LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Notevole passo in avanti di Sergio Sollima, che rispetto alla RESA DEI CONTI ci regala uno spaghetti-western molto più impegnato e meditato. Tomas Milian abbandona temporaneamente i panni di Cuchillo (li riprenderà nel capitolo conclusivo della trilogia, CORRI UOMO CORRI) per mettersi in quelli del feroce Salomon “Beauregard” Bennet, per nulla scherzoso e anzi costantemente con lo sguardo torvo e corrucciato. Il faccia a faccia è con un Gian Maria Volonté che nasce, come personaggio, agli antipodi di Bennet: detto “Il professore” per i suoi studi universitari e la fluente prosopopea, aborrisce la violenza ma si...Leggi tutto trova, sequestrato da Bennet, costretto a fare i conti con una realtà che, lentamente, comincia ad affascinarlo. E se inizialmente la recitazione di Volonté appare impacciata, poco convincente, a poco a poco guadagna fino a dar corpo a duetti fenomenali con un Tomas Milian che, invece, entra in palla fin dalla prima scena. La mano di Sollima è leggera ma non qualunque, quasi una via di mezzo tra lo stile magniloquente di Leone (le eccellenti musiche di Morricone lo aiutano senz'altro) e l’efficace immediatezza di Sergio Corbucci. FACCIA A FACCIA ha così ben pochi cedimenti, apre scenari suggestivi e suggerisce una lettura politica anche troppo propagandata dai critici del tempo. Il grande successo cinematografico del film è comunque dovuto, inutile negarlo, alla contrapposizione ideologica (che tende a mescolarsi rifiutando una divisione netta tra giusto e sbagliato) inevitabilmente destinata a far presa sul pubblico sessantottino. In mano a un cast eccellente (non dimentichiamoci di William Berger/Charlie Siringo, un terzo incomodo di tutto rispetto), il film procede tra scenografie affascinanti e inquadrature studiate con attenzione. Valido.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Homesick 26/09/07 18:24 - 5737 commenti

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Drammatico western che mette in scena il fascino ammaliatore della violenza, ancor più pericoloso quando a subirlo è un uomo colto e consapevole di ciò che fa. Lontano dagli schematismi in cui troppe volte verrà ingabbiato il genere, offre grandi duetti tra i due protagonisti Volontè e Milian nella loro opposta presa di coscienza, affiancati da un Berger agente segreto tutt’altro che ortodosso; sensuale la Modio, femmina pronta a passare con il maschio più forte. Ottimo score di Morricone, affidato alla direzione di Nicolai.
MEMORABILE: «Superare il confine della violenza individuale che è un crimine per arrivare a quella di massa, che è storia!».

Lercio 12/10/07 23:35 - 232 commenti

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Un western atipico in cui prima due e poi tre personaggi cambiano radicalmente atteggiamento in seguito a fattori esterni. Ottima interpretazione di Milian ma soprattutto di Gian Maria Volonté, il quale è perfetto nella parte/metamorfosi che compie: il bandito colto che da fuorilegge può elevarsi a vero e proprio "dittatore". Musiche particolari di Ennio Morricone per un film scritto alla perfezione. Dalle parti del capolavoro.

Gugly 9/02/08 18:04 - 1015 commenti

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Tipico western ideologico che soffe tutti i limiti del periodo in cui è stato girato, ovvero confezione un po' sciatta e interpretazioni tagliate con l'accetta; detto questo, se Volontè è come al solito molto bravo a delineare l'evoluzione del personaggio seppure nei limiti che si è detto, Milian non è da meno, merito anche (come al solito) del doppiaggio.

Matalo! 7/07/08 18:27 - 1368 commenti

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Uno dei titoli migliori in assoluto per il western nostrano. Sollima dirige con mano sicura e senso dello spettacolo un film con una tesi, magari anche ingenua ma efficace. Belle location, cura più decente dei personaggi, décor affinato e credibile. Lo spettacolo va di pari passo con il coinvolgimento emotivo di chi assiste: Volontè è eccellente nel suo cerebralismo sia prima che dopo e Milian assomiglia poco al solito gigione, vuoi anche per la mìse così differente dal consueto. Bravo Berger.

Enzus79 2/11/08 11:08 - 1826 commenti

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Grande western, non c'è che dire. Attori che superano il loro livello standard, un Volontè che è bravo a cambiar pelle, così come Milian. Sollima è riuscito a fare un western che nel '67 era difficile e/o impossibile da fare in Italia, dato l'avanzarsi di Leone. Tutti parlano di quest'ultimo, ma ci si dimentica spesso di registi come Sollima e Corbucci, che forse sono arrivati ai livelli di Leone (e forse l'hanno anche superato).

Rickblaine 2/11/08 11:18 - 635 commenti

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Sono soddisfatto per un film originale nella trama e nello sviluppo. È la storia di due uomini con indole differente, che però riescono ad influenzarsi a vicenda scambiandosi i ruoli. Sollima dimostra di essere molto convincente con i western. I due attori sono bravissimi. Volontè e Milian danno il massimo dimostrando di aver lasciato il segno nel mondo della recitazione. Bella la scena finale.
MEMORABILE: Volontè-La giustizia non esiste - Milian-ma esiste dentro di me (grandiosi)

Aal 15/08/09 19:57 - 322 commenti

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Una pellicola ottima, con un cast bene assortito e due protagonisti strepitosi. La regia è attenta e mai banale, spesso Sollima suggerisce piuttosto che mostrare. Se la trama ricorda per tratti tante analoghe situazioni da "spaghetti western", il percorso che porta i protagonisti (Milian e Volonté) ad un radicale mutamento della propria visione della vita aggiunge al film una dimensione morale raramente riscontrabile in prodotti simili. Uno dei migliori western degli Anni Sessanta.

B. Legnani 17/03/10 11:52 - 4747 commenti

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Sorprendente ed originale. Con la progettazione della rapina in banca (che richiama un altro personaggio di Volonté) il film prende una piega inaspettata, che lo schiude ad una seconda parte in virtù della quale si evita la trappola del temuto manicheismo, si avvince l'attenzione dello spettatore e ci si avvia verso un'affascinante resa dei conti. Il contesto e il potere rendono "cattivi" i "candidi": questo il messaggio principale, cui se ne affiancano altri, da riferire ad altri personaggi, fra i quali l'ottimo Berger. Ben diretto, ben recitato, ben fotografato (tinte pastello, con dominio del marrone chiaro). Frequente l'uso dell'ellissi narrativa.
MEMORABILE: La voce fuori campo di Volonté lega la progettazione alla realizzazione del "colpo".

Cangaceiro 1/04/10 14:49 - 982 commenti

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La grande forza del western è che ti permette di dire tutto quello che vuoi. Sollima sfrutta l'opportunità in pieno gridando al mondo che la sete di potere e l'avidità celate sotto una pàtina di presunta superiorità morale sono decisamente peggiori della fame e dell'ignoranza. I due protagonisti, con caratteri approfonditi in modo esemplare, sono dei personaggi a tutto tondo per antonomàsia. Calza a pennello il rovesciamento di ruoli finale. Regia senza una virgola fuori posto con tante inquadrature profonde e significative. Sontuosi Milian e Volontè.
MEMORABILE: Il prof Fletcher (Volontè) inizia a prendersi con le cattive ciò che vuole...

Bruce 10/09/10 10:41 - 1005 commenti

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Incontro tra mondi lontani; il rozzo ed istintivo bandito Milian e il colto e freddo professore Volontè. I due poli si attraggono ed influenzano, sino a cambiare e a scontrarsi. La violenza non è mai di una parte sola. Dramma politico in western, diretto bene da Sollima con Milian "Bennet Beauregard" bravissimo, Volontè camaleontico e belle musiche di Morricone.

Puppigallo 23/09/10 16:19 - 4515 commenti

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Milian e Volontè sono bravi e la pellicola non può che trarne giovamento. Se poi aggiungiamo un ritmo quasi costante, sparatorie e scambi verbali piuttosto piacevoli, grazie al contrasto tra il modo di ragionare (pane al pane, istintivo) di Milian e quello condito con buona dose di cultura e intelletto di Volontè, ecco che il risultato non può che essere un western riuscito, nonostante il radicale cambiamento di Volontè (da uomo di pace che non spara neanche ai conigli, a fuorilegge senza scrupoli affamato di soldi e potere) sembri un po' eccessivo e quasi stridente.
MEMORABILE: Volontè, dopo aver visto sparare Milian: "Mi sembri abbastanza veloce". E lui: "I cimiteri sono pieni di gente abbastanza veloce".

Manowar79 14/02/11 17:16 - 309 commenti

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Quando ci si chiede come mai il western nostrano venga considerato di gran lunga migliore a quello made in USA (e non solo), la risposta è facilmente ottenibile rispolverando questo film: non è la tecnica che ci rende superiori, ma il linguaggio. Il nostro è un western che parla di anarchia, di valori perduti e ritrovati, di lande desolate in cui sopravvive soltanto chi estrae la rivoltella per primo. Come è lecito aspettarsi, le doti di Milian sovrastano quelle dell'intero cast: Volontè un po' eccessivo, Berger è affidabile ma poco sfruttato.
MEMORABILE: "I cimiteri sono pieni di tipi abbastanza veloci".

Jdelarge 12/05/13 01:15 - 881 commenti

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Sollima mostra attraverso Volonté come possa apparire spregevole un uomo che commette crimini su crimini con la consapevolezza che personaggi come quello interpretato da Milian non avrebbero mai. L'idea è originale, più che altro perché viene inserita nel genere western che solitamente ha delle regole ben precise. Gli altri punti di forza del film sono la fotografia (sempre ben curata nei western di Sollima) e la colonna sonora di Morricone. Una delle poche pecche è l'eccessiva presenza di caricaturismi, necessari, ma un po' troppo marcati.

Black hole 6/08/13 10:56 - 138 commenti

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La nemesi di un quieto professore tisico che, alla ricerca di un clima più asciutto, s'incrocia col mucchio selvaggio di Beauregard Bennet. L'attrazione è reciproca. La superiorità intellettuale di Fletcher si contrappone all'istintività di Boreguard, in un crescendo progressivo che porta alla regressione del primo (la razionalità al servizio del male) e alla crescita del secondo (bandito sì, ma di cuore). È un western atipico e splendido, con un soggetto geniale su personaggi ispirati alla realtà. Il "mucchio" poi è di primissima qualità.
MEMORABILE: Più che il momento, la progressiva mutazione psicofisica di Fletcher che ha il suo clou nel discorso sulla violenza "dotta" applicata al branco.

Rambo90 4/07/13 17:19 - 6392 commenti

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Grandissimo western di Sollima, che ha la sua forza principale nell'ottima idea di mostrare i cambiamenti caratteriali dei due protagonisti di fronte alla violenza e all'avidità. Volontè è gigantesco, rappresenta alla perfezione la metamorfosi del suo personaggio da buono a cattivo, ma gli tiene testa egregiamente Milian in un ruolo che ripete in molti western del periodo; infine c'è Berger, bravo anche lui a rappresentare il classico rappresentante della legge tutto d'un pezzo. Grandi musiche di Morricone, bellissimo il finale.

Giùan 29/04/14 11:58 - 3015 commenti

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Lo sostanzia e differenzia, rispetto alla plumbea plasticità del cinema di Sollima, un diverso dinamismo espressivo, contrassegnato da esterni che risultano quasi fumettisticamente fotografati. Una scelta stilistica che corrobora e segue parallelamente l'evoluzione intellettuale dei due protagonisti, cardine dell'intera storia e riflessione audace, pur se spesso tronfia di verbosità, sul relativismo umano e su come le condizioni socio/ambientali determinino i comportamenti. La coppia Volontè-Milian vale da sola la visione di un film alterno ma memorabile.
MEMORABILE: La lettura delle lettere dopo l'assalto alla diligenza postale.

Saintgifts 24/05/16 10:28 - 4098 commenti

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È un western, certo, ma è solo la scorza esteriore, il genere scelto per dire ben altre cose che non le solite sparatorie, i duelli, i colpi e mostrare i cattivi, i buoni e la legge. Una scorza che però si addice molto bene e permette di raggiungere lo scopo, compreso quello di fare spettacolo, insomma di accontentare un po' (molto) tutti. Catalogarlo come spaghetti western solo perché diretto da un bravo Sollima, interpretato da attori che hanno il copione giusto per dimostrare le loro doti, non è giusto; il suo fine è più universale e trascende i generi.

Ultimo 24/03/16 14:58 - 1370 commenti

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Ottimo western di Sergio Sollima, merito sopratutto di due protagonisti straordinari: Volontè recita una parte notevolissima, passando da tranquillo uomo di cultura a belva scatenata e riesce in alcuni momenti ad annebbiare l'altrettanto bravo Milian, classico bandito da selvaggio west pistolero e spietato. Non fila sempre liscio, ma è uno di quei film che non si dimenticano, condito da buone sparatorie, dialoghi notevoli e un finale memorabile. Grande esempio di western all'italiana.

Nicola81 1/05/16 14:43 - 1976 commenti

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Sceneggiatura davvero originale e dialoghi decisamente sopra la media per uno degli spaghetti western più belli e psicologicamente più complessi, che mette a confronto due differenti forme di violenza: quella frutto di povertà e ignoranza e quella stimolata da una cultura e un'intelligenza superiori, per questo ancora più deprecabile. Volonté grandioso nel passare con disinvoltura (forse persino troppa) da pacifismo a spietatezza, Milian bravo anche senza andare sopra le righe, Berger ottimo terzo incomodo. Vibranti musiche di Morricone.
MEMORABILE: L'inizio; I duetti Volontè/Milian; La lettera intercettata e le sue conseguenze; Il memorabile finale.

Rufus68 25/07/16 19:24 - 3117 commenti

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Sorprendente. La solidità drammaturgica (i campi di campo psicologici dei protagonisti) non è davvero perspicua, ma la professionalità dell'impianto (attori, musiche, paesaggi) induce nello spettatore la sospensione dell'incredulità; e fa scattare alcune domande non banali, sollecitate da un monologo di Volonté: quale il confine fra violenza individuale e violenza di massa quale rivendicazione sociale popolare? Oppure, aggiornato all'oggi: è l'eventuale successo la differenza fra volgare terrorismo e rivoluzione?

Il Dandi 24/07/18 18:24 - 1818 commenti

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Western con una moralità da noir, sostenuto da dialoghi elementari e da caratterizzazioni esasperate ma di innegabile efficacia. Dalla rissa tra Volonté e Nello Pazzafini in poi il film cambia rotta, con un'evoluzione dei personaggi prevedibile ma avvincente, fino al capovolgimento dei ruoli. Milian appare misurato e Volonté (da par suo) sembra più a suo agio nel delirio di onnipotenza successivo che nella timidezza iniziale. Morale: se James Stewart avesse davvero ucciso Liberty Valance non sarebbe diventato un eroe, ma una bestia come lui.
MEMORABILE: La citata rissa tra Volonté e Pazzafini.

Rocchiola 27/05/19 08:25 - 872 commenti

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Secondo tassello della trilogia terzomondista di Sollima. La chiara metafora socio-politica alla base del soggetto impreziosisce un’opera che comunque non riesce a smarcarsi completamente dalle solite situazioni iperboliche dei western nostrani. Il cambiamento di personalità di Volontè è troppo repentino per essere pienamente credibile, Milian è più buffo che cattivo con quella pettinatura a caschetto degna del Bardem di Non è un paese per vecchi e il branco selvaggio del regista romano non ha nulla a che spartire con il Mucchio di Peckinpah.
MEMORABILE: La fuga di Bennet; I discorsi fascistoidi di Fletcher sull’uso della violenza come mezzo di massa; La rapina in banca; Il finale a tre nel deserto.

Lupus73 10/11/19 15:57 - 636 commenti

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Il film, parte di una trilogia (più tematica che narrativa), è davvero un gioiello. Protagonisti due eccellenti attori: Milian nei panni di un fuorilegge (qui non doppiato) e Gian Maria Volontè, un professore proveniente dall'est degli USA trasferitosi in Texas per ragioni di salute. Fantastico l'incontro/scontro di questi due personaggi antitetici che lentamente vediamo trasformarsi per osmosi sociologica, durante il film, fino all'epico finale. Uno spaghetti western da non perdere.
MEMORABILE: Il finale.

Alex75 6/03/20 18:54 - 680 commenti

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Attraverso le evoluzioni in direzione opposta di due personaggi agli antipodi, Sollima, con una riflessione forse un po’ semplicistica ma profonda e lungimirante sul potenziale distruttivo della fredda intelligenza combinata con la violenza, realizza uno degli apici del western “politico”. La trama permette ai due attori protagonisti di dispiegare tutte le sfumature della loro classe (Milian forse con più misura) e di esaltarsi a vicenda senza annullarsi. Epico.
MEMORABILE: Tutti i “faccia a faccia” tra Volonté e Milian sono memorabili, ma quello che resta più impresso è quello finale.

Keyser3 18/04/20 23:34 - 120 commenti

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Grande western (politico) di Sollima, con Volonté in qualche modo precursore dei ruoli che lo renderanno celebre negli anni successivi. Ottimo anche Milian, ma la convincente prova dei due si incastona in una sceneggiatura insolita e originale, scritta da Sergio Donati e dallo stesso Sollima. Dialoghi sofisticati, azione ben calibrata e un finale amaro, ma necessario, lo avvicinano sensibilmente alle eccellenze di Leone. Nel cast anche una sbarazzina Carol André, appena quattordicenne.
MEMORABILE: Il discorso di commiato iniziale di Volonté dai suoi studenti.

Magi94 18/09/20 17:51 - 689 commenti

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Certo ha ingenuità grossolane che non si lasciano perdonare facilmente, tra tutte la conversione un po' veloce di Volonté (i cui dialoghi iniziali sono scritti male) o la donna del campo violentata e subito dopo innamorata. Eppure, la gigantesca allegoria messa in scena da Sollima ha una potenza che riesce a far passare i difetti in secondo piano: gli intellettuali che si lanciano nella rivoluzione, credendosi superiori, precipitano facilmente nel delirio d'onnipotenza. Una regia schietta ma magistrale porta avanti il discorso, anche grazie alla magnifica coppia d'attori.
MEMORABILE: "Bisogna superare la violenza individuale che è crimine per arrivare a quella di massa che è storia".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 24/01/10 17:22
    Segretario - 4677 interventi
    Kaciaro ebbe a dire:
    un bel film , con una attenta analisi introspettiva dei personaggi, al di fuori dello spaghetti western classico, un pelo sotto l'epicita' di Leone ma comunque un gran bel film del bravissimo Sollima. qualcuno sa' se ci furono screzi tra i 2 protagonisti???

    Nelle curiosità l'ho scritto.
  • Discussione Kaciaro • 24/01/10 17:46
    Galoppino - 486 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Kaciaro ebbe a dire:
    un bel film , con una attenta analisi introspettiva dei personaggi, al di fuori dello spaghetti western classico, un pelo sotto l'epicita' di Leone ma comunque un gran bel film del bravissimo Sollima. qualcuno sa' se ci furono screzi tra i 2 protagonisti???

    Nelle curiosità l'ho scritto.
    grazie vadoa controllare, avevo letto qualcosa in rete, del resto 2 personalita' cosi' forti come Milian e Volonte'.....
  • Curiosità Kaciaro • 24/01/10 17:49
    Galoppino - 486 interventi
    Matalo! ebbe a dire:
    il che avrà giovato a questo ottimissimo filmconfermo il contrasto avra' giovato alle riprese
  • Musiche Homesick • 6/02/10 08:27
    Capo scrivano - 1378 interventi
    Colonna sonora disponibile nel cd Screen Trax:



    01. Involuzione (Arrivederci Professor Fletcher)
    02. Faccia a faccia (Titoli)
    03. Attimi irripetibili
    04. Preannuncio (Una pallottola in piu')
    05. Misterioso e ostinato (Charley Siringo)
    06. Faccia a faccia (Una stella di sceriffo)
    07. Involuzione (Il Professor Fletcher)
    08. Clandestinamente
    09. Faccia a faccia
    10. Tensione sottintesa
    11. Faccia a faccia
    12. Scatto conclusivo
    13. Ballando sull'aia
    14. Faccia a faccia (Intermezzo)
    15. Square dance (Faccia a faccia)
    16. Disperata nostalgia (Maria)
    17. Faccia a faccia (Attacco al treno)
    18. Faccia a faccia (Duello)
    19. Tensione sottintesa (Attaco all banca)
    20. Disperata nostalgia
    21. Misterioso e ostinato (Arriva Siringo)
    22. Preannuncio
    23. Misterioso e ostinato (Arriva Siringo)
    24. Falso preannuncio
    25. Tensione sottintesa (Partenza del branco saelvaggio)
    26. Faccia a faccia (Il ritorno di Beauregarde)
    27. Faccia a faccia (Intermezzo secondo)
    28. Involuzione
    29. Seconda conclusione
    30. Involuzione (Morte di Fletcher)
    31. Faccia a faccia (Titoli di testa)


    Sedici brani erano stati inclusi nel cd edito da Mask, abbinati a quattordici pezzi de La resa dei conti:

    Ultima modifica: 10/04/16 08:03 da Zender
  • Musiche Homesick • 6/02/10 08:36
    Capo scrivano - 1378 interventi
    Esiste anche una "expanded edition" di 34 brani, pubblicata dalla giapponese Verita Note:

    tracks
    01. Faccia a faccia (Titoli)
    02. Preannuncio
    03. Misterioso e ostinato
    04. Clandestinamente
    05. Faccia a faccia (Intermezzo)
    06. Falso preannuncio
    07. Attimi irripetibili
    08. Scatto conclusivo
    09. Faccia a faccia (Ripresa)
    10. Seconda conclusione
    11. Disperata nostalgia
    12. Tensione sottintesa
    13. Involuzione epica
    14. Faccia a faccia (Finale)
    15. Ballando sull'aia
    16. Square dance
    17. Involuzione epica (# 2)
    18. Preannuncio (# 2)
    19. Misterioso e ostinato (# 2)
    20. Faccia a faccia
    21. Involuzione
    22. Disperata nostalgia
    23. Faccia a faccia (ripresa # 2)
    24. Faccia a faccia (Duello)
    25. Tensione sottintesa
    26. Misterioso e ostinato (# 3)
    27. Tensione sottintesa (# 2)
    28. Faccia a faccia (ripresa # 3)
    29. Faccia a faccia (Intermezzo # 2)
    30. Involuzione epica (# 3)
    31. Faccia a faccia (ripresa # 4)
    32. Faccia a faccia (suite)
    33. Faccia a faccia (Titoli - stereo)
    34. Faccia a faccia (Intermezzo - stereo)
    Ultima modifica: 10/04/16 08:04 da Zender
  • Homevideo Didda23 • 3/12/13 11:11
    Comunicazione esterna - 5721 interventi
    Disponibile dal 23/01/2014 per Cult Media
  • Musiche Lucius • 10/04/16 00:13
    Scrivano - 8319 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:


    Ultima modifica: 12/04/16 20:58 da Lucius
  • Homevideo Rocchiola • 24/05/19 08:33
    Call center Davinotti - 1142 interventi
    Appena visionata la lussuosa edizione della francese Wild Side, uscita nel luglio 2018 in versione digibook combo Bluray+DVD. L'immagine proposta deriva da un nuovo master restaurato in HD e risulta priva di imperfezioni ed a tratti molto nitida e definita mentre in alcune scene pare un po’ meno incisiva ed un po’ più granulosa. Il formato video è quello corretto panoramico anamorfico 2.35. I colori sono vivaci e ben equilibrati. L'audio originale italiano 2.0 originale è discretamente potente e chiaro, unica pecca che è visibile solo con i sottotitoli francesi che non possono essere rimossi. Tuttavia se il vostro lettore possiede la funzione di posizionamento dei sottottoli, è possibile spostarli al di fuori dallo schermo. In tal modo anche se fissi non si vedono sullo schermo durante la visione del film. Insomma sono presenti ma è come se non ci fossero. Questa edizione propone la versione cinematografica di 94 minuti in francese, in italiano sottotitolato ed in inglese e la versione director’s cut lunga di 110 minuti disponibile in francese ed in italiano sottotitolato, ma ripeto se avete l’opzione di posizionamento dei sottotitoli non è un problema perché si posso spostare dall’area dello schermo. Una menzione infine per il booklet piuttosto corposo, il quale benché in lingua francese è comunque ricco di fotografie ed immagini a colori. L'edizione sopra descritta è acquistabile su Amazon.fra ad un prezzo di 25 euro circa comprensivo delle spese di spedizione. Insomma ancora una volta per i film nostrani dobbiamo rivolgerci all’estero per avere un’edizione degna d’attenzione !!!
    Ultima modifica: 24/05/19 08:41 da Zender
  • Homevideo Zender • 24/05/19 08:42
    Consigliere - 43611 interventi
    Sì, Rocchiola, non serve scrivere "possono essere rimossi" ogni volta. Non tutti i lettori posson farlo, quindi detto una volta basta.
  • Discussione Alex75 • 31/03/20 16:52
    Call center Davinotti - 625 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Kaciaro ebbe a dire:
    un bel film , con una attenta analisi introspettiva dei personaggi, al di fuori dello spaghetti western classico, un pelo sotto l'epicita' di Leone ma comunque un gran bel film del bravissimo Sollima. qualcuno sa' se ci furono screzi tra i 2 protagonisti???

    Nelle curiosità l'ho scritto.


    Mi sembra che il rapporto Milian-Volonté rispecchi un po' quello che l'attore cubano ebbe più tardi con Maurizio Merli. Infatti Milian girò solo un altro film con Volonté (Banditi a Milano), senza mai incontrarlo sul set, proprio come, nel 1977, non si trovò mai in scena con Merli in Il cinico, l'infame, il violento , dopo le botte sul set di Roma a mano armata.
    Ultima modifica: 31/03/20 16:52 da Alex75