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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Vincitore di numerosi premi, l'esordio dietro la macchina da presa di Pietro Castellitto (già attore in molti film del padre Sergio e qui presente, nel ruolo di Federico, anche tra i protagonisti sul set) appartiene a un filone preciso in cui i film vengono costruiti intersecando le storie dei tanti personaggi che li affollano. In questo caso ad aprire la storia è un truffatore (Marchioni) che subito chiarifica il perché del titolo: presentatosi in casa di una povera signora anziana, le sottrae mille euro facendole credere che l'orologiaccio propostole per l'acquisto sia un investimento sicuro. Il figlio della donna, saputo dell'inganno, medita vendetta ma intanto sua madre finisce sotto un'auto e se...Leggi tutto non fosse per il sollecito aiuto di un medico (Popolizio) probabilmente non si salverebbe. Da qui si passa a conoscere la famiglia di quest'ultimo: sposato a una regista nevrotica come da cliché (Mandracchia), è anche il padre di Federico (Castellitto), deluso dal comportamento del suo insegnante (Paone) al punto da progettare di piazzare una bomba sulla tomba di Nietzsche. Legati alla stessa famiglia sono anche Bruno (Cassini), un collega chirurgo amante degli scherzi, e la fidanzata (Caprioli) di questi, amante del medico. Gli intrecci però non finiscono qui, perché il figlio dell'anziana truffata porterà in dote alla vicenda un truce zio criminale (Gerardi) e altri parenti che un piccolo spazio all'interno del contorto plot lo troveranno. Il tutto viene ambientato ad Ostia, col dialetto romano che la fa da padrone impedendo in più occasioni una corretta intelligibilità dei dialoghi. Non si può dire che l'aggancio tra le diverse storie sia mal studiato, ma raramente riesce a coinvolgere come dovrebbe. Non si trovano grandi motivi di originalità in esse e più di una forzatura è ravvisabile nel loro dipanarsi; soprattutto nel comportamento di Federico, il più giovane tra i protagonisti e la cui natura di bombarolo si fatica a sovrapporre al personaggio, anche se l'atteggiamento ai confini della macchietta talora è riscontrabile solo in lui, come si volesse lasciare la porta aperta a qualche intrusione ironica di discendenza pulp che lucidi di smalto grottesco molte scene. Se quindi il solco in cui Castellitto si muove non è nuovo nemmeno per il cinema italiano - soprattutto considerando questi anni in cui la romanità coincide di frequente con un insistito desiderio di creare un filone indigeno riconoscibile che sposi il dramma a una cifra surreale con tracce d'ironia tipicamente capitolina - il film trova più di un momento azzeccato. Anche se poi la sensazione di un forte senso di vacuità non ci abbandona mai, come se il tentativo di dare spessore ai caratteri si scontrasse con la superficialità dell'insieme, con una chiusura che non depone certo a favore di una memorabile intensità. Ben sfruttate alcune location del litorale ostiense, ma anche in questo caso le si poteva valorizzare meglio. Considerato comunque che di esordio si tratta, il lavoro di Castellitto jr. può dirsi sommariamente godibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/01/21 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/10/21
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Galbo 6/02/21 08:50 - 11725 commenti

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Pietro Castellitto debutta alla regia con una commedia grottesca. Il tentativo piuttosto riuscito è quello di una satira dalle forti connotazioni sociali sebbene i caratteri dei personaggi siano piuttosto estremizzati e alcuni di loro alquanto improbabili. Il regista dimostra un buon talento visivo (anche nella scelta delle ambientazioni) e nella direzione degli attori che offrono una prestazione di buon livello, a partire dall’ottimo Massimo Popolizio. Nel complesso un discreto debutto.

Capannelle 10/01/21 01:49 - 3948 commenti

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Esordio per Castellitto jr. con un certo sfoggio di personalità, imbarazzante nel primo quarto d'ora del film e in buona parte del personaggio da lui interpretato ma che acquista forza nel prosieguo in alcune sequenze suggestive e dialoghi azzeccati. Rimane forzato il senso globale del film (è più un collage che non acquista mai fluidità), abusata  la critica sociale ma può dirsi riuscita la declinazione di alcuni personaggi e del loro vuoto interiore mascherato da false sicurezze e sottolineato da tocchi di grottesco non male.

Reeves 7/02/21 18:02 - 752 commenti

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Tutt'altro che banale l'esordio alla regia per Castellitto jr. Le notazioni d'ambiente sono approfondite (soprattutto per quanto riguarda la voglia di sopraffazione che anima gli ambienti di estrema destra, ma anche per illustrare i tic della borghesia di sinistra). Ed è proprio la borghesia che fa la figura peggiore. Molto bravi Popolizio e il giovane Castellitto, che ha  un'aria svagata quasi alla Buster Keaton.

Giùan 30/05/21 14:00 - 3495 commenti

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Prologo non dei più incoraggianti (alla visione), tanto che la chiusura circolare risulta piuttosto irrisoria che irridente. Tuttavia il corpus dell'opera è invece sfrangiato, non omologato, pieno di inciampi ma guidato da un senso (in)compiutamente cinematografico che va segnalato. Castellitto si muove tra le linee di un nichilismo protomorettiano e l'amato grottesco sociale ferreriano con una maschera singolare dispersa nel vuoto tra codici politico culturali antiteticamente improponibili eppure vacuamente permeanti. Bello sciolto il cast, montaggio forse funzionale ma disperante.
MEMORABILE: Montanini e famiglia in visita alla mamma; Il compleanno della nonna al ristorante.

Nando 9/05/21 23:48 - 3590 commenti

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Un'ottima commedia noir che rompe gli schemi dei convenzionali lavori italici, una sceneggiatura, giustamente premiata, straniante che strappa sorrisi e riflessioni in maniera egregia. Lo sviluppo narrativo è validissimo nella prima parte così come nella seconda più riflessiva. Montanini su tutti ma Popolizio e la Mandracchia mostrano le loro peculiarità, Castellitto junior ha stoffa e la mostra con capacità.

Piero68 11/05/21 12:45 - 2848 commenti

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Esordio alla regia col botto per Castellitto jr., che dimostra una buona padronanza della mdp ma soprattutto che il cinema italiano, grazie anche alla sua sceneggiatura, ha ancora molto da dire. Certo, il collage di alcune riprese ricorda molto da vicino Sorrentino, ma qui vi è forse addirittura più profondità, nelle immagini. Cast davvero di ottimo livello e intrecci narrativi sorprendentemente validi e di buona fattura. Tra truffatori di basso livello, coatti fascisti e fusi di testa, uno spaccato di questa Italia che dovrebbe farci riflettere. Molto!

Paulaster 24/05/21 10:06 - 3362 commenti

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Esordio registico per Pietro Castellitto che nella fase di sceneggiatura dimostra di saper intrecciare la sequela di personaggi e le loro vicende. Alcune situazioni potevano essere più approfondite (il ruolo dell’armiere) per dare più struttura, in quanto la romanità proposta non è una novità (soprattutto per la borghesia). Quando i dialoghi vertono sul filo dell’ironia il film sa scorrere piacevolmente. Le inquadrature ricercate non sempre sembrano necessarie allo scopo; discreto il prefinale, meno brillante la conclusione.
MEMORABILE: Il rap alla cena di compleanno; La bomba ordinata al telefono; Il saluto fascista come segnale; Il bengala sul balcone.

Daniela 17/06/21 23:10 - 10904 commenti

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Da una parte un medico che sniffa coca e la moglie regista spocchiosa, dall'altra due fratelli fascisti agli ordini di uno zio criminale: sono i poli di due famiglie le cui vicende scorrono parallele salvo incroci fortuiti ma decisivi.... Figlio d'arte, il regista esordisce con un film non allineato rispetto al minimalismo sentimental/ombelicale di tanto cinema nostrano, in cui sotto l'apparente svagatezza di una sceneggiatura ondivaga e decentrata si percepisce l'ambizione di proporre una galleria aggiornata ai tempi dei Mostri alla Risi. Imperfetto ma stimolante, imprevedibile.
MEMORABILE: La visita alla madre ricoverata in ospedale; La cena per il compleanno della nonna stitica.

Areknames 20/07/21 09:50 - 28 commenti

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Un film che sconta, formalmente, il comprensibile furore di un esordiente, con scelte registiche a volte inutilmente virtuosistiche (il piano sequenza iniziale), altre volte futili (i personaggi spesso inquadrati ai margini del quadro). La direzione degli interpreti e il ritmo sono però decisamente buoni, e non mancano battute e situazioni spiazzanti. Ma alla fine il film si basa su un immaginario trito e ritrito (i borghesi intellettuali infelici e i borgatari sognatori, fascisti ma in fondo buoni), che rende il tutto più stereotipato di quanto vorrebbe apparire.

Pinhead80 5/08/21 02:11 - 4171 commenti

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Con questo film Pietro Castellitto si inserisce di diritto nella scia dei registi che stanno dando nuova linfa al cinema italiano, che si rifiuta di seguire gli stilemi della classica commedia e che mescola il grottesco al drammatico. Qui si incrociano le vite di due famiglie distanti tra loro ma entrambe disperate. Non ha importanza che la sceneggiatura a volte abbia dei piccoli inciampi e che non tutti i personaggi siano ben sviluppati, perché la forza del film sta nel fatto che riesce a trasmettere la sensazione del forte di disagio sociale provato da tutti i protagonisti.
MEMORABILE: Il compleanno della nonna.

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Nick franc 13/11/21 12:08 - 151 commenti

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Veramente una piacevole sorpresa questa opera prima di Pietro Castellitto: per il suo esordio sceglie un film corale corrosivo e grottesco, sorretto da una sceneggiatura solida, articolata e con una buona cura dei dialoghi. In alcuni frangenti si nota una certa tendenza a strafare dal punto di vista tecnico ma è un voler cercare il pelo in una pellicola che può contare anche su un cast ben diretto e che offre una prestazione complessiva di buona qualità. Una volta tanto non tutti i salmi finiscono in gloria e i livelli della commedia all'italiana dei tempi d'oro non sono lontani.
MEMORABILE: Il compleanno della nonna; Il regolamento di conti tra Claudio e Flavio; Pierpaolo che si commuove durante la registrazione del referto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Nick franc • 13/11/21 14:09
    Galoppino - 53 interventi
    Il film è uscito in DVD per la Eagle pictures.

    La durata è di 1h 44m 44 s.

    Audio Italiano Dolby Digital 5.1
    Audiodescrizione per non vedenti

    Sottotitoli: Italiano non vedenti e Inglese.

    Contenuti Extra: Backstage: uno sguardo nella gabbia dei predatori (12m 43s).

    Sulla fascetta del DVD è riportata erroneamente una durata di soli 95 minuti.
    Ultima modifica: 13/11/21 17:19 da Zender