LE LOCATIONLE LOCATION

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/04/14 DAL BENEMERITO CAPANNELLE
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Capannelle 11/04/14 09:13 - 4043 commenti

I gusti di Capannelle

Bel film passato sotto silenzio (il che qualche cattivo pensiero lo fa venire) sulla figura della Arendt che, nonostante fosse anche lei un'ebrea deportata, seppe esaminare la vicenda dell'olocausto con occhio critico, attirandosi gli strali della comunità ebraica che agiva all'insegna del "o con noi o contro di noi". Regia, cast e scenografie di buon livello in una pellicola che punta molto sui rapporti personali e sul personaggio magistralmente interpretato dalla Sukowa (in stile Judi Dench).

Saintgifts 29/04/14 18:45 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

La vita di Hannah Arendt nei primi anni sessanta, quando in Gerusalemme ci fu il processo a Adolf Eichmann, al quale presenziò come inviata del magazine The New Yorker. La von Trotta porta sullo schermo una figura di donna molto interessante, libera pensatrice, le cui teorie sulla "banalità del male", indotte proprio dalla figura di Eichmann, le attirarono le antipatie dei suoi colleghi e amici ebrei. Nel film anche scorci di vita privata, che aiutano a capire la donna Arendt, ben interpretata dalla Sukova. Non perfetto, comunque notevole.

Myvincent 23/12/14 11:33 - 3190 commenti

I gusti di Myvincent

La vera storia della scrittrice ebrea che ebbe il coraggio, sola tra tutti, di riflettere sull'Olocausto in termini critici, descrivendo il vero male come qualcosa da attribuire a menti supreme e non già a "banali" esecutori. Ne emerge il quadro di una donna incompresa, combattuta e forte. Brava la Sukowa, tranne quando non gioca a fare la la Bette Davis del XXI secolo. Stile asciutto e irreprensibilmente rigoroso.

Pigro 2/02/15 12:34 - 8756 commenti

I gusti di Pigro

La solitudine di un’intellettuale capace di andare oltre le apparenze e scoprire nelle pieghe del processo a Eichmann non solo le contraddizioni di quell’affaire, ma anche le coordinate della nuova etica del 900: la banalità del male. Superlativa la sceneggiatura, che affronta con coraggio le delicatissime questioni giocando di sponda e cioè entrando nel personale e nell’ambiente (negli interni!) di Arendt, superbamente interpretata da Sukowa, mentre il nazista è inchiodato all’irrappresentabilità. Grande esempio di cinema di idee, necessario.

Cotola 4/02/15 22:24 - 8313 commenti

I gusti di Cotola

Bella ed interessante questa biografia scandalosamente (se non altro per l'importanza del "personaggio" e delle sue tesi) passata sotto silenzio. E forse non deve meravigliare perché la Arendt era una figura problematica che ci viene restituita in tutta la sua complessità e scomodità da un film che può contare su una bella sceneggiatura ed una regia che non potrebbe essere più meritevolmente sobria. Bravissima la Sukowa. Interessante e gustoso cibo per la mente che alimenta la curiosità e soprattutto il pensiero ed il dubbio. Onore al merito!

Rebis 19/11/15 11:51 - 2178 commenti

I gusti di Rebis

Solido film di impegno civile che vuole e riesce ad essere molto più di una biografia per immagini, ripercorrendo la genesi e l'evoluzione del pensiero della filosofa tedesca, e ponendosi altresì come riflessione sul Male e la corresponsabilità degli individui alla sua attuazione. C'è qualche banalità nella ricostruzione della dimensione privata, ma nel complesso l'agiografismo è scansato con rigore filologico e la resa dell'apparato concettuale e del suo impatto sulla società dell'epoca è efficace e pregnante. Eccezionale Barbara Sukowa.

Lou 15/03/16 18:26 - 1079 commenti

I gusti di Lou

Importante approfondimento sul pensiero e la personalità della scrittrice e filosofa ebrea, autrice del testo "La banalità del male". La Von Trotta racconta proprio il periodo in cui la Arendt seguì il processo a Eichmann in Israele come corrispondente del New Yorker e scrisse gli articoli da cui poi trasse il noto libro. Il film descrive efficacemente la personalità rigorosa e anticonformista della scrittrice, che nei suoi articoli pose l’accento sulla normalità e mediocrità dell’imputato anziché sulla sua mostruosità. Necessario.

Galbo 2/04/16 20:44 - 11854 commenti

I gusti di Galbo

Da una regista che già in passato ci ha fornito dei ritratti femminili riusciti, un'opera dedicata ad una donna complessa e rigorosa, che per coerenza con il proprio pensiero e le proprie idee ebbe il coraggio di andare controcorrente assumendo una posizione scomoda. Il film caratterizza molto bene il personaggio e il suo periodo storico anche se ha il limite di una certa pedanteria nell'esposizione delle teorie della protagonista e un "taglio" talvolta televisivo. Rimane un'opera meritoria segnata dall'ottima prova della sua protagonista.

Janet McTeer HA RECITATO ANCHE IN...

Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 27/04/14 22:43
    Scrivano - 2828 interventi
    Se ne parla in un paio di flashback e come uno dei punti di attrito con gli ebrei più ortodossi.

    Il fatto che tu non ne sapessi mi conferma che il film sia stato poco promosso.
    Ultima modifica: 27/04/14 22:46 da Capannelle
  • Discussione Didda23 • 27/04/14 22:52
    Comunicazione esterna - 5772 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Non conoscevo l'esistenza di questo film...ma in questa pellicola si riporta solo l'ultima parte della vita di Hanna Arendt o viene illustrato anche il suo rapporto col teorico del nazismo Martin Heidegger?

    Perché lo definisci come prima cosa teorico del nazismo? La prima cosa che mi viene in mente è che sia un filosofo dell'esistenzialismo...
    Toglimi questa curiosità...
  • Discussione Gugly • 27/04/14 22:52
    Portaborse - 4666 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Se ne parla in un paio di flashback e come uno dei punti di attrito con gli ebrei più ortodossi.

    Il fatto che tu non ne sapessi mi conferma che il film sia stato poco promosso.



    Lo prendo come un complimento, grazie :)
  • Discussione Gugly • 27/04/14 22:55
    Portaborse - 4666 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Gugly ebbe a dire:
    Non conoscevo l'esistenza di questo film...ma in questa pellicola si riporta solo l'ultima parte della vita di Hanna Arendt o viene illustrato anche il suo rapporto col teorico del nazismo Martin Heidegger?

    Perché lo definisci come prima cosa teorico del nazismo? La prima cosa che mi viene in mente è che sia un filosofo dell'esistenzialismo...
    Toglimi questa curiosità...


    Perchè è stato teorico del nazismo, al punto da subire un processo di "denazificazione" subito dopo la guerra, quando subì una parziale riabilitazione; il rapporto con Hanna Arendt, che con alti e bassi si è protratto più o meno sino alla scomparsa di entrambi si è nutrito di fortissime ambivalenze che hanno forgiato questi due singolari soggetti.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Heidegger
    Ultima modifica: 27/04/14 22:56 da Gugly
  • Discussione Rebis • 28/04/14 10:05
    Compilatore d’emergenza - 4328 interventi
    Il rapporto tra Heidegger e il nazismo è troppo controverso per poter essere risolto in un'affermazione così perentoria, a meno che non sia il film a presentarlo in questa luce. Heidegger in certa misura ha avvallato il regime, è vero, ma che lo abbia addirittura teorizzato mi sembra una generalizzazione gratuita e faziosa: il nazismo avrebbe avuto corso anche senza il suo contributo, e dal '33 al '34 (quando il filosofo fu coinvolto nel nazionalsocialismo in quanto rettore dell'Università di Friburgo) Hitler era ancora lungi dal dimostrare al mondo di quali orrori sarebbe stato capace. Inoltre la parte più significativa e sostanziosa della sua opera - che non contiene nessun riferimento a politiche discriminatorie e dittatoriali, né esorta a perpetrare eccidi di massa... - è stata scritta prima dell'avvento del Fuhrer. Anche leggendo la pagina di Wikipedia si arriva a queste conclusioni.

    Filosofo dell'esitenzialismo, invece, lo è senz'altro.
    Ultima modifica: 28/04/14 10:14 da Rebis
  • Discussione Capannelle • 28/04/14 11:33
    Scrivano - 2828 interventi
    Il film parla di Heidegger alla luce della sua relazione altalenante con la protagonista e del fatto che questo fosse un'aggravante agli occhi degli ebrei per la "compromissione" del filosofo col regime.

    Quella di Heidegger fu qualcosa di più di una semplice posizione acritica (lo dico prendendo a spunto questo articolo del Corriere) ma come dice Rebis ciò non vuol dire aver teorizzato il nazismo e i suoi orrori.

    Nè lo sostiene il film che dà di Heidegger un quadro tutto sommato "inoffensivo".
    Ultima modifica: 28/04/14 12:02 da Capannelle
  • Discussione Greymouser • 28/04/14 12:21
    Call center Davinotti - 561 interventi
    Heidegger non ha mai teorizzato alcunchè del nazismo. Il tema è semplicemente assente nella sua opera filosofica, che è sostanzialmente impolitica.
    Che poi abbia avallato il regime col suo atteggiamento "collaborativo" in ambito istituzionale è un'altra questione, e attiene a problemi di natura etica e non teoretica.
  • Discussione Didda23 • 28/04/14 12:26
    Comunicazione esterna - 5772 interventi
    Infatti è quello che sapevo io. La definizione di Gugly cozzava con la mia conoscenza di heidegger, ma magari mi era sfuggito qualcosa. Grazie a tutti
  • Discussione Pigro • 31/01/15 20:30
    Consigliere avanzato - 1579 interventi
    Segnalo che per circa una settimana il film è disponibile on line sul sito della Rai a questo indirizzo:
    http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2015-01-29&ch=3&v=471345&vd=2015-01-29&vc=3#day=2015-01-29&ch=3&v=471345&vd=2015-01-29&vc=3
  • Discussione Gugly • 31/01/15 20:55
    Portaborse - 4666 interventi
    Grazie :)