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Jandileida 23/06/14 09:47 - 1302 commenti

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Senza dubbio alcuno il miglior film del Sordi regista: pochi tempi morti (ci sono, ma molto meno che altrove), una storia che invita alla riflessione e propone un quadro terribile non tanto del mondo dei trafficanti d'armi quanto della famiglia italiana e una grandissima interpretazione di Albertone. Insomma, la maschera della commedia è usata per colpire, anche duramente, la solita pietra angolare della società italiana. Certo, poi è sempre Sordi quindi la denuncia a volte è sfumata da una vena nazionalpopolare un po' banale, ma resta molto valido.
MEMORABILE: "A.S. Roma: Association sanitarie Roma"; "Ammazza m'ha svejato pure un quarto d'ora prima!"

Renato 4/07/07 17:15 - 1648 commenti

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Meno che mediocre film satirico di Alberto Sordi, come sempre devastante quando dirigeva in prima persona. Qui si prefigge obiettivi "alti", ma la satira antimilitarista delle intenzioni finisce col cedere ben presto il passo al solito macchiettismo da italiano all'estero o del nero che parla alla "zi badrone" eccetera eccetera. La confezione è davvero miserrima, la durata eccessiva (marchio di fabbrica del Sordi regista) anche se qua e là strappa un sorriso. Viene da pensare cosa ne avrebbero tirato fuori un regista ed uno sceneggiatore veri...

Caesars 3/09/07 12:06 - 2934 commenti

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Buone le intenzioni, molto meno la realizzazione. Il film tocca un tema scottante (e purtroppo di grandissima attualità) come quello del commercio delle armi; purtroppo a farlo è Alberto Sordi, che quando è regista di se stesso non riesce a trovare una giusta misura, quindi tutto è buttato sulla macchietta e il risaputo. Risulta comunque efficace l'ultima parte della pellicola in cui la famiglia del protagonista, sdegnata per aver scoperto il tipo di lavoro che lui fa, deve scegliere se rinunciare agli agi (facendogli cambiare mestiere) o meno.

Puppigallo 25/02/08 10:10 - 4592 commenti

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Sordi è il mattatore di questo film agrodolce, abbastanza frizzante, reso tale proprio dal protagonista, con la sua mimica e parlantina. Col lavoro che fa (trafficante d'armi), dovrà affrontare molte situazioni diverse (vedrà persino cosa fanno le sue armi e non gli piacerà), dando così la giusta spinta alla narrazione, anche se, col passare del tempo, la grana s'ingrossa troppo e non tutto funziona. Ma bisogna ammettere che, nel complesso, la pellicola non è male; e Sordi, ancora una volta, dimostra di essere un buon caratterista.
MEMORABILE: La figura del rubicondo generale Gutierrez, dalla spassosa intonazione.

Homesick 25/03/08 18:36 - 5737 commenti

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Titolo amaro ma veritiero per questa storia scritta, diretta e interpretata da un Sordi satirico, che vorrebbe smascherare l’ipocrisia che si cela dietro il tanto sbandierato pacifismo, nonché il materialismo e il consumismo della borghesia arrampicatrice. Appesantito da una durata eccessiva, il film alterna alti e bassi ed è valorizzato soprattutto dalla seconda parte, in cui gli stereotipi della commedia all’italiana lasciano spazio a più incisivi spunti di critica sociale.

Cotola 15/09/08 13:15 - 7833 commenti

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Ancora una volta Sordi torna a far danni dietro la macchina da presa: l'idea del film sarebbe lodevole, ma come spesso accade alle intenzioni non seguono i fatti. La regia del grande attore romano, infatti, è sciatta, rozza, piena di luoghi comuni e sceglie sempre la strada più facile, così come pure la sceneggiatura. Dal punto di vista attoriale le cose vanno decisamente meglio (e non è una novità), ma non basta a farne una pellicola decente. Decisamente mediocre.

Matalo! 17/09/08 20:10 - 1368 commenti

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L'avesse diretto Scola sarebbe stato un buon film. Ma Sordi, teso com'è a dare un colpo al cerchio (della morale) e uno alla botte (del qualunquismo), realizza un altro sdoganamento dell'italiano arruffone. Con una punta di amarezza in più, certo, e qualche risata garantita. Ma come al solito il film è troppo lungo e turistico. Da qui la musica di Piccioni "O rugido du leao", celebre tema della successiva "Storia di un italiano", ciclo tv Anni Settanta dedicato alla carriera del grande Albertone. Piccioni riesce a far entrare il samba in Africa.

Galbo 20/09/08 07:08 - 11589 commenti

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Come in molte della commedie scritte, dirette ed interpretate da Alberto Sordi, anche in qui si ride amaro. L'attore romano, mattatore più che mai, interpreta brillantemente un mercante d'armi che, spinto dalle necessità familiari, entra in un giro di sporchi affari e regge gran parte del film con il suo istrionico talento, riuscendo spesso a mascherare una sceneggiatura non sempre impeccabile e una regia spesso scontata.

Markus 21/09/08 14:46 - 3400 commenti

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Uno dei capolavori registici ed interpretativi di Sordi, a cui perdoniamo la solita moraletta, rispettandone il coraggio. Il film diverte, ma diverte amaro, come era solito capitasse a Sordi e per lo più ai "neri" Anni Settanta. Lui mercenario di armi con poca morale, ma molto senso degli affari: anche se è un personaggio squallido, lo spettatore sarà dalla sua parte. Musiche eccezionali, forse tra le più belle realizzate da Piccioni (anche se lo stile "sambesco brasilero" non ha a che fare con l'Africa, vabbè...).

Pigro 6/10/08 11:18 - 8354 commenti

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Un mercante d'armi e il tran tran del suo lavoro da "normale" commesso viaggiatore. Alberto Sordi dipinge uno squallido personaggio con sagace realismo e con profonda indignazione civile. Ne esce fuori un film caustico, non tanto nei confronti del "mostro" quanto della civiltà occidentale che sfrutta le guerre nel terzo mondo: in questo senso, il finale è memorabile. Certo, il film è tutto imperniato sulla sua grande interpretazione, e qua e là si perde nelle secche di una regia non pienamente compatta. Ma è ugualmente godibile.

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B. Legnani 29/10/08 00:12 - 4908 commenti

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Allungato, ma con qualche boccone saporitissimo. Sordi regista è anche qui prolisso, dando troppo tempo a momenti che potevano essere sbrigati più concisamente, riprendendo qua e là qualcosa di troppo da Riusciranno... di Scola. Piazza però due zampate coi fiocchi, prima con la descrizione del mondaccio dei trafficanti (siamo nel 1974!), poi con la famiglia succhiasangue, forse più colpevole di lui, e si fa perdonare qualche eccessiva semplificazione dell’ultima mezzora. Nel complesso è discreto.

Daniela 1/03/09 12:05 - 10206 commenti

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Grande attore ma piuttosto mediocre dietro la macchina da presa, Sordi con questo film, pur discontinuo, firma la sua migliore regia. Merito di un soggetto inconsueto - il commesso viaggiatore che gira il mondo per vendere armi - che, se da un lato gli permette di indulgere in quadretti turistici risaputi (con il solito italiano all'estero), dall'altro garantisce una sana dose di cattiveria, soprattutto nel ritratto della famiglia borghese, scandalizzata a parole ma disposta a chiudere gli occhi pur di mantenere il proprio livello di vita.

Cangaceiro 8/06/09 19:36 - 982 commenti

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Come spesso è accaduto, per lo più nella fase egli Anni Ottanta, quando Sordi si piazza anche dietro alla mdp perde smalto e verve. Buono il soggetto, che consente al protagonista di muoversi a piacimento nel classico ruolo del trafficone opportunista che tante volte ha rivestito egregiamente. Da buttare le lunghe e inutili sequenze para-documentaristiche che ricordano molto Riusciranno i nostri eroi... Il sermoncino finale affoga nel qualunquismo, ma Albertone, recitandolo alla grande, riesce a farcelo deglutire. Pessimo il resto del cast.

Franz 6/02/10 13:32 - 110 commenti

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È decisamente un buon film, in cui anche la regia di Sordi non è (per una volta) superficiale. La storia del mercante di armi che si divide tra inappuntabili abitudini alto-borghesi nella Milano di metà anni 70 e l'inferno dei conflitti in terra d'Africa (dove si reca per vendere la 'merce') è originale, quanto meno per un film italiano. Così il venditore di morte vive una evoluzione personale, prende coscienza di ciò che fa per campare, ma non ha sufficiente orgoglio per ribellarsi all'immonda ipocrisia della sua famiglia. Piuttosto amaro.
MEMORABILE: Le esibizioni delle potenzialità di armi e mezzi militari da vendere ai governi africani, con tanto di applausi e 'Encore, encore, l'hélicoptère!'.

Capannelle 11/03/10 14:30 - 3856 commenti

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I difetti sono l'eccessiva durata, la tendenza al didascalico (che nella prima parte sconfina anche nel razzismo) e la regia pachidermica. Le cose da apprezzare sono il rapporto tra Sordi e famiglia, qualche divertente personaggio di contorno (vedi il tedesco istruttore, il generale) e l'istrionismo di Sordi in un ruolo ormai classico per lui. Il tema del traffico d'armi è importante e Sordi non si tira indietro nell'affrontarlo ma lo fa con accenti troppo generici.

Nando 17/11/10 13:37 - 3544 commenti

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Un rappresentante di pompe idrauliche, visto il crescente desiderio di ricchezza della sua famiglia, si trasforma in spietato trafficante d'armi nelle terre del mondo più calde. Albertone regge la pellicola col suo inarrivabile mestiere mostrando il lucido cinismo e la consueta amara ironia. Interessante la scelta del soggetto.

Ciavazzaro 7/05/11 21:11 - 4769 commenti

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Un ottimo Sordi protagonista di un film interessante. Il film si regge tutto sull'interpretazione del protagonista, infatti il resto del cast (salvo in parte la Monti) è più di contorno e a mio avviso non offre molto sul tema rappresentato (come non citare il finale). Da vedere.

Rambo90 24/02/12 03:57 - 6698 commenti

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Il miglior film di Sordi regista, anche grazie a una sceneggiatura ottima (scritta con Benvenuti e De Bernardi) che mette in luce l'ipocrisia della borghesia italiana e l'offuscamento di qualsiasi orrore dinanzi all'agiatezza. Non mancano le risate, grazie ad un Albertone in forma smagliante che riesce a tratteggiare il trafficante d'armi Pietro Chiocca con estrema umanità e naturalezza. Amaro (per quanto è realistico) il finale. Colonna sonora cult di Piccioni; da non perdere.

Motorship 10/07/12 17:16 - 567 commenti

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Amara commedia di Alberto Sordi quando sapeva ancora stare dietro la macchina da presa. Per una volta il Sordi attore, ovviamente straordinario nell'intepretazione del rappresentante d'armi, eguaglia il Sordi regista, per la verità mai tanto convincente nel scegliere tematiche che non siano superficiali. Ad ogni modo la sua critica alla borghesia italiana che, pur di fare cassa per la famiglia, è disposta anche a vendere armi, appare molto riuscita e amara, nel suo complesso. Monti a parte, tuttavia, il cast è nullo. Bella la colonna sonora di Piccioni.

Panza 29/12/12 20:27 - 1542 commenti

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Dietro e davanti alla macchina da presa Sordi racconta con ritmo sostenuto le vicende di un cinico "mercante di guerra". Girato con piglio d'inchiesta e una cifra stilistica particolare, il film si segnala (rispetto ad altre opere del Sordi regista) per una critica sociale ben strutturata e mai prevedibile. Sordi è davvero in forma e si rivela come la maggior parte delle volte adatto e sempre contenuto della recitazione. Un film di denuncia molto forte e cinico nel descrivere la situazione di alcuni paesi sottosviluppati africani. Amaro.

Alberto Sordi HA RECITATO ANCHE IN...

Jurgen77 18/02/13 13:34 - 630 commenti

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Commedia dai risvolti amari interpretata dal sempre istrionico Alberto Sordi che, facendo di necessità virtù, si trasforma in un cinico trafficante d'armi nell'Africa governata da spietati dittatori. Tra equivoci, scene grottesche e cinico umorismo il film descrive in modo eccelso cosa ruota attorno a questo avido mondo delle armi...

Enzus79 3/03/13 10:08 - 1974 commenti

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I film diretti da Alberto Sordi non sono stati mai niente di eccezionale, anche se non annoiano e fanno (certe volte a tratti) divertire. Questa è una storia interessante che tratta tematiche importanti, ma ho trovato la durata (quasi due ore) un po' eccessiva. Consigliabile.

Graf 3/09/13 02:21 - 708 commenti

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Sicuramente un film riuscito. Con il linguaggio facile ma efficace e incisivo del cinema popolare Sordi affronta, con sincerità e senza paura, il tema dei trafficanti e piazzisti d’armi che con il loro lavoro di mercanti di morte alimentano continuamente le guerre e le guerriglie del terzo mondo. Argomento scottante e delicato che Sordi aggredisce di petto con animoso impegno civile attraverso una cifra stilistica sdegnata e senza mezzi toni. Qualche lungaggine narrativa e alcune volgarità verbali non diluiscono il valore morale della denuncia.

Rigoletto 16/01/14 15:23 - 1635 commenti

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Ottimo film di Sordi, qui anche regista, nel quale si staglia la figura di un commerciante di armi impegnato spesso sul fronte africano. Lavoro rischioso che al protagonista, in fondo, neanche piace più di tanto, ma il tenore di vita in cui vive la famiglia (pronta a sputare nel piatto dove mangia) richiede molte entrate. Una denuncia attualissima, perché ancora si è disposti a chiudere gli occhi per convenienza ignorando problemi e realtà. Il tema trattato è forte, una visione la merita tutta. ***

Vitgar 24/08/14 10:14 - 586 commenti

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Sordi regista propone un film sullo scottante tema dei venditori di armi. La narrazione è scorrevole anche se talvolta rallenta su particolari inutili. Alla presa di coscienza da parte del protagonista del lavoro orribile che sta facendo, fa da contraltare l'atteggiamento dei suoi familiari (che in fondo incarna quello della società), i quali pensano solo ai loro interessi. Film amaro dove la speranza di cambiamento è relegata in un angolo. Sordi ottimo, Cutolo simpatico con la sua parlata da "gagà" napoletano. Bella fotografia.

Gugly 23/08/14 23:25 - 1029 commenti

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Spesso è estenuante come Riusciranno i nostri eroi... e Sordi moraleggia e gigioneggia come al suo solito, ma è innegabile che l'argomento faccia riflettere e il film precorra, ahimè, moltissima attualità; di contro troppi tempi morti diluiscono il messaggio che pure è presente e l'incontro con il giornalista non scorre via chiarissimo. Ma chi è il peggiore, il protagonista o i congiunti? La celebre OST c'entra poco con l'Africa ma diventerà mitica come sigla di "Storia di un italiano".
MEMORABILE: Lo zio interpretato dal Prof. Cutolo, l'unico che non finga indignazione all'apparizione dell'articolo.

Trivex 25/08/14 08:41 - 1554 commenti

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Diciamo che la parte tecnica non è d'eccellenza; in particolare la regia mostra evidenti limiti e non credo sia una mia scoperta. Il soggetto invece è notevole, sviluppato con la necessaria faziosa leggerezza in quanto parliamo di un tema difficile, anche per una commedia di Alberto Sordi. La morale è inutile e giudicare buoni e cattivi alquanto superfluo: si tratta di una questione di scelta, all'interno di un contesto che, piaccia o meno, è perfettamente legale in quasi tutti i paesi al mondo. Ma, personalmente, avrei scelto di vendere pompe idrauliche.

Gabrius79 9/09/14 00:31 - 1253 commenti

I gusti di Gabrius79

Alberto Sordi si dirige in questo pamphlet sul traffico di armi e la crudeltà delle guerre. Il risultato è piuttosto riuscito anche se Sordi regista divaga in qualche lungaggine evitabilissima tanto da soffocare il Sordi attore, che comunque se la cava egregiamente. Si ride amaro.

Samuel1979 1/09/15 21:09 - 486 commenti

I gusti di Samuel1979

La non eccelsa predisposizione di Sordi alla regia affiora per l’ennesima volta anche quì con le sue solite lungaggini; eppure non è un film detestabile: a Sordi si possono perdonare tutte le lacune per via del contenuto di questa commedia amarissima, che ha il momento più intenso nell'invettiva finale contro le classi agiate. Molto apprezzate dal sottoscritto le presenze di Cutolo e Faieta.
MEMORABILE: "...gli anellini, i braccialetti, le pellicce e tutti i cazzi che ve se fregano!"

Geppo 27/11/16 21:58 - 292 commenti

I gusti di Geppo

Pur di accontentare i capricci lussuosi della viziatissima moglie e dei figli, un commerciante è costretto a vendere armi da guerra nei paesi del Terzo Mondo. Sicuramente il miglior film di Alberto Sordi regista. Una storia attuale, coraggiosa, delicata e intelligente. Forse la durata è un po' eccessiva, ma nonostante ciò il film è girato ottimamente. Il bombardamento nella sequenza finale è senza dubbio la scena più triste e violenta (col bambino in lacrime in mezzo alla tribù africana massacrata).
MEMORABILE: "...e tutti i cazzi che ve se fregano!"

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Modo 7/02/17 10:34 - 846 commenti

I gusti di Modo

Forse uno dei migliori film di Sordi alla regia. L'attore romano regge da solo il film mettendo in luce l'ipocrisia di una certa borghesia che pur di mantenere un alto stile di vita è disposta a tutto. A volte l'Albertone dietro la camera da presa è esageratamente prolisso, nonostante la pellicola abbia un buon ritmo. Sicuramente gradevole.

Il Dandi 21/10/17 23:51 - 1913 commenti

I gusti di Il Dandi

I mariti che all'alba del boom erano in balìa dei capricci di mogli incontentabili ora hanno (contro) anche i figli adolescenti: pur con tutti i suoi limiti schematici Sordi dimostra, forse anche alla luce dell'esperienza africana di Riusciranno i nostri eroi, di aver maturato una cifra personale e riconoscibile anche come regista. L'equilibrio fra commedia nera e cartoline jacopettine post-colonialiste è ben sostenuto e la fanfara di Piero Piccioni è memorabile. La Monti si chiama "Silvia" come sé stessa, Sordi "Pietro" come suo padre.
MEMORABILE: Sull'aereo: "Ridamme il camembert"; Marcello Di Falco in quarantena; Il confronto finale con la famiglia.

Ira72 22/10/17 14:13 - 1009 commenti

I gusti di Ira72

Malgrado il taglio registico non sia dei migliori (talvolta lento e anche un po’ scontato), il film nel complesso è buono. La storia è interessante, ma il merito - su tutto - è del grande Alberto attore. Il quale ha l’indiscusso e rarissimo talento di essere uno, nessuno e centomila personaggi in un unico personaggio. Così si ride, si ride amaro o non si ride affatto. Certamente attuale, nonostante siano passati più di quarant’anni e cinicamente crudo sul finale.

Il ferrini 28/12/17 16:31 - 1810 commenti

I gusti di Il ferrini

Un soggetto particolarmente ispirato, un'interpretazione di alto livello (quella che manca in Lord of war) e i soliti tempi morti di regia che rallentano un film altrimenti memorabile. Il personaggio di Chiocca è ben scritto, le location scelte perfette così come il lavoro di Piccioni (inseparabile da Sordi fino al suo ultimo film). Si ride, pur se amaramente, ma si assiste anche a veri e propri bombardamenti aerei; il finale poi è di quelli che non si dimenticano. C'è Marcello di Folco (che diventerà Marcella, prima trans in politica).

Azione70 31/05/18 23:57 - 152 commenti

I gusti di Azione70

Ritratto impietoso della società italiana, o meglio, occidentale (degli Anni Settanta fino ai giorni nostri) raccontato mediante una storia interessante e inverosimile al tempo stesso. Sordi-Chiocca è un bieco rappresentante di armi e per lui non fa differenza “piazzare” mitragliatrici o carrarmati ai popoli africani: in realtà il suo impegno e i suoi (sporchi) profitti sono totalmente consumati dalla famiglia ossia dall’occidente, in modo più o meno consapevole e colpevolmente consenziente. Da antologia il discorso finale alla famiglia.
MEMORABILE: Il mercenario tedesco che parla italiano; Il finale.

Paulaster 9/09/19 12:04 - 3098 commenti

I gusti di Paulaster

Commerciante di armi finirà alla gogna mediatica. Più che discreta sceneggiatura che descrive il sottobosco dietro alle guerre minori. Sordi pecca soprattutto nella regìa: specie nella prima parte si accolla tutta la scena senza dimostrare particolare cinismo o scelte comiche vincenti. Parte conclusiva ben realizzata, mostra le conseguenze belliche sui civili e l'ipocrisia popolare (anche i soldi sporchi di sangue vanno a vantaggio delle nazioni che vendono armamenti).
MEMORABILE: La valigetta di rappresentanza; Il bombardamento durante il collaudo; La dimostrazione al presidente; I titoli sui giornali.

Rufus68 9/04/20 00:11 - 3343 commenti

I gusti di Rufus68

Il film sconta la debolezza nelle parti "africane": apprezzabili come generica denuncia dell'imperialismo esse risultano, però, troppo caricaturali nell'abbozzo di personaggi e situazioni (la parata) nonché afflitte da un Sordi mattatore a senso unico (l'intercalare francese maccheronico non aiuta, peraltro, la causa). Più apprezzabile il versante italiano della commedia, in cui si recupera parte dell'acre carica nera del periodo d'oro. E la tirata finale con la chiamata in correità dei benpensanti ha il pregio, almeno, della chiarezza.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gugly • 2/05/08 13:59
    Segretario - 4667 interventi
    si è vero, anche Lucarelli se ne è occupato ... oramai è quasi assodato che attraverso Piero Piccioni si voleva colpire il padre, grosso notabile della Dc e in predicato per un posto di rilievo nel partito e nel governo dell'epoca ( in molti ci videro lo zampino del piccolo toscano, il mitico Fanfani)
  • Curiosità R.f.e. • 15/10/09 18:56
    Call center Davinotti - 853 interventi
    Doppiatori italiani:

    *Vittoria Febbi: Silvia Monti
    *Roberto Chevalier: Mauro Firmani
    *Rossella Izzo: Eliana De Santis
    *Gianni Marzocchi: [Lungarotti]
    *Nino Scardina: [uno dei poliziotti aeroportuali che arresta Sordi a inizio film]

    doppiaggio: C.D.
  • Curiosità Cangaceiro • 15/10/09 20:23
    Call center Davinotti - 742 interventi
    R.f.e. ebbe a dire:
    Doppiatori italiani:

    *Vittoria Febbi: Silvia Monti
    *Roberto Chevalier: Mauro Firmani
    *Rossella Izzo: Eliana De Santis
    *Gianni Marzocchi: [Lungarotti]

    doppiaggio: C.D.
    Ricordo anche il giornalista barbuto (non ho idea come si chiami l'attore) ,che porta Sordi nella zona del bombardamento, doppiato da Renato Mori.
  • Musiche Matemalex • 27/05/10 18:27
    Galoppino - 414 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Posto qui curiosità legate all'autore della colonna sonora Piero Piccioni, al quale dobbiamo il celeberrimo " Rugido do Leao", l'indimenticabile samba sordiana...

    Eccola qui in tutto il suo splendore la celebre samba. Fu utilizzata anche come sigla della trasmissione RAI Storia di un italiano (in onda nel 1979 mi sembra): un collage di brani estrapolati dai film di Sordi.
    Ultima modifica: 27/05/10 18:39 da Zender
  • Homevideo Mco • 20/02/13 00:04
    Scrivano - 9720 interventi
    In DVD Medusa Video dal 21 Febbraio 2013.
  • Discussione Squash • 10/09/14 00:23
    Galoppino - 189 interventi
    Sordi atterra nella colonia portoghese con un oramai obsoleto per l'epoca jet T33 ma che lui spaccia al generale Gutierrez come una versione modificata di un Phantom. Il pilota maresciallo Rabal è interpretato da Roy Bosier attore riconoscibile dalla lunga capigliatura dei pochi capelli che gli sono rimasti.
    Ultima modifica: 10/09/14 00:24 da Squash
  • Curiosità Geppo • 11/04/15 11:48
    Addetto riparazione hardware - 4166 interventi
    Dori Ghezzi dichiara di aver rifiutato il ruolo della moglie di Alberto Sordi, che poi fu affidato a Silvia Monti. (Da un'intervista a Dori Ghezzi dalla rubrica "I love you" su Rai Premium).
  • Discussione Samuel1979 • 17/06/20 23:04
    Call center Davinotti - 3144 interventi
    Non appena Pietro Chiocca (Sordi), arriva in Senegal per corrompere i ministri locali, cita affinchè vengano vendute le sue armi,  una frase di Benito Mussolini


    "È l'aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende"
    Ultima modifica: 17/06/20 23:04 da Samuel1979
  • Discussione Pulemiot41 • 2/11/20 14:44
    Disoccupato - 65 interventi
    Samuel1979 ebbe a dire:
    Non appena Pietro Chiocca (Sordi), arriva in Senegal per corrompere i ministri locali, cita affinchè vengano vendute le sue armi,  una frase di Benito Mussolini


    "È l'aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende"
    Infatti i locali parlano in portoghese ma ad un posto di blocco ed a un posto di osservazione si vedono bandiera e striscione del Senegal e quindi avrebbero dovuto parlare i n francese!
  • Discussione Pessoa • 2/11/20 17:15
    Addetto riparazione hardware - 253 interventi
    Pulemiot41 ebbe a dire:
    Infatti i locali parlano in portoghese ma ad un posto di blocco ed a un posto di osservazione si vedono bandiera e striscione del Senegal e quindi avrebbero dovuto parlare i n francese!
    Non ricordo lo specifico episodio in questione, ma ho visto il film un paio di volte (l'ultima parecchi anni fa) e rammento perfettamente che la lingua portoghese usata dagli indigeni in Angola è quella nella variante brasiliana, completamente diversa dal portoghese "angolano", che nella sua variante ufficiale è piuttosto simile a quello usato nella madrepatria.
    Probabilmente in fase di doppiaggio in Italia sarà stato più facile trovare Brasiliani piuttosto che Angolani, ma alle orecchie di un lusofono le parti in portoghese risultano piuttosto strane, per non dire ridicole...