I due seduttori

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Bedtime story
Anno: 1964
Genere: commedia (colore)
Regia: Ralph Levy
Note: Rifatto nel 1988 come "Due figli di..." e nel 2019 come "Attente a quelle due".
Numero commenti presenti: 3
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La prima versione di una storia che avrà in futuro più d'una rilettura è forse la meglio scritta: ne lascia ben intravedere in controluce la genialità, la sofisticatezza dell'intreccio. Il film fatica un po' a ingranare, a dire il vero, perché la prima parte, con la presentazione alternata dei due protagonisti, fa presumere una ripetitività dalla quale fortunatamente la storia saprà in un secondo momento liberarsi. In principio i due truffatori agiscono in località diverse: Lawrence Jamison (Niven) a Beaumont-sur-Mer, località immaginaria della Costa Azzurra dove si finge un principe caduto in disgrazia riuscendo a farsi regalare, da ricche signore affascinate dalla sua raffinatezza, soldi e gioielli con cui sovvenzionare inesistenti...Leggi tutto sudditi. Freddy Benson (Brando) in Germania, dove molto più rozzamente punta a impietosire le vittime raccontando di una sua nonna che deve subire un'operazione per la quale serve molto denaro. Facendo leva sul proprio carisma e su qualche lacrima Freddy guadagna più che bene, ma si dirige verso Beaumont-sur-Mer perché ha sentito che lì le ricche vedove pullulano. Incontratisi in treno casualmente, i due finiscono dopo qualche simpatica vicissitudine a unire gli sforzi fino a quando capiranno che lì c'è spazio per uno solo di loro. Per questo motivo, individuata una nuova vittima nella "regina delle saponette" Janet Walker (Jones), decideranno di sfidarsi: chi riuscirà a scucirle per primo 25.000 dollari vincerà costringendo l'altro ad abbandonare il campo. Quello che il sovreccitato Freddy e il pacato Lawrence inventeranno per fregarsi a vicenda è tutto da godere proprio grazie all'arguta complessità del copione. La seconda parte supera infatti in qualità la prima e sfrutta bene le diverse caratteristiche dei due protagonisti. Niven è quello più a suo agio, tra i lussuosi alberghi della Costa Azzurra, ma Brando - che ha nelle mani il personaggio potenzialmente più divertente, da lui condotto un po' troppo sopra le righe (lo ricoprirà meglio, nel rifacimento del 1988, un ottimo Steve Martin) non demerita individuando a tratti il registro giusto e interpretando correttamente il ruolo della simpatica canaglia. Nel complesso le risate non mancano, così come i capovolgimenti di situazione e i colpi di scena che proseguono fino alla conclusione e più di ogni altra cosa rappresentano il valore aggiunto del film, commedia scanzonata e brillante che la regia di Ralph Levy sorregge a dovere; più politically incorrect della media e forse anche per questo recuperata di recente (a sessi invertiti) in ATTENTI A QUELLE DUE. Mai amato dalla critica, di più dal pubblico, il film segue la storia e i personaggi senza sentirsi in dovere di spingersi nei territori del cinema “alto”.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/05/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 23/09/19
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Il Gobbo 9/05/07 23:05 - 3011 commenti

I gusti di Il Gobbo

Impenitente gigolo scopre che nel campo c'è chi fa meglio di lui, unendo al dilettevole delle donne l'utile dei gioielli che gli spilla turlupinandole con la sua falsa identità di principe in esilio... Brillantissima commedia che abbina al quintessenziale aplomb di Niven (perfetto come sempre) la vigorosa verve di Brando. I due fanno scintille, le gag si succedono a gran ritmo, si ride dall'inizio alla fine. Rifatto - bene - negli anni '80 con la coppia Caine/Martin, ma quest'originale non va perso.

Daniela 17/12/16 16:16 - 9628 commenti

I gusti di Daniela

In un'amena località della Costa Azzurra, il terreno di caccia di un principe fasullo, abilissimo nel farsi finanziare da ricche vedove, è insidiato dalla presenza di un americano che, con metodi molto meno raffinati, riesce ugualmente a spillare quattrini alle donne... Commedia ricca di trovate e dialoghi brillanti, con Niven impeccabile. Il punto debole è Brando, volenteroso ma poco portato nel registro comico. La presenza nello stesso ruolo di Martin e un finale molto più spiritoso renderanno il remake firmato da Oz ancora più riuscito dell'originale, pur assai simpatico.
MEMORABILE: Il "dottore" si accanisce col frustino sulle gambe del presunto paralitico.

Rigoletto 23/10/20 11:36 - 1621 commenti

I gusti di Rigoletto

Deliziosa commedia che mette davanti due attori lontani anni luce l'uno dall'altro. Alla classe sopraffina di David Niven si contrappone la più bassa praticità di Brando. Ognuno col suo stile ma con un medesimo scopo: sedurre e ricavare denaro dalle donne. Una scommessa su chi è il migliore li porterà a operare sulla stessa preda. Divertentissimo; non soltanto per la contrapposizione degli estremi, ma anche e soprattutto per come riescano a boicottarsi reciprocamente senza dar nulla a vedere. Estremamente bravi i protagonisti in un film totalmente privo di volgarità gratuite. Chapeau!
MEMORABILE: La nonna di Benson; "Un uomo deve saper sopportare le sue disgrazie."
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ciavazzaro • 29/11/09 11:21
    Scrivano - 5606 interventi
    Brando ha dichiarato che Niven trovava Niven cosi' divertente che non riusciva a trattenere le risate mentre lui recitava,e questo provocò un ritardo nelle varie riprese.

    Fonte:Imdb
  • Curiosità Undying • 13/11/11 16:48
    Scrivano - 7630 interventi
    Non accreditata, appare nel film - nella sua prima interpretazione in assoluto - Barbara Bouchet.
    Ricorda al riguardo l'attrice:

    "Con Brando feci una gaffe (...)
    Nel mio primo film, poco più che bambina, sento un forte odore di profumo e grido alle altre ragazze che sono lì:
    - Ma chi è che usa questo tremendo profumo?
    Brando si gira e, senza scomporsi, dice:
    - Io."

    Fonte: La commedia erotica italiana, intervista a Barbara Bouchet (pag. 121) a cura di Michele Giordano, Gremese editore.