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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/01/11 DAL BENEMERITO ENZUS79
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Enzus79 26/03/11 16:37 - 1916 commenti

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Storia dei fratelli Cervi di Reggio Emilia, che si vollero ribellare ai nazi-fascisti. Volontè è (come sempre) il migliore del cast anche se non sottovaluto l'interpretazione della Gravina e dei "fratelli" Backy e Montagnani. Forse la storia si dilunga troppo nella parte iniziale.

Homesick 29/12/12 17:30 - 5737 commenti

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La commemorazione di uno degli episodi più crudi della guerra civile avviene scaricando l’ingombrante fardello ideologico – solo pochi cenni al credo comunista dei Cervi - per adottare piuttosto un tono nazional-popolare nel ricordo dei valori del mondo contadino e di uomini di grande umanità e forza d’animo. Per il suo ultimo film Puccini dispone dell’agile sceneggiatura di Zavattini – corroborata visivamente da flashbacks in bianco e nero - e di un gruppo di attori di prima categoria, tutti molto impegnati e partecipi. Piccole parti per gli “avatiani” Matteuzzi e Pizzirani.
MEMORABILE: «Io ho fatto solo la terza elementare e la galera è stata la mia università» (Aldo Cervi); «Dopo un raccolto ne viene un altro» (Alcide Cervi).

Saintgifts 7/06/13 15:52 - 4098 commenti

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Nella prima parte sono approfondite abbastanza bene l'indole della famiglia Cervi, gli ideali trasmessi dal padre e dalla madre ai figli, la loro capacità di imparare tecniche nuove per lavorare la terra (l'arrivo del trattore ricorda La Terra di Dovzhenko), la volontà di acculturarsi leggendo. Le figure dei fratelli sono caratterizzate bene, ognuno con il proprio carattere ma uniti nell'ideale di libertà e di lotta al nazifascismo. Non c'è enfasi nel descrivere la lotta partigiana, iniziata da loro, si sceglie di descivere i rapporti di questi con il CNL.
MEMORABILE: L'incontro di Aldo Cervi (Gian Maria Volonté) con Verina (Carla Gravina) sul ponte di barche.

Samuel1979 10/12/15 17:41 - 479 commenti

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Commosso ricordo di Puccini ai fratelli Cervi, cioè a coloro che per la giusta causa sacrificarono la loro stessa vita. Il film che ha i suoi momenti più intensi nelle scene dell’incontro fra Aldo Cervi e Lucia Sarzi e, nelle sequenze girate in prigione, forse viene appesantito dai continui flashback che probabilmente ne spezzano la linea narrativa. Fra i bravi attori Volonté fa la sua solita gran figura, ma non dimenticherei le presenze di Serge Reggiani e Ruggero Foschi.

Jurgen77 29/02/16 09:03 - 630 commenti

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Bella e coomovente ricostruzione del martirio dei sette fratelli Cervi durante l'ultimo conflitto mondiale. Ottima la prova di Gian Maria Volonté e di Carla Gravina. Il film ricostruisce senza eccessiva enfasi politica i drammatici avvenimenti del 1943. In un cameo anche un giovanissimo Renzo Montagnani che dava già prova di essere un ottimo attore (in questo caso dramamtico e non da commedia pecoreccia...). Struggente il finale.

Nicola81 18/11/16 12:50 - 2066 commenti

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Sincero e doveroso omaggio a una famiglia di martiri della Resistenza. Puccini opta per un approccio sobrio che relega in secondo piano la propaganda ideologica, soffermandosi sui valori della vita contadina. Cast eccellente: ben delineati i sette fratelli (spiccano Volontè, Cucciolla e Montagnani) e i genitori (Zhakov e la Albani), intense Gastoni e Gravina, buoni anche Reggiani e Checchi. Apprezzabile il rifiuto della retorica, ma la prima parte è piuttosto lenta e, in generale, manca quel pathos che da un film del genere ci si aspetterebbe.

Gmriccard 4/12/18 21:10 - 118 commenti

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I soli primi quattro attori accreditati darebbero adito al pensiero di essere davanti a un capolavoro, la trama era oltremodo "semplice" da imbastire (bastava ripercorrere nient'altro che la storia). E invece Puccini stecca: troppa retorica e poco approfondimento delle vicende cospirative e di guerriglia, che avrebbero poi portato alla cattura dei sette fratelli. L'ultima parte poi è troppo didascalica. Lapalisse citerebbe l'interpretazione di Volontè, io quella di Montagnani, la cui arte non è mai stata troppo riconosciuta.
MEMORABILE: La commovente accoglienza della Gravina in casa Cervi.

Myvincent 25/06/19 07:55 - 2708 commenti

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Una pagina drammatica della storia d'Italia, di antifascismo, partigianeria e anche altro. Le premesse c'erano tutte, senonché il film procede didascalicamente senza troppa poesia, senza quella sensazione di "grande cinema" che il tema e il cast di prim'ordine avrebbero suggerito. Fra i paesaggi tipici dell'Italia del nord fa quindi spesso capolino la noia, quella noia che corrode il piacere dello spettatore, inesorabilmente.

Magi94 10/08/20 18:17 - 735 commenti

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Interessante racconto di una storia di indubbio eroismo in cui tutti i sette figli di una famiglia contadina dissidente vengono trucidati dai nazifascisti. Il film ha dalla sua un grandissimo cast, dai protagonisti fino ai comprimari (bravissimi in particolare Cucciolla e Lisa Gastoni); peccato che il regista non riesca ad apportare abbastanza mestiere per rendere la storia più profonda, più avvincente. Il didascalismo è eccessivo, sia negli spezzoni in bianco e nero, con pur buone parti di vita contadina, sia nel racconto storico finale. Comunque da vedere.
MEMORABILE: La scena migliore: l'incipit nel teatro, con gli sguardi concitati dei fratelli; La bella scena sul ponte.

Sardonicus 30/08/20 16:54 - 6 commenti

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Film scartavetrato fino all'inverosimile, con emozioni ridotte al lumicino. Ridondante, ampolloso e paludato ad amplificare un soggetto secco e una sceneggiatura appesantita oltremodo da inutili flashback. Si salvano solo la fotografia di Montuori e un azzeccato e giovane Montagnani privo di baffi. Volonté e Cucciolla faranno molto di meglio in seguito mentre Rustichelli lo aveva fatto prima. Infine cameo di lusso per Oleg Zhakov, artista del popolo dell'Unione Sovietica nel 1969.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche TomasMilia • 13/06/12 23:01
    Galoppino - 127 interventi
    Le musiche del film ricordano molto quelle di Amici miei.
    Non è un caso che il musicista di ambedue le pellicole sia Carlo Rustichelli.
    Ultima modifica: 13/06/12 23:40 da TomasMilia
  • Curiosità Travis • 25/04/14 22:31
    Magazziniere - 591 interventi
    E' un luogo che mi scatena la memoria e mi fa sentire a casa. Nel podere di circa sedici ettari che circonda la casa è stato realizzato un parco agro-ambientale che ripropone essenze autoctone ed elementi tipici del paesaggio agrario della pianura padana.
    Quando è stato girato il film su questa storia, con Gian Maria Volonté, Don Backy e Riccardo Cucciolla, ho fatto la comparsa, sull'argine, vestito da partigiano. Il grande fuoco nell'aia davanti alla casa, nella storia raccontata questa volta da Zavattini che aveva scritto la sceneggiatura.


    Zucchero Fornaciari: Il suono della domenica. Il romanzo della mia vita, 2011, Mondadori

    NB. I Cervi sono originari di Campegine; il loro museo è a Gattatico; i Fornaciari sono originari di Roncocesi. Tutto molto ravvicinato nella provincia di Reggio Emilia.