I Bee Gees: Come curare un cuore infranto

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Bee Gees: How Can You Mend a Broken Heart
Anno: 2020
Genere: documentario (colore)
Numero commenti presenti: 2
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Da Frank Marshall, regista di qualche discreto film di successo come ARACNOFOBIA o ALIVE - SOPRAVVISSUTI un documentario che riassume non senza fatica l'intera storia dei Bee Gees dai primi successi a oggi. L'operazione, non facile considerata la longevità del gruppo, costringe infatti a soprassedere quasi per intero sulla lunga lista di album per arrivare presto al periodo di massimo fulgore coincidente con l'uscita della colonna sonora della FEBBRE DEL SABATO SERA. Più che dividere la storia in base ai titoli dei dischi, quindi,...Leggi tutto la prima parte racconta degli esordi, di come i tre fratelli Gibb abbiano raggiunto il successo partendo dalla lontana Australia (di quel tempo non viene detto però quasi nulla), di come la loro carriera sia passata nelle mani dell'ottimo Robert Stingwood. Attraverso interviste ai gemelli Maurice e Robin Gibb risalenti alla fine dei Novanta e altre molto più recenti a Barry (unico dei tre ancora vivo al tempo dell'uscita del documentario), il film analizza le tre diverse personalità, le crisi che portarono Robin a dividersi presto dagli altri due per rientrare in gruppo dopo appena un album; il tutto attraverso le parole non solo loro ma anche di chi può dire di averli conosciuti a fondo (vedove comprese, naturalmente). Un viaggio nella vita e nella musica accompagnato dalle performance in video del gruppo (in buona parte molto brevi) e da molti interessantissimi filmati d'epoca, vero fiore all'occhiello del documentario. Filmati non solo relativi all'infanzia dei tre (che comunque non mancano) ma soprattutto alle lunghe sedute in studio e alla fase “americana”. La prima parte, che copre il periodo dal 1966 al 1974, ci fa ascoltare qualche celeberrimo hit come se si trattasse di brani tra loro intercambiabili, privi di una vera evoluzione (non è così). Eppure si parla di ben dieci album (per tacere dei due registrati in Australia prima dello sbarco definitivo in Inghilterra) che avrebbero meritato maggiore attenzione e almeno una veloce citazione. La svolta arriva con il trasferimento a Miami e l'album "Main Course". Con "Jive Talking" si apre una nuova vita per i Bee Gees, di rilancio dopo dischi in cui l'appeal presso il pubblico stava lentamente svanendo. Nuovo produttore, nuove idee e l'entrata in scena del famigerato falsetto di Barry, che li consegnerà definitivamente alla storia. Qui il racconto rallenta, indaga piuttosto a fondo sul fenomeno della disco music e si allarga anche ad Andy, il quarto fratello: molto più giovane, morì a trent'anni per infarto dopo una lunga dipendenza dalle droghe (a lui è dedicato il documentario) e aver intrapreso una felice carriera solista aiutato dai tre arrivando più volte al numero uno delle classifiche. Con "Living Eyes" (inatteso flop) si chiude il periodo d'oro e i Bee Gees cominciano seriamente a scrivere canzoni per altri (o aprendosi alle carriere soliste, con Robin che firma un classico come "Juliet"). Infine il ritorno nel 1987 con "E.S.P.", che sancirà l'inizio di un'ultima fase raffinata e poco capita dalla critica, comunque di buon successo commerciale. Si è insomma preferito osservare la storia del gruppo dal punto di vista dell'impatto sulla società dividendola in macrofasi. Un compendio sicuramente interessante e ben svolto per la maggioranza del pubblico, per i fan un lavoro musicalmente piuttosto superficiale comunque ricchissimo di eccellente materiale d'archivio e chiuso da una toccante frase di Barry riferita ai suoi fratelli: "Preferirei averli tutti di nuovo qui, senza aver avuto alcun successo". Un successo dovuto certo alla qualità dei brani, ma soprattutto a voci che sapevano arrivare al cuore come poche e, come dice Noel Gallagher degli Oasis (tra i tanti fan intervistati), capaci di fondersi in un'unione che solo dei fratelli sono in grado di rendere unica. E se lo dice lui...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/01/21 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/03/21
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Galbo 30/01/21 16:57 - 11574 commenti

I gusti di Galbo

La straordinaria epopea dei Bee Gees in un ottimo documentario diretto da Frank Marshall. Un esauriente riassunto della loro attività, che mette bene in evidenza le varie fasi musicali attraversate (dal pop degli esordi alla disco music, della quale furono tra gli antesignani) in una straordinaria carriera che ha attraversato diversi decenni. Le interviste a collaboratori ed amici fanno emergere la grande perizia tecnica dei fratelli Gibb e il loro legame personale che probabilmente sta alla base delle immortali armonie vocali che ne hanno segnato la musica. Da vedere. 

Reeves 7/03/21 13:26 - 472 commenti

I gusti di Reeves

Hanno iniziato come bambini prodigio, hanno attraversato tutti i generi musicali, hanno visto il grande successo e conosciuto i grandi dolori. Bellissimo documentario che racconta la sorprendente via e le bellissime opere dei Bee Gees, il gruppo formato dai fratelli Gibb. Ottimo materiale di repertorio, interviste rispettose ma non sedute e un ritratto che non tende a esaltare ma a raccontare. E da raccontare c'è davvero tanto.

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