Frozen

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Frozen
Anno: 2010
Genere: drammatico (colore)
Regia: Adam Green
Numero commenti presenti: 29
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/07/10 DAL BENEMERITO SAOTENDO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/02/12
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Brainiac 11/09/10 18:19 - 1083 commenti

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All'Open-bar vige un detto: cocktail che vince, non si cambia. E in tempi d'incorrotte campagne alcool-zero mi scolo volentieri un mix di stereotipi e spezzoni all'aroma di già-visto, alla salute degli astemi del survival e di quelli che magari plauderanno a Boyle e all'imminente 127 hours, che guarda un pò racconterà di sport estremi e montagne che imprigionano. Il Frozen si prepara con spremuta d'Alive, sciroppo d'Adrift ed una grattata di scorza di Stuck. Tre personaggi pronti a diventar cubetti di ghiaccio per rinfrescare uno script statico ma che intrattiene. Oste per me il solito, grazie.

Saotendo 24/07/10 14:43 - 37 commenti

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La definizione migliore è "Open Water va a sciare", ma con molta meno tensione e troppe coincidenze. Gli interpreti sono bravi, ma la sceneggiatura si regge su troppe coincidenze (come rimangono bloccati) e cose inverosimili (i lupi) per convincere appieno e i personaggi non ispirano particolari simpatie, soprattutto Parker, l'unica femmina del gruppo e, come regola horror insegna, la più idiota.
MEMORABILE: Parker che parla del suo cane e si chiede cosa potrebbe succedergli se morisse. Vuoi che me ne importi qualcosa?

Schramm 10/10/10 14:46 - 2446 commenti

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Seggiovia, seggiovia, per bloccata che tu sia tu mi ispiri un po' fobia. Il senso del mare aperto per la neve, dove si sta in ballo e in stallo con lupi mai così gratuitamente aggressivi. Vertigo da cardiopalma intercalata da troppo cincischiare teencomediaro, che fa fare fssss alla ruota della macchina della tensione. Le scene che tengono sul chi vive non mancano certo, ma scremato dell'inessenziale avrebbe rasentato l'eccellenza e fatto urlare "altissima, purissima, paurissima!"

Daniela 6/01/11 11:21 - 9625 commenti

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Causa serie di sfortunate coincidenze, tre amici restano appesi a penzoloni su una seggiovia. Si spengono le luci, tacciono le voci e dal buio si sente ulular... Soffrendo di vertigini, i film del genere sono quelli che mi annodano davvero lo stomaco, altro che spiriti e zombi. E poi questo, se si passa sopra ad un paio di vistose incongruenze, è pure ben fatto, a parte i dialoghi (le voci non tacciono del tutto) poco significativi, ma d'altra parte in quella situazione chissà cosa uno va a pensare o dire. Tensione che regge, empatia assicurata
MEMORABILE: Confesso che lo stomaco mi si è annodato anche prima dell'inghippo, solo a vedere quei seggiolini sospesi nel vuoto...

Undying 16/02/11 20:29 - 3839 commenti

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La terribile fatalità, il destino, la circostanza sfavorevole, l'attimo avverso: chiamatelo come volete, ma che l'uomo sia come una foglia pendente da un albero, ovvero sempre pronta a staccarsi, Adam Green lo sa molto bene. E non poteva trovare un sistema migliore - e più spaventoso - di questo per ricordarcelo. Non è solo il freddo, nemico dei nostri corpi, è anche e soprattutto la delicatezza di un meccanismo che può incepparsi per mille ragioni. E che l'uomo sia lupo per altri uomini lo lasciamo ad Hobbes, mentre dobbiamo, con terrore, assistere agli effetti di un branco di lupi affamati.

Puppigallo 14/03/11 09:02 - 4524 commenti

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E' il problema di quasi tutte queste "inaspettato contrattempo" pellicole: come farle durare almeno 90 minuti? Qui purtroppo, si opta per i classici, insignificanti protagonisti che cianciano e sparano qualche "battuta", per poi arrivare poco per volta finalmente al vero dramma, con discesa nella tragedia. Risultato: una volta superato a fatica il minutaggio riempicelluloide, il livello cinico-drammatico sale, catturando l'attenzione e dando anche qualche soddisfazione condita con una discreta ferocia (i lupi devono pur mangiare...). Vedibile, ma limitato dal soggetto, che offre pochi spunti.
MEMORABILE: La "brillante" idea di saltare giù dalla seggiovia, che comporta una doppia frattura delle gambe con osso esposto; La mano incollata alla sbarra.

Greymouser 11/03/11 23:54 - 1458 commenti

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Dopo aver subito un quarto d'ora di battute atroci, vien voglia di vedere i tre protagonisti seppelliti da una slavina. Poi, fortunatamente, la vicenda si fa cattiva al punto giusto e la tensione che cresce fa passare i dialoghi quasi sempre in secondo piano. Tutto sommato, a parte appunto le verbosità eccessive e stucchevoli, la regia riesce a dare un senso agli avvenimenti, rendendo palpabile e cpncreta l'angoscia del congelamento (e anche qualcosa di peggio).

Galbo 26/03/11 17:11 - 11446 commenti

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Decisamente ben realizzato, Frozen è uno di quei film che fa fare allo spettatore i conti con le proprie ansie e paure. Una storia abbastanza scarna ma che prende lo spettatore in una morsa d'ansia, fino al climax finale che ha il pregio di essere abbastanza verosimile. Certo, qualche incongruenza c'è, ma non rovina un film il cui regista ha avuto il merito di construire un buon meccanismo di tensione.

Inseminoid 27/03/11 15:50 - 32 commenti

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Ok, ci sono tensione e un buon impianto e la sceneggiatura va premiata per la rappresentazione di una natura che si comporta con le sue leggi senza nessuna forzatura. Ci sono anche tre attori credibili e uno spunto iniziale originale. Mancano i veri brividi però, che dovrebbero dare il senso a un film che si chiama Frozen. D'altronde nemmeno gli stessi attori nel film tremano dal freddo, quindi qualcosa non torna. I pregi però ci sono, soprattutto quello nel non scadere mai nel thrilleraccio. Green gira in modo cool, troppo...
MEMORABILE: Quando iniziano i problemi si ha un dejavù: lassù sembra l'oceano... Open Water?

Cotola 27/03/11 22:36 - 7603 commenti

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E l’acqua divenne neve. Nulla da fare: il difetto di questi film è nell’assunto di partenza che li porta ad essere, per forza di cose, ripetitivi. E così, a prescindere dall’ambientazione, le situazioni sono più o meno sempre quelle. Dopo una noiosa fase introduttiva (per fortuna breve), iniziano i “problemi” ma qui, come altrove, si parla tanto a vanvera (crisi isteriche, scaricabarile e affini), si agisce poco e quando lo si fa sono dolori (in tutti i sensi) e la logica va troppo a spasso. Però, ed è un bene, c'è più cattiveria del solito.

Bruce 4/04/11 11:13 - 1005 commenti

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Discreto thriller americano, apparentemente banalotto ma con qualche spunto di originalità che lo rende tutto sommato digeribile e meno scontato di quel che si poteva temere dopo i primi minuti. Sulla fragilità umana, il fato e la forza della natura.

Nando 7/04/11 01:28 - 3495 commenti

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Chi, benchè congelato, rimane in attesa degli eventi potrà forse salvarsi, chi invece cercherà una via di salvezza... Una spensierata gita sulla neve si trasforma in un tragico incubo. Abbastanza verosimile ma con una fastidiosa forma piagnucolosa e "rinfacciativa", il film si dipana bene mostrando valide efferatezze e sofferenza incombente e realizzante. Finale da fiction televisiva.

Jorge 12/04/11 10:27 - 164 commenti

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Film con qualche pregio e molti difetti; i pregi stanno nel riuscire a risvegliare, in chi guarda, quel senso di terrore e spavento derivante da una possibile sventura (rimanere sospesi a tot metri dal suolo, esposti al freddo e al gelo, con sotto famelici lupi e quant'altro), e qui il regista riesce in pieno; i difetti sono riscontrabili in tutto il resto, ovvero in una recitazione scadente, dialoghi stupidi, in soluzioni di sceneggiatura deboli e situazioni insensate. Il finale, poi, è assai scontato ed inverosimile. Filmetto mediocre.

Redeyes 17/05/11 08:48 - 2160 commenti

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Non troppo speranzoso guardo le disavventure di questi tre giovincelli americani e dico che non ne sono rimasto deluso, non del tutto. Era difficile aspettarsi chissà quali colpi di scena, che in effetti mancano, ma la sceneggiatura non mi è sembrata poi così male. Sicuramente è un low budget movie che tiene alta la carica di adrenalina senza dover ricorrere a stratagemmi o trucchetti, ma scivolando sulla plausibilità. Alcune scene sono decisamente crude e devo dire che l'ho apprezzato. Il finale non delude. Buono nel suo genere.

Gestarsh99 5/09/11 20:28 - 1334 commenti

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Cocktail on the rocks di animal-attack isolazionista alla Prey/Open water e survival-movie all'addiaccio in stile Alive - Sopravvissuti. Tensione ed angoscia della situazione mantengono bene in apnea ma le incongrue azioni dei tre malcapitati e i tediosi intermezzi dialogati fanno solo cascare le... braccia. Preso per il verso giusto, quello cioè di futile passatempo per una serata tra amici all'insegna della suspense, il film riesce anche a sfangarla, ma se si pretende qualcosa che stupisca in originalità e realismo allora è meglio non crearsi troppe aspettative e girare alla larga.
MEMORABILE: Il ragazzo che salta giù dal sedile della sciovia andando a fracassarsi entrambe la gambe sulla neve sottostante.

Zaratozom 23/10/11 18:18 - 56 commenti

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Confesso che non ho sopportato i momenti più drammatici. Intollerabili per me. Eppure, a film cominciato, speravo di veder morire tra mille tormenti i tre noiosissimi personaggi. Allora ha funzionato? La storia mi ha "agganciato"? Direi di sì. Salvo tutte e tre le interpretazioni dei bravissimi attori. Congelerei l'autore dei dialoghi.
MEMORABILE: "Quando scendono gli ultimi tre puoi chiudere". Se non è jella questa...

Hackett 2/11/11 13:25 - 1742 commenti

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Dopo Open water ecco un altro film incentrato su un pericolo imminente e reale, con pochi attori e tanti dialoghi. La tensione è in continua crescita ed alcune trovate registiche (decidere di far vedere o meno qualcosa, come far percepire un dramma) sono davvero azzeccate. Il film funziona e riesce a donare allo spettatore un'angoscia che si insinua piano piano.

Jofielias 15/12/11 08:50 - 170 commenti

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Adam Green ha compreso che in un thriller incentrato su una situazione statica la caratterizzazione è tutto. E infatti la scrittura è brillante e i tre protagonisti riescono a essere empatici e tridimensionali: un plauso agli interpreti che riescono a proiettare sullo spettatore la loro paura e la loro disperazione. Nonostante qualche lungaggine (inerente al soggetto) e un paio di puntate nel sentimentalismo (in astuto omaggio al pubblico pagante di sesso femminile) il film è realizzato con ottimo senso dello spettacolo e funziona a dovere.

Rambo90 4/03/12 16:24 - 6425 commenti

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Un film davvero ben fatto, un catastrofico con atmosfere e tensione degne di un thriller. Le inquadrature sono studiate, il ritmo è svelto senza però rinunciare a pathos e momenti di alto coinvolgimento. Molto buona anche l'idea di far partire la storia come se fosse un filmetto vacanziero demenziale per poi far sprofondare i personaggi (interpretati da attori non molto famosi ma sicuramente azzeccati) in un clima zeppo di imprevisti e terrore. Una piacevolissima sorpresa, da non perdere.

Zuni 5/03/12 20:19 - 68 commenti

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Green, in pausa tra un Hatchet e l'altro, lascia momentaneamente lo splatter per seguire tardamente la scia di Open water e figliocci con risultati decisamente più felici (non che ci volesse poi molto). Dove c'erano gli squali ora ci sono i lupi e tre ragazzotti bloccati sopra una funivia. Purtroppo, come i similari personaggi poco interessanti, fiumi di chiacchiere e lungaggini inutili smorzano parecchio alcune situazioni di tensione. Comunque qualche sequenza al cardiopalma è presente, il ritmo regge e c'è pure un po' di gore. C'è sicuramente di peggio.
MEMORABILE: Il primo attacco dei lupi; La mano sul ghiaccio.

Ryo 1/10/12 03:31 - 2169 commenti

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Tre ragazzi bloccati su una seggiovia, destinati a rimanerci per chissà quanto, proveranno in tutti i modi di salvare la pelle. Una esperienza terrificante, diretta con un buon ritmo e suggestive atmosfere accompagnate da musiche azzeccate. Ok, c'è un po' di esagerazione al concetto "di male in peggio", ma diretto con un freddo cinismo offre un alta dose di ansia che tiene incollati. Finale poco realistico, ma passabile e portato con grande emozione.
MEMORABILE: Le gambe che si spezzano; La fine di Dean.

Magnetti 17/12/12 15:42 - 1103 commenti

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Si fa un pò fatica a digerire i primi 20 minuti in cui non succede proprio nulla e i protagonisti ci propongono dialoghi della serie "chi se ne frega?". Poi si entra nel pieno dell'azione e Frozen crea una interessante e verosimile atmosfera di paura (proprio come succedeva in Open water e Alla deriva). Inoltre le riprese sulla seggiovia sono buone. Anche il finale è azzeccato. Un film semplice semplice, senza troppe pretese ma ben realizzato. Ben ripresi i lupi.
MEMORABILE: La scena della caduta con fratture esposte. L'arrivo dei lupi.

Taxius 18/06/15 12:03 - 1651 commenti

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"Slasher" di ottima fattura, ben realizzato e molto claustrofobico; chi non ha mai avuto paura di rimanere bloccato per giorni su una seggiovia? Frozen non è il classico e banale horror in cui il solito gruppetto di ragazzi si mette in situazioni assurde e si fa trucidare in modo scemo dal mostro di turno; in questo caso il cattivo è il freddo e la situazione è reale, perché potrebbe capitare veramente. Bellissimi gli scenari notturni. Al di sopra della media, consigliato.

Mutaforme 22/04/16 10:27 - 392 commenti

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Filmetto "di paura" che se la cava con poco. Non c'è nulla di originale nella trama, ma cattura quanto basta per vivere qualche momento di angoscia. La sua forza risiede proprio nella semplicità della storia, nel far credere che da una semplice azione di vita quotidiana possa scaturire l'inferno (freddo). Raccapricciante la scena delle gambe spezzate.

Pigro 13/07/18 14:14 - 7899 commenti

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Ambientare un film su una seggiovia ferma, con 3 ragazzi sul baratro nel gelo, assediati dai lupi, è davvero una gran bella idea. E il risultato mantiene le promesse in quanto a tensione, non senza lampi horror. Ma a tratti si ha la sensazione che si stia allungando la broda, mentre la sceneggiatura invita alla risata quando le sfighe si assommano creando un tipico effetto di accumulo da cartoni animati. E tuttavia, pur immaginando facilmente il finale dopo pochissimo, lo spettatore segue l’opera con curiosità (e un po' d'ansia).

Anthonyvm 2/07/19 10:10 - 2116 commenti

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Ovvero Open water sulla neve con i lupi in vece degli squali. Buon survival movie con tutti gli elementi al posto giusto e sufficientemente plausibile nelle dinamiche: anche se non spicca per originalità (al di là della location, il plot e gli sviluppi sono pressoché identici a tutti i film della categoria), la confezione curata e la discreta recitazione lo rendono un prodotto godibile e funzionale sotto il profilo della suspense. Buone le sequenze dolorose (su tutte i dettagli della pelle congelata che si stacca dai corpi). Da recuperare.
MEMORABILE: Il cameo del mitico Kane "Jason" Hodder; Il ragazzo che salta dalla seggiovia con tragiche conseguenze; La mano congelata; Il pasto umano dei lupi.

Mark 16/07/19 19:18 - 264 commenti

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Apparentemente apprezzabile in seconda battuta, la fragilità narrativa emerge prepotentemente a discapito di quello che in fondo resta un suspense movie di nuova generazione, dove con pochi mezzi si ottengono risultati massicci in termine di effetti. I personaggi sono delineati superficialmente, parimenti le dinamiche della storia ondeggiano tra prevedibilità e accelerazione.

Il ferrini 13/08/19 00:07 - 1728 commenti

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Survival movie di buona fattura: tre attori, una seggiovia bloccata, un branco di lupi. Pochi ma efficaci ingredienti che riescono a tenere alta la tensione fino alla fine, peraltro meno banale di quanto ci si attenda. Semplici ma convincenti gli effetti visivi, alcune sequenze sono veramente angoscianti (le gambe spezzate, la mano incollata alla sbarra). Ottimo Ashmore, intensa anche la Bell (dolorosa la scena della pipì addosso), nell'ambito del suo genere un buon film.

Lupus73 21/02/20 01:29 - 680 commenti

I gusti di Lupus73

Una coppietta e il miglior amico di lui a fare snowboard; ma tornando la sera, per un dusguido, rimangono bloccati e dimenticati in seggiovia. Tra teenage-movie e snow-survival con tanto di branco di lupi e congelamenti, con discreta confezione. Nonostante lo scarno canovaccio (praticamente tutto il tempo in seggiovia) si sviluppa in modo interessante e sa intrattenere e sviluppare tensione anche da piccoli particolari della fotografia (e della stessa seggiovia). Se si amano le atmosfere innevate, a maggior ragione vale la pena visionarlo.
MEMORABILE: La decisione di saltar giù dalla seggiovia bloccata.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Puppigallo • 14/03/11 09:17
    Scrivano - 502 interventi
    Comico involontario
    Il ragazzo è saltato giù, piantandosi nella neve ghiacciata e rompendosi le gambe. Tra un urlo di dolore e l'altro borbotta che non può assolutamente muoversi per andare a cercare aiuto; e cosa gli domanda il suo, sottolineo, migliore amico, comodamente seduto sulla seggiovia? "Ce la fai a rotolare fino a valle?".

    Come i cavoli a merenda
    I tre sono bloccati sulla seggiovia, al gelo, con rischio lupi...e qual è il fulcro della conversazione per far passare il tempo? Gli attacchi di squali come peggior modo di morire per un essere umano.
  • Discussione Greymouser • 14/03/11 12:28
    Capo call center Davinotti - 561 interventi
    Credo invece che in molti film horror l'idiozia sia come la "livella" di Totò: non distingue fra nessuna categoria umana, tantomeno fra maschi e femmine.
    E' un fatto statisticamente accertato, invece, che in molti casi il gentil sesso tende a maggiori probabilità di sopravvivenza. :)
  • Discussione Daniela • 14/03/11 16:25
    Consigliere massimo - 5285 interventi
    Hai ragione sulla "livella", ma, diciamocelo, se i personaggi dei film horror si comportassero tutti sensatamente (psicopatici a parte, loro hanno tutti i diritti di comportarsi come vogliono) ... buona parte del cinema horror non avrebbe ragione d'esistere ;o)
    Personalmente, una delle cose che mi fanno più uggia è quanto una vittima riesce a colpire il killer/mostro/assassino e, invece di assicurarsi che non faccia più danni, lo pianta lì, quando lo sa anche il gatto che il cattivo ha più vite di un... gatto.
  • Discussione Greymouser • 14/03/11 16:54
    Capo call center Davinotti - 561 interventi
    Daniela ebbe a dire:

    Personalmente, una delle cose che mi fanno più uggia è quanto una vittima riesce a colpire il killer/mostro/assassino e, invece di assicurarsi che non faccia più danni, lo pianta lì, quando lo sa anche il gatto che il cattivo ha più vite di un... gatto.


    It's true. L'ho scritto in vari commenti. In genere, quando la vittima di turno riesce in qualche modo a mettere giù stordito il cattivone, quasi sempre gli dà le spalle, si allontana un pochino (mai di molto) e si mette a meditare, frignare o a fare qualsiasi altra cosa giusto per dare il tempo al carnefice di riprendersi con tutto comodo...
    Io credo che nella realtà, in casi del genere, l'istinto di sopravvivenza e l'adrenalina spingano invece a finirlo anche a badilate o a calci nei denti se necessario, finchè si ha il coltello dalla parte del manico...
    Mi rendo conto che vi siano esigenze narrative e/o scenografiche, però alla lunga il giochetto diventa sempre un po' irritante. Per fortuna ci sono ancora registi che sanno evitare questa troppo comoda scorciatoia per creare tensione.
  • Discussione Gestarsh99 • 14/03/11 17:12
    Scrivano - 15035 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    [...]Personalmente, una delle cose che mi fanno più uggia è quanto una vittima riesce a colpire il killer/mostro/assassino e, invece di assicurarsi che non faccia più danni, lo pianta lì, quando lo sa anche il gatto che il cattivo ha più vite di un... gatto.

    In fondo la seconda regola dell'Eisenberg di Benvenuti a Zombieland parla chiaro...
  • Discussione Greymouser • 14/03/11 17:38
    Capo call center Davinotti - 561 interventi
    Gestarsch88 ebbe a dire:

    In fondo la seconda regola dell'Eisenberg di Benvenuti a Zombieland parla chiaro...


    Esatto. Probabilmente il regista di quel film è uno che la pensa allo stesso modo :)
  • Discussione Daniela • 14/03/11 18:37
    Consigliere massimo - 5285 interventi
    Regola sacrosanta quella del Double Tap.... se lo stendi, assicurati che resti steso per sempre
    Ultima modifica: 14/03/11 18:39 da Daniela
  • Discussione Buiomega71 • 15/03/11 10:58
    Pianificazione e progetti - 22093 interventi
    Dal 25 marzo al cinema.
  • Homevideo Gestarsh99 • 22/07/11 12:33
    Scrivano - 15035 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc dal 24/08/2011 per Eagle Pictures:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 2.0 Surround Dolby Digital: Inglese
    5.1 DTS HD: Italiano
    * Sottotitoli Italiano per non udenti
    * Extra Scene tagliate
    Trailer
  • Discussione Maxspur • 24/10/13 23:23
    Galoppino - 207 interventi
    A Bigger Boat, ArieScope Pictures è la casa di produzione. Il nome è un evidente omaggio allo Squalo (We're gonna need a bigger boat), oltre ad essere rappresentata da un barile giallo con in lontananza una barca.
    Ultima modifica: 25/10/13 08:18 da Zender