Il corriere - The mule

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Quel che piace, al di là della confermata capacità di saper scegliere storie che sanno spiazzare pur muovendosi in territori apparentemente banali, è la sincerità e la schiettezza con cui Eastwood mette in scena se stesso; a metà strada tra il ritratto ironico di chi sa prendersi in giro con gusto e il sapore autentico dell'anziano che si ritrova a fare il corriere della droga senza rendersi conto fino in fondo di cosa stia facendo e di quali possano essere le implicazioni. Al matrimonio della nipote ha conosciuto un tipo che, notando quanto amasse guidare il suo pick-up, gli ha chiesto se era interessato a guadagnare qualche soldo. Istruzioni facili, un carico da trasportare da un posto all'altro. Non c'è nulla da sapere e all'arrivo...Leggi tutto ti ritrovi in macchina una busta piena di soldi. Perché no? Earl Stone (Eastwood), nome in codice Tata, prende il lavoro alla leggera, scherza con chi gli passa le borse da caricare sul pick-up, fa il suo viaggio sulle highway americane fermandosi quando gli va, deviando senza dare spiegazioni a nessuno e canticchiando in auto con la radio accesa. Insospettabile. Tanto che gli uomini della DEA, la polizia antidroga (Bradley Cooper e Michael Peña guidati dal loro capo Laurence Fishburne), che pure riescono a intercettare le telefonate tra gli uomini del "cartello", non capiscono chi possa essere, il misterioso corriere che sposta carichi da centinaia di chili di cocaina da uno stato all'altro. Anzi, uno di loro lo incontra pure, Earl; ma ci fa amicizia senza sospettare di nulla, ne accetta i consigli mentre intanto quello se ne va in villa dal boss (Garcia) a spassarsela tra balli e ragazze discinte. E coltiva pure un bizzarro rapporto d'amicizia con l'uomo che ordini superiori gli hanno messo alle calcagna per assicurarsi che non se ne scompaia da un momento all'altro. La famiglia viene prima del lavoro, dice Earl, ma sa bene che la storia della sua vita è costellata di fallimenti, in quel campo. La figlia (anche nella vita, dal momento che a interpretarla è Alison Eastwood) non lo sopporta per via delle troppe volte che non ha mantenuto la parola, l'ex moglie (Wiest) prova per lui un sentimento di odio e amore che diventerà il cardine attorno al quale ruoterà un finale drammatico solo in apparenza avulso da quello che era stato il tono della narrazione fin lì. Invece è anche così che Eastwood riesce a sorprendere, ammantando di inattesa profondità un film che fin lì era sembrato soprattutto una divertita parodia dei noir alla TRANSPORTER, depotenziati di ogni survoltaggio action per esser riportati a una dimensione più umana e ruspante. Il grande merito dell'Eastwood attore è di saper divertire alla sua età (qualità più unica che rara) proprio ioronizzando sul cinismo e la semplicità d'animo del protagonista, centrato quasi come ai tempi di GRAN TORINO. Alternate alle scene con Cooper e Peña agenti DEA, che conducono una ordinaria caccia al corriere misterioso, quelle con Eastwood divertono ancora in virtù di una sceneggiatura che si attaglia perfettamente al personaggio (indimenticabili alcune frasi come il “Ciao lesbiche” in risposta a un poco cordiale “Ciao vecchio” o il “Mi piace aiutare voi negri” rivolto senza alcuna malizia a una coppia ferma sulla strada con una gomma a terra). Non si avverte mai la voglia di strafare, di voler rendere Earl simpatico ad ogni costo. Certo, è una storia semplice, lineare, tutto sommato di poco conto, con qualche pausa di troppo, ma è costruita molto bene intorno al suo protagonista. Peccato per un finale tirato eccessivamente per le lunghe...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/02/19 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/02/19
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Noncha17 17/02/19 13:00 - 87 commenti

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"Ispirato a una storia vera": è questa la tagline che appare sul poster del film. Apparentemente incredibile per quello che accadde al buon Leo Sharp, chiamato "Boss" dai suoi affezionatissimi caricatori di merce da trasportare (in sostanza, droga)! Lui prende la cosa abbastanza alla leggera, proprio come leggeri sono i modi che usa per soddisfare i suoi bisogni. E noi, ascoltando del buon country, rischiamo con lui! Anche stavolta a Eastwood non interessa sorprendere ma "solo" raccontare una storia. Alla fine, però, il significato che gli si vuol dare non appare molto ben definito.
MEMORABILE: Nuovo pick-up; "Ciao vecchio!", "Lesbiche in moto..."; I due "seguitori" che canticchiano; L'episodio della ruota di scorta; Un omaggio al poliziotto.

Deepred89 21/02/19 00:20 - 3392 commenti

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Un Eastwood decisamente ispirato (sia dietro che davanti la mdp, dando in entrambi i casi prova di encomiabile sobrietà) rilegge il noir smussandone i toni cupi e violenti, oscillando tra la commedia e il dramma sentimentale, trovando il suo punto di forza nella contrapposizione tra pacatezza e slanci più prettamente di pancia. Confezione senza sbavature, qualche forzatura a livello di verosimiglianza che gioca però a favore del lato umano della vicenda. Secondo tempo in crescendo, che rivela l'anima romantica del suo regista-protagonista.

Puppigallo 9/02/19 00:50 - 4631 commenti

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Clint dà vita a un personaggio anacronistico (perfetta, naturale copertura per il suo "lavoro"), che non strizza troppo l'occhio al pubblico, rimarcandonne anzi l'estremo egoismo, che ne amplifica l'incapacità di avere un sano rapporto con i familiari, vedendoli come una zavorra per quasi l'intera esistenza. Alla fine è lui a dare un senso a una pellicola, che non dice niente di nuovo né ha particolari spunti, ma che riesce a mantenere vivo l'interesse dello spettatore, che si domanderà quanto male potrà andare a finire, visto il contesto. Meno rifinito di altri suoi lavori, ma meritevole.
MEMORABILE: Il rifiuto della tecnologia moderna; "Mi piace aiutare voi negri"; "Non sembri messicano, ti comporti più come Hitler"; Al capezzale della moglie.

Marimba69 10/02/19 22:36 - 19 commenti

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Caro, vecchio Clint! A quasi 90 anni l'ex "Callaghan" è ancora in grado di regalarci emozioni e buon cinema. Prendendo spunto da un fatto reale e con l'aiuto dello sceneggiatore Shenk, si ritaglia con intelligenza un ruolo in perfetta sintonia con la sua età, sforzandosi di apparire oltremodo un po' "incriccato" a dispetto della sua forma fisica ancora invidiabile. Un ottimo film, diretto e interpretato con grande mestiere e che, se non arriva ai livelli di Gran Torino, non ci va lontano. Il pubblico non rimarrà deluso.
MEMORABILE: "Ho le palle piene!" "Beh... allora si faccia vedere da un buon andrologo!"

Xamini 10/02/19 20:32 - 1057 commenti

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Eastwood torna a dirigersi, mettendo in scena la storia vera di un corriere del cartello suo malgrado. Costruisce un personaggio ironico a sufficienza da stemperare la minaccia dei malavitosi (tra gli altri un Andy Garcia decisamente "tranquillo"), riducendo la quota di dramma per poi recuperare, come prevedibile, sulle fasi finali. Momenti intensi anche nel breve duetto con Cooper ma siamo lontani dal livello di Gran Torino. Probabilmente guadagna un mezzo punto in lingua originale.

124c 11/02/19 00:49 - 2812 commenti

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Clint Eastwood non cessa di stupire: anche a 88 anni suonati dirige e interpreta un road movie basato su un vecchio floricoltore che si mette a fare il corriere della droga per un cartello messicano. Film bellissimo, con "nonno" Clint che, con le sue rughe e il suo umorismo scorretto, annichilisce il fiero femminismo di Thelma & Louise ma anche i film di supereroi che oggi sbancano i botteghini. Nonostante il nutrito cast, che annovera pure un'ottima Diane Wiest, il film è praticamente un one show man. Il finale più che amaro è agrodolce.
MEMORABILE: I rapporti conflittuali fra padre, figlia ed ex-moglie; Il "Ciao, vecchio" e "Ciao, lesbiche" fra Clint e le motocicliste; Il colpo di scena finale.

Rocchiola 11/02/19 10:23 - 905 commenti

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A quasi novant’anni Eastwood firma un’opera piacevole e autoironica. Come nel capolavoro Gran Torino il protagonista è un anziano burbero in rotta con la famiglia e alla ricerca di un tardivo riscatto. Malgrado il contesto fortemente drammatico il film presenta un tono piuttosto scanzonato, risultando nel complesso meno iconico e più morbido dell’illustre predecessore. Speriamo almeno che il vecchio Clint abbia preso il Viagra per passare la notte con le due belle messicane offertegli dal boss Garcia. Abbastanza scialba la prova di Cooper.
MEMORABILE: “Nessuno vuol vivere fino a cent’anni, tranne chi ne ha 99”; Alla guida di un carico di droga canticchiando vecchie canzoni come se niente fosse.

Ryo 14/02/19 15:34 - 2169 commenti

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Il film ci mostra un Clint Eastwood molto invecchiato, che fatica quasi a reggersi in piedi ma con tanta voglia di andare avanti e di divertirsi con donne attraenti e procaci, indugiando con inquadrature insistenti sui loro bei sederi. È un misto fra compassione e tenerezza quella che suscita Tata, protagonista assoluto, anche in maniera eccessiva, con sequenze lunghe e ripetitive che mostrano semplicemente lui che alla guida. La storia fatica a decollare e in mezzo a un marasma di siparietti evitabili c'è anche del buono.

Lou 17/02/19 01:28 - 1040 commenti

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L’ottantottenne Clint realizza un film-testamento, tratto da una storia vera ma con molti aspetti banali e inverosimili. La narrazione è infarcita di reiterati messaggi sull’importanza della famiglia, che alla lunga risultano un po’ patetici. Se il risultato finale è comunque accettabile lo si deve soprattutto all’ironia con cui l’anziano attore sa mettersi in gioco, ma resta il fatto che si tratta di un cinema scontato che non lascia nulla all’interpretazione.

Tarabas 15/02/19 14:27 - 1786 commenti

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Tratto (abbastanza fedelmente) da un'incredibile storia vera, il film riesce solo a metà. Convincente quando Eastwood interpreta il suo ruolo inconfondibile (e giustamente il New York Times nota che si tratta in fondo di un cowboy contemporaneo). Meno bene alcune cose francamente improbabili (e anche un po' trash) come la vivacità sessuale del protagonista ultraottantenne. Sottofinale familiare con un eccesso di melodramma a parte, il resto è uno strano ibrido di poliziesco, roadmovie e commedia, di relativa efficacia.

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Rambo90 20/02/19 19:51 - 6769 commenti

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Eastwood continua a raccontare storie dure ma non prive di cuore e questa in particolare è una delle più riuscite. Se come regista non perde un colpo, con la sua messa in scena classica che scorre via facilmente, come attore sorprende alla sua età con sfumature anche inedite nel personaggio. Cast di contorno eccezionale, ma ovviamente il fulcro è Clint, con qualche buon momento di ironia e una sceneggiatura che si trascina verso un finale prevedibile ma senza annoiare e senza particolari demeriti. Notevole.

Cotola 24/02/19 23:51 - 7954 commenti

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A quasi novant'anni, Eastwood continua a fare il suo cinema di stampo classico ed a raccontare le sue storie. Senza sentire il bisogno di stupire a tutti i costi o di seguire chissà quali mode o innovazioni, ma continuando a perseguire idee semplici ed efficaci. E riesce a coinvolgere, nonostante una parte centrale che sconta qualche lentezza a causa della ripetitività, per raggiungere il climax nella parte finale che si rivela intensa ed emozionante e non scontata. Piacevoli i tocchi di humor e riuscito il personaggio di Earl, splendidamente interpretato da Clint.

Caesars 11/03/19 09:45 - 2993 commenti

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Clint ritorna protagonista in un suo film e la cosa non può che far piacere. Infatti il risultato è un buon prodotto nel quale il nostro riesce a infondere il suo umorismo sagace unito a riflessioni tutt'altro che banali. La prima parte è forse un po' ripetitiva, col susseguirsi dei viaggi per conto del "cartello", ma poi la pellicola acquista via via spessore. Forse non tutti i film di Eastwood sono sempre riusciti al 100%, ma bisogna dar atto al regista/attore di avere una lucidità non comune, per un quasi novantenne.

Redeyes 25/02/19 07:25 - 2265 commenti

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Clint sembra quasi riportare in vita il suo Walt Kowalski con questo burbero Stone che scorrazza per le strade d'America pieno di cocaina e occasioni mancate. Al solito la storia scivola via velocemente con non pochi spunti interessanti e un personaggio che, pur calato in una mafia messicana quasi macchiettistica, ci cattura e si fa amare. Chiaramente non è più il Clint di una volta e anche la pellicola ne risente, ma ancora oggi le sue storie ci donano piccoli scorci di sogno.

Herrkinski 20/03/19 21:25 - 5884 commenti

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La bravura di Clint sta nel saper raccontare una storia adatta alla sua età senza risultare mai patetico o didascalico; c'è molta autoironia e consapevolezza nel suo Earl, con battute che vanno a segno e dialoghi essenziali e realistici. Stupisce anche la descrizione dei trafficanti, che a tratti rivelano lati inediti e meno monodimensionali della media; la storia è semplice e senza arzigogoli, ben narrata nonostante qualche momento di fiacca e una certa mancanza di colpi di scena; era comunque difficile pretendere di più da un Eastwood quasi novantenne.

Domino86 27/03/19 09:49 - 571 commenti

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Un Clint ormai anzianotto si rimette al lavoro e la sua mano dietro la macchina da presa come anche le sue interpretazioni sono sempre impeccabili. La pellicola procede lentamente ma non annoia; si accompagna volentieri il talento hollywoodiano nei suoi viaggi aspettando sempre un qualcosa che può succedere o meno. Decisamente un altro lavoro ben riuscito.

Smoker85 27/03/19 11:06 - 422 commenti

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Eastwood torna a dirigere se stesso scegliendo una storia adatta alla sua età, sospesa tra melodramma e ironia, con minor impegno rispetto a Million dollar baby e minore introspezione rispetto a Gran Torino. La prova d'attore del protagonista è sempre convincente, Cooper non va oltre il minimo sindacale, totalmente anonimo Garcia forse a causa del limitato minutaggio a sua disposizione. La sceneggiatura appare eccessivamente diluita in alcuni punti, a discapito della qualità complessiva della pellicola. Buon prodotto, ma non eccezionale.
MEMORABILE: La nonchalance ostentata dal protagonista nei rapporti con i suoi particolari committenti.

Graf 8/04/19 00:00 - 708 commenti

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E’lecito ottenere il perdono della moglie, aiutare la propria famiglia e la collettività con i soldi guadagnati facendo il corriere della droga a 90 anni? La risposta del regista Clint Eastwood è nitida: no! Con il vecchio eroe di tanti western gli antichi ed eterni valori del cinema classico americano prevalgono anche in contesti eticamente complessi. Trama originale, tensione bassa ma costante, rigoroso codice poliziesco che si impasta alla meditazione crepuscolare sul tempo che passa, stile lineare e commosso omaggio all'istituzione della famiglia.

Paulaster 18/04/19 12:06 - 3212 commenti

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Floricoltore dedito solo al lavoro recupererà il rispetto della sua famiglia. Personaggio “senza filtri” di Eastwood smussato dalle acredini da reduce e dal gran cuore: ottima prova anche per l’età. Morale conclusiva: meglio pagare i conti rimasti aperti. Il doppio binario tra le consegne e la caccia di Cooper sconta un filo di ripetitività, anche se ogni battuta o siparietto di contorno è un degno riempitivo. Regìa apprezzabile che mette al minimo la tensione emotiva, nonostante i rischi in palio.
MEMORABILE: La schiuma sulle mani per evitare il cane antidroga; L’omicidio del capo dopo l’applauso; La musichetta in auto; Con le due ragazze alla fiesta.

Decimamusa 25/04/19 10:43 - 93 commenti

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La storia - un poliziesco sui generis - è ben strutturata ma il film si apprezza soprattutto per le digressioni e le sottili sfumature. Nella figura di Earl Stone (Clint Eastwood, qui in una delle prove migliori della sua luminosa carriera) brillano piccole perle che riguardano l’amore, l’amicizia, le scelte e le non-scelte, l’impiego del tempo esistenziale: tutto questo, alla fine, si accumula nel fardello di una vita, ci fa colpevoli della nostra inadeguatezza a vivere ma può anche riscattarci, a condizione di ammettere le proprie debolezze.
MEMORABILE: Iris Stone: "Sei solo sbocciato tardi" Earl Stone: "Colpevole, vostro onore".

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Capannelle 27/04/19 12:42 - 3884 commenti

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Storia solo parzialmente basata su fatti reali (la vicenda familiare è inventata e inserita con lo sputo per dare una qualche redenzione morale al protagonista) che non approfondisce granché e dipinge la collaborazione con il cartello come una commedia ricca di eccessi folcloristici, messicani bonari e stereotipati e battutine estemporanee. Giusto non voler emettere giudizi, come da tradizione di Eastwood, ma il copione pare banalizzare troppo e limitare tutti i caratteri secondari a vantaggio del protagonista.
MEMORABILE: L'autista del pickup sbagliato "Sono nervoso, statisticamente essere fermati dalla polizia sono i 5 minuti più pericolosi della mia vita".

Galbo 29/04/19 15:50 - 11646 commenti

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Il grande narratore americano Clint Eastwood continua a raccontare il suo paese con un bel film, certo non il suo migliore, capace di “regalarci” il memorabile personaggio di un anziano coltivatore di fiori che diventa corriere della droga per un cartello messicano. Qualche ingenuità della trama non sminuisce il valore di una pellicola di stampo “classico”, dalla regia alla fotografia, fino al bel commento musicale, che appassiona per la vicenda che racconta e per l’interpretazione del protagonista, il cui personaggio rimane nella memoria.

Daniela 2/05/19 13:28 - 10501 commenti

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Arrivato a 90 anni, un giardiniere si ritrova senza soldi, senza casa ed anche senza la famiglia che ha trascurato per lavorare 60 ore a settimana. Un conoscente gli suggerisce un metodo per guadagnare bene: diventare corriere della droga di un cartello messicano... Film non brutto, piuttosto imbarazzante, oltre che Clint-gerontocentrico: il vecchietto interpretato da Eastwood è un misto fra ingenuità (fino a che punto credibile?) e menefreghismo mascherato da pistolotti sul valore della famiglia. A questo punto, preferisco il pensionato Righi di Amici miei, bieco ma meno ipocrita.
MEMORABILE: "Almeno ora sapremo dove sei" (battuta pronunciata per infondere coraggio ad uno che sta per essere portato in galera)

Didda23 6/05/19 10:15 - 2320 commenti

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Un'opera che non offre una storia così indimenticabile o ragguardevole soprattutto per colpa di una certa ripetitività, eppure riesce ad appassionare e il gran merito va dato a Eastwood che, nonostante l'età, ha capacità registiche (e di ritmo) come pochi. L'interpretazione del corriere è impeccabile, con una recitazione in pieno stile eastwoodiano dalle azzeccate venature ironiche. Peccato per qualche caratterizzazione un filo stereotipata (Andy Garcia), ma nel complesso un film che arricchisce la filmografia del regista californiano.
MEMORABILE: La differenza fra l'Earl privato e quello pubblico; La colazione con l'agente Bates (Cooper); La riappacificazione con la moglie (Wiest).

Ilcassiere 10/05/19 13:54 - 284 commenti

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Il caro vecchio Clint non finisce mai di stupire. Arrivato a un'età davvero ragguardevole non mostra nemmeno un filo di stanchezza, di mancanza di lucidità, di ripetitività. Come sempre sceglie una storia semplice ma affascinante, si cuce addosso il personaggio principale e svolge alla perfezione il doppio lavoro: attore protagonista e regista. A voler trovare un difetto è leggermente lento soprattutto nella prima parte, ma di pregi ne ha molti: regia, fotografia, colonna sonora e tanto altro.
MEMORABILE: "Ciao vecchio!" "Ciao lesbiche!"

Alf62 19/05/19 11:26 - 64 commenti

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Vite complicate, contraddittorie, politicamente scorrette ma capaci di redenzione, autoironiche, che si assumono le proprie responsabilità e non cercano facili assoluzioni: su questo ruota il cinema di Eastwood. Stritolato tra modernità e fallimento familiare Earl decide di riconciliarsi col mondo e la sua famiglia a modo suo. Diventa superstar dei corrieri della droga e novello Robin Hood. A missione compiuta, da vero veterano, decide anche di pagarne il prezzo senza scappatoie. Personale.

Giùan 23/08/19 15:10 - 3364 commenti

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Ed ecco che il dardo della senilità scoccò, pur senza ferirci a morte, dalla faretra cinematografica del vecchio Clint. Quel che in effetti infastidisce del film, al di là della ostentata patina politically uncorrect (col corollario di freddure fin troppo manifeste verso neri, mexicani e lesbiche), è l'impianto commiserativo generale nel suo indulgere sul percorso di (tardiva e semplicistica) redenzione di Earl/Eastwood, teso a salvar in extremis capra, famiglia e cavoli. Non risarciscono a pieno il bel duetto con Cooper e il rapporto "filiale" con Julio.

Hackett 2/11/19 11:12 - 1803 commenti

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Ce ne fossero di ultra ottantenni che fanno film così. Eastwood prosegue il suo racconto cinematografico con la solita bravura e una piena consapevolezza del suo ruolo di cineasta. Si ritaglia il ruolo perfetto e ci racconta di una caccia all'uomo che ricorda nei toni il dualismo criminale-poliziotto creato ai tempi di Un mondo perfetto. Nulla è fuori posto o eccessivo, la vicenda scorre incalzante e mantiene le promesse del solito concreto Clint. Delicato e tenero ritratto americano.

Enzus79 14/01/20 14:16 - 2052 commenti

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Non siamo dinanzi al capolavoro di Clint Eastwood, ma come fare a non apprezzarlo? Storia drammatica con contorni polizieschi che sfocia nell'amore e nell'amicizia, raccontata come solo (forse) l'ex ispettore Callaghan sa fare. Non mancano scene ilari, che non fanno altro che rendere simpatico un attore/regista che ha dato tanto al mondo del cinema. Più che notevole.
MEMORABILE: Earl che balla.

Nando 25/03/20 01:12 - 3565 commenti

I gusti di Nando

Clint non regala pellicola tanto per fare e anche in questa offre la sua voglia di offrire cinema in modo sempre garbato ma onesto e spesso abbastanza piacevole. Certo la retorica non manca, ma la narrazione scorre in maniera ottimale senza lasciare spazio a pause, per arrivare a un classico finale americano redentivo. Cooper bella statuina davanti a Clint; meglio il cameo di Garcia.

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Zoltan 8/06/20 18:56 - 201 commenti

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Clint tiene ancora bene lo schermo, ma paga una sceneggiatura piuttosto imbarazzante. Tra vuoti incredibili (i super cattivi lo mandano in giro per l'America senza piazzargli uno straccio di GPS?) e una ripetitività spossante, gli sceneggiatori riescono a far apparire irreale quella che sarebbe una "storia vera". In più mettono in bocca a Eastwood frasi da vecchio bacucco (imbarazzanti le sparate contro internet e le lesbiche). E poi, quanti fiorai sono stati rovinati da internet?! Insostenibile.

Renato 30/08/20 09:39 - 1648 commenti

I gusti di Renato

Ennesimo notevole lavoro di Eastwood, che ha abituato il pubblico al suo cinema classico, quasi senza tempo. Se a livello tecnico c'è poco da dire (il film è impeccabile), la storia di questo corriere per cause di forza maggiore quasi novantenne può suscitare qualche perplessità in un paio di momenti (lo spietato cartello della droga che cerca Earl per dieci giorni e non lo trova, sebbene lui fosse a casa della moglie). Ma sono mende trascurabili nel contesto di un film di grande respiro.

Nicola81 7/09/20 18:41 - 2151 commenti

I gusti di Nicola81

Il vecchio Clint ormai può permettersi di girare film serviti da sceneggiature insulse (benché, a quanto pare, ispirate a vicende realmente accadute), tanto mal che vada il suo viene sistematicamente definito "cinema classico", qualunque cosa ciò significhi. Apprezzabile il volersi rimettere in gioco anche come attore, ma il suo personaggio, tra battutine a sfondo omofobo/razzista e pistolotti sul valore della famiglia (che a Hollywood non guastano mai) fatica a suscitare empatia. Non siamo ai livelli odiosamente propagandistici di American sniper, ma da salvare c'è davvero poco.

Jandileida 15/12/20 23:17 - 1328 commenti

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Esistono delle verità naturali. Una di esse è che ogni cinefilo, o mezzo cinefilo, vuole in cuor suo bene a Eastwood. Qui il vecchio leone ripropone un po' il personaggio di Gran Torino e continua a narrare storie ultra americane, girate con un sempre piacevole gusto classico. Però, anche con tutto l'amore disponibile, stavolta la barca fa acqua da un po' tutte le parti: la storia appare parecchio inverosimile e a metà film si svolta verso una lacrimosa e banale storia di redenzione familiare di cui nessuno sentiva il bisogno. Cooper molto imbambolato, Peña accessorio.

Il ferrini 16/06/21 15:24 - 1859 commenti

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Pur raccontando storie semplici, ciò che stupisce di Eastwood regista è la capacità di tratteggiare personaggi memorabili. Non fa eccezione il vecchietto un po' naïf protagonista di questo film, nel quale è impossibile non cogliere molte sfumature autoriferite. La sua strafottenza verso la modernità, infatti, strappa più d'un sorriso, nonostante il contesto violento e non di rado drammatico. Cooper è un poliziotto credibile, Garcia si vede poco ma ha scene importanti. Regia solida, fotografia impeccabile, da vedere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Noncha17 • 17/02/19 13:00
    Magazziniere - 1072 interventi
    Il titolo italiano del film è > Il corriere - The Mule

    Così appare sia nei titoli di testa che nei poster!
  • Curiosità Tarabas • 18/02/19 17:50
    Formatore stagisti - 2070 interventi
    Questo è l'articolo originale del 2014 del NYT da cui è tratta la storia.

    https://www.nytimes.com/2014/06/15/magazine/the-sinaloa-cartels-90-year-old-drug-mule.html
  • Discussione Ryo • 20/02/19 00:06
    Formatore stagisti - 111 interventi
    Noncha17 ebbe a dire:
    Il titolo italiano del film è > Il corriere - The Mule

    Così appare sia nei titoli di testa che nei poster!


    Che poi non ho mai capito questa moda di tradurre un titolo in italiano 8o stravolgere quello originale) e poi mettere quello originale accanto preceduto da un trattino. -_-'
  • Discussione Zender • 20/02/19 07:30
    Consigliere - 44633 interventi
    Per esser certi che il film venga identificato come quello da tutti, anche da chi lo conosce o conosceva con il titolo originale.
  • Discussione Raremirko • 22/03/19 22:39
    Addetto riparazione hardware - 3703 interventi
    Buono, ma il grande Eastwood ci ha abituato a prove moooolto migliori.

    Cast molto buono, protagonista caratterizzato in modo sin troppo bonario ed ambiguo forse (come il boss Garcia, comunque figuri a dir poco negativi che passan troppo per simpaticoni...), momenti leggeri si alternano ad altri pesanti.

    Al cinema si lascia vedere senza problemi, ma forse, e dico forse, il suo lato comedy finisce un pò per nuocere al tutto.

    Comunque godibile; la storia di per sè, a quanto vera, è ad ogni modo già grottesca di suo.
  • Discussione Capannelle • 27/04/19 00:58
    Scrivano - 2635 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Comunque godibile; la storia di per sè, a quanto vera, è ad ogni modo già grottesca di suo.
    Godibile sì ma pieno di esagerazioni non confermate dalla realtà: l'invito alla festa del boss, le performance sessuali a tre, il lacrimoso ricongiungimento con la famiglia, il funerale. Un continuo clima da commedia nei rapporti con il Cartello. A pelle, difficile prenderlo sul serio.
    Ultima modifica: 27/04/19 12:46 da Capannelle
  • Discussione Raremirko • 28/04/19 20:35
    Addetto riparazione hardware - 3703 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    Comunque godibile; la storia di per sè, a quanto vera, è ad ogni modo già grottesca di suo.
    Godibile sì ma pieno di esagerazioni non confermate dalla realtà: l'invito alla festa del boss, le performance sessuali a tre, il lacrimoso ricongiungimento con la famiglia, il funerale. Un continuo clima da commedia nei rapporti con il Cartello. A pelle, difficile prenderlo sul serio.



    Già, già, vero.

    Credo sia voluta la cosa, ma mina un pò verosimiglianza ecc.
  • Discussione Mauro • 31/05/20 09:30
    Disoccupato - 10118 interventi
    Intanto oggi è il compleanno di Clint Eastwood, 90 candeline.....

    Auguri!!!
  • Discussione Daniela • 31/05/20 10:04
    Gran Burattinaio - 5563 interventi
    Mauro ebbe a dire:
    Intanto oggi è il compleanno di Clint Eastwood, 90 candeline.....


    La stessa età del personaggio protagonista del film.
    Manoel de Oliveira ha girato il suo ultimo film a 104 anni d'età. Il nostro Clint è di tempra robusta, magari anche lui può dirigere qualche altra opera.
    Forza Clint, facci sognare!
  • Discussione Mauro • 31/05/20 10:08
    Disoccupato - 10118 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Mauro ebbe a dire:
    Intanto oggi è il compleanno di Clint Eastwood, 90 candeline.....


    La stessa età del personaggio protagonista del film.
    Manoel de Oliveira ha girato il suo ultimo film a 104 anni d'età. Il nostro Clint è di tempra robusta, magari anche lui può dirigere qualche altra opera.
    Forza Clint, facci sognare!


    Mi pare che abbia in progetto qualcosa