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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/06/17 DAL BENEMERITO GALBO
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Galbo 23/06/17 06:51 - 11612 commenti

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Vicende personali e professionali di due agenti speciali della squadra mobile di Napoli. Diretto da Toni D'Angelo (con la buona colonna sonora del padre Nino), Falchi si colloca dalle parti della recente serialitá televisiva italiana per temi ed estetica. I due protagonisti (interpretati in modo eccellente da Cerlino e Riondino) sono ben caratterizzati nella loro personalità borderline, che li porta ad operare spesso ai margini delle legalità. Ben realizzate le non molte scene d'azione. Un buon film.

Digital 24/06/17 20:53 - 1153 commenti

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Falchi ovvero Riondino e Cerlino contro i cinesi. Scherzi a parte, si tratta di un film che vuol riprendere certe suggestioni dei polizieschi italiani d'antan ibridandole con i serial tv di oggi. Ciò che ne esce è una fiacca pellicola molto avara d’azione (giusto un inseguimento iniziale), con un ritmo che latita e dialoghi spesso imbarazzanti. Se a ciò aggiungiamo musiche in odor di plagio, la frittata è servita. Non del tutto invedibile, ma faticherà non poco a sedimentarsi nella memoria di chi gli ha concesso un'opportunità.

Piero68 27/06/17 11:54 - 2827 commenti

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Non posso che sposare quanto già detto da altri. Trattasi di operazione che cerca di ibridare il vecchio cinema poliziesco italiano con le moderne serie TV senza però riuscire ad avere lo spessore né dell'uno né dell'altro. Lento e con una regia deludente, il film si trascina stancamente fino alla fine senza eclatanti particolari. Cerlino poco credibile nei panni dello "sbirro" visto che ha ancora Don Pietro sotto pelle e resto del cast, Riondino a parte, come al solito pescato nel serbatoio gomorriano. Noioso.

Nando 6/02/18 19:59 - 3553 commenti

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Più che un poliziesco o poliziottesco, di cui non ha nemmeno l'anima, il film appare come un melodramma partenopeo di due agenti dediti, vergognosamente, ad altri impegni. Pellicola poco interessante con qualche scena d'azione e immagini che lasciano di stucco. Sinceramente mi aspettavo, dal titolo, qualcosa di veritiero. Ahimè, un film che lascia così.

Tarabas 19/06/18 15:53 - 1773 commenti

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Due agenti della Mobile napoletana con vite complicate: uno addestra cani per combattimenti clandestini, l'altro cerca di dimenticare un incidente di servizio con alcool e droga. Tra Gomorra e Napoli spara, il film spreca due bravi attori in una vicenda piena di cliché. Se la sottotrama della relazione di Riondino con la giovane cinese è ben gestita e trattata con delicatezza, la cornice complessiva lascia a desiderare e il finale è improbabile, andando a guastare un film che fin lì avrebbe meritato un giudizio migliore.

Tomastich 19/01/19 10:31 - 1218 commenti

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Sorpresa! Il film di Toni D'Angelo stupisce per cattiveria, pessimismo, grande ritmo e fotografia in bilico tra Refn e Honk Hong nei momenti notturni. Flashback e rimpianti per personaggi al limite, in una città al limite, in una nazione al limite. La crudezza viene mischiata con la nostalgia e un romanticismo orientale che può far solo bene a un prodotto del genere.

Il Dandi 25/07/19 23:12 - 1917 commenti

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Due sbirri della Mobile di Napoli alla deriva (Cerlino allena cani per combattimenti clandestini, Riondino si fa di crack) cercheranno un riscatto dopo aver toccato il fondo: il primo affezionandosi a un molossoide che fa gola alla mafia cinese, il secondo a una ragazza ridotta in schiavitù dagli stessi. Un sotto-Gomorra noiosetto, che fallisce il tentativo di riagganciarsi alla tradizione del poliziottesco difettando d'azione e spreca il bel cast di cui si avvale (a partire dalla spaesata Sandrelli). Valide le musiche di papà Nino.
MEMORABILE: La resa dei conti finale.

Alex1988 12/05/21 18:03 - 725 commenti

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"Falchi" soltanto nell'apparenza, i due poliziotti protagonisti di questo film all'ombra del Vesuvio, diretto da Toni D'Angelo (figlio di Nino, che qui cura anche le musiche). Entrambi usano il pugno di ferro sul lavoro, ma la loro privata è basata su lotte clandestine tra cani, alcol, droga e tante sigarette. Entrambi spereranno in un briciolo di salvezza, attraverso una donna cinese e un cane, usato proprio per le lotte clandestine dalla mafia cinese. Nonostante le buone intenzioni, il film, di per sé, non lascia troppo agli occhi dello spettatore.

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