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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/07/07 DAL BENEMERITO ALMAYER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/08/08
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Almayer 12/07/07 11:04 - 169 commenti

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A me è piaciuto un sacco. Splendida la figura del Commissario, bravo Tognazzi, uno stuolo di caratteristi unici come comprimari, bellissima la Dionisio. Mi ha ricordato certe cose di Scerbanenco. I dialoghi sono ottimi, molto sarcastici e arguti, ci sono le riprese splendide di Scola... Il film rallenta un po' verso i suoi due terzi e poi si riprende nel finale.

B. Legnani 14/07/07 00:12 - 4777 commenti

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Gustoso ritratto di provincia, con un sobrio Tognazzi. Ritmi blandi, in linea col suo modo di fare e l’ambiente. Indimenticabile Maffioli, "maudit" di provincia, che passa da sgradevole a quasi amabile. Più che della Dionisio, legnosa, è “da mangiare” la Vendell, dal delizioso musetto (gustose le allusioni di Pepe: “sa fare i bìgoli!”, “sa giocare a ping-pong…” “batte lei?”). Elettrizzante apparizione di Ungaretti. La domestica di Tognazzi parla sorprendentemente in dialetto bresciano (“alùra”, “argóta”) con inspiegabili interpolazioni venete!

skinner 30/08/07 00:51 - 592 commenti

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Eccellente l'inizio a sirene spiegate, parodia perfetta del poliziottesco se non fosse che il film è antecedente. Di culto il personaggio della cameriera di Pepe. Scola, come sempre in quegli anni, tenta qualche sperimentazione visiva e dirige con brio. Ottimo Maffioli, nel ruolo della vita.

Gugly 28/12/07 20:54 - 1016 commenti

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Grandissimo film, fin dall'apertura (i registi della Pallottola spuntata hanno voluto copiare???). Un Tognazzi realista e disincantato (ma con i sogni di donne del Tognazzi uomo) che alla fine deve arrendersi alla realtà; è la (buona) gente, bellezza. I temi musicali di Trovajoli completano un piccolo gioiello da tenere in una videoteca che si rispetti.
MEMORABILE: Tognazzi, rivolto in camera: "Perché, siete tutti leoni voi?"

Renato 27/02/09 11:43 - 1590 commenti

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Un buon film di Scola, anche se stilisticamente è un po' invecchiato, soprattutto con le parti "oniriche" in cui Tognazzi (bravo come sempre) immagina quello che vorrebbe fare ai vari personaggi. Più che la storia in sé funziona meglio la descrizione di un certo mondo di provincia, ma a dirla tutta ho trovato che il film abbia qualche debito di troppo verso Signore e signori.
MEMORABILE: La vecchina in casa di Tognazzi, sempre dietro a sacramentare.

Cotola 2/04/09 13:06 - 7599 commenti

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Discreta e godibile commedia di costume che si ricorda non tanto per la storia (che ha un palese debito di riconoscenza verso Signore e signori) quanto piuttosto per una riuscita e gustosa descrizione della provincia veneta. Bella la galleria dei personaggi di contorno, come pure la colonna sonora di Trovajoli. Non sempre azzeccati, invece, gli innesti onirici, in cui Tognazzi immagina alcune situazioni.
MEMORABILE: Perchè siete tutti leoni, voi?

Caesars 15/04/09 18:03 - 2758 commenti

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Buon film di Scola nel quale viene disegnata la vita in una città di provincia del Veneto, in cui tutto sembra calmo e tranquillo ma che nasconde gli inevitabili intrallazzi a base di sesso. Tognazzi tratteggia molto bene la figura del commissario disincantato che cerca di far meglio che può il suo dovere; molto bene anche i comprimari, tra i quali troviamo anche un buon Cimarosa. Pur essendo sicuramente debitore di Signore e signori, questo prodotto merita la visione. Direi che 3 pallini ci stanno tutti.

R.f.e. 18/06/09 17:21 - 817 commenti

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Pur non amando Scola (gli unici due suoi film che mi piacciono veramente sono questo e L'arcidiavolo) e del resto nemmeno Tognazzi, ho però molto gradito questo poliziesco satirico ambientato nella provincia veneta, ispirato all'omonimo romanzo di Ugo Facco De La Garda. Straordinario Maffioli (quasi una sorta di Giancarlo Fusco in tono minore), ottimi comprimari e caratteristi, la galleria dei personaggi. Deliziose la Vendell e la Dionisio. Davvero un peccato che non sia ancora disponibile una degna (e integrale) versione italiana in dvd.

Saintgifts 10/01/10 16:42 - 4098 commenti

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Piccola cittadina veneta, ricca però di personaggi, dove tutti si conoscono e soprattutto dove tutti conoscono il commissario Pepe. Tutti si vogliono divertire a letto, anche gli anziani se avessero a disposizione una pillola miracolosa (ora è arrivata). Tognazzi profila con misura un commissario sveglio e onesto, anche lui con il suo piccolo segreto che però non sfugge a Nicola Parigi, invalido velenoso che sa tutto di tutti e lo urla (un po' troppo) per le vie. Film che rende bene l'atmosfera piccante delle relazioni proibite nelle province.
MEMORABILE: Pretesto per esibire bei nudi femminili, i sogni di irruzioni nelle camere da letto, del commissario Pepe.

Karim 9/08/10 23:17 - 22 commenti

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Una godibile commedia di costume che mette in luce l'immortale problema del falso moralismo. Sottolineato l'annoso problema degli intoccabili e delle inchieste insabbiate. Grande Tognazzi, come sempre del resto, nella parte al cento per cento. Bellissimo il commento musicale di Trovajoli grande compositore. Assolutamente esilarante la cameriera di Tognazzi con il suo imprecare in un dialetto forse più lombardo che veneto.
MEMORABILE: Spassosa la parte in cui commenta Ungaretti alla TV: "L'è bravo stu fiöl, molto intelligente, simpatico!"

Max92 17/03/11 16:47 - 104 commenti

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Il film parte da uno spunto interessante soprattutto per quegli anni (la piccola città legata al potere ed alla prepotenza assoluta di un ceto di “intoccabili” laidi e corrotti), ma si perde in riflessioni poco incisive e in dettagli inutili, finendo con l’annoiare lo spettatore, considerando oltretutto che gli spunti ironici (i duetti tra Ugo Tognazzi e la vecchia domestica lombarda) hanno poco spazio. Inevitabilmente stantio e perenemmente in bilico fra una satira di costume ed una commedia imbolsita. Il troppo, inevitabilmente, stroppia.
MEMORABILE: “Parigi” (Giuseppe Maffioli), l'invalido di guerra: “C’è sempre più verità in una lettera anonima che in un proverbio cinese!”

Pigro 16/06/11 09:29 - 7897 commenti

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Ritratto della profonda provincia veneta, piccolo-borghese e cattolica, ma soprattutto sessuofoba/sessuomane: a condurci a spiare nelle ipocrite contraddizioni di un'italietta tutt'altro che scomparsa è lo sguardo cinico-rassegnato del commissario, ottimamente incarnato da Tognazzi. Ma è la coralità, per certi versi bizzarra, di quella comunità il vero motore di questo bel film, che procede lento e insinuante proprio come il ritmo (apparente) di quei paesi. Un buon lavoro, con qualche parte superflua (le fantasie grottesche del protagonista).

Homesick 6/07/11 17:20 - 5737 commenti

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Se si è in cerca di un corale ritratto della provincia falsa, bigotta e dai molti altarini da svelare bisogna rivolgersi al Germi di Signore e Signori; questa di Scola ne è una pallida imitazione incline al facile bozzettismo che si cela dietro la sdrucita veste poliziesca delle indagini condotte da un Maigret del Veneto paziente e disilluso. Di porre i dovuti accenti su un narrato piano e frammentario si incaricano saporite figure come quelle di Maffioli, invalido di guerra che sbraita argute verità durante le sue scorribande in cochecito, e i brontolii della vecchia di casa Tognazzi.
MEMORABILE: I tenutari della casa d’appuntamento durante la visita di Tognazzi.

Mark70 30/06/12 07:16 - 118 commenti

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Commedia di costume che prende di mira l'ipocrisia e il perbenismo della provincia italiana. Sfortunatamente il film sembra invecchiato male: il ritmo è sonnolento, non riesce a coinvolgere e certe soluzioni stilistiche (le "visioni" del commissario) appaiono datate. Monumentale Tognazzi, un commissario tutto d'un pezzo costretto ad arrendersi di fronte all'ipocrisia imperante. Ottimi anche i comprimari.
MEMORABILE: Il finale, Tognazzi rivolto agli spettatori: "Siete tutti leoni voi?"

Pinhead80 18/07/12 17:46 - 4000 commenti

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Un film molto particolare che si discosta sia dal classico giallo all'italiana sia dal genere poliziottesco. Più che all'azione l'attenzione del regista è rivolta all'analisi dei meccanismi che stanno al di sotto delle indagini. Zeppo di personaggi a dir poco caratteristici (tra tutti l'invalido cattivo e petulante e la governante del commissario che bestemmia a più riprese), il film si avvale di musiche suggestive (Trovajoli) e di un bel finale.

Motorship 20/07/12 17:05 - 567 commenti

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Un ibrido ben riuscito tra tre generi: giallo da una parte, poliziesco dall'altra, ma anche profonda e aspra critica alla società borghese di provincia, bigotta ma ipocrita con un lato oscuro davvero "surprise". Il ritmo regge alla grande grazie anche a un ottimo, magistrale Ugo Tognazzi, il quale caratterizza il commissario protagonista in maniera superlativa. Ottimo il cast di contorno, tra cui una bellissima Silvia Dionisio (molto brava nella sua parte) e Maffioli (se stesso con altro nome).
MEMORABILE: Tognazzi nel finale: "Siete tutti leoni voi?"; La Dionisio in pelliccia sul letto; Cimarosa che usa le sirene della volante per tornare a casa.

Lupoprezzo 24/07/12 11:53 - 635 commenti

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Bizzarra radiografia del malcostume di provincia, datata nel ritmo e in certe sognanti divagazioni, ma condotta in porto con la solita professionalità dal regista e impreziosita da un Ugo Tognazzi silente e riservato. Niente male il cast di contorno, col sempre bravo Tano Cimarosa e con Giuseppe Maffioli (il suo personaggio non avrebbe sfigurato in un film di Fellini). Incantevoli anche i personaggi femminili, a cominciare dall'intrigante Véronique Vendell. Piccola menzione per la simpatica domestica di Tognazzi, pronta a buffe e infinite giaculatorie.

Lamax61 1/08/12 23:20 - 30 commenti

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La provincia italiana fine anni '60 raccontata con maestria da Scola. Un film malinconico, dolce-amaro, liberamente tratto dal bel libretto di Ugo Facco de La Garda. Musica stupenda del grande Trovajoli. Tognazzi dà il meglio di sè.
MEMORABILE: Sta bene! ...disse Lena quando vide la figlia piena.

Galbo 29/09/12 05:49 - 11444 commenti

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Ettore Scola dirige un bravissimo Ugo Tognazzi in un film che vale anche come spietato ritratto della chiusa provincia italiana (siamo in Veneto in questo caso), ammantata di pseudomoralismo e di pruderie sessuali. L'attore ci consegna il delizioso ritratto di un uomo cinico e disilluso, il cui lavoro è una lotta contro i mulini a vento. Ottima la prova dei caratteristi. Riuscita la colonna sonora.

Fauno 1/05/13 19:11 - 1933 commenti

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Uno sforzo sovraumano a dargli mezzo punto sopra il minimo per via della bellissima musica di Trovajoli, qui sprecata, e per il discorso dell'invalido sulla necessità di venire odiato anzichè compatito e rischiare di morire dentro. Tutto il resto del film, nonostante Tognazzi non demeriti, è da antologia della demenza e non senile, con errori tipici di chi ad esempio alleva trote senza manco sapere cosa siano gli avannotti. Qui oltre l'uccello non si va proprio, tanto che sembra deprimersi perfino il protagonista, davanti a tanto squallore...
MEMORABILE: "Da quando si occupa di calcio?" "Da quando lei si occupa di calciatori" Ah ah ah!

Manfrin 9/12/13 12:13 - 329 commenti

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Tognazzi interpreta da par suo lo scomodo ruolo di un commissario della provincia veneta, forse fin troppo dipinta di falsa bigotteria. Il film rimane comunque un realistico ritratto grazie anche ad azzeccati caratteristi (su tutti l'invalido in motocarrozzetta e la vecchia cameriera di Pepe) e, pur sviluppandosi senza particolari colpi di scena, desta interesse grazie a una valida sceneggiatura.

Furetto60 3/04/14 12:57 - 1129 commenti

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Il commissario Pepe non è un antesignano dei futuri poliziotteschi sturm and drung, piuttosto si accontenta di assecondare il secolare corso delle cose di un modesto centro della bassa veneta (Vicenza) e di chiudere un occhio, se non tutt'e due. Scola, coadiuvato da un ottimo Tognazzi e da una valida colonna sonora, offre un giallo soft molto italiano, garbato, che quasi in punta di piedi scoperchia un mondo ipocrita e inquieto; d'altronde siamo nel 1969... L'unico a rimetterci sarà proprio il tutore della legge. Simpatico e triste.
MEMORABILE: Parigi che riesce a sentirsi integro solo col disprezzo degli altri.

Daniela 13/02/16 01:07 - 9621 commenti

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Il commissario Pepe è un uomo colto e tollerante, che preferisce girare armato di buon senso invece che di pistola. In un paese della profonda provincia veneta, viene chiamato ad indagare su reati a sfondo sessuale... L'interpretazione di Tognazzi arrichisce di umanità un personaggio che poco somiglia ai suoi colleghi cinematografici di quegli anni, ma purtroppo il resto del film raramente riesce ad affrancarsi da un bozzettismo di fondo che nel film di Germi di analoga ambientazione era riscattato dalla graffiante ironia. Buono l'eilogo segnato dall'amarezza.
MEMORABILE: L'invalido in carrozzella che percorre le vie della città

Deepred89 4/07/16 19:28 - 3306 commenti

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Bel film, più atmosferico che satirico. Quel clima perennemente tra tardo autunno e prima primavera, rilassato e vagamente malinconico, crepuscolare anche in pieno giorno, di un'anonima cittadina del nord Italia, tra ipocrisie e piccoli segreti, lo si respira a pieni polmoni dalla prima all'ultima inquadratura. E infatti sia Tognazzi che la sceneggiatura eccellono quando si adattano al mood e "stroppiano" non appena sfiorano seppur timidamente il grottesco, che sia un'espressione di troppo o un evitabile sogno a occhi aperti.

Ultimo 7/07/16 17:58 - 1383 commenti

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Interessante lo spunto di partenza, ma non sviluppato come dovrebbe. Tognazzi è elegante nei panni del commissario di provincia: vive la sua vita lavorativa in modo tranquillo e senza particolari turbative, fino a che non scopre un giro di reati e malvagerie a sfondo sessuale... Azzeccate le location per un film che avrebbe potuto dire molto di più, specie considerando che la parte più debole è la seconda, ove la vicenda viene a galla. Non oltre due pallini, peccato.
MEMORABILE: "Siamo nel 1969 e tutto va male..."

Gabrius79 19/09/16 01:47 - 1205 commenti

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Una fotografia tutt'altro che buonista dell'Italia del Nord Est, dove un bravo Ettore Scola dirige con mano sicura un misurato e godibile Ugo Tognazzi. Personaggi di contorno all'altezza della storia con una menzione particolare alla governante di Tognazzi che parla in dialetto stretto che fa ridere solo a sentirla. La storia invece funziona discretamente, salvo poi cedere verso la fine.

Victorvega 12/05/17 11:55 - 308 commenti

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Parte come un potenziale poliziesco e sembra l'inizio di un film d'azione. Subito dopo ci si accorge del gioco ma per un po' l'azione e il ritmo sono comunque attesi. Aspettando lungamente la "svolta", il film si srotola placidamente e lentamente. Una volta capito il "genere" si è ormai giunti a metà e si accetta benissimo la narrazione con i suoi ritmi lenti e cadenzati. Molto ben realizzato in tutto, un bellissimo affresco sulla morale della provincia dell'epoca. Tognazzi solito fuoriclasse.
MEMORABILE: I titoli iniziali con la macchina sfrecciante di Cimarosa.

Rufus68 23/06/17 21:48 - 3147 commenti

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Godibile commedia, resa tale per merito della recitazione controllata di Tognazzi che riesce a delineare una figura d'uomo d'ordine vogliosa di giustizia, ma già intimamente minata dalla rassegnazione e dallo scetticismo. Il film, invece, non convince mai sul piano dell'analisi sociale (troppo facile, al limite della faciloneria) e si rivela incapace di trascendere questi limiti ricorrendo all'estro crudele e pacatamente espressionista di un Germi o di un Risi. Azzeccato il personaggio di Maffioli.

Il ferrini 3/09/17 01:15 - 1727 commenti

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Tognazzi è un "mostro", lo si sa e anche stavolta agisce "in nome del popolo italiano". Nessuna "udienza" ma come nel film di Ferreri si parla di prostituzione e soprattutto di clienti importanti. Scola muove con sapienza la mdp, utilizza in più d'un'occasione lo split screen, racconta con divertenti sequenze oniriche i pensieri del protagonista, nondimeno il ritmo è francamente lento e sovente si salva solo per l'enorme simpatia dei caratteristi veneti, su tutti la domestica bestemmiatrice e "Parigi", l'invalido pettegolo. Insomma.

Il Dandi 22/10/17 11:25 - 1841 commenti

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La città è piccola, la gente mormora: la provincia perbenista di Germi si avvicina a quella grottesca di Avati (l'invalido in moto) e si anima di quei pruriti che presto abbatteranno Il comune senso del pudore. Film di costume, atipico come commedia e ancor più come giallo, oggi prezioso soprattutto come documento (le riprese rubate tra la folla valgono più del pur solido cast). Pregevoli musiche di Trovajoli e Scola trova anche il tempo, nei dinamici titoli di testa, di anticipare e fissare un canone del poliziesco vero e proprio che verrà.
MEMORABILE: L'epifania di Ungaretti in tv mentre dice: "Io mi sento un ragazzo".

Lythops 4/12/17 17:37 - 975 commenti

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Amara commedia dai contenuti proposti più volte dal cinema nostrano in cui un bravo funzionario è costretto a fare passi indietro di fronte ai potenti. Ottima come sempre la prova attoriale di Tognazzi e degli attori di contorno, le musiche di Trovajoli con uno Scola che, pur non tra i miei registi preferiti, confeziona un'opera di tutto rispetto in cui l'inevitabile prevale sulla denuncia. Già allora sapevano tutto.

Giùan 12/01/18 11:47 - 3044 commenti

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Piace ancora (e per questo ci par di poter dire non sia invecchiato) il suo andamento asintotico, il suo avvicinarsi a qualcosa (il malcostume strapaesano, il poliziesco d'indagine..) per poi retrocedere e guardar tutto con occhio asciutto, forse appesantito, con una moralità mai capziosa. Il film di Scola procede così con apatico disincanto, senza la virulenza rabbiosa di In nome del popolo italiano o la vitalità di Signore & signori, aprendo piaghe ma non affondandovi mai il dito. Tognazzi preziosamente crepuscolare, carinissima Vendell, irresistibile Maffioli.
MEMORABILE: Le tirate di Maffioli in giro per la città in carrozzina; Le sfuriate davanti "al tv" della Uliana.

Maxx g 13/08/18 23:36 - 492 commenti

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Il film analizza in modo freddo il finto perbenismo della società, veneta in questo caso. Antonio Pepe vaga per la città in cerca di indizi, di risposte; fa freddo, un freddo pungente ma le attività clandestine sono in piena attività. Efficace Tognazzi, colonna sonora valida, come del resto gli altri attori. Nel cast anche Tano Cimarosa e la conturbante Silvia Dionisio. Da vedere.
MEMORABILE: I sogni a occhi aperti di Pepe; Lo strip in auto accennato da Silvia Dionisio; L'invalido nella sua carrozzella-motoretta.

Ryo 16/11/18 22:33 - 2169 commenti

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Ettore Scola sceglie di ambientare in Veneto questa commedia dai toni melodrammatici e in qualche modo nostalgici, in un periodo in cui non da molto la legge Merlin aveva reso la prostituzione illegale e le professioniste svolgevano il loro lavoro clandestinamente. I toni del film sono calmi e quasi drammatici; un bel quadretto in cui tutti sanno e nessuno dice, ma l’unico personaggio che non ha inibizioni e spiattella tutto a tutti urlando per la città è visto come un pazzo e abbandonato da tutti.
MEMORABILE: Il centro sociale per giovani studenti; Le varianti sul ritorno della ragazza.

Pessoa 16/06/20 06:45 - 1218 commenti

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Scola affida alle robuste spalle di Tognazzi un film ambiguo, in bilico fra la commedia a sfondo sociale e il giallo di una provincia in cui, proverbialmente, non succede mai niente. Un niente che purtroppo si riflette anche sullo schermo, dove si alternano i piccoli vizi di una borghesia annoiata. Tutto già visto, in ogni caso, e le poche volte in cui la sceneggiatura potrebbe affondare il colpo si guarda bene dal farlo, annacquando la satira sociale con inopportune e logorroiche digressioni oniriche. La buona prova del cast mantiene comunque la barca sopra la sufficienza.
MEMORABILE: L'amaro sfogo finale del protagonista.

Paulaster 10/11/20 09:37 - 2859 commenti

I gusti di Paulaster

Commissario di provincia accumula prove su cittadini di rango. Imperniato sulla sessualità, perlopiù a pagamento, colpisce diversi bersagli: i giovani, i ricchi, i professori, le suore, violano tutti la legge a proprio piacimento. Tognazzi è l'eroe triste (senza lieto fine) e sembra condannato a doversi coprire entrambi gli occhi. Anche la sceneggiatura di Scola ha un fondo pessimistico, pur se sono gli anni della liberazione sessuale. Il Nordest a livello ambientale è corretto, meno bene alcune figure di contorno folcloristiche.
MEMORABILE: La visita alla pensione e il gioco delle carte; La Dionisio interrogata in macchina; La punizione della suora.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Gugly • 24/09/17 12:43
    Segretario - 4679 interventi
    Ho verificato: Tim Vision offre anche questa pellicola, versione integrale :))
  • Discussione Il Dandi • 22/10/17 13:00
    Contratto a progetto - 1463 interventi
    Chiedo scusa: è corretto "giallo" come genere?

    Io non lo trovo molto pertinente, ma del resto non saprei bene nemmeno come altrimenti collocarlo: troppo amaro per considerarlo "commedia" e non c'è abbastanza azione per un "poliziesco".

    Forse a questo punto propenderei per "drammatico", lor signori che ne dicono?
  • Discussione Daniela • 22/10/17 16:19
    Consigliere massimo - 5284 interventi
    IMDB indica sia commedia che dramma.
    Entrambi i generi mi sembrano più calzanti rispetto a giallo, dato che l'indagine sulle lettere anonime è più che altro un pretesto per una galleria di poco edificanti quadretti di vita provinciale.
    A parer mio, può essere fatta rientrare nell'ambito della commedia: quel tipo di commedia all'italiana con finalità di critica sociale e risvolti pessimistici circa il carattere degli italiani. Mi viene da accostarla ad un'altra opera con simili caratteristiche, sempre interpretata da Tognazzi, rivista recentemente: In nome del popolo italiano, di Dino Risi.
  • Discussione Manfrin • 22/10/17 18:32
    Servizio caffè - 494 interventi
    Il Dandi ebbe a dire:
    Chiedo scusa: è corretto "giallo" come genere?

    Io non lo trovo molto pertinente, ma del resto non saprei bene nemmeno come altrimenti collocarlo: troppo amaro per considerarlo "commedia" e non c'è abbastanza azione per un "poliziesco".

    Forse a questo punto propenderei per "drammatico", lor signori che ne dicono?

    Sono d'accordo,non è sicuramente un giallo,commedia mi sembra più appropriato
  • Discussione Zender • 22/10/17 18:42
    Consigliere - 43737 interventi
    Mah francamente c'è un'indagine, un colpevole, non vedo perché non potremmo farlo rientrare nel genere. Imdb ovviamente non ha giallo come genere. Non dico che sia sbagliato drammatico ma non mi pare neanche giallo...
  • Discussione B. Legnani • 22/10/17 20:34
    Consigliere - 13981 interventi
    A mio avviso, Commedia.
  • Discussione Gugly • 22/10/17 21:01
    Segretario - 4679 interventi
    E' un poliziottesco italiano con un gradevole retrogusto cinico :D
  • Discussione Il Dandi • 22/10/17 23:35
    Contratto a progetto - 1463 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    E' un poliziottesco italiano con un gradevole retrogusto cinico :D

    Hahaha... battuta troppo astuta, l'ho capita dopo! :)

    In ogni caso, scherzi a parte, va dato atto a Scola che qui, con i suoi dinamici titoli di testa (con soggettive della sirena sul tetto e del parafango anteriore delle pantere), contribuisce a sancire un canone di quello che in effetti poi sarà il poliziesco vero e proprio.
  • Discussione Pigro • 23/10/17 10:42
    Consigliere avanzato - 1492 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    A mio avviso, Commedia.

    Concordo. Anche le intenzioni possono contare nel definire un genere. In questo caso è evidente che il punto centrale è la rappresentazione della provincia secondo modalità da commedia, con il pretesto di una trama poliziesca. E non il racconto di un'indagine poliziesca o di un giallo, attraverso la quale far emergere elementi di rappresentazione sociale. Sarebbe cambiato (relativamente) poco se a far l'indagine fosse stato un giornalista per un reportage (quindi senza implicazioni da giallo o poliziesco), sarebbe cambiato tutto se l'ambientazione della storia fosse stata New York o Parigi...
  • Discussione Max73 • 10/08/20 09:40
    Galoppino - 21 interventi
    A ben guardare, Silvia Dionisio interpreta un personaggio molto simile a quello che tre anni dopo impersonerà Sonia Petrova ne La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini.