Gioventù bruciata

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Rebel without a cause
Anno: 1955
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 25
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Il Gobbo 16/10/07 09:00 - 3011 commenti

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Buffo come di certe carriere si ricordino film fra i meno riusciti: rivedere oggi questo film provoca quasi imbarazzo (e certamente sbadigli), eppure, vuoi perchè intercettò potentemente lo zeigeist, vuoi per la triste fine di Jimmy Dean, è un titolo entrato addirittura nel lessico corrente. Importanza storica, dunque, ma non molto di più. Occhio a Dennis Hopper giovanissimo!

Caesars 23/10/07 14:10 - 2693 commenti

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Pellicola che ha un posto di rilievo nella memoria cinematografica collettiva, probabilmente più per il fatto di essere interpretata da James Dean, attore che morirà dopo poco in un incidente stradale, che per effettivi meriti. Vista oggi risulta datata ed abbastanza pesante; probabilmente all'epoca della sua uscita l'impatto sul pubblico deve essere stato notevolmente diverso. È comunque un dramma robusto, diretto con mano sicura da Nicholas Ray e ben interpretato da tutti. Merita almeno di essere conosciuto.

Cotola 18/12/07 01:24 - 7525 commenti

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A prescindere dal fatto che il film, a mio avviso, risulti ancora oggi attualissimo, non si può non riconoscere che da un punto di vista squisitamente cinematografico ci troviamo dinanzi ad un lavoro di prima grandezza. Merito della spledida regia di un maestro come Ray, di un uso del colore che, come spesso accade nei film di questo regista, è assolutamente sorprendente, di uno splendido cast all'interno del quale spiccano James Dean e Natalie Wood.

B. Legnani 29/03/08 18:23 - 4722 commenti

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Oltraggiato dal passare del tempo. Spiace dirlo, ma se oggi si proiettasse un film del genere verrebbe sepolto dalle risate del pubblico, che troverebbero l’acme negli ultimi sessanta secondi di proiezione: il mito è di molto superiore al valore? Funzionano ancora la rappresentazione del bullismo (oggi, in Italia, forse più di allora), la crisi del rapporto con la famiglia e l’interpretazione di James Dean, perfetto. Del resto, poco o nulla. Dean è morto a 24 anni, Mineo a 37 (assassinato) e la Wood a 43, in uno strano incidente...
MEMORABILE: La corsa delle due auto, ovviamente.

Ciavazzaro 18/04/08 14:11 - 4763 commenti

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Classico che fa ancora riflettere. Infatti non lo trovo poi così invecchiato. Molti aspetti del film possono essere ancora resi attuali: bullismo, conflitto con i genitori, voglia di trasgredire... Tra la scene culto quella della tragica gara automobilistica sul promontorio, o quella nella piscina vuota. Lodevole e altrettanto sfortunato (nella vita) il cast.

Galbo 20/04/08 07:36 - 11387 commenti

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Memorabile film di Nicholas Ray, entrato nella storia per la partecipazione del leggendario James Dean. Benché a distanza di molti anni possa apparire un po' ingenuo, mantiene ancora in parte una carica di ribellione e di provocazione che contribuì a decretarne il grande successo. Pochi film hanno saputo come questo rappresentare il ribellismo e l'anticonvenzionalità giovanile e la frattura tra le generazioni. Ottima sceneggiatura, buona regia e un cast valido e ben amalgamato.

Homesick 3/06/08 11:50 - 5737 commenti

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Manifesto del disagio generazionale che i tempi recenti – bullismo, famiglie alla deriva con figli spaesati a causa di genitori deboli, iperprotettivi o del tutto assenti, ricerca di una famiglia alternativa - non fanno altro che riconfermare come opera all’avanguardia e drammaticamente attuale. Tali contenuti sono ospitati entro una pregevole cornice con intenso cromatismo, sceneggiatura solida ed emozionante, ansia e tensione psicologica, interpretazioni mature, vigorose e struggenti da parte di Dean, Wood, Mineo, Backus. Immortale.
MEMORABILE: Dean ubriaco al commissariato. La rissa al coltello. La “corsa del coniglio”. I dialoghi tra padre e figlio. Il pathos finale.

Puppigallo 29/04/09 18:42 - 4509 commenti

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L'altra faccia di Happy Days. Qui il vuoto esistenziale dei giovani è il fulcro della vicenda. Non riescono a dare un senso alla propria vita, se non sfidandosi, bevendo e andando contro tutto e tutti (genitori compresi, che sono su lunghezze d'onda diverse). Dean è bravo (il meglio lo dà quando arriva ubriaco alla stazione di polizia e quando parla con Plato, verso la fine). Plato è un personaggio decisamente ambiguo, che sembra cercare qualcos'altro, più che un padre, in Dean. Ormai risulta un po' datato e il gruppo di bulli e pupe è quasi macchiettistico, ma resta comunque un buon film.
MEMORABILE: Visto che Dean, portato ubriaco al distretto, non sta in piedi, lo appoggiano a un muro; Il padre di Dean gli dà ragione e lui: "Ma tu non mi ascolti"

Disorder 3/07/09 22:40 - 1408 commenti

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Bello. È una storia che ha più di 50 anni ma potrebbe essere di ieri: i giovani, che hanno tutto 'fuori' ma dentro di sè nulla, sono gli stessi di oggi. E poi il film ruota sul complesso rapporto fra i tre protagonisti, soprattutto quello tra Dean e Plato (con accenni all'omosessualità), che sfocierà in tragedia. E che dire dell'interpretazione soffertissima di James Dean? Peccato per le musiche, datate come non mai e stucchevolissime, comunque è un capolavoro.
MEMORABILE: La lotta coi coltelli; la corsa del coniglio; tutto il finale.

Pigro 10/07/09 09:08 - 7789 commenti

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Ragazzi crescono fragili e violenti per colpa di famiglie incapaci di comprenderli e guidarli: è questo il senso di un film importante per il tema affrontato, che ha i suoi momenti migliori nelle scene d'azione (memorabile la corsa in auto sul ciglio della scogliera) e i suoi momenti peggiori nelle esplicite pillole di saggezza pedagogica proferite dai poliziotti o nei prevedibili quadretti famigliari. Notevoli le interpeteazioni dei tre "ribelli senza causa" (ma il titolo originale e quello italiano sono troppo moralisti): Dean, Wood e Mineo.

Ford 8/01/10 10:27 - 582 commenti

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Attuale o no? Alcuni aspetti risultano esagerati anche oggi e in alcuni momenti c'è un tale profluvio di facili sentimentalismi che poco s'adattano ad una storia così cruda; ci rimangono una regia precisa, una fotografia coloratissima e delle ottime interpretazioni, anche se James Dean sembra un po' troppo vecchiotto (si fa per dire) per interpretare un diciassettenne. È invece attualissima la critica ai modelli genitoriali: la scena del padre di Dean con un grembiule da cucina è piuttosto rivelatrice di questo aspetto.

Giacomovie 13/06/10 18:48 - 1348 commenti

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Come evidenziato negli extra del dvd, ha richiesto un lungo e notevole impegno di ricerca e documentazione sul modo di vivere e sul degrado giovanile nell'America degli anni '50 e i risultati si vedono in una vicenda dalla trama cruda, realistica e tesa, con diversi momenti di grande cinema. Un film che difficilmente passerà di moda (anche grazie al mito di James Dean) perché continuerà a rispecchiare le tendenze ribelli e allo stesso tempo dubbiose dei giovani. Il colore è stato usato in modo da renderlo quasi un "attore" aggiunto. ***!

Il Dandi 22/07/10 19:00 - 1776 commenti

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Pur non essendo paragonabile a La valle dell'Eden e a Il gigante, è questo il film che più di ogni altro ha reso James Dean l'icona che conosciamo. Certo, c'era già stato il selvaggio Brando in motocicletta a dire "tremate adulti, che arriviamo noi". Ma ciò che rende Jimmy diveso è proprio il suo non essere un bullo: è coraggioso, ma non un duro; contesta i genitori perché li vorrebbe diversi, ma ne ha un bisogno enorme. Finale un po' moralista ma è tardi: ormai la dimostrazione di virilità (rissa col coltello e gara in auto) è già passata.
MEMORABILE: Se avessi una vera famiglia intorno a me non dovrei vergognarmi di tutto.

Rebis 15/04/12 15:53 - 2088 commenti

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Al centro c'è il corpo di Jimmy Dean, animato da un inestricabile, seducente amalgama di improvvisazione, immedesimazione e movenze da Actor's Studio; attorno il cinema visionario di Nicholas Ray capace di trasformare ogni location in un luogo dell'anima: la strada deserta, il planetario, il commissariato di polizia, la scogliera, la piscina abbandonata, la villa fatiscente; nell'aria un senso di struggimento che si nutre di destino, memoria e morte. Datato solo nel doppiaggio italiano che appiattisce e banalizza un testo capace ancora di accendere moti e palpiti generazionali. Inestinguibile.

Modo 18/12/12 15:23 - 824 commenti

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Sicuramente un ottimo film dai risvolti drammatici. Quanti racconti simili il cinema ha sviluppato avendo preso, coscientemente o meno, spunto da qui. Ribellioni di un'anima inquieta perfetteamente rappresentata da un antidivo poco avezzo alle bravate ma attanagliato dal tormento generazionale giovanile. Inquadrature che si adattano sempre magnificamente ai vari momenti catartici della pellicola. La musica pesante e rindondante può anche essere adatta ad accompagnare situazioni torbide.

Cangaceiro 18/07/13 15:16 - 982 commenti

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La polvere degli anni ha severamente soffocato la carica ribelle del film che però conserva dalle Alpi alle Ande e per diritto acquisito l'aura di feticcio maledetto. Qui il malessere è cerebrale, introflesso e apolitico. Per questo è difficile da cogliere e capire, anche se un paio di zampate (la lezione al planetario e i tre che giocano felici nella villa) sono eloquenti nel fotografare la forma mentis degli adolescenti americani (ma saranno stati tutti così?) del dopoguerra. Mineo aumenta nel finale il tasso di angoscia coi suoi demoni interiori.

Ryo 2/10/13 01:19 - 2169 commenti

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Uno spaccato di vita giovanile impresso in una pellicola che è diventata un cult e il film che consacrò James Dean come stella di Hollywood. Sceneggiato davvero con dovizia, per l'epoca in cui uscì fu davvero innovativo. Qualche dubbio sulla credibilità di alcune azioni, ma il realismo dei rapporti fra i personaggi è ottimo.
MEMORABILE: La Chicken-run; Il momento in cui Dean ride per i calzini.

Saintgifts 27/10/13 18:09 - 4098 commenti

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I titoli, originale e italiano, fanno entrambi riferimento ai giovani. In questo caso è forse più centrato quello nostrano (gioventù bruciata sì, ma dalle rispettive famiglie; la causa c'è, quindi); vogliono dirci e ce lo dicono, siamo così perché così ci hanno cresciuti. Il bullismo affianca il tema principale e ne è una sua conseguenza. Argomento pertanto attualissimo, filmato quasi sessant'anni fa e negli Usa, fotografa perfettamente una provincia borghese attenta solo alle apparenze (importante è non calpestare il simbolo della scuola).
MEMORABILE: Tutto il film.

Mickes2 25/11/13 21:12 - 1668 commenti

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Visto oggi, rimane a tutti gli effetti un sofferto, audace e profetico ritratto esistenziale e sociologico di una gioventù incompresa, abbandonata a se stessa. Palpabile è lo sfaldamento dei rapporti fra genitori (incapaci di adempiere ai propri doveri) e figli e di riflesso feroce è la critica al nucleo famigliare spaccato in due, viziato da un insanabile legame fra vecchio e nuovo. Opera che vive nella leggenda di un Jimmy Dean viscerale, che a tratti rischia il fuori giri, ma che sa anche essere il faro guida dei luoghi di un dramma immortale.
MEMORABILE: L'introduzione; La corsa del vigliacco; Il finale.

Daniela 19/04/17 10:05 - 9400 commenti

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Per quanto sia bello il titolo italiano, quello originale rispetta meglio i contenuti del film: ribelli senza causa, che rischiano la morte per provare emozioni forti a fronte di un vuoto di valori e riferimenti. A disagio negli schemi della famiglia convenzionale, provano a ricrearne una nuova (la coppia Jim-Judy e il "figlio" Plato, legato a Jim da una sottintesa attrazione omosessuale). Pur invecchiato in alcuni passaggi, un film epocale legato ad un attore destinato a diventare un mito: lo sguardo di James Dean, fragile e bellissimo, sembra sempre guardare altrove.
MEMORABILE: La corsa in auto verso il dirupo

Paulaster 4/10/17 09:56 - 2783 commenti

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La noia fa capolino negli anni '50 e i giovani rimediano con: bullismo tra coetanei, fuga dai genitori e sfide in macchina con la vita in ballo. Temi innovativi e sempre attuali ben raccontati col viso combattuto di Dean e le sue battute profonde. Purtroppo sul lato familiare i cliché si sprecano e il contorno sembra solo ipocrita (basti vedere l’immatura Wood). Ottimi il cromatismo della fotografia e alcune riprese dall’alto.
MEMORABILE: Dean ubriaco alla stazione di polizia; Le scene anticipatorie della sfida tra macchine; La piscina intesa come nursery seminterrata.

Stelio 7/02/18 23:49 - 384 commenti

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Eccessivamente lodato più per il carattere iconico del personaggio che per il reale valore cinematografico, uno dei due lati innovativi di "Gioventù bruciata" è una bella intuizione sulla società del benessere, all'epoca ancora ai primi passi, che presto avrebbe mostrato tutti i suoi chiaroscuri. La ribellione giovanile è la seconda, non meno importante e strettamente legata alla prima. Peccato per la trama e per il finale un po' troppo banali. Non un capolavoro, ma sicuramente bello.

Jdelarge 12/09/18 11:35 - 874 commenti

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Grande regia di Nicholas Ray, il quale crea ambienti formidabili e quasi onirici utilizzando oggetti, colori e location come veri e propri protagonisti del film. E poi c’è James Dean, ritratto perfetto dell’inquieto personaggio da lui interpretato, che rappresenta un valore aggiunto alla pellicola. Lo sviluppo della trama non è sempre convincente e appare a tratti esagerato e anche un po’ prevedibile, ma a livello registico c’è ben poco da dire, si tratta di un ottimo lavoro.

Minitina80 10/04/19 17:50 - 2336 commenti

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L’America degli anni Cinquanta non doveva essere un quadretto perfetto e il malessere che covava dietro la promessa del benessere e della felicità trovava compimento nello smarrimento morale di alcuni giovani. Seppur invecchiato in alcuni aspetti, il film di Ray si mantiene efficace e sempre attuale nel voler descrivere il distacco generazionale tra genitori e figli. La morte prematura di James Dean lo ha mitizzato oltre i reali meriti artistici, ma la base su cui poggia è solida e certe critiche non sono nemmeno troppo velate.
MEMORABILE: James Dean viene ripreso dopo aver calpestato lo stemma dell’Università.

Siska80 5/08/20 20:22 - 660 commenti

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Paurosamente attuale: se all'epoca un certo tipo di gioventù veniva ricollegata in automatico all'America (la celeberrima folle corsa anticipa la fine di Dean, vista col senno di poi), oggi è un fenomeno dilagante: di bullismo, atti di ribellione contro i genitori, sfide dall'esito fatale, resistenza alle Forze dell'ordine sono pieni i telegiornali. Buono il cast (soprattutto il compianto protagonista, azione, ritmo e un pizzico di humor (la forzuta governante nera che mette in fuga a spintoni dei delinquentelli  spezza la drammaticità della scena). Finale amaro.
MEMORABILE: Plato si sente braccato dalla Polizia e dagli amici di Buzz, dando fuori di matto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Cotola • 18/12/07 01:26
    Consigliere avanzato - 3628 interventi
    Nicolas Ray, regista del film, compare nell'ultima inquadratura.
  • Discussione Cotola • 7/11/09 22:10
    Consigliere avanzato - 3628 interventi
    In occasione del Torino Film Festival la pellicola verrà proiettata nei seguenti giorni:


    13 novembre ore 15,00 Cinema Ambrosio
    14 novembre ore 20,00 Cinema Greenwich
    17 novembre ore 14,15 Cinema Greenwich
    21 novembre ore 22,45 Cinema Massimo


    Grande occasione per vedere uno dei capolavori della storia del cinema. Da non perdere.
  • Curiosità Ciavazzaro • 8/11/09 10:42
    Vice capo scrivano - 5600 interventi
    James Dean inizialmente voleva il suo amico Jack
    Simmons per il ruolo di Plato.

    Fonte:Imdb
  • Discussione Cotola • 13/11/09 23:30
    Consigliere avanzato - 3628 interventi
    Signori che spettacolo! Complimenti agli organizzatori. La qualità della pellicola era perfetta. Nè graffi nè spuntinature e ottima anche la tenuta del colore. Un gioia per gli occhi, per il cuore (che emozioni forti) e per le orecchie (che dialoghi. Ma oggi chi li saprebbe scrivere così?).
    La conferma che un film visto al cinema è imparagonabile a quello visto a casa sebbene su tv grande e con impianto dolby.
  • Discussione Zender • 14/11/09 12:25
    Consigliere - 43523 interventi
    Eh sì, deve fare un certo effetto, lo riconosco.
  • Discussione Trivex • 18/11/11 10:54
    Segretario - 1292 interventi
    Per la serie, non è mai troppo tardi:

    http://www.repubblica.it/persone/2011/11/18/news/natalie_wood-25206308/?ref=HREC1-12
  • Curiosità Lucius • 18/05/14 10:32
    Scrivano - 8325 interventi
    * Le riprese terminarono l'ultima settimana di maggio del 1955. Le cronache dell'epoca dicono che ci fu molta riluttanza a lasciare il set. Ray e Dean finirono insieme in un ristorante aperto tutta la notte e si salutarono promettendosi di lavorare ancora insieme e presto. Dean non fece in tempo a vedere lo straordinario successo del film: morì in un incidente d'auto il 30 settembre a pochi giorni dal termine delle riprese de Il gigante.

    * Il set del film fu teatro di grandi passioni. Se probabilmente quello tra regista e protagonista fu solo un rapporto platonico (comunque a Hollywood si chiacchierò a riguardo), travolgente fu invece quello che legò l'allora sedicenne Natalie Wood allo stesso Ray. In compenso Dean fu oggetto del desiderio di attori come Sal Mineo e Jack Simmons.

    Fonte: Ciak, Un secolo di grandi capolavori, supplemento riservato ai lettori di Ciak n.3