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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/01/21 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 30/01/21 09:00 - 10151 commenti

I gusti di Daniela

Sequestrata da un maniaco e dal suo complice/succube, una donna riesce a fuggire quando l'auto su cui viaggiano ha un incidente nel mezzo di una fitta foresta.. Rilettura di Cappuccetto rosso con inversione dei ruoli tra cacciatore e lupo, la cui natura fiabesca è palesata da interventi salvifici oppure semplicemente incongrui che stridono con il realismo di una caccia crudele. Questa discrepanza, unita a certi comportanti illogici, può lasciare perplessi ma il film si fa apprezzare per la buona messa in scena, il ritmo sostenuto, la ost ansiogena, le prove convincenti del cast. 
MEMORABILE: Le disavventure del povero Andy; La mamma zombi; I guerriglieri e la tinta blu; L'irruzione nell'appartamento in vendita.  

Lupus73 31/01/21 15:30 - 865 commenti

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Mamma nel bosco narra una fiaba medioevale al figlio; è l'intro del film che poi ha come protagonista una ragazza abbordata in un disco bar da un tizio simpatico che si rivela un maniaco con tanto di complice; la foresta sarà la sua salvezza. Parliamo di una foresta pulsante nella sua flora e fauna che tinge il thriller (con venature horror) di toni fiabeschi mostrando negli utimi 15' la volontà della regia di giocare con l'ironia delle immagini, con un'eroina divenuta sorta di berserker pagana con face-paint blu (un colpo di paint ball) e ramo simil mazza. Riuscito e originale.
MEMORABILE: Il finale ricostruisce un film epico sottotraccia: il cane-lupo, il poster-foresta, la guerriera-la ragazza.

Schramm 2/03/21 18:33 - 2534 commenti

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Cos'è Cappucetto Rosso se non il primo deliverance-savage-survival della storia? La Francia non solo ce lo rammenta riavvalendosi dell'ultima parola sull'estremo somatizzando interiorizzando metabolizzando Watkins via Du Welz, ma ci sorprende sibillina: quando la bocca s'apre per il primo sbadiglio, un facio rictus d'ammirazione la terrà spalancata. Merito dei jolly dichiarati in una seconda mano tutta sfumature, dove tutti sono al contempo bimba cacciatore lupo nonna. Non dovesse bastare, Bronchart, quasi jokeriano nel dar vita al monito di Hobbes, fa macchina motivazionale a sé.
MEMORABILE: "Costola di Adamo", Freccia; Allucinazioni; Agenzia immobiliare; OST.

Kinodrop 7/03/21 20:03 - 1811 commenti

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All'interno di una foresta, animata da creature fiabesche che come figure giustiziere interagiscono con l'umano, si opera una sorta di inversione tra il bene e il male; così la vittima di un maniaco a oltranza si muta in una furia vendicatrice. Thriller piuttosto originale con diverse venature di ironia (specie nei momenti decisivi) che stemperano il pericolo del "già visto" o del grossolano e che ci introducono in un realismo "fantastico"  ben interpretato dalla notevole duttilità degli attori nel rendere, con intelligente equilibrio, la sottile linea di confine tra dramma e gioco.
MEMORABILE: Il cinghiale; La freccia conficcata nell'orecchio; Il corvo/sentinella; In fuga tra i giocatori di paintball; La lotta nella casa in vendita; Il cane.

Capannelle 18/03/21 23:49 - 3844 commenti

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Parte come un classico rape and revenge, sostenuto da interpreti credibili e da un discreto ritmo. Sembra di andare su un "già visto" contaminato da atmosfere alla Deliverance quando poi prende diverse pieghe, tra cui una inaspettata e legata al prologo del racconto. Questo mantiene alta l'attenzione anche se nel frattempo la credibilità è stata messa a dura prova. Anche l'epilogo, pur contenendo un alto potenziale sarcastico, rischia di minare la tenuta del tutto. Comunque godibile e ben equilibrato tra diurno e notturno.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Lupus73 • 31/01/21 15:44
    Call center Davinotti - 41 interventi
    Nel film si scorge sottotraccia una sottile critica tra paganesimo di civiltà antiche (europee e in questo caso nordiche) e cristianesimo come creatore di mostri contemporanei dalla sessualità repressa; si veda l'analogia tra il predicatore medievale nella fiaba iniziale che diventa il carnefice della ragazza (indicata come "strega" ma poi salvata dai lupi) e lo psicopatico nel presente che sfoga la sua sessualità repressa (frutto comunque di una società moderna cristianizzata dalle radici) nelle modalità mostrate nel film, sconfitto dalla ragazza messa alle strette, che vede risvegliare in sè una natura guerriera sopita anche grazie al contatto con le forze naturali della foresta. C'è sicuramente qualche analogia intrerpretativa psicologica anche con film come "In compagnia dei lupi" (più schiacciato sulla fiaba di cappuccetto rosso) e non da ultimo la sfumatura hobbesiana.