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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/05/19 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Herrkinski 6/05/19 23:07 - 6608 commenti

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Sonoro tonfo per Schirmer che alla sua seconda prova dopo il bel Found confeziona uno di quei lavori che non vanno a parare da nessuna parte, risultando quasi spocchioso nella sua autorialità a tutti i costi; tanto sesso (con anche scene gay) e dialoghi inutili tirati per le lunghe per quasi tutta la durata fino a una mezz'ora finale che vorrebbe essere visionaria, a cavallo tra tentazioni lovecraftiane, echi da Society e più di un riferimento a certa poetica cronenberghiana. Difficile trovarvi un senso ed è da dubitare fortemente che ne esista uno.

Lupus73 18/04/20 12:20 - 1186 commenti

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Ragazzi al lago, boschi, chalet e molto sesso. Il lago è da sempre nell'immaginario collettivo qualcosa di misterioso. Una natura lussureggiante ma allo stesso tempo oscura con vegetazione e funghi che alludono agli organi sessuali e trasudano linfa, strane creature del lago che pian piano inebriano e possiedono i giovani conducendoli ad accoppiarsi e ammucchiarsi. E' più un film erotico-visionario (e neanche troppo generoso) perché di horror c'è ben poco. Cinema che ricerca fini simbolico-artistici senza raggiungerli.
MEMORABILE: L'antefatto di apertura; Il ménage à trois allo chalet con visioni della creatura.

Mco 24/08/21 12:08 - 2247 commenti

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Una bellissima esperienza filmica. La trama conta poco o nulla e i ragazzi che giocano a “obbligo o verità” con il corpo pieno di alcol e droga sono solo espedienti di pura propedeutica d’autore. Schirmer ci prepara una pietanza molto gustosa, da consumare lentamente, al ritmo di un sonoro sintetizzato ed accattivante. Lo sballo ha la forma e i liquidi di un quid indefinibile, che vive e sedimenta nel lago e nei suoi pressi. Il sesso appare come la sola espressione umana capace di sopravvivere tra i giovani, anche ai limiti del delirio allucinatorio. Vietato porsi troppe domande.
MEMORABILE: Il frutto da cui gocciola uno strano liquido; L'orgia collettiva.

Schramm 16/01/22 18:16 - 2895 commenti

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Dopo averci colpiti e affoundati, Schimer rivisita il secondo step di Creepshow 2 con la volontà di estenderne l'annesso chiazzone al what if alieno-preistorico e all'improntitudine sessuale. Dopo un ammiccante intro che sembra reimpaginare il mito di Adamo ed Eva, alza la voce l'agonica vexata quaestio tra natura e cultura. A ingannarci sul decollare del corpo filmico è solo l'auratica shoegaze della notevole ost, ché fuor di un pansessualismo neopagano e suggestioni para-lovecraftiane culminanti in una catramosa orgia il film è di asintomatica bellezza e ha ben poco da dire-dare.

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