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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/11/13 DAL BENEMERITO PIGRO
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Pigro 8/11/13 14:18 - 7788 commenti

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A 17 anni non si è seri: ma Rimbaud si riferiva ad altro, non certo alle baby-prostitute. Ozon indaga (molto) nei comportamenti e (poco) nella testa di un’adolescente, sempre più autisticamente immersa nel suo ruolo: ed è proprio l’occhio indagatore, anziché empatico (più consono al regista), a portare il film su una narrazione interessante ma senza voli (tranne il finale con l’unica algida emozione), che rischia le banalizzazioni della psico-sociologia o del moralismo. Ben fatto, ma programmatico, freddo e calcolatore, come la protagonista.

Rebis 10/11/13 19:02 - 2088 commenti

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L'adolescenza: una condizione o una convenzione. Isabelle, la sua, la rifiuta sul bagnasciuga di una spiaggia, la attraversa in apnea. Sceglie il proprio corpo, ne esplora il valore, la dignità, la consistenza somatica: lo prostituisce. Un esercizio immorale, laddove l'immoralità non è scandalo ma ammissione, e la provocazione abdica posizioni assolute lasciando spazio a una sbigottita presa d'atto. Ozon lavora i suoi personaggi in una epochè programmatica, pur non sottraendoli ad una evoluzione parabolica che nel finale dichiara - colpevolmente? - l'incapacità di dare ragione del suo essere.

Xamini 10/11/13 13:58 - 1012 commenti

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Ozon osa ancora, ma questa volta in maniera pallida o piuttosto risulta distratto dalla bellezza sfolgorante della lolita Marine Vacth. Finisce per condurre un film senza la risolutezza necessaria a concentrare l'attenzione su un argomento preciso, indeciso tra la questione di fondo (neanche poi così tanto scandalizzante, nell'anno 2013) e semplicemente un'elegia a una bellezza lentigginosa e inafferrabile. L'occhio dello spettatore ne è comunque sufficientemente soddisfatto. Un po' meno il suo gusto cinematografico.
MEMORABILE: Lo sguardo da cui è tratta la locandina

Belgazzara 20/11/13 11:01 - 20 commenti

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Narcisismo e ninfomania sono temi attuali ma non nuovi. A valorizzarli c'è tutto Ozon, da sempre capace di una singolare immersione negli abissi dell'adolescenza. C'è la famiglia borghese ma disfunzionale di Sitcom, l'attrazione per l'uomo maturo di Gocce d'acqua su pietre roventi, la Provenza di Swimming pool. Per questo è un film che verrà amato da chi conosce il regista, per i suoi fuochi pruriginosi sul viso della Vatch, per i brani rétro a sipario, per le spruzzate mai volgari di irriverenza e la costante sospensione del giudizio. Rampling cameo cult.
MEMORABILE: Un facoltoso cliente alla protagonista: "Puttana una volta, puttana per sempre".

Giacomovie 14/12/13 20:12 - 1347 commenti

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La 22enne Martine Vacth (classe 1991) è di una bellezza così fresca ed eterea da interpretare verosimilmente una 17enne che scopre la sessualità e inizia a farne un uso improprio: prostituirsi. Le tappe del film vengono associate alle quattro stagioni e si evidenziano gli elementi tipici della vita giovanile di oggi. Lo script è valido e i momenti erotici sono usati in modo organico alla trama. C'è una flessione nella seconda parte, proprio nella stagione del gelido inverno e il freddo continua fino alla comparsa del bel cameo della Rampling. ***

Luchi78 7/03/14 16:53 - 1521 commenti

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Storie d'adolescenza davvero molto attuale, girata con un'impronta ricercata e introspettiva, che non stona assolutamente con l'interpretazione audace della giovane protagonista. Il sesso è l'argomento portante, ma è inteso come un motivo esistenziale solo se a pagamento, altrimenti sembra non possa funzionare. Molti gli interrogativi in sospeso, così come i rapporti tra i componenti della famiglia e la figura emblematica del fratello della protagonista. Registicamente molto valido e stimolante.

Paulaster 27/01/14 10:21 - 2781 commenti

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L’adolescenza come una terra di nessuno, dove si hanno pulsioni ma non gli strumenti per governarle. Ozon rappresenta col suo stile poco coinvolto una situazione sottilmente voyeuristica senza giudicare le parti. La bellezza acerba fa girare la testa agli adulti, i quali ne subiscono il fascino di un’età che non c’è più. Non c’è analisi sulle cause, solo che l’imprinting al mestiere più vecchio del mondo marchia col fuoco la pelle da modella.

Capannelle 20/02/14 16:51 - 3721 commenti

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La storia, tra debolezza adolescenziale, scoperta del sesso e affermazione del proprio io, l'avevamo già sentita e nella prima mezz'ora il film faceva temere un percorso fiacco, banale. Proseguendo si vede che Ozon la tratta con misura e su un piano più intimista che melodrammatico o ipocrita per cui la visione lascia tutto sommato soddisfatti e con qualcosa da ricordare. Notevole sotto molti aspetti la prova della Vachne.
MEMORABILE: L'inserimento della scheda telefonica di Lea.

Nancy 16/02/14 19:41 - 774 commenti

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Ozon racconta la storia del mestiere più vecchio del mondo e lo fa indagando a fondo sulla sua protagonista, non psicologicamente (cosa che cercano di fare i genitori) ma esteticamente, giacché la diciassettenne Isabelle se pure pecca in qualcosa per tutto il film certo non è in lussuria ma in vanità; vanità data dalla sua bellezza e dalla sua gioventù, che la porta a volersi vendere per scoprire il suo valore, che non riesce a individuare coi normali rapporti umani. Un bel film, molto più profondo di quanto non sembrerebbe a un primo sguardo.

Cotola 10/03/14 23:58 - 7521 commenti

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Il film affronta un tema serissimo e molto attuale e lo fa, meritoriamente, in modo abbastanza sobrio senza indulgere in inutili e gratuite pruderie e voyerismi di sorta. Non si addentra (almeno non troppo) in trite spiegazioni pseudosociologiche e anche questo non è un male. Però si ha anche l'impressione che tutto resti in superficie e che il film sia pervaso da un forte senso di freddezza. Inoltre tra i film di Ozon è tra i meno personali sia dal punto di vista narrativo che da quello registico. Non brutto, ma solo non male.

Galbo 9/05/14 05:38 - 11386 commenti

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Seguendo le vicende di Isabelle studentessa/escort, il regista Ozon non giudica ma compie invece un'interessante (e sociologicamente valida) indagine su un'adolescente inquieta, ma anche sul mondo degli adulti che non trova spiegazioni ma (limitandosi alla vicenda in questione) è spesso assente o distratto. Il film si segnala per l'ottima direzione degli attori che offrono una prova di tutto rispetto. Deliziosa la colonna sonora che comprende classici immortali di Françoise Hardy.

Kinodrop 23/06/14 15:52 - 1500 commenti

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Storia di un'adolescente che, pur avendo già tutto sul piano sociale ed economico, cerca l'autoaffermazione proponendosi come escort a una clientela facoltosa. Di questa scelta Ozon non propone soluzioni né sociologiche né psicologiche, ma racconta i fatti puntando sul fascino della protagonista e sull'argomento stuzzicante. Purtroppo il risultato è piuttosto freddo e non suscita emozioni a livello empatico, ivi comprese le scene più esplicite. Buona la recitazione e credibili le reazioni della famiglia. Finale un po' troppo letterario.

Nando 19/11/14 00:30 - 3475 commenti

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Una pellicola che mostra un'attualità sconcertante e veritiera senza scadere in becere pruderie erotiche. Un'analisi lucida, fredda ma soprattutto solida in cui si analizza una problematica ma si ha la forza di non stancare oppure accusare il sistema. Ritmo eccellente e interpreti appropriati, con la Vacth che trasuda sensualità. Mirabile cameo finale della Rampling. Film così in Italia non si fanno.

Magnetti 19/11/14 21:35 - 1103 commenti

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Tema d'attualità qui come oltre confine il fenomeno delle giovani-squillo. Il film tratta l'argomento senza sensazionalismi, in modo piuttosto distaccato dando credibilità alla pellicola e trasmettendo il messaggio di base: qui non ci sono papponi che inducono, o vittime; la scelta è al 100% della bella protagonista che è nata gatta morta ed è incapace di entusiasmo per la vita cercando aneliti di vita nella attività estrema de quo. Il difetto più grande è l'assenza di carattere nel film come nella protagonista.
MEMORABILE: Il tutto parte grazie alla rete che amplifica a 1000 il rischio di queste vicende.

Pinhead80 29/11/14 17:56 - 3948 commenti

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Ozon trova quasi sempre il modo di trattare fenomeni che sembrano poter essere visti solo a senso unico da una prospettiva differente. Così accade anche per Giovane e bella, dove non riusciamo mai a penetrare nella mente della protagonista. Questo ci lascia spiazzati e inermi di fronte agli avvenimenti. Quello che colpisce maggiormente è che, in barba a quanto si potrebbe pensare, si fa spazio un sentimento che potrebbe essere classificato pure come amore. La magia del cinema di Ozon è anche questa.

Giùan 23/01/15 22:21 - 2989 commenti

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Si ha la sensazione, guardandolo, che Ozon perda progressivamente di mano il bandolo di una matassa che, dopo aver molto promesso nelle premesse teoriche, va incontro poi a una declinazione cinematografica sostanzialmente inerte. Si capisce così che non si voglia far del caso di Isabelle una retorica esemplificazione dell'adolescenza contemporanea, epperò la singolare programmaticità della sua (mal)educazione sessuale non possiede né il necessario scavo psicologico né un adeguato apparato pre e pro filmico. Restano la tenuta stilistica e Marine Vacht.

Delpiero89 12/02/15 18:54 - 263 commenti

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Buona pellicola di Francois Ozon sul tema delle prostituzione giovanile e sui rapporti familiari dei ragazzi di oggi. Il film è spunto di riflessione sull'odierno mondo degli adolescenti e degli adulti. La bellissima Marine Vacht è l'ottima interprete di un personaggio ambiguo e inquieto. Bella la colonna sonora. Interessante.

Lucius 15/09/15 10:51 - 2819 commenti

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Fortemente silurato dalla critica benpensante internazionale (meno da quella francese) il film, che regge sulla magistrale prova attoriale della giovane protagonista, offre uno spaccato della gioventù "facile", rappresentato qui da una giovane ragazza di famiglia borghese intenta a mettere in vendita il proprio corpo con il solo obiettivo di realizzare desideri intimi inconfessabili e rifuggire la noia. Pur con un finale di non forte presa filmica, il messaggio di Ozon centra il bersaglio. Ben fotografato, ben diretto, attuale.

Maxx g 10/10/15 20:00 - 492 commenti

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Storia piuttosto triste di un'annoiata diciassettenne, che dopo un frettoloso amplesso con un tedesco decide di prostituirsi solamente per uomini maturi e facoltosi. Film significativo di un fenomeno purtoppo vivo nella società, che invita a far riflettere anche e soprattutto sul rapporto genitori-figli. Non è del tutto chiara però la motivazione che spinge la giovane a svolgere quel mestiere. Da vedere.

Daniela 8/03/16 15:16 - 9393 commenti

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Sulla spiaggia, mentre fa l'amore per la prima volta con un ragazzo poco più grande, la 17enne Isabelle immagina di vedersi dall'esterno: è in questo scollamento, nato da un rapporto fisico senza partecipazione emotiva, che va forse cercata la spiegazione del suo comportamento? Come spesso accade, Ozon preferisce porre domande piuttosto che suggerire risposte e, con il viatico dei versi di Rimbaut, ci mostra questa "fanciulla in fiore" trascinata dalla corrente a prostituirsi con clienti contattati sulla rete, apparentemente insensibile e fredda. Bello l'epilogo, aperto all'emozione.
MEMORABILE: Il bellissimo volto di Marine Vacth, solcato da una lacrima, mentre raccontra al suo psicanalista la morte dell'anziano cliente

Faggi 5/01/17 16:43 - 1504 commenti

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Ozon alle prese con il suo oggetto investigativo preferito: l'eterno femminino, qui incarnato da un personaggio di bella minorenne evocatrice di desiderio, morte e gioco, ingenuità, esperimento, ambigua consapevolezza e slancio vitale. La forma ricorda il racconto-documento, freddo e il più possibile asettico, incline a mantenere le distanze da suggerimenti moralistici. Qua e là l'atmosfera è scaldata con piani suggestivi e ombre di simboli, specie nel bel finale, impreziosito dalla veterana Rampling.

Lou 8/07/18 23:09 - 958 commenti

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Una studentessa diciassettenne, appartenente a una famiglia borghese parigina, diventa escort per gioco, per noia, per curiosità. Ozon la segue da vicino per un anno, nei suoi appuntamenti e nelle sue relazioni familiari, offrendo un resoconto sconvolgente senza offrire spiegazioni. La Vacht è bella, brava e convincente. Il finale con la Rampling aggiunge ulteriore valore a un film di forte impatto.

Ira72 22/08/19 20:52 - 940 commenti

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Giovane e bella, Marine Vatch lo è davvero. E Ozon non poteva scegliere volto e corpo più adatti al ruolo. Ma. Ha anche saputo spaziare oltre, trattando un tema squallido come la prostituzione minorile con estrema classe e raffinatezza, condendo il tutto di rara poesia. L’epilogo è inaspettato e commovente senza scivolare nello stucchevole. E calibrare così bene questi ingredienti richiede sensibilità e sobrietà non comuni. Centrata anche la colonna sonora di Françoise Hardy, che scandisce le stagioni di un’adolescenza border line. Notevole.
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