Il castello degli spettri

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Titolo originale: The Cat and the Canary
Anno: 1927
Genere: thriller (bianco e nero)
Regia: Paul Leni
Note: Il film, prodotto dalla Universal, è tratto da una piece di John Willard; in occasione del restauro ad opera della Photoplay Prodoction è stato rimusicato da Neil Brand; il titolo originale allude al rapporto tra vittima e carnefice.
Numero commenti presenti: 7

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/09/08 DAL BENEMERITO REBIS
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Rebis 17/09/08 22:16 - 2088 commenti

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A distanza di vent'anni dalla morte del ricchissimo Cyrus Norman, gli eredi si riuniscono nella sua cadente dimora per assistere all'apertura del testamento: gli spettri non saranno le uniche sorprese. Autentico archetipo della "Vecchia Casa Infestata", il film di Leni è pregno di cupezze espressioniste ma rintuzzato a forza da una bella ironia; il gotico cede presto il passo al giallo e si evade nell'intrattenimento secondo i canoni collaudati dell'autore. Bene articolato nel racconto, il film fomenta il mistero senza soffrire la sua origine teatrale. Pionieristico l'uso della soggettiva.
MEMORABILE: La soggettiva iniziale e quella dal quadro; il volto deforme del pazzo omicida; l'artiglio che sbuca dalle tenebre.

Undying 1/10/09 01:53 - 3840 commenti

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Cineasta attivissimo in Germania e valido esponente della corrente ""espressionista", Paul Leni (1885-1929) è qui alla sua prima regia realizzata in territorio americano a seguito del forzato espatrio. Ispirato da una commedia di John Willard, il cineasta compone un gioiello cinematografico, più volte -in seguito- rivisitato (Il fantasma di mezzanotte, Il gatto e il canarino, Sospiri). Primo, vero esemplare del genere sulla "vecchia casa piena di mistero e segreti" Il castello degli spettri riesce a sopperire alla limitazione tecnica, che impone il muto, mediante elaborate suggestioni visive.

Il Gobbo 7/05/11 00:06 - 3011 commenti

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Gustoso preludio alla grande stagione gotica della Universal, sotto l'egida di Carl Laemmle e con ispirazione rigorosamente teutonica (Leni già vantava del resto preziose riuscite), a tutto beneficio della resa visiva. Il film procede in dosato equilibrio fra comico e macabro, con una macchina da presa mobilissima, e rimane ancora oggi un gioiellino. Da vedere.

Pigro 14/05/13 08:42 - 7789 commenti

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Sei cugini reclusi nella tenebrosa magione avita pronti a scannarsi per l’eredità: toni da thriller e da giallo (e horror) si mescolano con un humor tagliente che non risparmia gag e macchiette, in un’opera gustosissima per la miscela tra brividi e riso, fra il terrore e la sua parodia. Leni è strepitoso nel giocare con intelligenza e ironia con l’espressionismo, allestendo un viaggio visionario di grande fascino (i volti, le luci e le ombre, le mani, il vento), ma anche uno spassoso ottovolante comico con caratterizzazioni impareggiabili.

Cotola 19/05/13 23:23 - 7525 commenti

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Uno dei capostipiti del genere eredità con delitti nella casa/castello del de cuius. Se amate questo tipo di film, non fatevelo scappare poiché Leni conosce bene il mestiere e riesce a creare una buona tensione (ci sono diverse sorprese, specie per l'epoca), pur insertando all'interno della pellicola alcuni momenti divertenti che ruotano tutti attorno all'erede giovane, pauroso e fanfarone. La tecnica poi è notevole e certe inquadrature, scene ed "effetti", reggono molto bene alla prova del tempo ed ispireranno più di qualche opera e regista in futuro. Un film buono, forse anche di più.

Rufus68 6/04/16 12:21 - 3086 commenti

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L'inizio, dalle suggestioni espressioniste, è di livello. Peccato che il seguito anneghi tali atmosfere in una trama gialla (con venature da commedia) sin troppo lambiccata. D'altra parte fu questo il prezzo che l'ispirazione di Leni pagò nel trasferimento dalle brume nibelungiche alle lande più pragmatiche della Universal. La versione restaurata vanta, per fortuna, un ottimo accompagnamento musicale.

Anthonyvm 15/08/19 22:18 - 1938 commenti

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Un classicone del muto e caposaldo del genere "old dark house", che di fatto ha portato nell'immaginario collettivo gran parte dei luoghi comuni e degli stereotipi del cinema horror di stampo tradizionale (il maniero lugubre e la servitù non da meno, le apparizioni, i testamenti, i complotti, i mostri e le fanciulle in pericolo). Leni stupisce con giochetti di montaggio ingegnosi e bellissimi giochi di luci e ombre, da tradizione espressionista. A volte si sorride per qualche ingenuità, ma il film sembra spesso prendersi in giro da solo. Must.
MEMORABILE: Le sovrimpressioni iniziali che accentuano la metafora dei gatti e del canarino in trappola; La mano artigliata; Il buffo lattaio; Il mostro dentato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Rebis • 18/09/08 12:55
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Le fonti segnalano una durata di 82', ma quella effettiva è di 100'. In Italia è stato editato in DVD da Ermitage Cinema (formato 1,33:1, film muto).
  • Curiosità Rebis • 18/09/08 12:58
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Ancora un remake del film: Sospiri, 1979, di Jesus Franco.
  • Homevideo Undying • 26/11/09 18:24
    Scrivano - 7630 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Le fonti segnalano una durata di 82', ma quella effettiva è di 100'. In Italia è stato editato in DVD da Ermitage Cinema (formato 1,33:1, film muto).

    Eccezionale l'edizione in oggetto, rigorosamente integrale (anche se la custodia riporta una durata di 75 minuti, il film ne dura 100) e confezionata con cura.



    Tra gli extra le solite schede biofilmografiche.
    Da prendere al volo: lo si trova nei cestoni dei negozi a meno di 5 €.
    Ultima modifica: 26/11/09 18:24 da Undying
  • Discussione Undying • 26/11/09 20:22
    Scrivano - 7630 interventi
    Rivedendo Il castello degli spettri ho avuto la nètta e chiara sensazione che, Dario Argento, avesse ben presente il film di Leni quando ha realizzato Suspiria e Inferno.
    In particolare per suggestioni visive che riguardano gli enormi corridoi (con significativi tendaggi) del castello e per la presenza di una mano mostruosa.

    Sotto: immagini che evocano simili momenti di Suspiria e Inferno






    Ultima modifica: 18/04/10 15:29 da Undying
  • Curiosità Undying • 26/11/09 20:37
    Scrivano - 7630 interventi
    "Paul Leni non ha perso una sola occasione in questo nuovo film per mostrare cosa si può fare con una macchina da presa."
    New York Times: recensione de Il castello degli spettri, 1927

    Il cinema delle ombre: dalla Germania all'America

    Nato nel lontano 8 luglio del 1885 a Stoccarda, Paul Leni si occupò, inizialmente, di teatro, dirigendo il celebre cabaret berlinese Die Godel.

    Debuttò alla regia giovanissimo, nel 1916, dirigendo Das Tagebuch des Dr. Hart, primo di una lunga serie di titoli che lo imposero quale significativo rappresentante della corrente "espressionista" tedesca in virtù di titoli fondamentali per il genere: da La scala di servizio (1921) a Il Gabinetto delle figure di cera (1924).

    Nel 1927 si trovava in America, in quanto esponente poco incline alla politica nazista in piena fioritura, e per la Universal realizzò ben quattro horror, portando negli States la cultura cinematografica germanica (e in particolare della già citata corrente espressionista); il primo film è questo eccezionale Il castello degli spettri (1927) cui fan seguito: The Chinese Parrot (1927), L'uomo che ride (1928), The Last Warning (1929).

    Paul Leni si spense prematuramente, l'8 settembre del 1929, portato via dalla scena internazionale del cinema a causa della leucemia.

    Da ricordare, inoltre, che parte del set de Il castello degli spettri fu poi riutilizzato da Whale per il suo Frankenstein (1931).
  • Homevideo Il Gobbo • 7/05/11 00:01
    Contratto a progetto - 771 interventi
    Undying ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Le fonti segnalano una durata di 82', ma quella effettiva è di 100'. In Italia è stato editato in DVD da Ermitage Cinema (formato 1,33:1, film muto).

    Eccezionale l'edizione in oggetto, rigorosamente integrale (anche se la custodia riporta una durata di 75 minuti, il film ne dura 100) e confezionata con cura.


    100 minuti? L'edizione Dcult (che presumevo essere una ristampa dell'Ermitage) ne dura in effetti 82...
  • Homevideo Von Leppe • 8/05/11 12:14
    Call center Davinotti - 944 interventi


    Questa è in bianco e nero, mentre dovrebbe avere i colori per le diverse situazioni.
    La Dcult anche è in bianco e nero?
  • Homevideo Il Gobbo • 8/05/11 17:10
    Contratto a progetto - 771 interventi
    Von Leppe ebbe a dire:


    Questa è in bianco e nero, mentre dovrebbe avere i colori per le diverse situazioni.
    La Dcult anche è in bianco e nero?


    No, ha dei viraggi
  • Homevideo Rebis • 9/05/11 11:38
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Forse dipende dalla velocità di scorrimento della pellicola... Io ho visionato la versione Hermitage!
  • Homevideo Cotola • 25/07/15 12:13
    Consigliere avanzato - 3628 interventi
    Esce la ristampa il 24 settembre 2015:

    http://www.dvd-store.it/DVD/DVD-Video/ID-53474/Il-castello-degli-spettri.aspx