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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/05/19 DAL BENEMERITO RAMBO90
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Rambo90 13/05/19 19:40 - 6825 commenti

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Un criminale di mezza tacca ruba un borsone pieno di soldi e gioielli a una gang in Puglia e, ferito, viene soccorso da un uomo un po' strano che gioca a fare il pellerossa. Una storia insolita, che Rubini dirige e scrive con cura, mischiando i generi come ha già fatto in passato, senza tralasciare di andare in profondità con i suoi personaggi, arrivando a emozionare e commuovere. Papaleo è superlativo, bambinone mai cresciuto, giusto contraltare alla disillusione e alla voglia di riscatto dello stesso Rubini. Cinema italiano da salvare.

Nancy 15/05/19 21:03 - 774 commenti

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Rubini dirige e interpreta un film di grande sensibilità in cui mette al centro i due protagonisti, due spiantati, uno ladro reduce da una rapina e disilluso dalla vita e l'altro un emarginato sociale con una strana fissa con gli indiani d'America dei quali condivide gli ideali di vita. Una grande capacità di scrittura rende vivace una location quasi sempre unica, ma che ripresa nel modo giusto fa innamorare della città in cui si ambienta, un'insolita Taranto che vista dai tetti della città vecchia rende poetica anche l'Ilva. Bravo Rubini.

Galbo 6/09/19 08:53 - 11680 commenti

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Un ladro spiantato e un emarginato che si crede un capo indiano si incontrano sui tetti di una città pugliese. Sergio Rubini realizza un buon film, atipico nel panorama cinematografico italiano. Funziona la sceneggiatura che si focalizza su due perdenti in cerca di riscatto e di reciproca solidarietà (le altre figure sono marginali ma riflettono la cattiveria che spesso circonda gli ultimi), e la regia che valorizza un ambiente apparentemente angusto che funge da cornice ideale per la storia. A “commento” della vicenda una buona colonna sonora.

Decimamusa 9/10/19 19:21 - 94 commenti

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Sorta di western metropolitano ambientato sui tetti della periferia di Taranto, con alcune panoramiche di suggestiva visualità. Soggetto originale, sceneggiatura all’altezza (al netto di qualche rallentamento), grande interpretazione dei due protagonisti. In un ambiente moralmente degradato, si disegna la storia di un’amicizia fra esclusi: lo sfigato Tonino e lo squinternato Renato (non privo di lampi di lucidità), che sublima la sua dolente marginalità nell’affidarsi al mito e al mondo spirituale dei pellerorossa. Belle le musiche di Einaudi.

Capannelle 1/05/20 10:45 - 3916 commenti

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Rubini dirige con sensibilità una commedia ambientata nella Taranto d'oggi, anzi sui tetti della città con vista Ilva. Funziona la coppia Rubini-Papaleo che evolve dal primo contatto ("Sei un mi-no-ra-to" dice il ladro a Cervo Nero) a una solida amicizia attraverso una serie di situazioni surreali ma non per questo banali. Tutta la polpa narrativa è legata al tetto dove si incontrano e a quanto possono vedere col cannocchiale. Figure e location di contorno sono funzionali ma anche accessorie. Ottimo il commento sonoro di Einaudi.

Pessoa 17/01/21 03:35 - 1658 commenti

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Rubini torna a frequentare la malavita pugliese dopo Mio cognato, questa volta incaricandosi anche della regia, e ritrova le stimolanti atmosfere familiari che hanno caratterizzato i suoi lavori migliori. Più che un ritorno del cinema di genere, si tratta della storia di due "esclusi" che si abbarbicano uno all'altro per motivi diversi. Lo script, fresco e avvincente, si fregia delle suggestive quanto inusuali location "pensili" del quartiere Tamburi di Taranto. Il risultato è molto buono, Rubini e Papaleo sono straordinari: un cinema italiano di qualità che fa ben sperare.
MEMORABILE: I dialoghi fra Rubini e Papaleo; Il "regalo" finale alla Lotito; Le location sui terrazzi della città vecchia; La ost di Einaudi.

Reeves 22/02/21 14:22 - 676 commenti

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Due perdenti, un sogno, una borsa con il bottino e i tetti come location principale. Sergio Rubini vuole fortemente (al punto di dirigerlo e di interpretarlo) un film veramente sorprendente, lontano dalle storie che abitualmente sono raccontate dalla commedia italiana contemporanea. Un western metropolitano coadiuvato dalle grandi interpretazioni di Rubini e Papaleo e dalle musiche stupende di Einaudi.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 4/06/20 17:42
    Scrivano - 2643 interventi
    Troppo realismo?

    Secondo l'accusa, la casa di produzione del film si servì di persone del clan Sambìto per trovare lavoratori, comparse, location, parcheggi etc per girare il film.

    La notizia dal Fatto quotidiano
    Ultima modifica: 4/06/20 17:48 da Capannelle