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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/01/21 DAL BENEMERITO CAPANNELLE
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Galbo 6/02/21 08:50 - 11618 commenti

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Pietro Castellitto debutta alla regia con una commedia grottesca. Il tentativo piuttosto riuscito è quello di una satira dalle forti connotazioni sociali sebbene i caratteri dei personaggi siano piuttosto estremizzati e alcuni di loro alquanto improbabili. Il regista dimostra un buon talento visivo (anche nella scelta delle ambientazioni) e nella direzione degli attori che offrono una prestazione di buon livello, a partire dall’ottimo Massimo Popolizio. Nel complesso un discreto debutto.

Capannelle 10/01/21 01:49 - 3878 commenti

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Esordio per Castellitto jr. con un certo sfoggio di personalità, imbarazzante nel primo quarto d'ora del film e in buona parte del personaggio da lui interpretato ma che acquista forza nel prosieguo in alcune sequenze suggestive e dialoghi azzeccati. Rimane forzato il senso globale del film (è più un collage che non acquista mai fluidità), abusata  la critica sociale ma può dirsi riuscita la declinazione di alcuni personaggi e del loro vuoto interiore mascherato da false sicurezze e sottolineato da tocchi di grottesco non male.

Reeves 7/02/21 18:02 - 579 commenti

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Tutt'altro che banale l'esordio alla regia per Castellitto jr. Le notazioni d'ambiente sono approfondite (soprattutto per quanto riguarda la voglia di sopraffazione che anima gli ambienti di estrema destra, ma anche per illustrare i tic della borghesia di sinistra). Ed è proprio la borghesia che fa la figura peggiore. Molto bravi Popolizio e il giovane Castellitto, che ha  un'aria svagata quasi alla Buster Keaton.

Giùan 30/05/21 14:00 - 3305 commenti

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Prologo non dei più incoraggianti (alla visione), tanto che la chiusura circolare risulta piuttosto irrisoria che irridente. Tuttavia il corpus dell'opera è invece sfrangiato, non omologato, pieno di inciampi ma guidato da un senso (in)compiutamente cinematografico che va segnalato. Castellitto si muove tra le linee di un nichilismo protomorettiano e l'amato grottesco sociale ferreriano con una maschera singolare dispersa nel vuoto tra codici politico culturali antiteticamente improponibili eppure vacuamente permeanti. Bello sciolto il cast, montaggio forse funzionale ma disperante.
MEMORABILE: Montanini e famiglia in visita alla mamma; Il compleanno della nonna al ristorante.

Nando 9/05/21 23:48 - 3557 commenti

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Un'ottima commedia noir che rompe gli schemi dei convenzionali lavori italici, una sceneggiatura, giustamente premiata, straniante che strappa sorrisi e riflessioni in maniera egregia. Lo sviluppo narrativo è validissimo nella prima parte così come nella seconda più riflessiva. Montanini su tutti ma Popolizio e la Mandracchia mostrano le loro peculiarità, Castellitto junior ha stoffa e la mostra con capacità.

Piero68 11/05/21 12:45 - 2832 commenti

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Esordio alla regia col botto per Castellitto jr., che dimostra una buona padronanza della mdp ma soprattutto che il cinema italiano, grazie anche alla sua sceneggiatura, ha ancora molto da dire. Certo, il collage di alcune riprese ricorda molto da vicino Sorrentino, ma qui vi è forse addirittura più profondità, nelle immagini. Cast davvero di ottimo livello e intrecci narrativi sorprendentemente validi e di buona fattura. Tra truffatori di basso livello, coatti fascisti e fusi di testa, uno spaccato di questa Italia che dovrebbe farci riflettere. Molto!

Paulaster 24/05/21 10:06 - 3162 commenti

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Esordio registico per Pietro Castellitto che nella fase di sceneggiatura dimostra di saper intrecciare la sequela di personaggi e le loro vicende. Alcune situazioni potevano essere più approfondite (il ruolo dell’armiere) per dare più struttura, in quanto la romanità proposta non è una novità (soprattutto per la borghesia). Quando i dialoghi vertono sul filo dell’ironia il film sa scorrere piacevolmente. Le inquadrature ricercate non sempre sembrano necessarie allo scopo; discreto il prefinale, meno brillante la conclusione.
MEMORABILE: Il rap alla cena di compleanno; La bomba ordinata al telefono; Il saluto fascista come segnale; Il bengala sul balcone.

Daniela 17/06/21 23:10 - 10357 commenti

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Da una parte un medico che sniffa coca e la moglie regista spocchiosa, dall'altra due fratelli fascisti agli ordini di uno zio criminale: sono i poli di due famiglie le cui vicende scorrono parallele salvo incroci fortuiti ma decisivi.... Figlio d'arte, il regista esordisce con un film non allineato rispetto al minimalismo sentimental/ombelicale di tanto cinema nostrano, in cui sotto l'apparente svagatezza di una sceneggiatura ondivaga e decentrata si percepisce l'ambizione di proporre una galleria aggiornata ai tempi dei Mostri alla Risi. Imperfetto ma stimolante, imprevedibile.
MEMORABILE: La visita alla madre ricoverata in ospedale; La cena per il compleanno della nonna stitica.

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