore, che sta per essere punito, viene mandato dal padre a prendere la canna.

Saintgifts 2/03/10 00:13 - 4098 commenti

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Haneke descrive lo stile di vita e il rigido rapporto tra adulti e bambini, ma anche tra adulti e adulti, in una piccola comunità del nord della Germania alla soglia della Prima Guerra Mondiale. La bella foto in bianco nero e una serie di tragici fatti che accadono, evidentemente provocati da qualcuno, che rimarrà sconosciuto, creano un'atmosfera di angoscia che pervade tutto il film. Il solo personaggio positivo è il giovane maestro, che è anche la voce narrante della storia. Mi è sembrato inconcludente e poco chiaro nelle intenzioni di fondo.

Greymouser 2/05/10 00:27 - 1458 commenti

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Haneke sarà anche discontinuo, però ha talento da vendere. Il regista austriaco mette sotto una lente in apparenza fredda e distaccata gli eventi misteriosi di un piccolo villaggio tedesco alla vigilia della grande guerra, utilizzando un algido bianco e nero. C'è qualcosa che striscia, senza nome e senza forma, che rende sempre più malata e disumana la convivenza nella comunità. Haneke ci indica senza enfasi da quale temperie sociale si possano generare mostri, aprendo uno squarcio di sinistre premonizioni di un tempo che verrà.

Belfagor 30/04/10 14:11 - 2619 commenti

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Dopo l'imbarazzante bruttura sado-narcisistica di Funny Games, Haneke si riprende alla grande con questa pellicola formalmente perfetta che contiene uno studio glaciale dell'innocenza e della corruzione. La natura del male alberga nelle relazioni fra gli esseri umani, ed è proprio il tanto decantato nastro bianco a simboleggiare violenza e sopruso, quasi un preludio dei "prescelti" del nazismo. La splendida fotografia in bianco e nero fa risaltare ancora di più l'orrore che alberga nel paese e regala immagini di rara suggestione.

Capannelle 13/05/10 12:43 - 3688 commenti

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Un film non proprio facile che necessita di attenta riflessione per comprendere i significati simbolici disseminati da Haneke per spiegare la nascita del nazismo. Quasi due ore e mezza in bn con toni bergmaniani e inquadrature poco mosse. Eppure fila via discretamente e mette in mostra con efficacia i personaggi simbolo di un'autorità - purtroppo condivisa da tutti - e quel gruppetto di bambini senz'anima che ricordano tanto quelli del Villaggio dei dannati. Ma non è quella l'intenzione del regista e qui un lieto fine non è previsto.

Nando 26/05/10 01:40 - 3453 commenti

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Un film rarefatto ma violentemente lucido che il regista realizza per annunciare la prossima genesi nazista. L'ambientazione bucolica emerge con variegate storie parallele e culmina con l'inizio della I Guerra Mondiale. La distanza notevole tra genitori e figli, il falso mugugno degli adolescenti e la voglia di un semplice maestro di creare una modesta ma felice famiglia portano ad ottimo risultato che sorprende per perversione ed inquietudine.

Hackett 1/06/10 07:22 - 1719 commenti

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Un film dalla durata notevole e dai tempi lunghi che necessita forse più visioni nel tempo. La storia affascina ed incuriosisce, mostrando la vita di un insediamento rurale alla vigilia della grande guerra. Il male sembra venire non da fuori (visto l'isolamento in cui vivono gli abitanti) ma dall'interno del paese, da ciò che dovrebbe essere più puro ed innocente. Alla fine si ha la sensazione di un finale sospeso, incompleto, invece il film si apre alla triste storia, segnata dal totale degrado del conflitto. Ottima la fotografia.

Enzus79 1/08/10 12:16 - 1733 commenti

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Michael Haneke è bravissimo nel raccontare il male che esiste dentro di noi e nella società e questo film ne è un esempio splendido! Il regista pone domande (come è suo solito fare) e non dà risposte. Il dialogo fra il medico e l'amante, dove c'è una violenza verbale altissima, è bellissima.

Rickblaine 1/08/10 14:56 - 635 commenti

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Un film che denota qualche incertezza nei suoi risvolti, ma Haneke ci ha molto spesso abituato ad un cinema poco chiaro e con miriadi di possibilità di interpretazione dell'opera. Il tutto è girato bene, ma alla lunga diventa noioso anche perché ogni scena è significativa, ma può essere anche il contrario. Molte sequenze, comunque, rimangono particolarmente affascinanti.

Losciamano 1/08/10 15:03 - 112 commenti

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Michael Haneke continua a percorrere la sua strada, proponendo nuovi enigmi e rinchiudendo lo spettatore in una sorta di camera chiusa dove la risposta, la verità, è nascosta dietro l'altra parte del muro. Pesante, molto pesante e lento; ma risulta molto riuscita l'ambientazione caratterizzata da un bianco e nero assillante. Un po' sopravvalutato.

Gestarsh99 13/08/10 11:56 - 1308 commenti

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Sicuramente il miglior film di Haneke, anche se questa volta il pathos e la tensione coprono con sorpresa la proverbiale freddezza distaccata alla quale l'autore ci aveva abituati. Più spinosa la lettura metaforica, dal momento che un tipo di cultura dogmatica ed oppressiva, presente all'epoca quasi dappertutto ed in varie forme, non credo possa giustificare le dinamiche che condussero alle tragiche vicende storiche successive; per gli infantilismi sul Male ed il Bene lascio la parola a coloro che credono in un simile dualismo fiabesco.

Andykap 6/10/10 17:35 - 37 commenti

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Un bianco e nero di abbacinante bellezza impreziosisce un film dai molti silenzi (è senza colonna sonora) e dai misteri irrisolti. Soprattutto la figura centrale del pastore (motore immorale della piccola comunità all’estremo nord della Germania) ha fatto pensare a Bergman, ma qui nessuno si tormenta per l’assenza di Dio. La violenza fisica è quasi sempre fuori-campo, ma quella verbale (da brivido il dialogo tra il padre e la governante-amante) ferocemente scatenata in un vuoto morale vuole essere chiaro preludio all’abominio nazista.

Mdmaster 8/10/10 08:23 - 802 commenti

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Il nuovo lavoro di Haneke, dopo il futile remake del suo classico Funny Games, dimostra che il regista bavarese è ancora in possesso di uno suo stile ben preciso. Un elegante, ma gelido, bianco e nero ci narra una storia di questa piccola comunità apparentemente idilliaca e bucolica che viene pian piano divorata dall'interno dalla negatività dell'essere umano, dal male, dalla cattiveria. Candidato come miglior film straniero agli Academy Awards, si dimostra opera da rivedere, anche se non perfetta per ritmo e per un cast un po' altalenante.

Didda23 29/01/11 17:13 - 2280 commenti

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Grandissima prova di una maestro incredibile. Haneke riesce nell'intento di narrare le dinamiche fra gli abitanti di un piccolo villaggio rurale all'inizio del novecento. Il bianco e nero è una scelta più che mai funzionale per descrivere il male che pervade l'intera comunità. Film agghiacciante, ma affascinante soprattutto perché non didascalico. Non sono d'accordo con chi vede nel film le basi che hanno portato al nazismo, perché son ben altre le contingenze storiche che hanno condotto alla dittatura.

Homesick 17/03/11 18:28 - 5737 commenti

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Qualsiasi ideale deviato – nazista o meno - alligna nell’humus di rapporti sociali basati sulla cieca obbedienza alla gerarchia e alla ritualità, la colpa, il timore religioso, l’odio represso e la sopraffazione del più debole e del diverso. La diagnosi di Haneke si presenta in un rigoroso bianco e nero à la Dreyer e in movimenti di macchina che, gelidi e felpati, denunciano l’orrore qui suggerendolo con pause, silenzi, una porta chiusa o un soggetto girato di spalle, là inverandolo nelle ributtanti figure del medico, del pastore e degli stessi bambini. Duro, inflessibile e disturbante.
MEMORABILE: Il volto seviziato del bambino “diverso”; «Signor padre»; le orribili ingiurie con cui il medico ricopre la levatrice sua amante.

Ruber 5/07/11 23:15 - 660 commenti

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Un bianco e nero del maestro Haneke che con questa pellicola conferma la sua grande bravura di regista. Un film ambientato alle soglie della prima guerra mondiale in un piccolo villaggio della Germania chiuso verso l'esterno e che ritrova al suo interno gelosie e invidie dei vari abitanti del paesino. Sceneggiatura molto curata e cast che pone i bambini come protagonisti assoluti. Fa capire e riflettere, ma fa arrossire per i metodi educativi di un tempo. La scelta del b/n è azzeccata perché riesce a dare più realismo al tutto.

Mickes2 3/08/11 18:23 - 1667 commenti

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La capacità di Haneke di addentrarsi nell’animo umano è uno dei suoi tratti distintivi. In un gelido b/n, con movimenti di camera brevi e sinuosi, alternati a long takes e fuoricampo incisivi, il regista austriaco mette in scena un film enigmatico, durissimo, algido, rigido, come i valori che gravano nel villaggio e tra i ragazzi che lo popolano. L’austera incomunicabilità sfocia nell’ambiguità e nel simbolismo di un nastro bianco, emblema di purificazione. Si assiste alla disgregazione morale della famiglia borghese, all’ossessione per la purezza etica.
MEMORABILE: Il fuoricampo, inquadrando la porta, mentre uno dei figli del pastore vengono malmenati dallo stesso; la fotografia; la regia di grande forma estetica.

Schramm 12/03/12 15:05 - 2411 commenti

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Di bergmaniana e bressoniana pesantezza, più vicino a una sessione di anatomia antroposofica che a una fucina di emozioni, villaggio dei dannati senza gli alieni (ma con tutta l'alienazione sintomatica degli imminenti e immanenti cortocircuiti storici), schiavo della sua soffocante teoremicità e digeribile come tre chili di ghisa, si sente a ogni secondo lo sbracciarsi di Haneke per farti sentire a ogni fotogramma letale peso specifico e ingombrante densità dell'opera, schiaffando il fruitore ora di qua ora di là di un falso specchio e condannandolo a un'acquisizione esclusivamente cerebrale.

Cloack 77 23/04/12 11:46 - 547 commenti

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Stupisce e meraviglia non tanto per la struttura solida, per quel trattare temi di un piccolo villaggio che saranno le “cause” della storia, ma perché fonda il terrore dell'avvenire su tracce, sul silenzio, sul timore dell'incomprensibile. L'angoscia è tutta in un nero presagio senza nome: mai si ascolta il termine nazionalsocialismo o il fragore di una bomba; il futuro è fuori le mura ma gli è impedito di entrare, solo per il momento.

Pigro 14/08/12 10:26 - 7697 commenti

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Spietato ritratto di un villaggio che sotto il perbenismo cova rancore, umiliazioni, violenza: siamo alla vigilia della Grande Guerra e quel paese contadino è incubatore della Germania (dell’Europa) a venire. In un freddo b/n Haneke spiega le ali nella narrazione di un grande romanzo dell’ipocrisia e dell’abiezione, in cui, vessati dal sordo autoritarismo degli adulti, sono protagonisti i bambini, retoricamente depositari dell’innocenza e anello fragile della catena sociale, nonché uova del serpente di una razza nuova, alla Villaggio dei dannati. Da brividi.

Giùan 22/03/13 14:22 - 2863 commenti

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La sfida alle convenzioni dello spettatore e della visione, da sempre tematica portante del cinema di Haneke, trova nel Nastro bianco un ulteriore punto di rottura. Al contrario infatti di quanto avviene con, ad esempio, Funny games o La pianista, qui il regista austriaco sceglie un terreno di provocazione prettamente estetico, filtrando violenza e imperscrutabili origini del male attraverso il b/n e uno stile ancor più raggelato. Ciò che ne risulta tuttavia è un disorientamento fittizio, un perturbante supponente, un estremismo discutibile. Dibattito!?!

Zurich 31/12/13 19:14 - 6 commenti

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Un film che va assolutamente visto, anche se l'opera di Haneke nel suo svolgimento tende a confondere e non dà risposte o soluzioni agli incidenti e alle violenze che colpiscono il piccolo villaggio tedesco dove il film è ambientato. L'angoscia, la sottomissione, la paura, le punizioni e la violenza di questo villaggio presto sfoceranno nella Grande Guerra; un passaggio inevitabile per un'umanità che vive nella paura, nella desolazione e nella povertà. Ribellarsi sembra impossibile. Bello e difficile.
MEMORABILE: L’immagine della levatrice che alla fine del film esce in bicicletta dal villaggio, la cui porta sembra l’ingresso di Auschwitz.

Vitgar 8/10/14 09:18 - 586 commenti

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In un villaggio della Germania protestante del 1914 si verificano dei fatti strani e inquietanti di cui, peraltro, non si scopriranno mai i colpevoli. Il punto è che colpevoli sono tutti gli abitanti di questo villaggio, con la loro ipocrisia, rancorosità, omertà. Il "consorzio umano" dimostra in questo film tutti i suoi limiti. Haneke, usando un B/N superlativo, è bravissimo nel trasmetterci il ribrezzo che una umanità sfilacciata e arida può darci e di cui solo la Grande Guerra ci ha temporaneamente liberato.
MEMORABILE: Il figlio piccolino del Pastore che gli porta l'uccellino che ha guarito (in tanta rancorosità una scena dolcissima).

Deepred89 7/02/15 20:22 - 3253 commenti

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Film solido, gelido, psicologicamente raffinatissimo, sottilmente disturbante, di una carica sinistra e coinvolgente che fa perdonare volentieri qualche caduta nell'autorialismo un po' gratuito (a livello visivo: le frustate fuori campo; a livello di scrittura: il non voler dare risposta alle domande sparse). Cast che oscilla tra il buono (l'insegnante) e l'ottimo (il pastore), ambientazioni azzeccate, fotografia in b/n molto curata e tutto sommato funzionale, regia dai ritmi lenti e fascinosi. Tra i migliori film del regista.

Lythops 19/04/15 10:16 - 972 commenti

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È sicuramente il film più difficile di Haneke sotto tutti gli aspetti: l'immobilità introspettiva lo fa apparire lunghissimo, la partecipazione alla chiusura imposta dalla rigida educazione e mentalità di un microcosmo che si divide equamente tra assoluti e chiusure è totale e in ogni sguardo, soprattutto di donne e bambini. Un bianco e nero che ricorda il passato e l'impossibilità di sorridere alla vita adulta dà il colpo finale allo spettatore, che non può non rimanere che "a bocca aperta" di fronte a tanta analisi. Res ita agunt. Perfetto.

Paulaster 15/05/19 11:27 - 2667 commenti

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Maestro di scuola racconta le vicende di un villaggio d'inizio Novecento. Haneke dichiara che gli albori del nazismo si potevano percepire nelle piccole comunità e come teoria sembra francamente azzardata. La "Dogville" che descrive, tra vendette, sevizie e rancori è ben studiata dando importanza ai rigidi dettami familiari. La voce fuori campo offre scarso contributo e si preferisce lo stile registico senza fronzoli al limite dell'asciutto. Buona chiusura a dare un ulteriore tocco di dispiacere alla grama esistenza.
MEMORABILE: Il bambino in acqua; Il bambino legato al letto; Il bambino seviziato; Il padre che posticipa il fidanzamento.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 30/11/09 21:18
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Non l'ho visto ma mi hai molto incuriosito... Il tema dell'innocenza e dell'infanzia è tra quelli che prediligo...
  • Discussione Estonia • 1/12/09 13:20
    Galoppino - 1 interventi
    Scusate se intervengo solo ora, ma non avevo ancora notato la discussione (sono poco pratica del sito). Dei film che avete citato ho visto solo Funny Games. Anche lì il richiamo al thriller (disatteso) funziona alla grande, soprattutto con l’impiego di una serie efficace di depistaggi che inducono a pensare a un possibile risvolto positivo, mentre in realtà poi il film prende la direzione opposta… in negativo…
  • Discussione Rebis • 1/12/09 13:24
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Senza contare poi la sequenza del rewind metafilmico che manda definitivamente all'aria aspettative e convenzioni... un vero e proprio pugno allo stomaco e alla logica del genere e dello spettatore!
  • Homevideo Noir • 22/02/10 15:43
    Galoppino - 575 interventi
    In uscita il 21/04/2010 per Lucky Red. Blu-Ray, dvd singolo e doppio dvd. http://www.terminalvideo.com/tvweb/applications/dettaglio.aspx?ART_Id=312535
  • Discussione Zender • 26/02/10 11:16
    Consigliere - 43786 interventi
    Saintgifts, per cortesia rileggili prima di postarli, i commenti. In questo non ci ho capito nulla e ho dovuto cancellarlo... In generale se possibile metti più punti: frasi brevi. Visto che il film, dopo aver fatto scervellare lo spettatore nel seguire tutti gli avvenimenti disgraziati che succedono nella piccola comunità e aver fatto odiare tutti i protagonisti, bambini compresi, fatta eccezione per il giovane maestro, unico sano innamorato della sua dolce Eva, maestro che è anche la voce narrante che ci conduce tra tutti i fili penduli (come direbbe Colombo), fili che rimarranno penduli e crimini senza risposta e senza colpevoli, allora se ne deduce che ci è stato spiegato come è nato il nazismo. C'è di che meditare
  • Discussione Saintgifts • 28/02/10 17:07
    Scrivano - 42 interventi
    Ciao Zender, chiedo scusa e mi rendo conto, non essendo molto bravo a scrivere, che nel commento in questione la mia sintassi non è molto corretta, e perciò risulta poco comprensibile il mio pensiero. L'unico merito che ho, è di avere almeno rispettato i cinque punti da osservare nel formulare il proprio commento. Proverò a riscrivere al mia opinione sul film di Haneke. Ti saluto cordialmente.
  • Discussione Zender • 28/02/10 18:02
    Consigliere - 43786 interventi
    Non preoccuparti, Saintgifts. Dico solo che sono siucuro che rileggendo ti accorgi che la frase non ha molto senso. Scrivere frasi brevi e con punteggiature frequenti aiuta.
  • Discussione Capannelle • 14/05/10 13:53
    Scrivano - 2485 interventi
    Nota di servizio: è possibile linkare il mio commento alla scheda del Villaggio dei dannati? Se potessi lo farei anch'io..
  • Discussione Zender • 14/05/10 14:05
    Consigliere - 43786 interventi
    Certo Capannelle. Fatto. Scusa, mi era sfuggito.
    Ultima modifica: 14/05/10 14:05 da Zender
  • Discussione Capannelle • 14/05/10 15:19
    Scrivano - 2485 interventi
    Zender ebbe a dire: Certo Capannelle. Fatto. Scusa, mi era sfuggito. Grazie assai.