I love radio rock

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Boat That Rocked
Anno: 2009
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 24
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Quando fai un film sulla musica dei Sessanta e sai utilizzare bene il materiale a disposizione parti già col piede giusto: basta scegliere bene e il resto lo fanno Who, Rolling Stones, Kinks, Beach Boys, Procol Harum... Pezzi che hanno segnato la storia della musica e che debitamente rimasterizzati e ascoltati ad alto volume si fanno trascinanti, travolgenti. Certo, poi questo non basta a fare un buon film, anche perché in I LOVE RADIO ROCK sono dosati con una certa parsimonia, inseriti con intelligenza come fa chi sa di avere in mano un patrimonio da spendere bene. La storia, che ripercorre le gesta degli eroici deejay che nel 1966 trasmettevano dal mare del Nord la musica rock che le radio inglesi diffondevano solo in minima parte, è vera...Leggi tutto e stimolante. Fino ad un certo punto però, e tirarne fuori un film, con il governo (qui ben rappresentato da un luciferino Kenneth Branagh) a cercare di ostacolare in ogni modo la nave pirata, sembrava un azzardo. Per fortuna I LOVE RADIO ROCK non si ferma alle stucchevoli lotte tra “buoni e cattivi” e vira in direzione della commedia corale, rappresentando la barca al centro del film come un’isola felice in cui divertirsi in ogni modo (il ’68 è alle porte), terreno ideale su cui sviluppare una serie di situazioni divertenti ancorate a personaggi tutti ben caratterizzati e innegabilmente simpatici. Inizialmente sull’imbarcazione giunge un diciottenne imbranato e pare che si debbano seguire le sue poco interessanti avventure. Sbagliato, grazie a Dio: è solo uno dei tanti eroi capitanati dal solito bravissimo Philip Seymour Hoffman, tutti bizzarri, ognuno con le sue peculiarità. Con una buona sceneggiatura, una regia adeguata aiutata da un montaggio furbo, il film decolla presto e coinvolge, appassiona, diverte, attraversa momenti felicissimi e poche pause (e dire che dura oltre due ore!). Caricaturale, spesso ai limiti della parodia (soprattutto nelle figure di Branagh e del suo tirapiedi), eccessivo nel disegno dei personaggi, il film trova la chiave di lettura migliore e trasforma una storia che non sembrava poter offrire molto in un lavoro esemplare, dal punto di vista della realizzazione, che mira e colpisce esattamente il pubblico a cui è indirizzato con una ricerca musicale che non si ferma allo sfruttamento dei classici (anche se non mancano “A Whiter Shade Of Pale” o “Jumping Jack Flash”) ma crea una soundtrack eccellente anche con l’inserimento di musiche originali azzeccate e alcune sorprese (vedi il tema morriconiano nella sfida sull’albero maestro). Moderno, spassoso e persino insolito, conta già molti fan.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/07/09 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/07/09
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Galbo 6/07/09 12:24 - 11574 commenti

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Francamente deludente questo film diretto dal regista e sceneggiatore Richard Curtis (già autore di Love actually). L'idea del film (quella di raccontare le radio pirata che negli anni '60 trasmettevano clandestinamente la musica bandita dalle emittenti ufficiali) non era male ma il film si limita ad una passerella di personaggi poco approfonditi dalla sceneggiatura e la stessa colonna sonora pur pregevole sembra inserita in maniera forzata in assenza di una struttura narrativa davvero valida. Da salvare la buona prova del cast.

Soga 14/07/09 19:15 - 125 commenti

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Divertente e ben calibrata commedia che attraverso le vicende dei protagonisti costruisce il ritratto di un'epoca. I personaggi sono tutti simpatici e accattivanti, compresi i "cattivi" (quasi delle macchiette, ma il loro inserimento in una storia di questo tipo aggiunge una marcia in più), le diverse personalità e "stili" sufficientemente approfonditi. Il soggetto della vicenda viene approcciato con ironia e saggezza, non è filtrato da stereotipi e nonostante la visione necessariamente a posteriori l'idea che dà è quella di un lavoro genuino.
MEMORABILE: "Siamo in cima alla montagna, compare, e da questo posto si può solo scendere."

Capannelle 22/07/09 08:48 - 3838 commenti

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Diverte con classe, raccontando la voglia di libertà di una generazione ma senza prendersi troppo sul serio. Era facile prendere la strada del sermone, Curtis se ne tiene brillantemente alla larga, è caricaturale ma senza mai sbracare. Strepitoso il cast dove il personaggio più eccentrico lo impersona Bill Nighy, il capitano dell'operazione. Un copione scritto con estrema cura; il montaggio, l'ambiente anni 60 e ovviamente la colonna sonora fanno il resto. Bellissimo omaggio a Morricone e un sentito bravo anche ai doppiatori italiani.
MEMORABILE: Al top della sfida, il Conte capisce di essere al punto di non ritorno ed esclama: "A wop bop a lu bop, a wop bam boom..."

Ilcassiere 16/11/09 14:50 - 284 commenti

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Storia vera di un gruppo di deejay irriverenti, ma di fondo buoni, che trasmette clandestinamente rock da una nave ancorata nel mare del nord. Notevoli le musiche, buone le performance di molti dei protagonisti, tante le battute divertenti, eppure al film manca qualcosa... e a tratti risulta lento e superficiale.
MEMORABILE: non è semplice essere forti ma è forte essere semplici

Brainiac 18/11/09 10:29 - 1083 commenti

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Le avventure acquatiche di Radio rock. Sono l'assonanza di locazione ed il tema del padre ritrovato il nesso col film di Wes Anderson. Però, se nello sghembo ritratto-pop dell'autore dei Tenenbaum erano i personaggi a battere il tempo, in questa rievocazione storica è il periodo stesso a far sfoggio di sè. "Ah, come eravamo anticonformisti in quegli anni", sembra dirci Curtis. C'è del vero, ma tutto il film gira a vuoto su questo polveroso assunto. Partitura intasata da clichè musicali e tipizzazioni forzatamente intonate al mood circostante.

Lebowski 19/11/09 21:42 - 81 commenti

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Finchè punta sui personaggi, bizzarri e scatenati, sulle gag e sulle canzoni, bellissime, dell'inizio dell'epoca d'oro del rock, il film è un vero spasso. Quando però cerca di stringere le fila del racconto per creare un crescendo movimentato, il tutto diventa un po' macchinoso e meno convincente. Comunque è chiaro che il regista e l'ottimo cast amano quello che stanno raccontando e se si condivide questo amore (come il sottoscritto), il film piace per forza. Certo, con un'idea così brillante si poteva anche fare meglio, ma va bene così.
MEMORABILE: Il deejay che, per evitare l'annegamento, deve abbandonare i suoi dischi e si trova di fronte a una difficile scelta...

Fabbiu 7/01/10 12:43 - 2003 commenti

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In questo film c'è una strepitosa colonna sonora, ed è proprio la soundtrack l'unica cosa che decente e che ricorderò in tutto quel che ho visto. Quasi non ci posso credere che in un film così lungo ci possano essere sempre e costantemente tante smorfie, tanti stereotipi e così tanti "giochi facili" solo per mostrare l'idea di divertimento a bordo della nave; è una goliardia infinita senza limiti, fatta di tanti personaggi caratterizzati secondo l'apoteosi dei clichè, tutti fastidiosissimi. Belle riprese e carino il finale.

Daniela 11/01/10 15:40 - 10118 commenti

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Simpatica commedia impastata di rock doc, forse più conformistica di quello che vuole apparire data l'abbondanza degli stereotipi, ma con un gruppo di interpreti talmente indovinato (in particolare Seymour Hoffman, sempre grande, il puntuto Ifans, l'allampato Nighy, lo straripante Frost) che mette voglia di imbarcarsi su questa nave scassata ma piena di vita e colore. Da segnalare Branagh, ministro bacchettone che perseguita i pirati dell'etere. Sempre gradevole, a volte spassoso ma, per merito della musica, anche commovente, specie del finale.
MEMORABILE: - "Gesù Cristo" - "Ma non potevi dire 'Il figlio di Dio'"? - "Il figlio di chi?" - La difficile scelta subacquea dei dischi da salvare

Domino86 27/01/10 20:09 - 566 commenti

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Una pellicola che racconta e fa sentire della buona musica mettendo in luce la voglia di libertà di tutta una generazione. Non mancano sicuramente i momenti di divertimento nello svolgimento del film, ma la unica e grande padrona resta comunque la musica per la quale i protagonisti sono pronti a tutto.

Saintgifts 26/03/10 22:21 - 4098 commenti

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La nave di Radio Rock è un mondo a sè, separato dal mondo ma che parla al mondo e trasmette una delle più grandi invenzioni del ventesimo secolo: la musica rock. Sulla nave la parola d'ordine è giocare, parlare sempre per battute, cercare continuamente di stupire, pensare al sesso e far pensare al sesso (le donne sembrano impazzire e sono sempre disponibili) e non solo quando si sta trasmettendo, ma anche e soprattutto nei rapporti quotidiani. Il potere costituito la odia, chissà perché. Film nostalgico, volutamente eccessivo, buon finale.

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Hackett 14/06/10 07:06 - 1799 commenti

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Divertente e trascinante avventura sulle note anarchiche del miglior periodo per il rock. Il film costituisce una commedia abbastanza riuscita che sulla metafora ondeggiante di una radio pirata facendo rivivere con nostalgia e sorrisi un periodo (ed una generazione) probabilmente molto idealizzato. Personaggi che sembrano usciti dai migliori film di Wes Anderson e tanta buona musica. Si respira aria di leggerezza, bravo e insolito l'acido Branagh, straripante Hoffman.

Belfagor 1/05/10 09:47 - 2634 commenti

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Operazione nostalgia ben realizzata, che piace anche alle nuove generazioni per il suo carattere volutamente sovversivo e le sue rappresentazioni quasi caricaturali. Nonostante la durata di due ore, non ci sono tempi morti. Ottima prova da parte del poker britannico (Nighy, Frost, Ifans e Branagh) con l'aggiunta vincente del jolly americano Hoffman. La musica, ovviamente, è un protagonista a sé stante e vale da sola metà della pellicola. Esuberante.
MEMORABILE: "Ho sempre vissuto per le notizie e il meteo e sono pronto a morire per esse. Soprattutto per il meteo"; la scelta subacquea dei dischi.

Greymouser 2/05/10 11:28 - 1458 commenti

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Forse non è un film per tutte le generazioni. Per apprezzarlo, bisogna avere dentro il sacro fuoco della musica di quei tempi, averne in qualche modo respirato il clima e interiorizzato i simboli. In questo caso, i nostalgici come il sottoscritto non solo lo troveranno divertente, ma potrebbero commuoversi fino alle lacrime. Tentando di essere più oggettivo: film ben sceneggiato, con qualche luogo comune, vivace, con ottima prova degli attori fra cui spicca il solito immenso Philip Seymour Hoffman.

Supercruel 18/06/10 14:09 - 498 commenti

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Commedia musicale ben costruita, piuttosto divertente e recitata da un pugno di attori validi e in parte. La storia è coinvolgente e snella, si evitano eccessive lungaggini e la bellissima colonna sonora completa la confezione. Nonostante sia un film per tutti, è chiaro che chi ha un certo vissuto musicale può maggiormente emozionarsi al cospetto di questo vicenda. Appunto personale: Philip Seymour Hoffman, al solito, giganteggia per mostruosa bravura. Rock'n'Roll!!!

Enzus79 16/10/10 22:14 - 1955 commenti

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Bella questa commedia musicale che ho trovato abbastanza effervescente. La nota negativa, però, è che dura troppo (due ore e più) dato che il finale si fa attendere. Si potevano evitare alcune cose. Bella, ovviamente, la colonna sonora. Branagh e Hoffman bravi e bizzarri.

Didda23 3/03/11 12:21 - 2310 commenti

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Il film ha due gran pregi: la colonna sonora e la prova del cast (capitanata da un maestoso Hoffman), per il resto fra alti e bassi si lascia vedere. Non eccellono la sceneggiatura e la regia, ma non si può affermare che il film non sia confezionato sufficientemente. Sinceramente mi aspettavo qualche colpo di genio in più. A tratti superficiale e stereotipato. Più da ascoltare che da vedere.

Luchi78 15/10/12 15:55 - 1521 commenti

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Racconto dell'epoca d'oro di un popolo che produceva proprio in campo musicale i suoi migliori talenti. La scenografia limitata alla mitica nave da cui trasmetteva la fantomatica Radio Rock, ispira immediatamente a festini orgiastici ed uno stile di vita libertino e dissoluto, al quale giustamente Curtis fa spesso riferimento. Qualche momento di vuoto nella parte centrale, dove forse si poteva osare un po' di più soprattutto per quel che riguarda lo scontro "istituzionale" col governo inglese, ma il finale ripaga pienamente.

Ziovania 10/01/13 13:21 - 337 commenti

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A metà anni ’60, ciò che fino ad allora era solo un innocuo e proficuo divertimento si stava trasformando in qualcosa di socialmente pericoloso. E il potere del rock, anche solo esteticamente, sembra non avere confini, perché una storia in apparenza claustrofobica (una dozzina di persone su una bagnarola in alto mare) si trasforma in un happening gioioso e ricco di trovate brillanti. Non erano altri tempi, erano altri valori a cui dare anche solo un’occhiata non farebbe male. D’accordo, oggi il rock è morto, ma Radio rock è l’occasione giusta.

Caesars 15/02/13 11:11 - 2909 commenti

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Una piacevole rivelazione, questa commedia che ci racconta le vicissitudini dei dj che compongono l'equipaggio di una nave "pirata" che, in pieni anni '60, trasmette rock & roll 24h su 24. Intendiamoci, la storia (pur basata su di un fatto reale) non è esente da lungaggini ed inverosimiglianze, ma è ben sceneggiata, ottimamente interpretata e, soprattutto, accompagnata da una splendida colonna sonora che fa la gioia dei non più giovanissimi (ma forse non solo loro). Consigliato per passare 2 ore in relax nostalgico. ***

Nando 22/12/13 10:06 - 3534 commenti

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Un omaggio al rock anni sessanta in cui si sbeffeggia il tradizionalista governo britannico esaltando le gesta delle radio libere definite "pirata". Una narrazione lievemente compiaciuta ma discretamente realizzata in cui si osserva un cast appropriato e qualche momento esilarante.

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Mickes2 12/02/14 17:10 - 1668 commenti

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Commedia nostalgica sulla forza rivoluzionaria e sentimentale della musica, un tributo all’anima del rock e ai maestri che hanno contribuito a crearlo e renderlo immortale. Il tutto non sempre all’altezza in quanto troppo lunga, per alcuni versi macchiettistica (le parentesi politiche) e diseguale nelle “sottostorie” che animano la vita degli scanzonati dj itineranti di Radio rock. Tralasciando l’imponente colonna sonora il clima libertino e anticonformista di quegli anni, seppur edulcorato, giunge con discreta forza. Non male, dopotutto.

Almicione 17/07/15 23:54 - 765 commenti

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L'Inghilterra più austera e conservativa è costretta ad affrontare la sregolatezza della Swinging London, uno dei cui simboli furono le radio pirata. Il cast corale è sempre ben accolto quando ben orchestrato: le caratterizzazioni sono perlopiù ottime, così come le relazioni fra i personaggi. Non altrettanto ottimo è il contrasto fra governo e radio, vittima di un'impostazione eccessivamente ridicola. La narrazione tocca alti e bassi, ma si rivela comunque piacevole, fortemente aiutata dalla bella, esaltante colonna sonora. Buon cast.

Il ferrini 23/10/16 19:33 - 1793 commenti

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Frizzante, giocoso, divertente, questo film sprizza voglia di musica. Epico e sgangherato allo stesso tempo, fa volare via oltre due ore di gag (e sul dvd ce n'è quasi un'altra negli extra, di pari livello se non addirittura superiore). Fra gli strambi personaggi della vicenda spicca senz'altro un Philip Seymour Hoffman in gran forma, ma in generale il cast si diverte e lo si percepisce in ogni fotogramma. Ottima la cura dei costumi, regia dinamica che supplisce agli spazi angusti, ovviamente colonna sonora memorabile.
MEMORABILE: Il profilattico; Il matrimonio "d'interesse"; La sfida sull'albero della nave; L'affondamento.

Paulaster 1/04/19 10:04 - 3064 commenti

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Una nave pirata trasmette musica proibita dal governo. Gli anni 60 e la controcultura in salsa britannica: il film alla fine è solo una commedia nel quale i brani musicali (ottimi) danno un senso di libertà. La parte del ragazzo protagonista è puerile e serve a poco. Tra i grandi quello che incarna meglio lo spirito dell'epoca è Branagh; a Hoffman mancano il british style e l'animo dannato. Durata eccessiva per una sceneggiatura che fallisce il bersaglio e chiude mainstream. Regìa che la mette sul colorato e si muove anche troppo...
MEMORABILE: Le ragazze nude in cabina; Branagh al consiglio dei ministri.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 3/07/09 19:20
    Consigliere - 44330 interventi
    Grazie Galbo, vado a correggere.
  • Discussione Galbo • 6/07/09 07:16
    Consigliere massimo - 3827 interventi
    Film a mio avviso parecchio deludente in cui la forma prevale sulla sostanza. Non basta una manciata di canzoni per ricreare la magia di un'epoca. L'avesse fatto Cameron Crowe avremmo avuto tutto un altro film.
  • Discussione Zender • 6/07/09 08:12
    Consigliere - 44330 interventi
    Dici Galbo? Non so, io ho trovato Almost famous fastidiosamente artificioso e sopra le righe. Secondo me non sono tanto le canzoni a ricreare l'epoca quanto piuttosto la vita free sulla barca, il look... anche se è chiaro l'intento caricaturale (sia nei personaggi sulla barca che in quelli fuori). E' vero, la forma è molto curata, ma non vedo cosa ci sia di male se poi la sceneggiatura è di valore (almeno a parer mio), gli attori recitano bene e la regia è spigliata.
  • Discussione Capannelle • 7/09/09 16:27
    Scrivano - 2586 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Non basta una manciata di canzoni per ricreare la magia di un'epoca.
    Non ci sono solo le canzoni, se fosse così ti giuro non sarei neanche riuscito ad arrivare in fondo alla pellicola.
    La storia è divertente e assembla bene personaggi che presi singolarmente sarebbero invece altamente improbabili.
  • Discussione Cangaceiro • 7/09/09 18:48
    Call center Davinotti - 742 interventi
    Perdonatemi l' OT ma voglio complimentarmi con Capannelle per la scelta della foto:una Claudia Cardinale bella come il sole!
  • Discussione Capannelle • 18/11/09 08:41
    Scrivano - 2586 interventi
    Cangaceiro ebbe a dire:
    Perdonatemi l' OT ma voglio complimentarmi con Capannelle per la scelta della foto:una Claudia Cardinale bella come il sole!
    Davvero! Infatti non riesco a staccarmi da questa icona.

    Tornando al film sono sorpreso dai pochi commenti presenti. A prescindere che piaccia o meno mi aspettavo che più persone lo avessero visto, è forse uscito in un periodo sbagliato? Troppa concorrenza? Eppure in rete si trova..
    Ultima modifica: 18/11/09 08:44 da Capannelle
  • Discussione Brainiac • 18/11/09 10:40
    Call center Davinotti - 1469 interventi
    Sono rimasto deluso anch'io come Galbo. Troppe scene farsesche come quella del ragazzo che non ha ancora fatto sesso e che viene fatto intrufolare, nottetempo, modello commedia-scollacciata con Lino Banfi, dalla tipa del Dj.

    Anche la scene della sfida sull'albero della nave ed il finale mi hanno infastidito. Forse lo stile surreale non si è sposato con il periodo storico descritto, già di per sè colorato ed inusuale.

    Non è che sia un brutto film, però non mi ha lasciato nulla, mi ha dato l'impressione di essere un pò stereotipato e superficiale.

    E' meglio di Almost famous, comunque, a mio parere.
    Ultima modifica: 18/11/09 10:42 da Brainiac
  • Discussione Zender • 18/11/09 11:23
    Consigliere - 44330 interventi
    A me infastidì molto di più Almost Famous. Qui le canzoni sono inserite al meglio, il clima, per quanto indubbiamente un po' artificioso, è reso bene e la sceneggiatura mi è parsa molto solida, con un buon senso dell'ironia. Ero andato convinto fosse una boiata e invece, per quanto certo non lasci nulla, me la son passata. E' sicuramente stereotipato (ma con gusto) e superficiale, ma mi ha soddisfatto per altri versi.
  • Discussione Capannelle • 18/11/09 12:40
    Scrivano - 2586 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    Sono rimasto deluso anch'io come Galbo. Troppe scene farsesche come quella del ragazzo che non ha ancora fatto sesso e che viene fatto intrufolare, nottetempo, modello commedia-scollacciata con Lino Banfi, dalla tipa del Dj.

    Per me invece è un farsesco godibilissimo che caratterizza il film e non ci lascia ostaggio dei soli pezzi musicali o, peggio, di pesanti autoesaltazioni.
    Infatti, certi film musicali / biopic / storici si prendono troppo sul serio e tendono alla retorica, divenendo a volte anche elitari ("questo periodo era magico, il resto fa cagare"). Qui il tutto è stemperato da una sgangherata autoironia.
    Ultima modifica: 18/11/09 12:40 da Capannelle
  • Musiche Columbo • 2/05/11 12:04
    Magazziniere - 1102 interventi
    Scoppiettante colonna sonora affidata a i Who, Stones, Jimi Hendrix, Dusty Springfield, Procol Harum.