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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Quentin Tarantino lo cita tra i film d'azione che più gli piacquero, in verità I PADRONI DELLA CITTA’ (o RULERS OF THE CITY, come fu distribuito in America) è solo un buon lavoro di regia con scenografie curate e un cast ottimamente diretto: il protagonista è Harry Baer, attore tedesco di provenienza fassbinderiana (il film è una co-produzione con la Germania) doppiato qui in romanesco. Lo accompagnano la vecchia gloria Jack Palance (che ebbe delle discussioni con Di Leo perché si rifiutava di recitare senza guardare negli occhi i suoi interlocutori come il regista gli aveva chiesto per dare obliquità al suo personaggio), il poco espressivo Al Cliver (non per niente Fulci lo chiamava...Leggi tutto “Tufus”), l'altra vecchia gloria Edmund Purdom, Gisela Hahn e, nel ruolo più umoristico del film, sempre con la battuta pronta come ogni napoletano che si rispetti, il buon Vittorio Caprioli. Di Leo, pur non al meglio, sa dirigere mantenendo viva l'attenzione, filma un inseguimento a piedi riuscito (ben assecondato dalle musiche di Luis Bacalov, che alterna pezzi quasi western a momenti in perfetto stile Dario Argento) e uno in moto acrobatico (fu chiamato il campione mondiale di motocross). Interessante la sceneggiatura, scarni ed essenziali i dialoghi (tranne nel caso di Caprioli, vero jolly del film). Palace è un cattivo (lo "Sfregiato") ben disegnato, Purdom ancora di più. Il flashback iniziale, tutto al ralenti, apre benissimo, mentre le parentesi al biliardo sono forse troppo diluite. Piace la freddezza (questa sì tarantinesca) dei delitti, l'omicidio commesso senza alcuna enfasi. Un lavoro piacevole, che non fa gridare al miracolo (il finale è incolore) ma che sta comunque sopra la media.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Lovejoy 30/12/07 19:06 - 1824 commenti

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Di questo noir alla lunga si ricorda la lunga parte finale e i personaggi di Palance e Caprioli. Il resto, seppur firmato da Di Leo, è alquanto banale e deludente. La storia non è granché e i personaggi bene o male sono gli stessi di altre pellicole. Ma là dove la pellicola è veramente fragile è il cast. I due protagonisti, Bear e Cliver, non appaiono del tutto a loro agio; Purdom è francamente ridicolo nel ruolo del boss. Gli unici che se la cavano (come detto) con apprezzabile mestiere, sono Caprioli (che ha le battute più divertenti) e Palance.

Cotola 1/01/08 20:37 - 8111 commenti

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Il film cerca di innestare (cosa non rara per quei tempi) moduli comici all'interno del noir all'italiana. Il risultato è molto gradevole anche se è lontano anni luce dalle opere migliori di Di Leo nonostante le scene di azione siano belle e girate con la solita bravura e grande professionalità. In ogni caso il film è scorevvole e si lascia guardare con molto piacere anche grazie alla simpatia impagabile di Vittorio Caprioli.

Brainiac 10/02/09 22:54 - 1083 commenti

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Spesso accostato a Tarantino (a cui pare non dispiaccia) questo film ricorda molto di più la saga di Ocean. Come nei film di Soderbergh De Leo mescola noir e commedia e ad ogni sparatoria segue una gag di Caprioli che stempera la drammaticità degli eventi. Come i bellocci americani i protagonisti piacioneggiano a piè sospinto e soprattutto, cosa irritante, non sbagliano un colpo, sgominando in tre un impero malavitoso. Il ritmo c'è, non ci si annoia, ma la descrizione della mala è caricaturale, le risse sono alla Bud Spencer e il realismo latita.
MEMORABILE: L'inseguimento a piedi; il modo di dire "Se vedemio", a tutt'oggi ancora in uso.

Enzus79 20/02/09 10:04 - 2142 commenti

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Con questo film Di Leo forse raggiunge i livelli de Il boss (e non esagero!). Un ragazzo fa uno sgarro al capo della banda rivale e qui inizieranno i guai. Il regista come negli altri suoi film è molto pignolo e i dialoghi sono eccellenti. Si alternano scene d'azione a scene di commedia (con Napoli). La colonna sonora di Bacalov è bellissima. Peccato che in Italia di questi film non se ne facciano più...

Rickblaine 20/02/09 11:19 - 635 commenti

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Dignitoso film di Di Leo che con un gangster-movie porta in evidenza il lato crudele della delinquenza ironizzando in qualche tratto. I personaggi ben interpretati risultano originali da un certo punto di vista; forse lo sviluppo della storia non è impeccabile.

Bruce 23/02/09 11:25 - 1006 commenti

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Non è il noir teso e drammatico tipico di Di Leo. Narra sempre di malavitosi ma assume un tono più leggero e divertente, sia nei dialoghi che nell’azione, con scazzottate e sparatorie quasi da spaghetti western. La sceneggiatura è del regista ed infatti non vi è nulla fuori posto. Il lungo finale al mattatoio delude un po'. Il cast è sorprendente, lo sfregiato è Jack Palance, Caprioli è la macchietta Napoli, mentre il bravo protagonista Tony è uno sconosciuto attore tedesco. Molto valida è la fotografia. Film simpatico e ben realizzato, si lascia vedere.

Caesars 5/05/09 11:16 - 3089 commenti

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Abbastanza deludente questo gangster-movie di Di Leo, ben lontano dai suoi esiti migliori. Qui si calca molto il tasto dell'umorismo e si creano atmosfere più vicine allo spaghetti western che al noir. Gli interpreti raggiungono la sufficienza (anzi Cliver è un gradino al di sotto) con l'unica eccezione di Vittorio Caprioli, che riesce ad avere una marcia in più. Non ho mai gridato al miracolo davanti alle pellicole dileiane, ma in questo caso siamo lontani anche dal "buon" prodotto. Forse si arriva a 2 pallini, ma non oltre.

Bmovie 4/01/10 20:53 - 110 commenti

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Poliziottesco all'italiana diretto da un esperto del filone. Girato in maniera ottima, in grado di coinvolgere e divertire lo spettatore. Un buon cast che vede nei panni del cattivo l'ottimo Jack Palance e, dall'altro lato, Al Cliver (ottima anche la sua prova) e Harry Bear. Curiosità: il film in america è stato distribuito dalla Troma col titolo di "Mister Scarface".
MEMORABILE: "L'organizzazione criminale non è 'a fess mman e criature".

Undying 13/05/10 19:57 - 3819 commenti

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Oscillando tra farsa e tragedia, tra ironia e dramma, tra commedia e poliziesco, la vicenda di un ex-pugile al soldo della malavita coinvolge emotivamente lo spettatore sino alla vendetta conclusiva, realizzata in maniera impeccabile, pur con tono oscillante tra dramma e commedia brillante. Tarantino, forse eccedendo, lo ha elevato a suo personalissimo cult e, in forza di questa pellicola, si è spinto a definire Di Leo il Don Siegel italiano. In generale, la presa di posizione del regista è tollerante nei confronti della piccola criminalità, e sembra anticipare pellicole intepretate da Milian.

John trent 23/06/10 20:05 - 326 commenti

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Buon noir di Di Leo che, a differenza di altre sue magnifiche opere, calca maggiormente la mano sull'aspetto umoristico. Il risultato è un ibrido apprezzabile (un po' ganster-movie, un po' poliziesco, un po' commedia) ma stavolta gli attori protagonisti Bear e Cliver) non convincono; meno male che ci sono Jack Palance e Vittorio Caprioli a risollevare le sorti! Decisamente brutti il prologo iniziale al ralenty e il finale "sambesco", però tutto ciò che c'è in mezzo si gusta comunque con piacere. Discreto.
MEMORABILE: Le dritte sul furto di Vittorio Caprioli.

Enzo Pulcrano HA RECITATO ANCHE IN...

Fauno 27/12/10 09:46 - 2029 commenti

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Il merito dei tre pallini è solo di Caprioli, davvero mai così bravo, perché qui la fase calante la si sente eccome. Dalla scena raccapricciante iniziale si passa ai toni salaci, grotteschi e tragicomici per 80 minuti, indi si vira di nuovo al dramma per concludere in tono allegro e spensierato. Un po' come una montagna russa non più a norma, da dove quando esci hai male un po' dovunque, per le vibrazioni della ferraglia e i sobbalzi coi vecchi bulloni, nonchè per l'obsoleto sistema di frenata che ti stacca la testa dal collo...

Ducaspezzi 30/08/11 17:06 - 222 commenti

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Un noir dove gli echi western sono più che subliminali. Trama non esente da stranezze: si pensi solo all'inopinata iattanza con cui, in certe occasioni, i protagonisti sfidano apertamente gli avversari che gliel'hanno giurata, senza che questi sbrocchino nella misura "corretta". Ma ciò collima, in fondo, col vago sentore di quelli che altrimenti si arrabbiano di fondatiana memoria, che talora si avverte qui e là (vedi anche mezzi di locomozione). Inseguimenti "by feet", finale scenograficamente azzeccato, le evoluzioni sono a due ruote/piedi.
MEMORABILE: Un vigile urbano (!) che cattura uno scagnozzo; sigaretta con bocchino incollata alle labbra di Palance nel suo topico momento finale; verbo di Napoli.

Homesick 16/02/12 18:12 - 5737 commenti

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Noir sulla piccola manovalanza criminale che, rispecchiando in chiave urbana denaro e vendetta di Per qualche dollaro in più, sovrappone l’anima tragica e quella umoristica del cinema di Di Leo; tolto il drammatico prologo, è tuttavia quest’ultima a preponderare, mercé le smargiassate di Baer e la saggezza partenopea del ladro d’altri tempi Caprioli. Tocchi finissimi di regia nel disegno degli altri caratteri (il boss potente e sprezzante di Palance, quello debole e incerto di Purdom e lo sgherro brutale ambizioso di Pulcrano) e massima professionalità nell’azione che si sussegue senza tregua.
MEMORABILE: I discorsi di Caprioli e i suoi problemi con la pistola; la visita dei falsi finanzieri; Pulcrano che scrive a fatica; la resa dei conti al mattatoio.

Ellerre 23/11/12 10:22 - 89 commenti

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Di Leo, con soggetto e sceneggiatura di Peter Berling, si cimenta in un originale noir ambientato nella Capitale ricreando atmosfere tipiche dei suoi film più noti. Con umorismo e leggerezza ci presenta una storia piena di morti e di losche vicende che, spesso fuori dagli schemi, ci spiazza svolgendosi con un susseguirsi di situazioni inaspettate. Grande prestazione di Vittorio Caprioli nella caratterizzazione di Vincenzo Napoli. Jack Palance, a cui riesce bene il ruolo del duro e cattivo, si fa trovare pronto anche in questa occasione.

Nando 1/12/12 15:30 - 3591 commenti

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Dalla fantasia del maestro pugliese nasce questa pellicola in bilico tra toni sprezzantemente drammatici ad altri tendenti al trivio gioviale. Il sottobosco criminale di Roma è visto con un susseguirsi di svariate situazioni in cui ruota un bravo Caprioli ed un Palance cattivo col ghigno giusto.

Maik271 27/01/13 18:28 - 436 commenti

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Pur non raggiungendo il livello dei suoi migliori lavori, di Leo costruisce una storia tutto sommato interessante, con attori ben caratterizzati: su tutti un bravissimo Vittorio Caprioli (nei panni del simpatico Vincenzo Napoli), Harry Baer (per me sconosciuto, se la cava risultando anche simpatico) e Al Cliver chiudono il terzetto che darà filo da torcere tra scazzottate, inseguimenti e sparatorie, al sempre cattivissimo Jack Palance. Tutto sommato non male.

Nicola81 1/05/14 20:21 - 2246 commenti

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Comincia il declino di Fernando Di Leo. Oddio, forse per certi versi era già cominciato, ma qui appare davvero evidente: un mezzo pasticcio in salsa romanesca, oltretutto interpretato da due protagonisti davvero insipidi come Al Cliver e Harry Baer, in cui è molto difficile riconoscere la mano di un regista che pochi anni prima aveva firmato pellicole come Milano calibro 9 e Il boss. Si salvano le interpretazioni di Jack Palance e del sempre spassoso Vittorio Caprioli, oltre alla consueta mattanza conclusiva. Francamente, non abbastanza.

Special 6/12/14 17:44 - 21 commenti

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Sottovalutato film di Di Leo, non a caso primissima ispirazione di Tarantino in età giovanile. Cambia il genere, che riprende tratti de La mala ordina ma vira definitivamente verso la commedia leggera. Regia solidissima, solita ottima caratterizzazione dei personaggi (bello quello di Pulcrano, aspirante boss ma senza averne la minima capacità, fantastico quello di Caprioli) e gran finale al mattatoio. Divertente ma sopratutto sempre sulla linea della credibilità, nell'ambiente micro-criminale. Piccola parte per Venantini (complice della truffa).

Jdelarge 26/03/15 13:15 - 919 commenti

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Scialbo noir diretto da Di Leo, che se da una parte azzecca qualche ambiente interessante (pur non ai livelli a cui Di Leo ha abituato i suoi spettatori), dall'altra si avvale di una sceneggiatura che definire esangue è dir poco. Non c'è un vero e proprio protagonista e anche il cattivo (Jack Palance) non riesce mai a fare paura davvero; inoltre il tono da commedia che permea il film spesso appare superfluo. Nella straordinaria filmografia di Di Leo un film piuttosto trascurabile.

Faggi 20/01/16 13:22 - 1521 commenti

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Umorismo e colore locale mescolato a violenza, azione e approssimazione ai comportamenti di certa malavita. Qua e là funziona e diverte, altrove fa acqua e annoia. Esperimento coraggioso ma non perfettamente riuscito. Le parti migliori sono in certe brevi, inventive e quasi fumettistiche sequenze. Se Tarantino lo ha "studiato" i motivi comunque ci sono, poiché è ricco di materiale interessante (penso alle parti di genuino pulp e/o exploitation all'italiana) che potrebbe essergli stato fonte di ispirazione.

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Victorvega 12/10/15 15:41 - 427 commenti

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Belle scene d'azione per un film che nel suo sviluppo scorre liscio e molto bene. Il personaggio di Caprioli (peraltro al meglio) è disegnato per assicurare una vena di commedia ma è verboso e un certo umorismo diluisce i toni drammatici. I due protagonisti sono abbastanza anonimi, mentre Palance è cattivo in tutto e per tutto. Sopra la sufficienza ma da Di Leo si è visto di meglio.

Rufus68 9/04/16 16:11 - 3394 commenti

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Il film non è male; anzi, i primi cinque minuti sono all'altezza dell'autore. Il resto, però, scivola da subito nella goliardia. Si annusa un'aria di smobilitazione: Di Leo rifugge dagli aspetti più problematici del noir finendo per confezionare un piatto di gradevole aspetto, ma insipido. Siamo dalle parti di Terence Hill e Bud Spencer, insomma, con Caprioli al posto di Cannavale. Che il film piaccia a Tarantino non sorprende: l'americano ha un certo gusto per il gioco fine a se stesso.

Pessoa 5/10/16 23:05 - 1766 commenti

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Di Leo cerca di rivitalizzare il panorama del poliziottesco ormai sempre più uguale a se stesso tirandone fuori un gangster movie meno cruento e infarcito di momenti "leggeri" grazie anche al suo attore-feticcio Caprioli, che viene dal teatro colto. Ne risulta un film godibile, dal bel ritmo, dove buoni e cattivi sono tutti malavitosi. Palance ve di mestiere mentre Cliver e Baer reggono bene il ritmo di un film che, mancando volutamente di momenti epici, sviluppa meglio una trama lineare e appassionante. Di gran livelllo le scene d'azione.

Trivex 19/12/17 08:27 - 1595 commenti

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Discreto film di gangster, anche se poi si tratta sostanzialmente di una commedia "noir" in cui molti eventi risultano inverosimili (quasi si trattasse di una parodia sul tema). Tutto riesce fin troppo bene ai furfanti in cerca d'avventura e di vendetta e l'intera sfilza di scontri, omicidi e pestaggi vari avviene senza che la polizia faccia mai capolino. Ma anche nel contesto a volte sdrammatizzato e condito con simpatici siparietti umoristici, Di Leo mantiene abbastanza alti ritmo e continuità e il film scorre piacevole sino al "festoso" finale.
MEMORABILE: Lo scontro finale dell'area del mattatoio.

Il Dandi 27/02/18 13:12 - 1917 commenti

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Western metropolitano in cui Di Leo, pur non rinunciando ad archetipi cinefili (lo "sfregiato" di Palance) si distingue per un'apprezzabile verosimiglianza dell'azione e dei caratteri, incentrati su una mala di bassa manovalanza. Anche l'uso ostentato del romanesco non risulta mai meramente goliardico (come avviene nei film di Milian) ma piuttosto teso alla resa (quasi pasoliniana) della ferocia come categoria dello spirito, con dialoghi di rara e accurata esattezza. Uno di migliori Di Leo fuori dai capolavori.
MEMORABILE: La Dune Buggy "Puma" di Baer; La prima rissa in bisca.

Stuntman22 14/09/18 23:03 - 118 commenti

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Un divertissement riuscito, con divertenti scazzottate e un ritmo mica male. Un rimpianto: all'epoca Emilio Cigoli aveva lasciato la CD-CDC a cui avevano affidato la sincronizzazione del film, quindi non poteva doppiare Palance con la sua voce bronzea e monolitica, che sarebbe stata perfetta per la sua recitazione nel ruolo dello Sfregiato. Pino Locchi non lo fa rimpiangere, ma è più "confidenziale". Giustamente simpatico il protagonista, più di quanto lo sarebbe stato un Maurizio Merli.

Mark 14/04/19 21:35 - 264 commenti

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A Di Leo si deve la trilogia del milieu, ovvero le fondamenta del moderno noir italiano. I film di pari genere tuttavia non riuscirono mai ad avvicinarla. Qui è pieno di buona volontà e dei soliti risultati ottimali ottenuti con budget risibili, ma la stanchezza della sceneggiatura è palpabile, il triadismo del soggetto (vera ossessione per Di Leo) finisce per essere stucchevole. A volte persino improbabile. Lui si definì il Melville italiano. Rip.

Rocchiola 19/08/19 18:30 - 922 commenti

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Modestissimo gangster d’azione che sembra la versione romanesca della Stangata. Si ammazza senza troppe pretese in questo film commerciale che conferma la modesta caratura di Di Leo. D’altro canto come si può prendere sul serio un protagonista che agisce incurante del pericolo alla guida di una Dune Buggy citando persino Gli aristogatti con il saluto “se vedemio”. Palance è ridotto a fare la caricatura di Scarface. Discreto il finale tutto azione. Sarà anche ammirato da Tarantino, ma il simpatico Quentin un film così scarso non lo farebbe mai.
MEMORABILE: Il regolamento di conti finale nell’ex mattatoio; La truffa dei finti finanzieri; I consigli del vecchio saggio Napoli (Vittorio Caprioli).

Herrkinski 15/06/20 14:47 - 6164 commenti

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Di Leo è certamente ricordato per altri suoi più importanti lavori tuttavia il tentativo di unire noir ed elementi umoristici (comunque contenuti) qui gli riesce molto meglio che nel precedente Colpo in canna, offrendo una vicenda tra rapine e vendette che ricorda certe dinamiche dello spaghetti-western rivisitato nell'ottica del poliziottesco all'italiana. Purdom e Palance sono naturalmente ottimi nei ruoli, il giovanissimo Cliver risulta azzeccato, Baer è salvato da un doppiaggio in romanesco che gli dona e Caprioli gigioneggia con la consueta maestria. Ben girate le scene action.
MEMORABILE: Lo showdown finale al mattatoio.

Giùan 23/06/20 09:36 - 3503 commenti

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Han vent'anni (o poco più) Ric e Tony ma, al contrario di Lilli e Gloria, nessuno riuscirà a fermarli o a scavargli la fossa. Atipico screwball noir di Di Leo, giocato (al netto della revenge, liquidata peraltro quasi sbrigativamente, dell'algido Cliver, cui pure sul finale scappa un sorriso) su una spensierata solarità che fa quasi tenerezza, come a suo modo cinematograficamente commuove il sarcasmo chioccia di Napoli/Caprioli che si unisce alla ribalda gioventù. Molte incongruenze ma chiara e fresca la volontà di costruire una favola gangster trasgressiva nella sua eterea eticità.
MEMORABILE: Il fassbinderiano Harry Baer sulla Puma GT; Gli aforismi sentenziati da Vittorio Caprioli;  Borelli muore dopo aver cantato "Abbasce a la marine".

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Myvincent 7/07/20 07:18 - 2996 commenti

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Due baldi giovani al soldo di due boss antagonisti si ritrovano uniti per dare filo da torcere alla malavita romana e saranno pugni, pallottole e niente carezze... Di Leo gira con geniale disinvolta maestria questo poliziesco, lavorando su un ritmo incalzante e sulle facce dei vari personaggi (fra i quali le star Jack Palance e Edmund Purdon), affidando a Caprioli un irresistibile ruolo alla Totò. Film molto amato e copiato dai registi americani pulp e non per caso.
MEMORABILE: La lunga scena finale girata in un enorme macello.

Vito 23/08/20 04:12 - 686 commenti

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Giudizio positivo. Fa parte di quei film della fase ironica di Di Leo nei quali il regista cercava di innestare toni da commedia nel noir e nel poliziesco. Qui azzecca la coppia Cliver/Baer, poi ci sono un ottimo Palance e un superlativo Vittorio Caprioli, il ritmo è scorrevole, la storia coinvolge e diverte. Buone anche le scene action, soprattutto il grandioso scontro finale.

Daniela 26/10/21 17:20 - 10921 commenti

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Nei bassifondi della criminalità romana, due giovani delinquenti si mettono contro un boss spietato responsabile dell'omicidio del padre di uno dei due... Dopo il mediocre Colpo in canna dell'anno precedente, Di Leo ripropone un mix di toni tra il serio e il faceto. Il risultato, pur modesto, presenta qualche interessante sotto il profilo del ritratto ambientale e del cast in cui, se Baer e Cliver risultano anonimi, Palance e Purdom hanno sufficiente autorevolezza per ricoprire i rispettivi ruoli anche senza troppo impegno, mentre Caprioli è gustoso nel ruolo di un ladro esperto. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Xtron • 18/10/13 17:28
    Servizio caffè - 1919 interventi
    DVD RAROVIDEO
    Durata 1h31m47s - Formato letterbox



    BLURAY RAROVIDEO
    Durata 1h35m39s (immagine a 14m55s)

    Ultima modifica: 18/10/13 18:13 da Zender
  • Homevideo Digital • 18/10/13 17:42
    Portaborse - 3291 interventi
    Il blu ray si vede nettamente meglio. A questo punto l'acquisto è d'obbligo!
  • Discussione Rogerone • 4/12/13 14:36
    Galoppino - 178 interventi
    Zender ebbe a dire :

    "Non il miglior Di Leo di sempre, comunque un solido noir con qualche bella freccia al suo arco, a dimostrazione che il bravo Fernando non è proprio un regista da prendere sottogamba..."

    L'ho rivisto ieri, gli estremi del buon film credo ci siano (***), forse si poteva chiedere di più al protagonista principale (Baer è bravino, ma poteva esserci di meglio) e forse può spiazzare questa atmosfera scanzonata in un contesto malavitoso, che non è verosimile, ma riflettendoci, se è cosa voluta (e lo è stata) è un film riuscito.

    Palance impeccabile e un grande Caprioli, che illumina la scena con 4/5 dialoghi notevoli. Cliver non è il massimo, ma considerato il contesto ci sta pure bene.
    Sceneggiatura (che non farà gridare al miracolo, ok) ma è ben presente e solida.

    La regia, una delle cose migliori del film, notevolissima. Di Leo ci sapeva fare in cabina, e lo dimostra. Il Davinotti menziona l'inseguimento in strada, ma secondo me la sequenza migliore (a livello registico) è il finale, al mattatoio.

    Ora, il film può piacere o meno, ma credo che il suo valore intrinseco si inserisca in zona **! / *** ma più verso il ***

    l'esimio Zender è d'accordo? :)
    (probabilmente non l'hai rivisto di recente) ma parlavamo l'altra volta del Cinico, l'infame il violento, ebbene penso che The rulers of the city sia un film molto più riuscito nel suo genere rispetto a quello di Lenzi.
  • Discussione Zender • 5/12/13 07:58
    Consigliere - 45088 interventi
    Mah, lasciamo perdere il valore intrinseco, ognuno è giusto che la pensi come vuole di qualsiasi film. Se uno vuol dargli una palla non vedo perché non potrebbe farlo. A parer mio è nettamente inferiore a film come Il Boss o Milano calibro 9, per quanto resti un film solido e ben fatto, per l'appunto. Quello di Lenzi è molto diverso, Di Leo si sa che ha uno stile suo (apprezzabilissimo) difficilmente imitabile. Il cinico lo ricordo più svelto, meno ambizioso ma sommariamente più godibile. Comunqe l'ho preso in bluray quindi prima o poi lo commenterò e magari gli dò 3. D'altra parte il testo che hai riportato è preso da una mia vecchia segnalazione tv, priva di pallini.
  • Discussione Rogerone • 5/12/13 09:19
    Galoppino - 178 interventi
    Non critico nessun giudizio, chiaramente è difficile, quasi impensabile, non mischiare il gusto soggettivo per classificare un film. Di questo ne sono bene al corrente.

    Per quanto mi riguarda, io cerco di dare il pallinaggio più al valore tecnico del film, cercando di non farmi influenzare dal gusto personale (per quanto sia possibile, visto che, vuoi o non vuoi, inciderà sempre, come ho scritto pocanzi).

    Ma è giusto anche che ognuno voti nella maniera che crede più opportuna, magari valorizzando più il "piacere" visivo del film, o magari chi invece mischia un po le cose.

    Però, per rendere il concetto, sono due criteri ben differenti, se dovessi dare un pallinaggio "al gusto" del film, dovrei stravolgere le mie votazioni.

    prendiamo il film Roma violenta, se dovessi dare un pallinaggio al valore del film gli darei **!, ma se dovessi darlo al mio gusto personale gli darei ****, come testimonia il mio avatar dove è presente il cazzuto Merli con tanto di baffo proverbiale.

    o ad esempio, C'era una volta in America che (penso siano tutti d'accordo) è un film superiore da ogni punto di vista, ma se dovessi votare al gusto, prenderebbe meno dell'altro film, perché mi piace di meno.

    O sul Cinico che l'altra volta ti dicevo secondo me valesse anch'esso **/***, ma a me piace tantissimo perciò gli dovrei dare *****
  • Discussione Zender • 5/12/13 16:08
    Consigliere - 45088 interventi
    Rogerone ebbe a dire:
    o ad esempio, C'era una volta in America che (penso siano tutti d'accordo) è un film superiore da ogni punto di vista, ma se dovessi votare al gusto, prenderebbe meno dell'altro film, perché mi piace di meno.

    Non credo proprio che siano tutti d'accordo, vero Buio? :)

    Lasciati andare a quel che pensi e non pensare troppo al valore "effettivo" del film. Sarebbe da discutere troppo anche su quello, in mille casi.
  • Discussione Rogerone • 5/12/13 18:44
    Galoppino - 178 interventi
    e c'hai ragione anche qua caro Zender...

    nel giudizio cercherò di valutare entrambe le cose, cercando di darlo più di getto, senza farmi troppe pippe mentali..
  • Discussione Buiomega71 • 6/12/13 00:37
    Pianificazione e progetti - 23330 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Rogerone ebbe a dire:
    o ad esempio, C'era una volta in America che (penso siano tutti d'accordo) è un film superiore da ogni punto di vista, ma se dovessi votare al gusto, prenderebbe meno dell'altro film, perché mi piace di meno.

    Non credo proprio che siano tutti d'accordo, vero Buio? :)

    Lasciati andare a quel che pensi e non pensare troppo al valore "effettivo" del film. Sarebbe da discutere troppo anche su quello, in mille casi.


    Infatti, forse sono una voce fuori dal coro, ma chi mi conosce sà quanto io detesti il "gangster movie" leoniano.
    Ultima modifica: 6/12/13 00:37 da Buiomega71
  • Discussione Squash • 19/09/14 18:07
    Galoppino - 189 interventi
    Vittorio Caprioli quando vede lo sgherro (Carmelo Reale) di Jack Palance scendere come un fulmine dal palazzo di fronte dice per telefono : "E chi è? Mennea!". Questo la dice lunga sulla popolarità dell'atleta barlettano in quegli anni.
  • Homevideo Rocchiola • 19/08/19 18:38
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Il BD è sicuramente meglio del DVD, non fosse altro per l'immagine anamorfica in widescreen. Tuttavia rispetto agli altri tre film del cofanetto "Di Leo Crime Collection". Infatti l'immagine ha un patina di grana piuttosto insistente evidente soprattutto in alcune scene in esterno. per il resto definizione e colori sono a livello degli altri tre dischi. Buono e potente l'audio mono in dolby digital 2.0.