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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/05/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 11/05/07 00:56 - 4856 commenti

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Insuccesso pazzesco, che per poco non fa fallire la United Artists. Affresco iper-barocco, tragicamente gonfio, la cui cifra stonerebbe pure nel descrivere la corte del Re Sole. Figuriàmoci se si ha a che fare con contadini ed allevatori di bestiame del Nuovo Mondo. Qua e là affiora un colpo d'ala, che sùbito dopo viene risucchiato nella melma dominante. In qualunque edizione lo si veda, è tragicamente orchiclasta. Grandiosamente insopportabile.
MEMORABILE: La parola FINE, che premia lo stoico spettatore.

Matalo! 16/10/08 17:13 - 1368 commenti

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Il film che fece fallire la United Artist: costò 40 miliardi e ne incassò uno. Ciò che resta delle credo sette ore danno l'idea di un affresco enorme che non vedremo mai; curatissimo nelle ricostruzioni, con un respiro epico e tempi come nelle nozze del Cacciatore, si percepisce la potenza di una terra giovane come gli Stati Uniti. Ma ciò che resta è troppo confuso e rabberciato per un giudizio equilibrato. E visto che Cimino dette il benestare a questa edizione mutilata non sarò generoso come il Mereghetti (il massimo dei voti).

Galbo 22/10/08 05:57 - 11543 commenti

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Clamoroso insuccesso commerciale all'epoca della sua realizzazione (ma per molti è un vero e proprio cult), è la storia di una guerra intestina tra immigrati e allevatori di bestiame nell'america rurale di Fine Ottocento. Pur con tutti i suoi limiti (un'eccessiva prolissità di narrazione, derivante da una sceneggiatura ridondante e barocca), il film offre momenti di grande impatto visivo e presenta il "respiro" di un grande classico, anche grazie alla straordinaria fotografia. Ottimo il cast.

Cotola 31/12/08 17:14 - 7741 commenti

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Capolavoro assoluto di Cimino (forse anche più bello de Il cacciatore) che, a causa del suo incredibile insuccesso commerciale, fece fallire la casa che lo produsse e costò al regista anni ed anni di ostracismo. In realtà il film è bellissimo sotto tutti i punti di vista ed in particolar modo dal punto di vista tecnica che dimostra come Cimino avesse doti prodigiose che, purtroppo, non sfrutterà più in futuro. Da vedere, possibilmente, nella versione originale di quasi quattro ore (in ogni caso anche quella da 150 minuti è molto bella).

Patrick78 19/01/09 11:58 - 357 commenti

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Edipico cercare di giudicare questo film di Cimino che nella sua versione da 219 minuti è da delirio, mentre in quella da 149 è altamente insopportabile. Cimino è un pazzo e qui lo dimostra in tutto lo splendore del suo "Heaven's Gate" e in tutto lo squallore del cosiddetto sogno americano. Momenti del film da assaporare e ricordare per tutta la vita, alternati a devastanti buchi e incomprensioni di sceneggiatura, da domande eterne sul significato degli eventi. Fallimentare opera o capolavoro irripetibile? Impossibile rispondere. Amatelo e odiatelo.
MEMORABILE: La danza con i pattini sotto il tendone.

Soga 31/01/09 00:49 - 125 commenti

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Appartengo al gruppo di quelli che non sono rimasti particolarmente colpiti da questo film. Ottimamente curato nelle scenografie e nei paesaggi, impregnato di senso dell'epico, ma troppo confusionario in molti momenti (probabilmente è colpa dei tagli), soprattutto verso la conclusione. Dà proprio l'idea di un bellissimo puzzle a cui però mancano alcuni pezzi. Peccato, perché la storia è affascinante e i panorami del Wyoming davvero maestosi.

Pigro 25/03/10 08:33 - 8219 commenti

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L'ambizione è quella di raccontare le radici di violenza e ingiustizia (ricchi allevatori contro poveri immigrati), ma anche di amore e speranza, degli Usa. Cimino crede di essere epico ma è solo prolisso e dopo un'ora e mezzo delle quasi 4 ore di lunghezza del film si comincia a pensare ad altro per resistere. Certo, la fotografia è bella (come la musica, il plurilinguismo nella versione originale, l' "odore" del fango e della terra...) e qualche scena sfiora il magistrale, ma troppo spesso il film si rituffa in una sfibrante inutilità.

Saintgifts 5/07/10 23:28 - 4098 commenti

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Tiriamo fuori un paio di scene fotograficamente entusiasmanti, ma che non fanno certo un film e stendiamo il classico velo pietoso su tutto il resto. Insopportabile nella sua lentezza smisurata che arriva addirittura a far perdere il significato delle cose. Ho la presunzione di chiedermi: come è possibile che fior di professionisti dell'arte cinematografica, possiamo quindi definirli artisti, non si accorgano che stanno facendo un lavoro che non funziona. Si innamorano talmente della loro idea da non rendersi conto che la stanno sprecando?

Rebis 17/02/11 13:02 - 2099 commenti

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Probabilmente a nessun altro film sono stati perdonati così tanti errori macroscopici: primo fra tutti la sproporzione (narrativa - tra triangolo sentimentale e Storia Nazionale - ed espositiva - tra esuberanza figurativa e senso oggettivo). Eppure la dedizione profusa in ogni sequenza (di cui Zsigmond dovrà spartire tutti i meriti), la fastosità fluviale della scene di massa (il valzer, la danza sui pattini), l'esasperata ricerca di una sostanza filmica attraverso l'ipertrofia formale, la scarnificazione del Sogno, avvincono. La versione da 144 minuti può bastare: le si è arreso anche Cimino.

Cloack 77 23/07/12 16:00 - 547 commenti

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Cimino scava a fondo fra tradizioni, paure e logiche di poveri che reclamano una terra per vivere e ricchi che temono l'invasione e non perdona il Potere Costituito in ogni sua forma: dall'Associazione degli Allevatori che per terrore decide di terrorizzare eliminando 125 "possibili" colpevoli, al Governatore che assiste al taglio del filo del telegrafo lasciando immacolate le coscienze degli americani ignari del massacro, al Presidente degli Stati Uniti, novello Ponzio Pilato. Cinema immenso.

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Mickes2 4/01/13 15:51 - 1668 commenti

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Magniloquente, personale, coraggioso western atipico; un’epopea antiamericana caratterizzata da passioni, soprusi, sofferenza e dolore. La vecchia America dei signori che lascia spazio a quella nuova, cinica e senza scrupoli, inumana e arrivista. Potente e dissacrante: è anche e soprattutto la distruzione del sogno americano visto con gli occhi di un eroe d’altri tempi, integro e di sani principi. Da vedere nella versione da 219’ che, benché indugi un po’ troppo, ha un sapore epico e un rigore espressivo indimenticabili. Stupendo.

Rigoletto 7/09/14 12:49 - 1626 commenti

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Raramente un film è stato al centro di tante polemiche e anche il giudizio complessivo, che pure dovrebbe essere espresso senza forzature, non può non essere turbato dalla tragedia che coinvolse la United Artists. Partiamo da un fatto concreto: è un gran film (con un eccesso di megalomania impossibile da gestire) e possiede qualità e finezze tecniche molto interessanti; anche il cast è di immenso valore. Tuttavia è anche comprensibile che quasi 4 ore portate avanti con un ritmo così blando non vengano sopportate. Bello ma mi ha sfiancato.

Tarabas 27/09/16 17:46 - 1749 commenti

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Visto in sala dopo molti anni dalla visione tv, la magnificenza delle immagini di Cimino colpisce e impressiona al punto da rendere meno evidenti i tanti difetti di scrittura del film (a cominciare dalla lunghissima e disfunzionale sequenza iniziale ambientata a Harvard). Il regista si prefiggeva realismo, ottiene un trompe l'oeil iperbarocco, storicamente molto infedele (a quanto si legge) e con un sottotesto politico ondivago. Cinematograficamente meraviglioso almeno quanto narrativamente "sbagliato". Cast perfetto con Walken indimenticabile.

Vito 2/02/17 11:32 - 686 commenti

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Visto nella director's cut. Un'opera intensa, titanica, maestosa e meravigliosa. Cimino dirige un western epico sporcando di sangue il sogno americano. Cast ottimo con i bravissimi Walken, Huppert, Kristofferson, Waterston e Hurt. La battaglia finale è qualcosa di incredibile, violenta e commovente, una scena di vera furia tra lacrime, sangue e fango che mostra un'America nata nell'odio, nella sopraffazione e nel razzismo. Da isola deserta.

Alex1988 25/04/17 18:56 - 692 commenti

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Spesso chi ama troppo il cinema ne paga le conseguenze e il povero Cimino è tra questi: stroncato da pubblico e critica, all'uscita, "I cancelli del cielo" rappresenta il suo film "maledetto". Come Il cacciatore rappresenta il lato oscuro degli Stati Uniti e questo è uno dei motivi per cui finì sulla lista nera di Hollywood. Tecnicamente è un film apprezzabile; qualche prolissità, ma la battaglia finale vale il prezzo del biglietto.

J.d.s. 20/07/17 14:50 - 20 commenti

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Monumentale, smisurato, ambizioso western che fa a pezzi il sogno americano, denudandolo di ogni retorica. E' il film maledetto di Cimino, che si può odiare o amare, senza mezze misure. Sono quattro ore di pellicola in cui si alternano feste goliardiche, danze, interminabili e pletorici discorsi, battaglie, scene di commovente tenerezza e di violenza estrema, paesaggi di struggente bellezza. Esperienza totalizzante, in cui immergersi, abbandonarsi. Immenso.
MEMORABILE: I festeggiamenti dopo la laurea; Walken che fa vedere la casa a Ella.

Bruce 15/10/18 10:03 - 1006 commenti

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Per arrivare al termine svegli servono delle sostanze chimiche. Lento, pesante, poco emozionante, prevedibile. Raro trovare un così impressionante sforzo nella produzione, nelle direzione delle scene di massa, nella fotografia, a fronte di un soggetto riassumibile in due righe. Assolutamente giustificato il flop ai botteghini. Da salvare è la bellezza giovanile di Isabelle Huppert.

Minitina80 10/04/19 17:47 - 2468 commenti

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È un’esperienza sensoriale in cui immergersi e perdersi senza prestare attenzione all’orologio. Il respiro è dell’opera di grande portata, fatta di paesaggi immensi, testimoni di sequenze costruite con grande perizia e meticolosità in cui Cimino ricorda quanto l’America sia stata costruita sul sangue e il sogno non è valso per tutti allo stesso modo. Rappresenta un modo di concepire il cinema viscerale e totalitario, ormai irriproducibile. Il talento di chi lo ha realizzato è palese e non si può negare il fascino che è capace di esercitare.

Rocchiola 16/05/19 10:22 - 891 commenti

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Colossale ed epico western storico di strabiliante bellezza visiva. Cimino cita i classici (l’iniziale cerimonia viscontiana, il ballo fordiano sui pattini) rivisti però nell’ottica crepuscolare e violenta di Peckinpah (la battaglia finale). Opera epocale che segnò la fine della libertà creativa concessa ai registi-autori della New Hollywood. Fece fallire la UA e fu stroncato dalla critica, ma oggi è giustamente considerato un capolavoro al pari del Cacciatore. Da vedere assolutamente nella versione integrale di 216 minuti restaurata nel 2012.
MEMORABILE: La cerimonia a Harvard; Il ballo sui pattini; L'uccisione di Walken ribellatosi ai grandi proprietari terrieri; La violenza carnale alla Huppert.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 2/09/14 10:35
    Gestione sicurezza - 4294 interventi
    Ho il sospetto che sabato prossimo Raimovie trasmetterà la long version... copre quattro ore di programmazione....
  • Discussione Didda23 • 2/09/14 10:48
    Comunicazione esterna - 5748 interventi
    C'è questa speranza.
  • Discussione Noncha17 • 25/08/16 17:30
    Magazziniere - 1072 interventi
    Comunque, da oggi verrà proposto da La Cineteca di Bologna nella versione Director's Cut restaurata nel 2012 dalla Criterion sotto la supervisione dello stesso Cimino.

    Sarà in Lingua originale con sottotitoli


    I cancelli del cielo torna in sala. L'addio a Michael Cimino



    P.S.: Arriverà, anche, al Cinema Mexico di Milano
    Ultima modifica: 25/08/16 17:37 da Noncha17
  • Discussione Tarabas • 27/08/16 16:15
    Formatore stagisti - 2066 interventi
    Grazie della segnalazione, se riesco ci vado sicuramente.
  • Discussione Noncha17 • 29/08/16 14:33
    Magazziniere - 1072 interventi
    Figurati! ;)

    Sarà anche al Cinema Palestrina di Milano
  • Discussione Tarabas • 27/09/16 10:22
    Formatore stagisti - 2066 interventi
    Visto ieri sera al Mexico di Milano, la sala è onusta di gloria ma non proprio all'avanguardia. Non so se questo abbia influito sulla qualità della proiezione, ma devo dire che il restauro non mi è parso così efficace.
    E' anche vero che, a quanto si legge, sembra sia avvenuto in condizioni semidisperate, visto che i tipici materiali di partenza per queste operazioni non esistono più e si è dovuto lavorare su master a colore separato.

    http://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/per-conoscere-i-film/i-cancelli-del-cielo/il-restauro

    Tuttavia, in sala il film ha un impatto visivo incredibile anche così, pur con tutti i suoi difetti di scrittura. E' stato uno spettacolo affascinante e le quasi 4 ore sono passate piuttosto rapidamente.
    Ultima modifica: 27/09/16 10:23 da Tarabas
  • Discussione Buiomega71 • 27/09/16 19:23
    Pianificazione e progetti - 22395 interventi
    Tra tutte le opere ciminiane, è quello che mi ha sempre convinto meno (pur avendo momenti di cinema straordinari), preferendole Il Siciliano, seppur imperfetto.
  • Homevideo Rocchiola • 16/05/19 11:05
    Call center Davinotti - 1185 interventi
    Le fonti disponibili ci dicono che la prima edizione dell'opera approntata da Cimino durava 325 minuti!!! I produttori imposero una drastica riduzione della durata considerata eccessivamente “impegnativa” per il pubblico in sala. A risentire dei notevoli tagli imposti fù soprattutto la scena della battaglia finale che in origine costituiva da sola quasi un film a sè stante. La durata fu quindi ridotta a 219 minuti ed il film venne così proiettato nelle sale americane. Ma a causa dell'accoglienza negativa la United Artists decise di accorciare ulteriormente la pellicola fino a 149 minuti. Questa edizione venne così diffusa sul mercato internazionale Italia compresa. I pesanti tagli fecero perdere coesione e fluidità al racconto e così il film andò incontro al disastro commerciale ben noto agli appassionati di cinema, stroncando al contempo la carriera di cimino uno degli autori più promettenti della New Hollywood. La versione integrale venne infine recuperata e restaurata nel 2012 per una durata di 216 minuti. Questa edizione venne presentata in lingua originale sottotitolata nella sezione “classici ritrovati” al festival di Venezia per poi essere trasmessa in televisione dal canale Rai Movie, risincronizzando le battute doppiate all'epoca della distribuzione in sala della versione da 149 minuti e sottotitolando quelle aggiuntive in inglese. Purtroppo questa interessante edizione trasmessa dai Rai Movie non è mai approdata in home-video, pertanto il film è oggi visionabile solo nelle seguenti versioni:
    - versione uscita nelle sale italiane da 149 minuti (DVD italico MGM presentato in un pessimo formato non anamorfico che necessità dello zoom per centrare l'immagine nel corretto formato panoramico, la qualità dell’immagine non è eccezionale e presenta qualche difettuccio qua e là, ma è soprattutto l’azione dello zoom a penalizzare la definizione che sul supporto SD è già di per sé non eccelsa);
    - versione integrale restaurata nel 2012 di 216 minuti (Bluray Usa Criterion di qualità eccezionale, l’immagine è stata ripulita ed appare più colorita esaltando al meglio a magnifica fotografia di Vilmos Zsigmond, una lieve grana del tutto naturale non inficia in alcun modo la visione, l’audio DTS-HD 5.1 è incisivo e chiaro, la stessa versione è stata pubblicata anche nei principali paesi europei, ovviamente Italia esclusa, io posseggo l’edizione inglese Second Sight che è tecnicamente identica alla Criterion però con il vantaggio di essere un regione B, l’unica pecca è l’audio che SE pur ottimo è disponibile solo in inglese e per giunta senza alcun tipo di sottotitolo, i sottotitoli in inglese sono invece presenti nella suddetta edizione Usa della Criterion ed in quella francese curata da Carlotta).
    Sconsiglio vivamente la visione della versione italiana da 149 minuti, invitando anche chi non mastica troppo bene l'inglese a visionare l'edizione integrale di 216 minuti.
  • Homevideo Caesars • 16/05/19 11:48
    Scrivano - 12021 interventi
    Grazie Rocchiola, ancora una volta preziosissimo nel fornire informazioni sulle varie versioni.