Il giudice e il suo boia (2 puntate)

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Da Dürrenmatt una strana e bizzarra storia che ha le forme lontane del giallo ma che affonda le radici nell'indagine prima di tutto psicologica compiuta dall'assoluto protagonista, un Paolo Stoppa eccellente capace di sfumature, nella recitazione, che in pochi sono in grado di dare. E' lui l'anziano commissario svizzero Hans Barlach cui viene affidata la ricerca dei responsabili dell'assassinio di un loro collega trovato morto ai margini di un bosco nell'auto che guidava. Convinto che il giovane inizialmente scelto per affiancarlo nelle indagini non sia l'uomo giusto, Barlach chiede che venga richiamato dalle ferie Hugo Tschanz (Pagliai), acuto agente che era pure buon amico della vittima. Fin dalle prime fasi...Leggi tutto si capisce tuttavia che c'è qualcosa di molto strano nel comportamento di Barlach, qualcosa di non dovuto solo all'innegabile eccentricità dovuta alla singolarità del personaggio: non fa che lodare Tschanz, affidare a lui ogni conclusione, nasconde indizi e chiaramente rimugina su qualcosa che non è dato sapere (ma che facendo un minimo di attenzione si può facilmente intuire). E se presto le ricerche puntano al ricco ed equivoco Henry Grauber (Mauri), che sembrerebbe avere un movente chiaro per l'omicidio, c'è sempre qualche particolare che non pare girare come dovrebbe. Va detto però che l'insieme di passaggi enigmatici e di mezze frasi di Barlach concorre ad aprire autentiche voragini nella sceneggiatura, che col tempo (e soprattutto nel finale) mettono in luce un gran numero di incongruenze e illogicità che intaccano pesantemente la credibilità del tutto. Va bene cercare di nascondere la soluzione fino all'ultimo, ma se per farlo si arrivano a truccare tanto spesso le carte in tavola il dubbio è che la cosa non funzioni proprio come dovrebbe. Meglio perciò concentrarsi sull'ottimo duetto Stoppa-Pagliai, col primo che naturalmente esonda rubando la scena e Pagliai che funge spesso da diligente spalla, abbozzando magari qualche interrogatorio mascherato con la bella moglie della vittima (la celebre ex signorina buonasera della Rai Anna Farinon). Stoppa a dire il vero la tira spesso un po' troppo per le lunghe, ma fortunatamente D'Anza – espertissimo regista di sceneggiati – riesce a mantenere comunque una buona tensione. L'indagine è complicata, offre svolte inattese e un rapporto talvolta sorprendente tra Barlach e Grauber, un “intoccabile” che non può essere accusato di nulla, a quanto pare, pena pericolose ritorsioni legali da parte del suo avvocato. Eppure Barlach e Grauber si conoscono già da tempo e anche sulla tensione costante tra i due (allentata dalla pacata misura di attori eccellenti) si gioca questo giallo atipico, in cui si ha sempre l'impressione che quanto ci viene detto nasconda spesso una seconda verità a cui non possiamo avere accesso. Lo avremo alla fine, quando seguiremo i dovuti spiegoni col terrore che s'interrompano d'improvviso per chiudere lasciandoci con troppe domande senza risposta. Non sarà così, anche se chi bazzica il genere non potrà che trovare le suddette risposte abbozzate e non del tutto esaurienti. La fonte è comunque di qualità e la possibilità di seguire una storia interessante non mancheranno. Pochissimi i veri personaggi in scena, d'effetto le location svizzere (prevalentemente a Berna).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/09/12 DAL BENEMERITO FAUNO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/03/21
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Fauno 1/09/12 19:44 - 1981 commenti

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Abbastanza particolare, visto che è facile capire il movente del crimine, ma è alquanto complicato afferrare tutte le mosse del colpevole per non far cadere su di sè i sospetti e solo se si sta veramente attenti si coglie l'errore madornale. Stoppa è bravo e ci mancherebbe, ma colpisce molto di più Mauri, invecchiato artificialmente per andare a interpretare un personaggio molto crudele (e lui risponde sfornando tutta la sua capacità teatrale). Capolavoro no, ma molto sopra le righe...
MEMORABILE: ...Non ti denuncerò, ma... vai via! Non ti voglio più vedere...

Nicola81 6/07/13 17:29 - 2095 commenti

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Dall'omonimo romanzo di Durrenmatt, uno sceneggiato che tratta temi ancora oggi estremamente attuali quali la corruzione nelle alte sfere e la timidezza della giustizia di fronte ai potenti. Come giallo non è del tutto imprevedibile, se si seguono con la giusta attenzione le mosse di un grande Paolo Stoppa, ma il finale lascia comunque il segno. Qualche ingenuità, ma ritmo accettabile e ottimi comprimari (Mauri e Volpi meglio di Pagliai, bella la Farinon). Il personaggio del commissario Barlach tornerà nel successivo Il sospetto.
MEMORABILE: L'incursione alla villa; Il finale, in cui si comprende anche il senso del titolo...

Daniela 8/07/13 10:29 - 10118 commenti

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Prima di andare in pensione, un anziano commissario vorrebbe incastrare un uomo ricco e potente, autore anni prima di un delitto rimasto impunito. Per questo gli mette alle costole un suo collaboratore, e quando questo viene ucciso... Da un bellissimo romanzo breve di Dürrenmatt, uno sceneggiato tv che ben ne rende l'atmosfera, più vicina al racconto morale che al giallo tradizionale. Le indagini restano in secondo piano rispetto alla ricerca di un modo per punire i colpevoli, al di là delle strade della giustizia umana. Grande Stoppa, ottimi i comprimari, più debole ma accettabile Pagliai.

Dusso 7/11/14 17:53 - 1548 commenti

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Grandissimo Stoppa, meno Pagliai in un ruolo comunque non facile per un mini sceneggiato dove non è difficile capire il meccanismo "giallo". Ci sono cose poi quasi impensabili al giorno d'oggi (vedi l'uccisione del cane); preferisco comunque altri tipi di "gialli", più investigativi.

Homesick 30/11/14 17:15 - 5737 commenti

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Già in sé molto "filmico", il romanzo di Dürrenmatt diventa uno sceneggiato seguito fedelmente tanto nella trama - le sfide e gli orgogli personali che influenzano l'indagine poliziesca e il corso della giustizia - quanto nell'ambientazione elvetica e nei caratteri dei personaggi: una spanna su tutti il flemmatico Barlach di Paolo Stoppa e l'irridente Grauber di un Glauco Mauri dai capelli biondo platino. La regia di D'anza è efficace nella sua semplicità e regolarità, attenendosi ad un copione a cui collabora lo stesso scrittore svizzero.
MEMORABILE: «Lei è stato il giudice e io il boia...e io che, volente o nolente, sono stato solo l'esecutore della Sua volontà!!!».

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 31/12/16 17:50
    Gran Burattinaio - 5461 interventi
    Il romanzo di Dürrenmatt "Il giudice e il suo boia", da cui è stato tratto il soggetto per questo sceneggiato ha avuto anche una trasposizione cinematografica nel 1975 con Assassinio sul ponte sceneggiato e diretto da Maximilian Schell. Nel ruolo qui ricoperto da Stoppa troviamo Martin Ritt, occasionalmente attore ma molto più noto come regista, mentre Pagliai è sostituito da Jon Voight e Mauri da Robert Shaw.
    Ultima modifica: 31/12/16 17:51 da Daniela