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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ironizzando sul nascente amore degli italiani per le quattro ruote Camillo Mastrocinque confeziona un film a episodi che non manca di intrigare il pubblico e che l'anno successivo verrà replicato da Marino Girolami (LE MOTORIZZATE, con Totò). Si tratta di sei o sette episodi di varia caratura, con i protagonisti che intrecciano molto marginalmente le loro storie in cui l'automobile gioca un ruolo fondamentale. Apre la coppia - bravi entrambi - Aroldo Tieri/Franca Valeri, con lei che costringe il marito a comprare una fuoriserie da suadente concessionario Gianni Agus (bravissimo). A introdurre ogni breve vicenda c'è Alberto Bonucci, pedone convinto che vuole così dimostrarci la degradazione...Leggi tutto cui la macchina conduce.Chi compare più spesso è Nino Manfredi, orgoglioso possessore di una Seicento: il capoufficio Luigi Pavese lo costringerà a fingere un incidente per truffare l'assicurazione. L'interpretazione di Manfredi è toccante, come sempre, e i suoi interventi rialzano quasi sempre la media del film. Che precipita invece, ad esempio, nel pessimo episodio di Tognazzi, piuttosto isolato: è un appassionato di horror (al cinema a vede LA MASCHERA DEL DEMONIO, anche se il finale è in realtà il prologo del film di Bava!) che si ritrova un presunto cadavere in auto, da seppellire di nascosto. Nessuna fantasia, sceneggiatura e monologhi da dimenticare. Cinque minuti anche per gli inseparabili Franco e Ciccio, ladruncoli travestiti da posteggiatori. Simpatici ma niente più, anche perché il mini episodio è esilissimo e privo di idee risolvendosi in un’inutile scorrazzata per le via intasate di Roma, con prevedibile battuta finale. Chiusura con Walter Chiari (alternato al solito Manfredi) che arriva in ritardo a un appuntamento con la fidanzata perché gli s’incastra fantozzianamente una mano nel finestrino. Bravo lui, divertente la gag. Sigla iniziale cantata da Gianni Morandi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Graf 19/07/11 03:28 - 708 commenti

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Un riuscito film di Mastrocinque che, visto oggi, accquista il curioso sapore del reperto archeologico. Alberto Bonucci fa da pedante presentatore e da sagace commentatore dei vari episodi che si susseguono incalzanti, acuti, salaci ed intrecciati e che sviluppano dialetticamente ed ironicamente un unico argomento: la motorizzazione di massa degli italiani. Bravi e in gran forma tutti gli attori che partecipano alla kermesse, ma Tognazzi alle prese con il "cadavere" della signora e con la paura di essere arrestato è veramente spassoso. Recita pure Brega.

Panza 10/09/12 16:18 - 1551 commenti

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Film a episodi intrecciati (sceneggiati da Castellano e Pipolo) che non fanno ridere perché datati: l'unico interesse è nel fatto che il comportamento degli automobilisti non è cambiato dopo cinquant'anni. Interpreti importanti (Chiari, Taranto) per storie noiose che strappano qualche sorriso. Alberto Bonucci svolge il ruolo di narratore. Franchi e Ingrassia appaiono veramente per poco. I titoli di testa sono realizzati da Attalo (disegnatore sul Candido) con colonna sonora composta da un Ennio Morricone agli esordi.
MEMORABILE: Tognazzi che guarda La maschera del demonio (di Bava).

Rambo90 16/05/14 15:56 - 6732 commenti

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Un film a episodi (o meglio ancora, a sketch) non particolarmente riuscito, soprattutto a causa di gag troppo stiracchiate e storie poco interessanti. Il meglio lo dà Manfredi, che su una storia esile tratteggia un personaggio interessante e ben interpretato; mentre dal punto di vista comico i migliori sono Franco e Ciccio (che appaiono troppo poco). Gli altri sono sprecati, a cominciare da Tognazzi, gettato via in uno sketch troppo datato e dal ritmo lento. Mediocre.

Liv 9/12/14 09:38 - 237 commenti

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Film "televisivo" a episodi intrecciati, gradevole, per nostalgici della mia bella età. Lo trovo divertente, spensierato, come ricordo di quell'epoca lontana, che nutriva tutte le belle speranze che ora abbiamo relegato in garage (la soffitta non ce l'abbiamo più). Ci sono molti degli interpreti di quegli anni, compreso il grande Tognazzi e altri bravissimi del nostro cinema, come Manfredi, con la sua solita recitazione esitante, autoindulgente, alle prese con la secca Valeri: una coppia improbabile.

Gabrius79 23/08/15 22:40 - 1258 commenti

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Tanti bravi attori dell'epoca protagonisti sprecati di una serie di episodi che mettono alla berlina gli automobilisti degli anni sessanta. Il risultato è un'accozzaglia di sketch mediocri che strappano davvero pochi sorrisi. A fare da filo conduttore dei vari episodi c'è Alberto Bonucci. Andrà meglio col seguito Le motorizzate.

Alex75 7/03/17 09:26 - 719 commenti

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Film a episodi intrecciati il cui filo conduttore è l’automobile, feticcio dell’Italia del boom già invasa dalle quattro ruote. I segmenti più arguti sono quello con Manfredi (il cui personaggio sembra anticipare il Furio verdoniano) e quello con la coppia Valeri-Tieri (anche grazie a Gianni Agus). Negli altri, i rispettivi protagonisti (Tognazzi, la coppia Franchi- Ingrassia e Chiari) sopperiscono alle carenze di ritmo e di acume. Garbato l’episodio di collegamento con Alberto Bonucci.
MEMORABILE: La targa “Roma 1000000”; Il picnic della famiglia di Manfredi, con partenza a notte fonda e rientro a mezzogiorno per evitare il traffico.

Ronax 21/04/18 01:34 - 962 commenti

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Un'Italia lontanissima è quella che riemerge da questo modesto filmetto costruito su storielle intrecciate che vorrebbero ironizzare sull'automania degli italiani negli anni del boom. Bonucci e la coppia Tieri-Valeri fanno da filo conduttore a sketch paratelevisivi, poco divertenti e animati da quel qualunquismo che era il marchio di fabbrica di molte commedie italiane a episodi. Mastrocinque dirige svogliatamente, mentre un nutrito gruppo di bravi attori, finiti su questo set per evidenti ragioni alimentari, vanno a ruota libera.
MEMORABILE: Manfredi che propone a Bonucci la truffa fifty-fifty all'asicurazione.

Il ferrini 27/10/18 23:59 - 1832 commenti

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Cinque episodi, connessi un po' alla bell'e meglio, che a tratti funzionano ma più per la bravura degli attori (Manfredi su tutti) che per le gag in sé, scritte dai non particolarmente ispirati Castellano e Pipolo. Mastrocinque, regista assai prolifico in quegli anni, dirige con mestiere un film girato quasi interamente in esterni e (come si può immaginare) soprattutto in auto. Molto divertente la spericolata Valeri al volante, decisamente meno il pur bravo Walter Chiari, mortificato da uno script banale e dai risvolti prevedibili. Insomma.

Il Dandi 8/07/19 17:35 - 1917 commenti

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Il fenomeno della motorizzazione di massa e le innovazioni di costume correlate (pericolosità e sostenibilità del traffico, attaccamento morboso alla sudate utiliarie, nascita di un mercato che va dal furto alle truffe assicurative) sono lo spunto di eterogenei episodi: Franco & Ciccio sprecati; un po' meglio Tognazzi, molto meglio Manfredi (costretto dal capo a un finto incidente) e lo sbadato Chiari; ma la palma d'oro va alla snob e spericolata Valeri (la più divertente). La cornice moralista del narratore è irritante, ma istruttiva.
MEMORABILE: La Valeri dal concessionario; Chiari scambiato per pedofilo.

Reeves 28/01/21 15:39 - 574 commenti

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Mediocrissimo film a episodi tipico del periodo ma con due motivi di interesse: il primo è l'episodio con Tognazzi, una sorta di parodia horror gestita con sapiente humour nero (è citato anche Mario Bava); il secondo è un film che racconta a modo suo la motorizzazione di massa tipica del periodo, quasi un Week-end di Jean-Luc Godard anticipato e virato sul farsesco. Gli altri episodi non meritano citazione.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Panza • 13/05/13 17:26
    Contratto a progetto - 5019 interventi
    Si sentono nel film Corri, corri di Gianni Morandi e Twist dei vigili [= nei titoli di testi chiamata Vigile twist] di Edoardo Vianello. Le canzoni sono di Pilantra [= Luciano Salce] - Morricone. I due brani sono stati inclusi in un unico 45 giri come colonna sonora del film.
  • Discussione Ciavazzaro • 24/03/17 01:07
    Scrivano - 5624 interventi
    Da segnalare che Tognazzi al cinema in questo film, vede La maschera del demonio di Bava !
  • Discussione Graf • 24/03/17 04:24
    Call center Davinotti - 915 interventi
    Quello di Tognazzi con il "cadavere" della vecchia signora che lui si porta dietro e del quale non riesce a "sbarazzarsi" è un episodio di una comicità macabra che è rara nei film italiani. Questo film è un piccolo gioiello di fattura artigianale che bisognerebbe rivalutare.
    Ultima modifica: 24/03/17 10:51 da Graf
  • Discussione Zender • 24/03/17 07:55
    Consigliere - 44557 interventi
    Ciavazzaro ebbe a dire:
    Da segnalare che Tognazzi al cinema in questo film, vede La maschera del demonio di Bava !
    Vero, lo scriveva già Marcel nel papiro dell'epoca :)
  • Curiosità Alex75 • 4/09/17 17:12
    Call center Davinotti - 646 interventi
    Il film prende le mosse dalla milionesima automobile immatricolata in provincia di Roma. In realtà, all'epoca del film, si era ben lungi da questo traguardo (alla fine del 1961 non si era ancora arrivati a 500.000), che fu però raggiunto qualche anno dopo grazie alla motorizzazione di massa: il 14 novembre 1966 a una Fiat 124 fu attribuita la targa ROMA A00000 (la "A" indicava il milione di unità).

    Fonte: www.targheitaliane.com