Il giorno dello sciacallo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The day of the jackal
Anno: 1973
Genere: gangster/noir (colore)
Numero commenti presenti: 18
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

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Galbo 12/06/07 07:04 - 11453 commenti

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Questo non è solo un buon thriller (diretto da un ottimo regista) ma è anche uno dei migliori adattamenti cinematografici realizzati da un libro (la spy story di Forsyth). Film ottimamente sceneggiato, con un buon ritmo e senza inutili trovate spettacolari, il film ha il pregio di essere interpretato da attori non conosciutissimi e perciò credibili nei propri ruoli, a partire dal tenace vice ispettore Lebel (Michel Londsdale), impegnato nella caccia al killer.

Caesars 24/10/07 13:06 - 2769 commenti

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Fred Zinnemann ci regala un film spionistico di notevole livello a cui una notevole durata non reca nessun danno. La vicenda è raccontata senza nessun eccesso teso a spettacolarizzare gli eventi e si segue col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Oltre al regista il merito della riuscita del film è dovuto anche ad una sceneggiatura precisa e senza fronzoli e all'ottima interpretazione degli attori. Nota di colore: alcune scene sono ambientate nei "caruggi" della mia amata Genova. Assolutamente da vedere.

Magnetti 7/10/08 16:39 - 1103 commenti

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Thriller/poliziesco che avvince come pochi altri. Si rimane affascinati da una vicenda fantapolitica-terroristica molto suggestiva in cui sceneggiatori e regista vanno sicuramente premiati. In alcuni momenti la tensione si fa quasi insostenibile, nonostante si siano evitate inutili scene ad effetto. Molto interessante anche la prova del commissario di polizia. Lo sciacallo Fox è l'unico anello debole (con quel suo aspetto un po' dandy e effeminato). Farà meglio di lui Bruce Willis nel remake.

Daniela 29/03/09 11:49 - 9654 commenti

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Buon fanta-thriller che dimostra come sia possibile girare un film avvincente nonostante la durata (forse eccessiva) senza ricorrere a nomi illustri nel cast oppure a facili scappatoie spettacolari per vivacizzare una storia a rischio di "freddezza". Confronto a distanza fra Fox, killer elegante e quasi stilizzato, ed il bravo Lonsdale, poliziotto paziente e tenace che gli dà la caccia. Mentre le scelte di regia imprimono alla vicenda un carattere quasi documentario, la tensione concede poche pause, fino al secco finale.

Cotola 25/06/09 00:20 - 7630 commenti

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Teso e vibrante fanta-thriller che nonostante la sua lunga ed insolita durata per un film di genere (circa due ore e mezzo) riesce a mantenere altissima la tensione fino al finale. Merito di una regia estremamente professionale e di una sceneggiatura essenziale ma molto efficace. Godibile per tutti, da non perdere per chi ama questo tipo di pellicole.

Pigro 21/12/10 08:55 - 7919 commenti

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La certosina preparazione dell'omicidio di De Gaulle contro la spasmodica ricerca dei sicario: un thriller emozionante, scandito dal laborioso silenzio della lunga organizzazione del delitto, quasi una pantomima di morte ben incarnata da un algido Fox (equilibrata dall'altrettanto freddo Lonsdale). Un'asciuttezza stringente (anche se la durata del film è eccessiva), esaltata dal duello a distanza tra i protagonisti. Di grande efficacia anche il bel carosello paesaggistico-ambientale nella triangolazione Inghilterra-Francia-Italia.

Tnex 25/12/10 00:27 - 62 commenti

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Se per Forsyth con "Il giorno dello sciacallo" siamo ai vertici della sua abilità narrativa del genere spy, il film non è da meno. Freddo, secco, con una sceneggiatura non eccelsa ma comunque valida, Zinnemann ci regala un thriller all'europea preciso, affascinante e scevro da inutili spettacolarizzazioni. Bravi Fox e Lonsdale; bellissimo il finale.

Graf 22/09/11 23:27 - 700 commenti

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Grande Zinnermann! Uno dei rari esempi nel quale un film di origine letteraria non è inferiore al romanzo da cui è tratto. Il regista ha scelto la via della non spettacolarizzazione della vicenda–thrilling, una scelta stilistica che sembrava suicida ma che invece si è rilevata vincente. Niente ridondanza del linguaggio, anzi secchezza documentaristica, niente pedinamenti ma giochi di scacchi tra sicario e polizia, niente sparatorie assordanti ma silenzi tesi ed ansiosi, niente scoppi di violenza ma inganni freddi e razionali. Un film a sangue freddo.

Ramino 1/02/14 22:19 - 127 commenti

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Asciutto thriller ispirato dal famoso libro di Forsyth che tratta la volontà dell'OAS di fare fuori De Gaulle mediante un biondo killer (Fox). Un po' dilatato nella storia, la quale a tratti può rallentare il ritmo, rimane comunque un gran bel prodotto di genere. Molto sbrigativo il finale, ma di grande effetto. Essenziale.

Saintgifts 28/05/14 10:56 - 4098 commenti

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Senza dubbio un grande esempio di cinema. Non solo perché riesce a far quadrare tutto (sceneggiatura, regia, interpretazioni affidandosi "solo" ai mezzi classici di ripresa, quindi cinema allo stato puro) ma perché, in una apparente freddezza quasi documentaristica riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore, senza alcun momento vuoto e con ricchezza di particolari che si potevano ritenere superflui ma utili invece a farci entrare nella psicologia dei personaggi. Per questo e per l'alternanza delle scene, la durata non si avverte.

Nicola81 16/11/15 10:21 - 2009 commenti

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Degno adattamento di un classico della letteratura thriller spionistica. Ovviamente non possiede la ricchezza di informazioni del romanzo, ma la vicenda viene restituita e rispettata in tutta la sua complessità. Lezione di stile e di regia da parte di Zinnemann che, malgrado la durata, mantiene alta la tensione senza cedere a facili spettacolarizzazioni grazie a un ottimo montaggio, dialoghi eccellenti e interpreti all'altezza: Fox è un convincente Sciacallo, ma il commissario di Lonsdale è perfetto per aderenza al personaggio letterario.
MEMORABILE: Il prologo; Le riunioni al ministero; Le indagini in Inghilterra; Il finale, memorabile nella sua concisione.

Lou 7/07/16 23:37 - 985 commenti

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Il romanzo di Forsyth sul tentativo di assassinio del generale DeGaulle viene portato sullo schermo da Zinnemann con grande efficacia grazie a un ritmo incalzante, alla cura dei dettagli e all'ottima prova del cast. Lo stile asciutto riesce a esaltare il movimentato succedersi degli eventi che compongono la preparazione dell'attentato, dove si gioca con palpabile tensione la lotta a distanza tra l'ineffabile killer e il tenace detective francese che gli dà la caccia. Sano cinema appassionante, ancor oggi godibile.

Vito 21/03/17 16:08 - 665 commenti

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Grande thriller politico firmato da Zinnemann e tratto dal romanzo di Frederick Forsyth sul piano dell'OAS per uccidere il presidente De Gaulle. Una pellicola avvincente grazie alla raffinata regia quasi documentaristica, al ritmo serrato e agli ottimi interpreti. Nonostante la lunga durata si arriva alla fine senza mai annoiarsi.

Magi94 3/01/18 12:18 - 705 commenti

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Di base un ottimo film di spionaggio che ha il merito di ricreare con maestria il clima di tensione della Francia gollista al termine della guerra di Algeria. La regia risente nettamente della rivoluzione iniziata con Il braccio violento della legge: un buon ritmo e scene d'azione concitate lasciano lo spettatore attaccato allo schermo nonostante la lunga durata. Molti interessanti anche i personaggi, dal commissario fino al killer o al venditore d'armi. Peccato per un finale sbrigativo, quasi confuso, come se fosse finito il tempo.

Lythops 3/11/18 18:59 - 975 commenti

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Film così non se ne fanno più: manca il tempo. Tempo per scrivere, riflettere e far riflettere, ma ancor più è scomparsa la capacità, salvo rari casi, di ricorrere a pochi elementi per porre chi guarda il film nella condizione di immedesimarsi, partecipare ai preparativi di un'azione destinata a durare pochi secondi. Meticolose le riprese e il montaggio, mentre la scelta degli attori difetta un po' di carattere, soprattutto in Fox. Decisamente buono, da centellinare in tranquillità.

Puppigallo 28/12/18 18:58 - 4526 commenti

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Il ritmo è discreto, il protagonista è in parte; e chi tenta di scovarlo, prima che sia troppo tardi, ha la faccia giusta, di quello perennemente stressato dalla situazione (prende antiacidi, infatti). Purtroppo, la datazione si fa un po' sentire; e qualche passaggio poteva anche essere evitato. Resta però una buona pellicola, impreziosita soprattutto dai vari cambi d'identità dello sciacallo, che subito si immedesima nel nuovo personaggio. Nel suo genere, riuscito.
MEMORABILE: "Ma come, le piacciono le trebbiatrici?". E lei "Io adoro le trebbiatrici. Mi piacerebbe averne una per giocarci".

Rocchiola 23/10/19 10:00 - 879 commenti

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Un misterioso killer è assoldato da un’organizzazione terroristica per uccidere il Generale De Gaulle, reo di aver favorito l’indipendenza dell’Algeria dal governo francese. Giallo a sfondo politico diretto dal veterano Zinnemann con un rigore quasi melvilliano. E infatti con il suo stile asciutto ed essenziale la pellicola si colloca a metà strada tra il polar e i film di spionaggio hitchcockiani, realisticamente credibile e al contempo appassionante grazie a un montaggio perfetto. Ottimo Fox con la sua aria da dandy vagamente effemminato.
MEMORABILE: La tortura di Wolenski; L’incontro nel bagno turco; Lebel che si allontana solo e amareggiato per non aver scoperto l’identità del killer.

Capannelle 28/11/20 18:58 - 3745 commenti

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Thriller asciutto e registrato al millimetro da una valida sceneggiatura basata essenzialmente su momenti e dialoghi che trasmettono la giusta dose di tensione senza mai sfociare nell'eccesso e nella spettacolarizzazione. La regia non si concede pause e sorregge bene una durata di oltre due ore, anche grazie agli interpreti magistralmente collocati nella storia: ciascuno ha un senso e rimane in scena lo stretto necessario. Lo stile è francese nelle riprese, british nei personaggi, il finale può apparire tagliato di netto ma rimane un ottimo esempio di cinema.
MEMORABILE: Il funzionario la cui amante è stata intercettata si congeda nell'imbarazzo generale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 29/03/14 10:19
    Consigliere - 43743 interventi
    Beh però Graf, scusa, non è che si debba per forza far sentire la canzone del momento. Un successo come quello di Modugno è comprensibilissimo che si senta ancora nelle radio, nel 1963...
  • Discussione Graf • 29/03/14 21:49
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Convengo, Zender.
    Per le platee internazionali del 1963 (come per quelle del 1973) “Nel blu dipinto di blu” di Modugno è una canzone più riconoscibile di quelle non coeve cantate da Edoardo Vianello, Gino Paoli e Piero Focaccia (Ma Mina è un’eccezione). E nel 1963 la canzone di Modugno poteva essere benissimo trasmessa alla radio.
    Ma se si voleva indicare allo spettatore che la vicenda raccontata nel film fosse avvenuta esattamente in quell'anno, le canzoni da far sentire nella colonna sonora erano quelle di cui sopra.
    Ma questa è una pinzillacchera di pochissimo conto.
    Il mio intervento era un pò come cercare il pelo nell'uovo al cospetto di un film che è un capolavoro di suspense "a freddo".
    Un film che rivedo spesso e che trovo sempre appassionante.
    Volevo solo dire che a Zinneman interessava, nello specifico, la storia avvincente, il ritmo controllato ma inesorabile, la regia lucida e affilata, il montaggio "a togliere", non indubbiamente la perfetta ricostruzione della cornice storica del film che è, però, rilevante per il peso drammatico della vicenda in quanto si tratta di una ricostruzione di un fatto storico realmente avvenuto in Francia nel 1963.
    Convenuto che Fred Zinneman non è Luchino Visconti e che non ha nemmeno l’ obbligo di esserlo, in questa ottima pellicola restano presenti alcune trascuratezze sceniche ed insoliti anacronismi che si potevano facilmente evitare.
    Ultima modifica: 29/03/14 23:15 da Graf
  • Discussione Zender • 30/03/14 09:51
    Consigliere - 43743 interventi
    Sì, il film dovrei rivederlo in effetti, lo ricordo molto poco. Comunque se l'utilizzo di una Fiat sbagliata può essere segnalato come anacronismo (cercando il pelo nell'uomovo, appunto), quello di Modugno non mi pareva proprio, né secondo me può essere considerata sciatteria far sentire una canzone che sicuramente in quell'anno si ascoltava molto (e che fa indubbiamente molto più "Italia" delle altre).
  • Discussione Graf • 30/03/14 20:31
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Questo film è uno di quelli che rivedo periodicamente perché fa parte di quel gruppo di opere (una ventina) che hanno in se stesse il segreto di non stancarmi mai.
    E se un film lo rivedi spesso, cominci a notare particolari e stranezze che in una visione unica non scorgeresti mai poiché stai troppo attento al dipanarsi della storia.
    Per quanto mi riguarda, non c'è più altro da aggiungere.
    Ultima modifica: 30/03/14 22:54 da Graf
  • Discussione Buiomega71 • 30/03/14 21:41
    Pianificazione e progetti - 22114 interventi
    Lo ricordo anch'io come un gran film!

    Ma rammento poco o nulla (visto a fine anni 80)

    Ho una registrazione pomeridiana da Rete 4

    Lo rivedrò (chissà quando) molto volentieri
  • Discussione Squash • 15/09/14 15:26
    Galoppino - 196 interventi
    L'inizio del film è dedicato alla ricostruzione dell'attentato a De Gaulle dell'agosto del 1962 a Petit Clamart,sobborgo di Parigi,in cui un commando dell'OAS mitragliò l'auto del presidente francese senza tuttavia ferire nessuno.Due elementi fecero fallire l'attentato che era stato ben preparato. La velocità delle due Citroen DS del corteo presidenziale ed il fatto che la Citroen DS può viaggiare anche su tre ruote e quindi con un pneumatico colpito le macchine non rallentarono e si allontanarono a tutta velocità.
  • Discussione Squash • 15/09/14 15:31
    Galoppino - 196 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Grandissimo film e grande produzione internazionale ma con delle curiose e insospettabili distrazioni e anacronismi.
    Il film è ambientato in gran parte a Parigi e nella Francia, nel periodo che va dal marzo all'agosto del 1963, ma già nelle sequenze iniziali vediamo sfrecciare nelle strade della capitale francese delle Fiat 850, un modello che, in realtà, fu messo in commercio per la prima volta nel maggio del 1964….E ho l’impressione che anche altri modelli di automobili presenti nel film, sopratutto francesi, siano stati commercializzati ben più tardi del 1963…Basterebbe che qualche cinefilo appassionato anche di motori approfondisse con un po’ d’attenzione.
    Il film è stato girato nel 1973 e non credo fosse così difficile ricostruire con maggior accuratezza la cornice storica di 10 anni prima.
    Esempio di anacronismo (del doppiaggio?): quando il sicario di nome Sciacallo compra, in un mercato di Genova (azione ambientata nell'agosto del 1963),un piccolo cocomero di un kg, un kg e mezzo (ad occhio), l’ortolana chiede 600 lire come importo…Rapportato all'inflazione, oggi quel cocomeretto costerebbe sui 16.000 lire, circa 8 euro…Un’enormità.
    Esempio di sciatteria:quando Lo Sciacallo arriva per la prima volta a Genova, si sente suonare per strada, per fare immediatamente "colore italiano" e come se la fonte sonora provenisse da qualche radio presente sulla scena, la celeberrima canzone di Modugno "Nel blu dipinto di blu" ma, in realtà, in quell'anno, in quell'estate del 1963, le canzoni che furoreggiavano in Italia nella radio, nelle strade e tra la gente erano "Abbronzatissima" di Edoardo Vianello, "Sapore di sale" di Gino Paoli e "Stessa spiaggia, stesso mare" cantata da Mina e da Piero Focaccia. Ma si sa, Domenico Modugno aveva acquistato, con la sua canzone del 1958, una fama internazionale e l'Italia viene spesso cinematografata dai registi stranieri per luoghi comuni e stereotipi.
    Se il film l'avesse girato Dino Risi queste inesattezze cronologiche sulle canzonette del momento non ci sarebbero sicuramente state!
    Un ottimo thrilling questo film girato da Zinneman, in definitiva , ma dalla ricostruzione ambientale piuttosto approssimativa e pasticciata.



    Bravo Graf! avevo notato anche io la Fiat 850 che nel 1962 non era ancora uscita tuttavia sarebbe uscita di lì a poco per cui non un grande anacronismo. Nel 1973 alla produzione sarebbe costato molto far fermare il traffico di Parigi e far circolare durante le riprese solo mezzi di dieci anni prima!
    Ultima modifica: 15/09/14 15:36 da Squash
  • Discussione Roger • 25/05/15 21:54
    Call center Davinotti - 2826 interventi
    Fanno bella mostra di se anche delle 128 (anno 1969) come si vede in alcuni fotogrammi che posterò prossimamente...ma l'anacronismo nelle auto in fondo si può ancora perdonare (organizzare a proprio piacimento un traffico cittadino non credo sia facile per nessuno). Ma almeno nei caruggi di Genova potevano evitare la presenza di giovanotti con capelli lunghi e camicia col colletto a punta che guardano con nonchalance in macchina



    bisogna dire che un attimo dopo questo fotogramma i suddetti giovanotti si voltano repentinamente dall'altra parte, forse su indicazione di un operatore
    Ultima modifica: 25/05/15 23:55 da Roger
  • Discussione Graf • 25/05/15 22:53
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Camera look come in un film di Jean Luc Godard?
    Però, 'sto Zinnemann non lo facevo così eversivo....
    Ultima modifica: 26/05/15 00:36 da Graf
  • Homevideo Rocchiola • 23/10/19 10:37
    Call center Davinotti - 1157 interventi
    Il vecchio DVD della Universal è davvero poca cosa trattandosi di video non anamorfico con immagine in 4:3 che sui moderni televisori in 16:9 va zoomata con evidente perdita di definizione (altrimenti risulta rimpicciolita al centro dello schermo TV). Non ho visionato l'edizione più recente del 2012 targata Pulp Video, ma da quale che leggo presenta il medesimo problema. Tra l'altro sul retro copertina della Pulp viene indicato il formato video 2.35 mentre il corretto aspect ratio del film è 1.85 come confermato dall'ottimo bluray inglese della Arrow che purtroppo non presenta l'audio italiano.