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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/09/09 DAL BENEMERITO AAL
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Aal 20/09/09 01:02 - 322 commenti

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Film diretto con stile retorico e antiquato sulle note vicende della contestazione studentesca del 1968, con ampio dispiego di stereotipi e luoghi comuni. Una recitazione fastidiosamente enfatica rovina le performance di Argentero, della Trinca (veramente insopportabile il suo personaggio) e della Morante: Scamarcio, invece, ormai affrancatosi dal ruolo di "belloccio", offre una prova incisiva e convincente donando credibilità al suo personaggio e salvando il poco che c'è da salvare di un film altrimenti piuttosto indigesto.

Pigro 5/10/09 09:51 - 8354 commenti

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Poliziotto infiltrato tra gli studenti contestatori nel '68 si innamora di una leader del movimento. La cura nel riuscire a rendere con efficacia gli scontri tra polizia e manifestanti non è sufficiente a ricostruire la reale essenza del '68 e le sua ambiguità (e il suo linguaggio e perfino le sue luci). L'intento è serio, ma si scontra con la prevedibilità di una solita (e non del tutto credibile) storia d'amore. Tutto è ben fatto ma suona finto. Scamarcio è bravo, Argentero inadatto. C'è azione e manca pathos. Un film riuscito a metà.

Gugly 22/09/09 23:20 - 1029 commenti

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Rievocazione del mitico 68 che soffre i troppi ralenti e le immagini patinate. L'intento è genuino come il personaggio riuscito di Scamarcio, che di fatto rappresenta il giovane poliziotto Placido che divenne poi attore, ed Argentero dipinge bene la fatuità del rivoluzionario (o peggio) di professione, mentre mi convince meno la Trinca (i personaggi decisi non le si addicono). Colonna sonora di prammatica e qualche ambientazione posticcia. Popolizio come al solito superlativo. Morante inutile (e personaggio prevedibilissimo)
MEMORABILE: Il monologo in pugliese al provino.

Cif 1/10/09 00:18 - 272 commenti

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Placido riesce a superare la prova (invero ardua), raccontando il '68 e i fatti di Valle Giulia in maniera convincente, senza eccessi didascalici né fastidiose semplificazioni (con qualche eccezione). Certo, le arringhe rivoluzionarie dei protagonisti fanno letteralmente ridere, però il regista ha il dono di raccontare storie individuali ma emblematiche (come già fatto efficacemente con Romanzo Criminale) ed è lì la parte migliore del film. Quel po' di autobiografismo (ovvero il sincero personaggio di Scamarcio) poi non guasta. **½
MEMORABILE: In positivo: l'arancino avvelenato. In negativo: l'incontro dei ciellini (che non riescono a dire "compagno") con i comunisti.

Deepred89 15/11/09 14:34 - 3378 commenti

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Classico filmetto sul sessantotto, guardabile ma complessivamente mediocre. Un collage di stereotipi sul tema, dai ribelli nelle università alla meditazione trascendentale, accompagnato dalle solite storielle melodrammatico-sentimentali che diventano sempre più pesanti col passare dei minuti. Regia di Placido formato fiction Rai, brutta fotografia (anch'essa televisiva), banale utilizzo delle (poche) canzoni d'epoca. Cast mediocre, in cui gli unici due bravi (Orlando e la Morante) sono sprecati in ruoli di poco conto. Banale e scontatissimo.

Galbo 6/12/09 07:56 - 11589 commenti

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Una storia quasi autobiografica per Michele Placido che rievoca gli anni del 68 italiano, con le cariche della polizia (alla quale lui stesso apparteneva) e le contestazioni all'università. Alla base probabilmente un'ispirazione sincera. Purtroppo la narrazione risulta troppo patinata e prevedibile anche per l'inserimento di una componente sentimentale che sembra artefatta e posticcia. Anche gli attori convincono a metà.

Vstringer 20/07/10 00:56 - 349 commenti

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Patinato e nostalgico, per fortuna manca un'eccessiva captatio benevolentiae verso il pubblico che nel '68 non c'era: Laura è troppo confusa, contraddittoria e presa da se stessa per non rischiare di apparire odiosa (bravina la Trinca, alle prese con un ruolo difficile) come del resto i due compari, dove Scamarcio sorprende in positivo e Argentero conferma le sue qualità. Nel resto del cast, sugli scudi Popolizio e Orlando. Regia corretta ma troppo poco fantasiosa: è buono, ma di film sul '68 ce ne sono e per fare la differenza serve di più.

Hackett 9/08/10 21:12 - 1800 commenti

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Film personale e in parte riuscito di Michele Placido. I personaggi sono convincenti ma non bucano lo schermo, la rappresentazione è ben fatta ma forse troppo pulitina. Tutto rimane un po' troppo estetico e non riesce a toccare le corde dell'anima. Buone le prove degli attori.

Piero68 6/09/10 09:22 - 2812 commenti

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Trovo questo film uno dei pochi realmente guardabili sul tema del'68 in Italia. Bellissimo affresco di una generazione e di un periodo veramente difficile. La sceneggiatura tutto sommato semplice è comunque abbastanza efficace e tiene alta l'attenzione fino alla fine. Scamarcio e Argentero danno una ottima prova e si calano nel personaggio in maniera davvero sorprendente. Certo i limiti ci sono e sono i soliti del nostro cinema: essere diventato una versione "lungometraggio" delle fiction. Ma in mezzo a tanto lerciume questo almeno si fa apprezzare.

Nando 1/11/10 09:09 - 3544 commenti

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Alla base di una vicenda autobiografica dello stesso regista pugliese, la pellicola riprende la grande utopia sessantottina schierandosi tanto per cambiare con gli studenti idealisti ma privi di solide fondamenta. Nonostante la narrazione sia piacevole emergono i soliti schematismi e stereotipi tipici di film riguardanti quel periodo. Angelicamente pura la Trinca.

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Luchi78 1/03/11 16:08 - 1521 commenti

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Prova registica deludente per Placido, che prova ad imbastire una storia convincente dal punto di vista sentimentale riallacciandola alla situazione storica del '68. Il risultato finale lascia un po' indifferenti, come d'altronde lo sono gran parte dei personaggi: la Trinca convince a metà, Scamarcio dà una buona prova, Argentero non è adatto al ruolo. Il giudizio diventa abbastanza negativo se rapportato a La meglio gioventù di Giordana.

Cloack 77 27/05/12 13:55 - 547 commenti

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Un film semplicemente sbagliato in ogni sua parte. Tre protagonisti i cui personaggi non hanno alcuno sviluppo, né col tempo né con la storia: il '68 scappa via e queste tre figurine perpetuano il loro ruolo: uno declama frasi fatte (diventerà un politico!), una ama a momenti alterni un po' l'uno un po' l'altro (diventerà una mamma!), l'altro sogna (diventerà attore!). Il masso della retorica pesa non solo sul film, ma soprattutto sul suo autore.

Dusso 23/08/13 17:29 - 1548 commenti

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Non certo memorabile film di Placido che racconta il '68 ma in modo non molto interessante, sviluppando più altri argomenti da cinema familiare-drammatico. Buono il montaggio e una regia comunque come al solito più che discreta. Bravi i giovani attori e lodevole specialmente la prova della Trinca.

Lou 6/10/19 20:19 - 1031 commenti

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Placido prende spunto dalla propria esperienza nel Sessantotto, come giovane agente di polizia infiltrato che poi approda alla recitazione, per realizzare un film che, seppur sinceramente nostalgico, poteva risultare più realistico. Invece, tra autobiografia e finzione, tra lotta sociale e sentimenti, prevale un approccio semplificato che non lascia il segno.

Redeyes 17/02/21 07:44 - 2256 commenti

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Un bel trio di attori per questa storia "romantica" immersa in un 68 pieno di speranza nel futuro e in rotta con la generazione precedente. Il fulcro è Scamarcio, che ripercorre alcuni passi del giovane Placido, diviso fra il presente da poliziotto e il desiderio di divenire attore. La storia scorre abbastanza bene, pur con più di un inceppamento, ma se il sopracitato attore e Trinca non deludono, il "compagno" Argentero non convince. Si apprezza una buona resa del periodo, una buona fotografia ma niente ha quel guizzo per fare il salto di qualità.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 22/09/09 23:24
    Segretario - 4667 interventi
    Massimo Popolizio potrebbe leggere anche solo i numeri del lotto, è veramente qualcosa di unico.

    CComplimenti a parte, per mio conto ho visto in questo film richiami evidenti a fatti che molti giovani conoscono bene: gli attacchi alle camionette dei poliziotti la scena del passaggio in caserma tra i celerini picchianti non possono che far riandare con la mente ai fatti del g8 2001 e della caserma di Bolzaneto.
    Argentero invece è il simbolo di tanti rivoluzionari che poi avrebbero scelto la via decisa della violenza, con successivo espatrio verso lidi più accoglienti come la Francia per evitare le condanne (anche qui il riferimento è evidente).
  • Curiosità Gugly • 22/09/09 23:27
    Segretario - 4667 interventi
    Il personaggio di Nicola è un trasparente alter ego di Placido, anche lui giovane poliziotto con il sogno di attore; per questo passato Placido negli anni 70 verrà guardato con sospetto quando si unirà ad attori come Gian Maria Volontè nelle proteste di piazza.
  • Curiosità Gugly • 23/09/09 22:05
    Segretario - 4667 interventi
    Nel ruolo del figlio minore della famiglia Guidoni ritroviamo Marco Brenno, figlio di Placido già visto nella fortunata fiction Tutti pazzi per amore.
  • Discussione Galbo • 6/12/09 08:00
    Consigliere massimo - 3835 interventi
    Mi è sembrata la messa in pratica di una lezioncina di "come si dovrebbe fare un film sul '68 italiano" (comprese le didascalie sul che fine hanno fatto i personaggi). Placido è lontano a mio parere dai livelli di regia di Romanzo criminale e questo somiglia più ad un prodotto televisivo. Per capirne di più su quei tempi meglio riguardarsi La meglio gioventù di Giordana.
  • Discussione Gugly • 6/12/09 11:08
    Segretario - 4667 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Mi è sembrata la messa in pratica di una lezioncina di "come si dovrebbe fare un film sul '68 italiano" (comprese le didascalie sul che fine hanno fatto i personaggi). Placido è lontano a mio parere dai livelli di regia di Romanzo criminale e questo somiglia più ad un prodotto televisivo. Per capirne di più su quei tempi meglio riguardarsi La meglio gioventù di Giordana.

    Concordo, a livello tecnico non c'è paragone con Romanzo criminale, sembra quasi che Placido si sia concentrato molto di più sulle interpretazioni (peraltro solo di alcuni).