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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Lei perde il lavoro perché si scopre troppo presto che aspetta un figlio, lui di lavorare non ne ha proprio voglia, l'altro è stato trasferito in paese per un grave motivo disciplinare e subisce le prese in giro dei colleghi poliziotti. Cortellesi-Gassmann-Bentivoglio, ma i segmenti da seguire sono solo due (destinati prevedibilmente a incrociarsi), perché Bentivoglio si gestisce una storia separata e secondaria nella quale ha modo di brillare e trovare almeno un paio di momenti felicissimi. La sua è la storia meno drammatica, nonostante sia minata alla base da un evento precedente che ha i contorni della tragedia (e non venga inizialmente svelato). Si cerca la battuta, si utilizza un Bentivoglio dal forte accento veneto per un personaggio...Leggi tutto ingenuo, che conosce un travestito (Di Monte) ma è l'unico a credere che sia una donna. Il dramma vero è però nella casa dove vivono Gassmann e la Cortellesi: si amano, trovano finalmente un figlio dopo tanti tentativi ma la cosa coincide col licenziamento di lei, l'unica che portava a casa qualche soldo (giacché lui spera di guadagnare scommettendo sul calcio o tentando improbabili affari "immobiliari"). Ma finché c'è l'amore, si dice... Sappiamo tutti che non è così, quando vengono a mancare i mezzi di sostentamento. La Cortellesi è grande nell'alternare soave leggerezza a momenti di sommesso sconforto, Gassmann perfetto nel ruolo del marito incosciente, amorevole e insieme egoista, stereotipo di maschio soprattutto da noi molto diffuso. Sullo sfondo insolito di Nepi (che si spaccia per Anguillara), ripresa con gusto, una storia di frustrazione e disillusione, non certo originale ma che i due attori sanno rendere viva, pulsante. Massimiliano Bruno dimostra di sapersi allontanare dalla commedia senza paura, affondando le mani in un ritratto di nuova miseria sociale raccontato con trasporto, inserendo con gradevole naturalezza gag e piacevoli notazioni ironiche che non guastano mai e che aumentano nelle parti con Bentivoglio, alle prese con le sue difficoltà di inserimento, con l'ambientamento in un appartamento dove nel bagno si sente Radio Maria (potenza delle vicine antenne) e i santini sono appesi in ogni dove. Dolente, triste, disarmante nella sua semplicità tutta veneta e nel tenero rapporto complice con la collega sovrappeso (Di Biase), Bentivoglio si conferma attore di razza in possesso di un carisma inconfondibile. Esemplare direzione del cast con un ottimo lavoro anche delle seconde linee (Fresi nella piccola parte della guardia giurata all'ingresso dell'azienda dove lavora la Cortellesi) e una spirale che si avvita verso il basso per raggiungere un finale purtroppo un po' scontato e improbabile, artificialmente votato alla suspense forzata ed esagerato, oltretutto chiuso maldestramente da un epilogo che stona un po' con i toni disperati fin lì utilizzati. La faccia vera del film è il volto trasfigurato della Cortellesi, col trucco nero pesante agli occhi e l'indecisione dipinta sulle labbra che tremano, il dramma protratto di chi non può accettare una gravidanza come il vero lieto evento che dovrebbe essere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/11/15 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/11/15
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Rambo90 16/11/15 21:39 - 6402 commenti

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Bruno prova a smarcarsi definitivamente dall'aspetto più farsesco dei suoi primi film per tratteggiare una vicenda cupa, profondamente drammatica ma che non riesce mai a decollare davvero, rimanendo sempre in superficie, con personaggi che non coinvolgono emotivamente. La prova ottima del cast sopperisce sicuramente alla mancanza di ritmo, ma la sceneggiatura è prevedibile, ogni svolta si intuisce prima e alla fine si ha l'impressione di aver assistito a un film inutile. Non male alcuni dialoghi, qualche scena, ma nel complesso mediocre.

Galbo 19/11/15 05:34 - 11424 commenti

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Il tentativo di Massimiliano Bruno è quello di coniugare l'elemento sociale con certi toni della commedia italiana; il dramma della disoccupazione si alterna alle comicità delle prediche che arrivano via etere (ma anche qui pensando alle radiazioni c'è poco da ridere); va lodato per l'impegno, anche se (con un occhio al botteghino) non rinuncia ad un finale buonista che ci poteva risparmiare. Bravo il regista nella direzione degli attori (Cortellesi e Gassman convincenti, così come Bentivoglio) e nella ricerca di caratteristi davvero efficaci.

Corinne 19/11/15 20:58 - 405 commenti

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Parte con i toni della commedia per scivolare verso un dramma dalle tinte sempre più fosche, come del resto preannunciato da svariati flash-forward (e dal troppo rivelatore trailer, ahimé). Mentre Gassman, marito irresponsabile e peterpanesco, lascia poco il segno, la Cortellesi si districa abilmente tra momenti comici e drammatici, al centro di un gruppo di "ultimi" in cerca di riscatto. Più d'uno i temi trattati, dalla disoccupazione alla discriminazione alla crisi coniugale. Frustrante.
MEMORABILE: Lo sparo.

Mic_75 23/11/15 09:49 - 6 commenti

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Un film di chiara matrice teatrale dove troppe scene madri raccontano una vicenda che in chiave cinematografica suona falsa, artefatta e sterile. La coralità penalizza l'efficacia del racconto, alcuni personaggi sono inutili e fuorvianti (Bentivoglio, Di Monte) e si respira un'aria di pessimismo talmente esasperata da risultare pretestuosa. Gli attori sono bravi, soprattutto Cortellesi, ma tranne quest'ultima ricadono tutti nei loro cliché. Buone la fotografia e alcune riprese.

Paulaster 1/04/16 11:07 - 2831 commenti

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In un plot che unisce la romanità alle difficoltà lavorative (già visto in La nostra vita e Gli equilibristi), Bruno propone un'efficace drammaturgìa con dialoghi che affossano la dignità. Diverse imperfezioni ne abbassano però la resa complessiva: eccessivi rimandi al finale, Bentivoglio con scontata reazione, piccoli ruoli fuori luogo come l'aiuto custode, le antenne mortali poi sparite. La Cortellesi dimostra maturità e ha più presenza di Gassman, sempre un filo sopra le righe quando fa il piacione. Finale poco coraggioso.

Capannelle 4/04/16 23:47 - 3732 commenti

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Ah però, bravo Bruno a smarcarsi dalla pura commedia e a trattare più versanti con un cast vario e gestito alla grande. Carente un po' nella fotografia ma dosato con acume nella ripresa e ben musicato, parte nel solco della commedia di paese ma propone subito un filo di riflessione con l'arrivo di Bentivoglio e accende poi i riflettori sulle miserie individuali e sociali. Non tutto è credibile, nella trama, ma l'apporto di ogni attore lo fa passare in secondo piano, a cominciare dalla brava e incisiva ma ancora umile Cortellesi.

Gabrius79 2/05/16 22:06 - 1199 commenti

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Massimiliano Bruno rispetto ai precedenti film prova a confezionare una commedia piuttosto amara con un finale un po' troppo buonista. Una brava Cortellesi dà il meglio di sé verso la fase finale. Gassmann se la cava bene anche se a volte risulta essere un po' sopra le righe. C'è spazio per qualche sorriso disseminato quà e là.

Stelio 17/07/16 19:32 - 384 commenti

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Nettamente il miglior film di Massimiliano Bruno, almeno come sceneggiatore: l'autore non aveva mai concepito e scritto una storia tanto ricca, profonda, ben strutturata e coerente nella sua evoluzione (pur andandoci vicino in qualche altra passabile occasione). La regia è senza infamia né lode, mentre sul fronte recitativo si assiste, probabilmente, a un altro primato: quello della Cortellesi, che ha sì intepretato film migliori, ma forse mai a un livello così eccelso, il che è tutto dire. I limiti non mancano, ma è un film da vedere.

Deepred89 20/07/16 14:08 - 3294 commenti

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Pellicola non esaltante, che dopo un incipit da commedia si dirige verso il dramma in maniera un po' scontata, rinunciando pure a quell'ironia (mal sfruttata la bella idea delle sedie) che avrebbe potuto rendere il tutto più brillante. Rimane un'umanità insolita che porta a empatizzare, anche se a funzionare veramente è solo la sottotrama di Bentivoglio, un po' sacrificata in favore della triste ma più banale odissea della Cortellesi (brava). Regia abile, squallida fotografia desaturata, bruttina scena madre con l'"Oh My Love" di Addio zio Tom.

Decimamusa 30/08/16 09:40 - 85 commenti

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Bravo Bentivoglio, qui nei panni di un uomo sbagliato nel posto sbagliato. Bravissima Cortellesi, forse oggi l'attrice italiana dotata della più completa gamma espressiva. Ben caratterizzato anche l'ambiente proletario, fra umanità varia, disagi e cialtroneria. Tutti questi elementi, se lasciati naturalmente germinare, avevano già in sé piena efficacia rappresentativa. Poi s'insinua il bisogno della "storia", che porta qualche forzatura e lo scivolamento nel melodrammatico. Così un film che poteva essere ottimo resta un film appena discreto.

Nando 26/11/16 18:12 - 3486 commenti

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L'intento è sicuramente lodevole e vuole evidenziare la crisi che attanaglia giovani famiglie provinciali e il percorso di un poliziotto coinvolto in una storia poco chiara. Poi, nonostante le discrete intenzioni e le valide interpretazioni (Cortellesi e Bentivoglio su tutti), lo sviluppo narrativo non mostra grandi picchi se non nel finale teatrale intriso comunque adel solito buonismo. Non male ma poca incisività nel finale.

Parsifal68 27/11/16 14:43 - 607 commenti

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E bravo Massimiliano Bruno! Dopo varie commedie italiane di buon mestiere dirige un film dove ai temi leggeri unisce il dramma sociale della perdita del lavoro di una donna, peraltro incinta. La Cortellesi è al suo apice recitativo, molto misurata nella sua espressione vernacolare quanto incisiva nelle scene drammatiche, ricche di commovente dignità. Meno convincenti Gassman e Bentivoglio, anche se il loro modo di recitare non scende mai sotto la sufficienza. Totalmente slegata dalla trama, invece, la figura della trans Manuela. Buon film.
MEMORABILE: La scena in cui Luciana (Cortellesi) affronta con la pistola i dirigenti che l'hanno licenziata.

Redeyes 22/04/20 11:15 - 2148 commenti

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Bruno, nonostante l'atmosfera da commedia, riesce a inserire elementi d'attualità e quasi d'impegno, con buona qualità. Si apprezza, decisamente, la direzione del cast che recita con convinzione ed efficacia, e anche se a volte la fotografia arranca un po', grazie al climax si sorvola sull'imperfezione, un po' come su certi buchi di sceneggiatura. Il finale che ci aspettavamo impiega un po' a giungere ma, seppur scontato, ci lascia con un sorriso di speranza.

Giùan 22/09/20 22:07 - 3019 commenti

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Interessante tentativo di commedia sociale in cui Bruno prova a fotografare la crisi economico-familiare che, anche all'interno di una realtà periferica e popolare, rischia di far barcollare (ma non mollare come pare suggerire il "sognante" finale) il tessuto di connettività etico come i legami personali e di "classe". Il difetto più grande lo si può ravvisare nel fatto che i singoli personaggi (Cortellesi, Bentivoglio, Gassman, le due coppie di amici, Fresi, il trans, la poliziotta della Di Biase) siano più intriganti rispetto alle deboli situazioni e al contesto.
MEMORABILE: Il poliziotto privato compagno di Fresi che dorme in servizio; La Cortellesi incinta cacciata dal ricevimento in cui si sta occupando del catering.

Victorvega 11/09/20 21:03 - 304 commenti

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Buon film, che coinvolge e che si dimostra valido sia in chiave commedia sia in quella di dramma. Merito della regia, dell'impianto generale, anche se il principale punto di forza è rappresentato dai tre principali attori: se Gassmann in maniera egregia rappresenta il "suo" personaggio, già ampiamente visto pur con le diversità del caso, spiccano la Cortellesi e Bentivoglio, i quali regalano una bellissima caratterizzazione dei loro rispettivi personaggi. Il punto debole del tutto è rappresentato da un finale banale.

Lou 21/09/20 14:19 - 974 commenti

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Tra commedia e dramma, un ritratto dell'Italia che arranca, tra disoccupazione, precariato ed esclusione sociale. La Cortellesi giganteggia nel ruolo di una donna incinta che non accetta di arrendersi alla perdita del lavoro ed è ben affiancata da Gassmann, marito affettuoso ma rinunciatario e grossolano. Meno convincenti le storie e le figure di contorno. Finale così così.
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