Good - L'indifferenza del bene

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/04/10 DAL BENEMERITO SKINNER
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Skinner 31/07/10 09:18 - 592 commenti

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Tutto sommato non male, il film è tuttavia più un'occasione persa che un'opera riuscita. Film che tratta il tema del compromesso intellettuale verso il nazismo, non decolla mai, si perde in qualche divagazione familiare del protagonista francamente superflua e la stessa trama a volte risulta faragginosa. Comunque apprezzabile nel suo sforzo di raccontare il nazismo da nuove e diverse angolazioni.

Daniela 29/01/11 10:39 - 10781 commenti

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John Halder è un professore di lettere, amante del proprio lavoro, amorevole con la madre inferma, paziente verso la moglie distratta, cerca di tenersi lontano dall'ondata di intolleranza e antisemitismo che scuote la Germania degli anni Trenta, anzi continua a frequentare un amico ebreo. Com'è possibile che questo brav'uomo si ritrovi a collaborare col regime per la compagna pro-eugenetica? Il film non spiega, mostra e suscita perplessità. Imperfetto, sbilanciato (troppo spazio al cotè "familiare") ma fecondo di interrogativi.
MEMORABILE: Vestita l'uniforme da SS, Mortensen si guarda allo specchio e resta attonito, quasi non si riconoscesse nell'immagine riflessa

Greymouser 14/02/11 14:59 - 1458 commenti

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Un buon Viggo Mortensen interpreta un accademico tedesco che - pur non credendo nelle dottrine naziste - si trova alla fine a diventare un alto ufficiale delle SS. Viene così mostrato in modo storicamente credibile come fu che tanti tedeschi "perbene", per timore, ambizioni o convenienza, si trovassero ad avallare le nefandezze del terzo Reich. Il film non mi ha convinto del tutto, ma una domanda - fastidiosa come una zanzara - rimane in testa: cosa avremmo fatto noi in quella situazione? Saremmo stati più o meno "good" del professor Halder?

Saintgifts 3/07/11 22:26 - 4098 commenti

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Un ruolo per Mortensen inusuale. Intellettuale, titubante, casalingo (fino ad un certo punto), indeciso fino ad arrivare ad indossare una divisa delle SS senza quasi sapere perché. Sostiene il ruolo comunque abbastanza bene. Il film evidenzia (cosa del resto storicamente nota) la grande efficenza del nazismo nel controllare e gestire tutti i settori della vita pubblica, in una sorta di stato di polizia sempre allertato dal sospetto, che fa vivere tutti nel perenne timore di commettere mosse false. Ci sono momenti di impantanemento risolti a fatica. Ondivago.

Galbo 29/11/11 07:16 - 11702 commenti

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In seguito alla stesura di un trattato sull'eutanasia,un professore di letteratura tedesco viene cooptato dal regime nazista. Tratto da un dramma teatrale di C.P. Taylor, il film di Vicente Amorim è un pò differente dai film tradizionali sul nazismo rappresentando la storia di un uomo troppo debole per opporsi alla progressiva deriva razzista e malvagia del regime che lo circonda e del quale diventa un fiancheggiatore. Il conflitto interiore del protagonista è ben illustrato dall'ottima interpretazione di Mortensen affiancato da un buon cast.

Tarabas 26/07/12 09:46 - 1805 commenti

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Innocuo professore viene cooptato dalle SS in quanto sostenitore dell'eutanasia. Per ignavia (e per interesse) aderisce al regime, rinnegando i suoi già periclitanti ideali. Vorrebbe essere la declinazione di un caso di banalità del male (espressione abusatissima), si ferma purtroppo alla banalità. Film senza ritmo, che forse sconta la sua origine teatrale, con un cast male assortito con Mortensen fuori parte che cerca di "impersonare" le incertezze del personaggio con un campionario fastidioso di tic. Storicamente scontato, cinematograficamente inutile.

Belfagor 7/07/13 16:39 - 2643 commenti

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Pur non essendo un accanito sostenitore dell'ideologia nazista, un accademico tedesco non si oppone alla propria assimilazione nel Reich. Tratto da un testo teatrale, il film vuole presentare un caso non tanto di "banalità del male", quanto di incapacità di un potenziale "bene" di opporsi a esso. L'intento è lodevole e non banale, ma la messa in scena non approfondisce le cause e offre solo un vago ritratto delle circostanze sociali ed economiche alla base degli eventi. Un'occasione perduta, nobilitata però da un ottimo cast.

Siska80 22/08/21 08:14 - 1604 commenti

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Halder, come il protagonista di Schindler's list, si rende conto dell'inumanità del regime fascista solo quando ci va di mezzo un amico ebreo. Ma in questo film si arriva a tale conclusione troppo tardi, non prima di essersi dilungati a raccontare le traversie personali poco interessanti dell'interprete principale. Nemmeno l'ultima sequenza (per quanto drammatica) riesce ad essere veramente incisiva; si salvano giusto la ricostruzione dell'epoca e il bravo Mortensen, ma la pellicola non è una di quelle che lasciano il segno.

Rigoletto 15/09/21 19:58 - 1665 commenti

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Un film non per tutti i palati ma intelligente nel mostrare il nazismo da diverse agolazioni. Il protagonista è un affermato professore universitario che per giustificare la pagnotta arriva ad essere parte delle SS, incapace di aprire gli occhi finché... Mortensen è bravissimo nel dare al suo personaggio un tono ambiguo e indeciso, costantemente diviso tra il dovere e il "non si arriverà a tanto". Altrettanto efficace Jason Isaacs che, temperando la sua personalità molto marcata, offre un volto di raffinata contenutezza. Notevole malgrado qualche punto morto.
MEMORABILE: La scena finale.

Kozincev 17/10/21 22:27 - 54 commenti

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Temi drammatici e delicati come il conformismo strisciante, l'indifferenza di fronte ai soprusi e all'emarginazione, meritavano ben altro approccio. Le azioni e i rapporti tra i personaggi devono essere approfonditi, giustificati dalla sceneggiatura: qui tutto è piatto, anonimo, superficiale. Anche gli attori sono poco efficaci: Mortensen altrove ha dimostrato di avere qualità, ma il personaggio non fa per lui e la sceneggiatura lacunosa certo non lo aiuta. La ricostruzione degli ambienti è l'unica cosa degna di nota. Un film che non comunica nulla, né commozione né sdegno.

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  • Homevideo Skinner • 20/04/10 13:10
    Servizio caffè - 123 interventi
    Esordio hollywoodiano per l'austriaco Amorim (regista del bel "O Caminho das Nuvens", da noi inedito), un dramma storico che nonostante sia protagonista Viggo Mortensen è rimasto inedito nelle nostre sale. Direttamente in dvd dal 21 Aprile.