I giorni del vino e delle rose

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Titolo originale: Days of Wine and Roses
Anno: 1962
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Il titolo del film deriva da una poesia dello scrittore inglese Ernest Dowson (1867–1900).
Numero commenti presenti: 10

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/12/07 DAL BENEMERITO LERCIO
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Lercio 3/12/07 23:44 - 232 commenti

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Jack Lemmon interpreta il protagonista di questo film in maniera eccezionale. Il realismo con cui viene affrontato il delicato argomento dell'alcolismo è impressionante, non vi sono mai momenti esagerati; mostra la dipendenza di cui tratta in maniera realistica, cruda e agghiaccante. La scena di lui con le bottiglie nascoste nei pantaloni è indimenticabile. Il finale è da antologia. Poetico e nello stesso tempo estremamente crudo.

Galbo 1/03/08 14:09 - 11387 commenti

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Uno dei migliori film mai realizzati sull'alcolismo (insieme a Giorni perduti di Wilder) è diretto dal grande Blake Edwards, paradossalmente regista specializzato in commedie. Il film è un dramma assai realistico e lacerante, ben scritto e fotografato, ma sopratutto ben interpretato da due attori di grande classe come Jack Lemmon e Lee Remick. Alcune sequenze sono da antologia del cinema.

Ercardo85 25/12/08 19:39 - 81 commenti

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È, con Giorni Perduti di Wilder, il più duro e riuscito film sul tema dell'alcolismo. Edwards e Lemmon, due grandi della commedia, nel passaggio al drammatico sembrano non perdere un grammo della loro incisività. È anche più amaro rispetto al film di Wilder perché ha il coraggio di finire male: la moglie del protagonista, prima astemia e da lui trascinata nel vizio, non riuscirà a liberarsi dal demone dell'alcolismo. Lui ci riesce e ricomincia a vivere con la figlioletta ed una ritrovata serenità interiore.

Cotola 10/10/11 23:48 - 7525 commenti

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Gran bel film di Edwards sull'alcolismo ma anche sulla solitudine da cui può nascere, raccontato con sobrietà e senza scene d'accatto o inutilmente sensazionalistiche. La discesa nella spirale dell'alcool è graduale ma terribilmente intensa ed efficace. Il regista sceglie con grande coraggio, specie per l'epoca, di non concedere nulla (o quasi) ai suoi personaggi ed allo spettatore: ecco spiegato un finale tutto sommato duro che non apre più di tanto il cuore alla speranza. Bravi la Remick e Lemmon, con una prevalenza però del secondo.

Saintgifts 22/05/13 16:01 - 4098 commenti

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L'inizio del film e la sua fine sono due mondi diversi. Sono due mondi diversi quello degli astemi (o di che beve un bicchiere di vino pasteggiando) e quello degli alcolisti. Il film riesce a far capire perfettamente questo, attraverso una sceneggiatura che non consente buonismi o smussature sull'argomento. Interpretato bene da un Lemmon che porta agli eccessi la sua performance (ma proprio per questo fa anche intravvedere una luce di speranza) e da una Remick più sommessa ma più determinata nel vizio.
MEMORABILE: La scritta BAR che lampeggia nella notte e sui vetri della finestra.

Gippal 5/03/17 10:31 - 86 commenti

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Non sono lunghi i giorni del vino e delle rose, dalle nebbie in un sogno il nostro cammino appare a un tratto e poi nel sonno si perde. Come se tutto fosse già previsto, la spirale dell'alcolismo si insinua insistente nelle vite dei due protagonisti. In un climax ascendente di distruzione, tra sedute anonime, tra continui tentativi di risalita, dopo essere crollati, dopo aver fatto cose per cui commiserarsi per il resto della vita, il film mostra lucidamente che liberarsi da una dipendenza è tutto tranne che facile.

Daniela 22/02/18 11:50 - 9401 commenti

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Contende a Giorni perduti la palma del più bel film sull'etilismo: se quella descritta da Wilder è una discesa in solitaria, qui ad essere coinvolta è una coppia affiatata ed in apparenza felice, ma simili sono le motivazioni: per Milland la crisi professionale come scrittore, per i coniugi Clay la frustrazione di una vita sempre di corsa per reggere il passo lavorativo e sociale. Regia senza cedimenti, bella colonna sonora di Mancini e grande prova del cast: travolgente Lemmon in una delle migliori interpretazioni in carriera, intensa e commovente Remick, notevoli Bickford e Klugman.
MEMORABILE: Lemmon distrugge la serra

Rocchiola 5/04/19 11:34 - 864 commenti

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Giovane coppia cade nell’abisso dell’alcolismo: lui riuscirà a uscirne ritrovando la dignità perduta, lei forse no. Gran film che parte come una commedia romantica alla Wilder e si tramuta ben presto in un dramma insolitamente duro sul malessere esistenziale della classe media americana. Con il contemporaneo Operazione terrore rappresenta il miglior esito del primo Edwards, che si dimostra regista di valore anche al di fuori dai consueti territori comico-brillanti. Il caparbio Lemmon e l’autodistruttiva Remick formano una coppia da Oscar.
MEMORABILE: “Bella la vita”; La distruzione della serra; Lemmon in crisi d’astinenza avvolto nella camicia di forza; Il finale con Kirsten che si allontana sola.

Paulaster 4/09/19 10:45 - 2783 commenti

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Coppia di sposi diventerà alcolizzata. Se l'inizio spiega che una bevuta può anche aiutare per il lavoro, il vortice che ne consegue avrà conseguenze devastanti. Sceneggiatura che non risparmia nulla a livello relazionale e familiare, onesta nel parlare della patologia. Ottimo Edwards, che sfrutta le luci per instillare il senso di solitudine e di disperazione. Lemmon non si discute e la Remick riesce a dare credibilità pure al gentilsesso (di solito toccato poco a livello cinematografico, in questi temi).
MEMORABILE: Lo spogliarello con le bottiglie nascoste; La serra distrutta; Legato al letto; "Fammi il pieno".

Buiomega71 19/08/19 00:57 - 2263 commenti

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Curioso come uno dei film più duri, lancinanti e disperati venga da un regista di commedie. Edwards anticipa di parecchi lustri la devastazione da dipendenza di Cristiana F. non lesinando sequenze ancor oggi agghiaccianti (la distruzione della serra cercando la bottiglia tra i vasi, Lemmon in camicia di forza preda del delirium tremens, l'umiliazione a cui lo costringe un venditore di liquori, la Remick che si avventa isterica sulla figlia). Inizia come una commediola nel tipico stile edwardsiano per mutarsi in un dramma tra i più strazianti mai girati.
MEMORABILE: Nella stanza del motel con la Remick completamente ubriaca e Lemmon che ricade nel vizio; Ciucchi marci nella camera da letto nella casa del suocero.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Columbo • 16/12/10 10:26
    Magazziniere - 1102 interventi
    L'unico Oscar il film lo ottenne grazie all'omonima canzone di Henry Mancini su testo di Johnny Mercer:

    http://www.youtube.com/watch?v=Cc510bkDJe4&feature=fvst
  • Curiosità Daniela • 8/02/17 15:54
    Consigliere massimo - 5134 interventi
    Il titolo del film deriva da una frase del poeta inglese Ernest Dowson morto nel 1900 a soli 32 anni, probabilmente per effetto dell'abuso dell'alcool.
    Notizie sul poeta qui:
    https://verbavolant67.files.wordpress.com/2011/03/la-poesia-di-ernest-dawson.pdf

    Il passaggio in questione è inserito in un componimento poetico del 1896:
    "Vitae summa brevis spem nos vetat incohare longam"("La brevità della vita ci impedisce di nutrire una lunga speranza"):

    They are not long, the days of wine and roses:
    Out of a misty dream
    Our path emerges for a while, then closes
    Within a dream.
  • Curiosità Zender • 21/02/18 07:36
    Consigliere - 43523 interventi
    Daniela, c'è già una tua curiosità molto simile a questa. Come le uniamo?
  • Discussione Daniela • 21/02/18 09:29
    Consigliere massimo - 5134 interventi
    Scusa Zender, ieri sera ho rivisto il film e non ricordavo di aver già postato una nota su questa bellissima poesia, che avevo scoperto tanti anni fa in via indiretta proprio grazie ad Edwards.
  • Discussione Zender • 21/02/18 14:39
    Consigliere - 43523 interventi
    Ah ok, quindi hai cancellato tutto? come vuoi.
  • Homevideo Rocchiola • 5/04/19 11:43
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Io posseggo il DVD marchiato Warner uscito in edicola nella collana Gli introvabili interessante iniziativa di qualche anno fa promossa dalla rivista Ciak per rendere disponibili in home-video alcuni titoli particolarmente rari o inediti nel nostro paese. Ovviamente il master utilizzato è quello del DVD americano Warner che presenta un video panoramico 1.85 piuttosto pulito con un bianco-nero ben contrastato. L'audio italiano mono è invece un po' troppo basso e non sempre chiarissimo. Questo prodotto è oggi di difficile reperimento però la solita A&R ha posto rimedio ristampando il film. Non ho visionato tale edizione ma credo che il master sia il medesimo non essendoci altre versioni disponibili a cui attingere. Per ora niente bluray nemmeno in all'estero.
  • Discussione Buiomega71 • 19/08/19 10:27
    Pianificazione e progetti - 21910 interventi
    Rassegna estiva: Melò d'agosto-Un'estate melodrammaticamente melodrammatica

    Curioso come uno dei film più lancinanti, duri e strazianti di quegli anni, sia diretto da un autore di "commedie" (eccettuato rari casi) e con un finale durissimo che lascia poche speranze (fortemente voluto da Edwards che ha avuto ragione sui dirigenti della Warner, che insistevano per una chiusa più tenera) e parecchi dubbi (anche sulla guarigione di Lemmon dal demone dell'alcool, con quella scritta luminosa BAR che lampeggia, come riverbero, nella finestra del suo appartamento).

    Coadiuvato da un Jack Lemmon in stato di grazia e da una Lee Remick intensissima, il film comincia come la classica commediola edwardsiana ( i biscotti ripieni che nessuno vuole, la gag dei fiori in ascensore, Lemmon che và a sbattere contro la vetrata, le pantomime di seduzione verso la Remick-si piglia pure uno schiaffone in ascensore-il parapiglia sullo yatch che paiono le prove generali per Hollywood party, la sequenza pre polanskiana da Inquilino del terzo piano con i condomini che si lamentano per l'insetticida che Lemmon spruzza a quantità industriale contro gli scarafaggi nell'appartamento della Remick), per poi scivolare, pian piano, nel dramma più cupo e disperato, dove Lemmon continua a bere senza rendersi conto che stà cadendo nel baratro dell'autodistruzione (Fammi il pieno), trascinando con sè anche la moglie nel gorgo del vizio, nella durissima sequenza della scenata dove Lemmon rientra a casa più ubriaco che mai, rimproverando la Remick di non farle compagnia nell'ebrezza dell'alcool, e il doloroso discorso sull'allattamento.

    Da quì in poi la commedia lascia il posto al melodramma più straziante, con sequenze ancor oggi da pugno allo stomaco (Lemmon che devasta la serra del suocero in cerca della bottiglia nascosta in un vaso, Lemmon nella camera di contenzione in preda al delirium tremens, la crisi isterica, da alcolizzata, della Remick che prima, ciucca marcia, và a dare la buonanotte al padre a letto, eppoi si avventa come una iena sulla figlioletta, nella squallida stanza d'albergo, dove la Remick, in preda ad una sbronza colossale, fa ricadere Lemmon nella dipendenza, l'umiliazione che subisce Lemmon da parte di un venditore di liquori, Lemmon e la Remick zeppi di superalcolico che impazzano dementi nella camera degli ospiti del suocero, con Lemmon che nasconde le bottiglie nei pantaloni, la disperazione del padre della Remick), dove Edwards anticipa di parecchi lustri l'inferno della dipendenza di Cristiana F..

    Devastante per come Edwards (anch'egli gran bevitore, dopo aver smesso una volta finito il film) tratta la materia degli alcolisti, partendo pian piano, dalla quotidianità di una normale coppia americana borghese, fino a toccare il fondo, per poi tentare di riemergere, con tocchi quasi da horror gotico (la casa di campagna del suocero, Lemmon che si inoltra in una notte di tregenda per cercare l'agognata bottiglia nascosta, i chiaroscuri da noir nelle stanze di motel, l'allucinante crisi di astinenza nella cella della clinica), in una cupezza che rimarca l'angoscia, lo sconforto e l'alienazione di chi è dipendente dal vizio del bere e non può farne a meno (il personaggio della Remick e i suoi discorsi del "non voler smettere" sono illuminanti, oltre che sofferti, per far capire l'inferno in cui precipita un alcolista)

    La televisione trasmette cartoni animati (Joe Dante ne farà un marchio di fabbrica) e Edwards riprende lo sbroffino della doccia allo stesso modo in cui lo riprendeva Alfred Hitchcock in Psycho

    Un Edwards anomalo, che sà cambiare genere in maniera straordinaria (vedi anche il thriller di Operazione terrore), picchiando durissimo, dove fà più male, in questi devastanti giorni perduti secondo il regista della Pantera rosa

    Nella minirecensione dell'(Ovo)Maltin il finale non è propriamente così come lo descrive.

    Bellissimi i titoli di testa alla Saul Bass.
    Ultima modifica: 19/08/19 15:01 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 19/08/19 10:29
    Pianificazione e progetti - 21910 interventi
    Del film ho un'ottima registrazione dal canale satellitare Mgm Channel (datata 2012), della durata di 1h, 52m e 36s, molto probabilmente lo stesso master del dvd A & R
  • Discussione Buiomega71 • 5/09/19 19:25
    Pianificazione e progetti - 21910 interventi
    @Paulaster

    Vedo che la mia rassegna estiva appena trascorsa ha dato i suoi buoni frutti ;)
    Ultima modifica: 5/09/19 19:25 da Buiomega71
  • Discussione Paulaster • 6/09/19 10:32
    Contatti col mondo - 84 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    @Paulaster

    Vedo che la mia rassegna estiva appena trascorsa ha dato i suoi buoni frutti ;)


    Flic o floc?
    L'avevo in nota da tempo e l'ho visto anch'io durante le vacanze. Una casualità che mi deve preoccupare? :)