Il gioco del ricatto

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Thriller televisivo che in realtà ha più le caratteristiche dell'action, protagonista una delle tante madri cui viene toccata la figlia e che si rendono inevitabilmente protagoniste di ogni nefandezza pur di riaverla. Qui vittima del sadismo dello psicopatico di turno è la bella Rachel (Thompson), sposata a un uomo che ancora ama ma che sessualmente - dopo undici anni di matrimonio - non sembra più attrarla granché. Poco importa, i problemi sono altri. Nello specifico il suo ex, Carter (Kerr), che uscito dopo lunga detenzione per aver accoltellato un disgraziato sotto gli occhi dell'allora fidanzata (Rachel, per l'appunto, che contribuì all'arresto testimoniandogli contro), le sequestra...Leggi tutto allo zoo la figlioletta (Biehm) e le fornisce indicazioni su cosa per fare per riabbracciarla. Da remoto la obbliga cioè a indossare un auricolare dal quale la guida come un robot costringendola a inventare di tutto e di più sotto la costante minaccia di ucciderle la piccola Lindsey. Indossato un cappello all'interno del quale è piazzata una telecamera attraverso cui viene seguita in diretta ogni sua mossa, Rachel viene spedita innanzitutto in azienda dal marito, dove Carter le detta frase per frase i passi per farla divorziare quanto prima ("In fondo è quello che volevi, no?"). Lei non può che obbedire senza poter avvertire nessuno della propria condizione di schiava virtuale, continuando minuto dopo minuto a distruggere la sua reputazione di madre amorevole, di moglie irreprensibile e assennata, di figlia adorata. Un gioco destinato a continuare senza gosse variazioni per l'intero film o quasi: Carter le farà fare un po' di tutto, compresa una danza sexy sul bancone di un bar per soli uomini, ordinandole di scapicollarsi da una parte all'altra della città (la corsa della Thompson è peraltro goffa e in taluni casi ripresa con inquadrature da videogame piuttosto ridicole). La particolarità più divertente - che ottiene a tratti effetti da commedia - è seguire la poveretta quando le tocca d'inventare di essere l'amante del socio di suo marito con risvolti degni d'una telenovela, ottenendo da chi la ascolta le reazioni più disparate. Qualche momento umoristico quindi (sottolineato dalle risate di Carter che dalla sua postazione di casa si scompiscia vedendo gli effetti provocati dalle frasi scottanti di Rachel da lui dettate via auricolare), molta azione tipica da tvmovie senza grandi ambizioni ma ahinoi purtroppo una ripetitività che dopo un'ora si fa sentire pesantemente: non si vede l'ora che il giochino in qualche modo si concluda dando una svolta al film, visto che la figlia sta per l'intera durata sul letto legata e imbavagliata a piangere e altri personaggi importanti non esistono. Se non altro la Thompson regge discretamente la parte (frequenti i primi piani sugli splendidi occhi azzurri) e mostra un bel piglio. Peggio le figure maschili a cominciare dallo picopatico ex, mal sbozzate e anonime. Per un po' comunque il meccanismo funziona e la regia tiene bene il tempo. Comprensibili i rimescolamenti temporali iniziali, coi soliti "24 ore prima" e un po' di avanti e indietro tanto che movimentano un po' una vicenda altrimenti fin troppo lineare.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/07/20 DAL DAVINOTTI

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