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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'onda lunga del successo di film come CARNAGE o CENA TRA AMICI riconfermata dal sorprendente PERFETTI SCONOSCIUTI si riverbera anche sul cinema “minore”, che si chiude tra le mura d'un appartamento puntando tutto sulla sceneggiatura, prendendo un episodio variamente utilizzato nelle nostre commedie (la cena con la personalità da blandire per ottenerne i favori) e diluendolo fino a fargli occupare l'intera durata. Così Giorgio Amato, che prima di tutto è sceneggiatore, si cimenta con la tendenza del momento immaginando un imprenditore in crisi (Tognazzi) che...Leggi tutto per guadagnarsi un capitale appalto invita a cena l'amico ministro (Cerlino) assicurandosi che ogni cosa sia di suo gradimento: dal pasto a base di coniglio e vino di qualità (Sassicaia) fino alla escort che dovrà accompagnarlo in albergo, dalla cocaina alla brillante compagnia. Fin da subito però le cose non vanno per il verso giusto: la escort designata viene investita e la sostituta dell'ultim'ora, una cinese (Ichikawa, in realtà giapponese, la si era vista in CANTANDO DIETRO I PARAVENTI), sembra fin troppo polemica, la moglie vegetariana e intollerante (Barela) s'impunta su ogni fesseria creando disagi continui e l'onorevole sembra giocare eccessivamente sulla sua condizione prevaricatrice. Il padrone di casa, sull'orlo di una crisi di nervi, dovrà gestire al meglio ogni inconveniente giocandosi come carta di riserva l'attraente cameriera di colore (Fronten). Un vortice di interventi spiazzanti, piccoli colpi di scena, momenti d'imbarazzo e una tensione - su questo fa perno il film - che deve mantenersi costante per garantire l'attenzione. In questo non sempre il Giorgio Amato regista (che si ritaglia anche un piccolo ruolo d'attore, nel finale) provvede al meglio; si capisce che il copione, concettualmente associabile agli esempi citati in apertura ma intriso degli umori della nostra commedia all'italiana più amara e cinica, ha le potenzialità per colpire nel segno, tuttavia la gestione dei tempi e dei ritmi non è sempre impeccabile (troppo prolungato ad esempio il balletto tra luci soffuse della Ichikawa). In più una fotografia cupa e scialba riporta il tutto in un ambito minore che condanna parzialmente il film a "derivato" scarsamente ambizioso, impressione confermata dalla performance del cast: Tognazzi fornisce un'interpretazione sicuramente corretta, anzi buona ma mai davvero brillante, chi gli ruota attorno (c'è anche il cognato sempliciotto, interpretato da Edoardo Pesce) ugualmente non offre guizzi capaci di scuotere il film da un torpore che lo appiattisce ingiustamente. Ad ogni modo, nonostante qualche caricaturizzazione di troppo negli eccessi vegetariani (e non solo) della moglie, il quadro generale sa essere credibile e gustoso e sa sorprendere a sufficienza nel finale confermando la validità – quando il copione è all'altezza – di questi nuovi kammerspiel in cui la spietata ferocia dei protagonisti è il sale che fa da ingrediente principale. Osservare supposti amici che perfidamente si scannano a tavola col sesso come contorno è forse la nuova passione degli italiani?
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/05/16 DAL DAVINOTTI
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Markus 7/05/16 10:21 - 3305 commenti

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Ci troviamo per l'ennesima volta a una cena (il richiamo ai recenti successi d'Oltralpe e non sono chiari), ma il regista vira la pellicola più sui versanti cinici, perversi e talvolta italioti. L'aria del film "minore" c'è tutta, a partire dal cast di non famosi, seppure con un Gianmarco Tognazzi in parte, ma che avrebbe potuto essere più incisivo nonostante il suo indiscusso talento. Da sottolineare un aspetto pruriginoso francamente insperato che, specie nella seconda parte, si evidenzia maggiormente. Edoardo Pesce perfetto.
MEMORABILE: Un cane dimenticato fuori da un negozio.

Galbo 10/02/17 05:54 - 11415 commenti

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Usi e abusi del potere in un film italiano che per una volta si differenzia da molte commedie che mantengono distanze abissali dalla quotidianità. Il tema è quello della politica nostrana, della quale viene data una versione (apparentemente) caricaturale. Buona la prova degli attori (Tognazzi e Cerlino in particolare) e funzionale l'ambientazione claustrofobica, ma il regista è spesso indeciso tra satira e farsa e questo pesa negativamente sulla resa complessiva, sebbene la pellicola regali momenti godibili e un finale amaramente indovinato.

Nando 25/06/17 01:15 - 3483 commenti

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Commedia noir che riprende le atmosfere di altre pellicole ambientate davanti un desco casalingo. Qui c'è in ballo la corruzione ma purtroppo le strane donne presenti condurranno la vicenda a un finale inizialmente laido e poi tragico. Buon film sostanzialmente, che si avvale di un Cerlino e un Tognazzi appropriati; bene anche la Barela, ahimè odiosa la Ichikawa, che non mostra un briciolo di sensualità nonostante il monotono balletto.

Gugly 9/07/17 10:56 - 1015 commenti

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Commedia nerissima in cui Gianmarco Tognazzi (truccato in modo da assomigliare al padre) si accolla il tentativo di rinverdire la commedia un po' in stile Dino Risi, in questo aiutato da Edoardo Pesce oramai abbonato ai ruoli di "traffichino scemo", dalla ottima Ichikawa e soprattutto da Cerlino che ha sempre lo sguardo da boss camorrista anche quando fa altro. Qualche snodo narrativo è faticoso e improbabile (la sorte del cane, lo spettacolo di burlesque, dov'era la valigia?) ma tutto sommato è un prodotto apprezzabile. Remember I mostri.
MEMORABILE: Il brusco incidente iniziale che fa svoltare una serata già programmata.

Ilpiccio75 30/07/17 21:56 - 8 commenti

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Corruzione, attriti padroni-inservienti, crisi coniugali, flirt saffici, pillole di arte, neologismi erotici divertenti, sembra tutto ben miscelato. Bella Jun Ichicawa finalmente in un ruolo di donna sensibile, intelligente e dolce (addio alla Strega-assassina per Argento), a volte forse un po' "finta ingenua". Umanissimo Tognazzi, perennemente teso e accigliato. Il solo vero mostro è il cane: rifiutato addirittura dai ristoranti cinesi, vendicativo e probabilmente di difficile abbinamento ai vini... Grande Amato! un film da rivedere.
MEMORABILE: Vuoi farmi una lista delle cose di cui posso parlare? Vedi di depilarti bene le chiappe, perché non sarà con il mio c*** che si divertirà stanotte!

Pinhead80 31/08/17 17:07 - 3966 commenti

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Ancora una volta una commedia amara sul malcostume nostrano fatto di corruzione, falsità, opportunismo e di persone pronte a scannarsi tra di loro per soddisfare i propri desideri. Il film regge bene anche se si esagera nel finale con la componente sessuale, che risulta essere francamente poco credibile. Peccato perché la commistione di attori, tra facce note e meno note e la scorrevolezza della sceneggiatura lasciavano presagire qualcosa di ancor più interessante. Comunque non male.

Pessoa 4/09/17 20:28 - 1175 commenti

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Quasi un instant-movie di Amato che non cela fin dai titoli di testa gli agganci alla cronaca. Il volto meschino e becero di una parte della nostra classe politica emerge piuttosto bene grazie a un buon affiatamento del cast, privo di primedonne, capitanato da un Tognazzi arcigno decisamente in parte. Il ritmo è accettabile, nonostante sia tutto girato in un appartamento, in virtù di una sceneggiatura realistica molto ben scritta. Un film interessante, lontano dal nostro grande cinema di denuncia, ma che fa comunque bene guardare.

Homesick 22/10/17 08:42 - 5737 commenti

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Che il potere politico sia arrogante, ipocrita, corrotto e corruttore è risaputo e testimoniato dalla cruda realtà quotidiana. Meno ovvio, nel flaccido cinema di oggi, è saperlo esprimere in una farsa così cinica, coinvolgente ed incalzante, sfruttando gli spazi ristretti dell'unità di luogo, tempo ed azione imposte dalle regole del kammerspiel per farvi deflagrare le aspre, tese dialettiche fra attori tutti molto disinvolti e in parte, anche laddove si marchino i toni caricaturali (lo spregevole ministro di Cerlino). Colonna sonora idonea e accurata; ferocemente beffardo l'epilogo.
MEMORABILE: La scelta del vino; I litigi coniugali sul coniglio; "All inCULive"; L'orgia multietnica di sesso e droga finale.

Il Dandi 13/08/19 22:56 - 1812 commenti

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Dopo un thriller valido come Circuito chiuso e un dramma claudicante ma radicale come The stalker era lecito aspettarsi di più dal passaggio di Amato alla commedia. C'è invece il solito riciclaggio di macchiette anni '60 (l'imprenditore che tenta di corrompere un politico con squillo e mazzette) con pochi e ovvi aggiornamenti (il veganesimo, il sesso di gruppo). Volgare come i Vanzina ma meno divertente, fa la differenza solo la cornice "autoriale" (l'unità di tempo e luogo della cena) derivativa e irritante, che spreca attori altrove validi.
MEMORABILE: L'abbandono del cane fuori dall'enoteca.

Gabrius79 4/06/20 01:07 - 1196 commenti

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Discreta pellicola che ha le carte in regola per coinvolgere lo spettatore ma che talvolta vengono sciupate a causa di alcuni cali di ritmo. Attori bravi con una menzione particolare per Tognazzi che dà il meglio di sé. Forse il ruolo della Ichikawa è quello meno riuscito assieme al suo lungo intermezzo mentre balla. Dialoghi pungenti e certe volte ironici. Vedibile.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 18/12/16 23:43
    Galoppino - 486 interventi
    ma questo film ha avuto problemi di produzione???praticamente non e' mai passato al cinema???eppure non e' male
  • Discussione Zender • 19/12/16 07:41
    Consigliere - 43588 interventi
    Come non è mai passato al cinema? Il Marcel e Markus lì l'han visto, come si capisce dalla data di inserimento della scheda.
  • Discussione Kaciaro • 19/12/16 14:45
    Galoppino - 486 interventi
    comunque c'estato pochissimo...........qua da me non lo conosc e nessuno ...
  • Discussione Kaciaro • 23/12/16 16:10
    Galoppino - 486 interventi
    peccato e' una commedia nera divertentissima,con grandi attori magari si poteva osare di piu' nelle scene di sesso ma va' bene cosi'stupendo il finale!!!