LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il prologo ci mostra un ricco furto di diamanti all'aeroporto di Amsterdam, con fuga degli autori del colpo subito inseguiti dalla polizia. Di loro uno solo se ne salva e, prima di essere preso, riesce a nascondere il bottino nelle fogne della città. Cinque anni dopo, un uomo dall'aria sicura (Cliver) viene contattato per compiere un'operazione di cui si sa poco o niente, giusto che insieme a lui dovranno agire altre tre persone (una donna e due uomini) e che tutti ci guadagneranno una bella somma. Quando però capiamo che l'operazione prevede innanzitutto di far evadere dal carcere l'autore del furto di diamanti di cinque anni prima, non ci mettiamo molto a intuire come dietro a tutto si celi il desiderio di mettere le mani sul favoloso bottino...Leggi tutto mai recuperato dalla polizia. Mantenendo segreta l'elaborazione del piano, il gusto di chi guarda sta nello scoprire come verrà realizzata innanzitutto l'evasione dal carcere. Perché ad esempio il grande boss "invisibile", che spedisce cassette con le istruzioni e che noi sappiamo avere il volto di William Berger, ha richiesto la presenza di medici, per la missione? E perché di un italiano (Tinti) noto per essere un incallito dongiovanni perdipiù superdotato? Paolinelli (che scrive e dirige sotto lo pseudonimo di John L. Huxley) mette a punto un noir che ha nella sceneggiatura un buon punto di forza. Partendo da un soggetto classico porta in scena personaggi non interessantissimi (né interpretati da grandi attori) che però sanno interpretare correttamente il loro ruolo donando al film quella patina minima di realismo necessaria a rendere piacevole lo scorrimento della storia. E' innegabile che ci si diverta a indovinare le mosse architettate da chi ha organizzato l'evasione, a capire come si possa eludere la sorveglianza nei momenti chiave. Per cui si procede svelando le carte un po' alla volta, stando attenti a preparare poi il colpo di scena in grado di svoltare a sorpresa nei momenti più opportuni. Ecco allora che compaiono l'abile chirurgo (Edmund Purdom), sua moglie che l'aspetta a casa... Non ci si potrà spellare le mani per il lavoro di Paolinelli, ma il suo è un solido esempio di B-movie ben organizzato e sommariamente godibile, con trasferte estere ad Amsterdam e Londra e un finale sul lago di Como che prevede un doppio colpo di scena finale sulle note suadenti dell'autore della colonna sonora Charlie Mells. Nei limiti di un'operazione non certo ricchissima, insomma, e conoscendone i limiti, il film fa il suo dovere lasciandoci con un beffardo (quanto tristanzuolo) saluto "in macchina" di chi avrà la meglio su tutti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/11/16 DAL DAVINOTTI
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Dusso 4/02/17 13:53 - 1548 commenti

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Film molto piacevole (le quasi due ore non si fanno per nulla sentire) ben dosato nella sceneggiatura, che fa funzionare anche attori come Al Cliver (qui veramente inespressivo al massimo). Ci sono assurdità come i poliziotti che fanno trasportare in barella da due carcerati l'uomo che sta male e un finale beffardo ma non convincente (anche qui abbastanza assurdo). Cameo di Annie Belle (all'epoca fidanzata con Al Cliver)

Fauno 31/01/21 00:30 - 1986 commenti

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La trama non è intricata, il film è scorrevole e lo si segue bene, ma a parte il finale, del tutto inaspettato, di colpi di scena manco l'ombra, tanto che forse era quasi meglio fare un telefilm in due parti. Ok il colpo di genio sul mannequin, ok gli stragemmi ripetuti per far evadere chi di dovere, ma il costante andare sul velluto finisce per farci assopire. Guarda caso il migliore è il solito Tinti, con le sue doti inveterate di seduttore; Tozzi lo segue per la simpatia tipica del briccone mentre Cliver e la André sono troppo taglienti nella professionalità dei loro ruoli.
MEMORABILE: Capucci; "Vecchio sì, fesso no"; Il dottor Santini; Il colore orribile della Lamborghini; Il medico del carcere.

Nicola81 13/04/21 19:24 - 2108 commenti

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Noir italiano dal respiro internazionale (anche nelle location), si rivela una piacevole sorpresa, soprattutto per merito di una incalzante sceneggiatura che, pur incappando in qualche forzatura (l'ospedale che di notte è praticamente deserto), riesce a mantenere vivo l'interesse dall'inizio alla fine. Ad Al Cliver i panni del protagonista andavano larghi, bene invece la André, Tinti, Tozzi, Purdom e Berger, marginale la Auger. Violenza ridotta ai minimi termini, ma i colpi di scena conclusivi giustificano anche questa scelta. Non male le musiche di Giancarlo Chiaramello.

Herrkinski 15/04/21 23:49 - 5677 commenti

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A Paolinelli va il merito di esser riuscito a ottenere il massimo da un manipolo di attori del nostro cinemabis certamente non eclatanti, su tutti Cliver; ognuno è ben scelto per il ruolo e con tutti i limiti possibili riesce a dare il meglio in questa storia tra rapine milionarie e complotti che vive di una sceneggiatura elaborata ma non troppo emicranica, nonostante una parte finale tra twist e contro-twist un po' improbabile. Non troppo violento e basato su un canovaccio vecchio stile, è un lavoro un po' dimenticato che merita una riscoperta, anche per le belle location estere.
MEMORABILE: Il personaggio di Tinti che la voce fuori campo descrive come "noto superdotato".

Daidae 17/04/21 20:37 - 2839 commenti

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Film che ha i suoi pregi: ad esempio belle ambientazioni e un cast ben scelto abbastanza in parte che vede diversi bravi attori del 70 insieme. Ma presenta anche parecchi difetti: la scena dell'ospedale per esempio è quasi da film comico, considerate le numerose assurdità. Tensione, azione e violenza sono quasi zero, ma nel finale si risolleva. Niente di eccezionale, ma si lascia vedere. Ottima la fotografia, buone le musiche.

Panza 26/04/21 15:12 - 1542 commenti

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Finché viene mostrato il colpo, il meccanismo funziona a dovere grazie a un avvicendarsi di eventi e di location che crea curiosità nel scoprire lo sviluppo della vicenda; si può passare anche sopra alla scarsissima caratterizzazione dei membri della banda e, con maggiore sforzo, alla pervicacia di Al Cliver nel rimanere inespressivo fino alla scritta "fine". Purtroppo, una volta esauritasi la prima parte, ne segue una seconda molto meno interessante, fino a un tentativo di originalità nel colpo di scena finale che lascia l'amaro in bocca. Buona la fotografia.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Cdeor62 • 5/03/21 10:13
    Disoccupato - 1 interventi
    L'aereo che si vede all'inizio del film, il DC9 Alitalia "Isola di Stromboli", da cui scendono i protagonisti del film, è quello che si schiantò in prossimità dell'aeroporto di Palermo il 23 dicembre 1978 in uno dei più gravi disastri aerei avvenuti sul nostro territorio. Eccolo in un fotogramma fornito da Caesars:

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images56/aereo2.jpg[/img]

    In un altro fotogramma fornito da Panza ecco la dicitura che conferma la notizia:

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images56/issu.jpg[/img]
  • Discussione Daidae • 17/04/21 20:20
    Compilatore d’emergenza - 913 interventi
    Il cameo di Annie Belle al minuto 01:38:25

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images56/anbe1.jpg[/img]

    Esordio al cinema per Claudio Zucchet:

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images56/anbe2.jpg[/img]
    Ultima modifica: 18/04/21 08:38 da Zender