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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Cubi e seghe ci avevano insegnato che di solito nella stanza vuota e misteriosa ci si ritrova per cause di forza maggiore, magari dopo aver perso la memoria. Qui no, ci si entra per un test di assunzione la cui posta in gioco è evidentemente altissima. Gli otto candidati si siedono di fronte a un foglio bianco nella cupa stanza suddetta con un supervisore che spiega le semplici regole: di fronte a voi c'è una domanda, dovrete trovare la risposta; chi danneggia il foglio verrà eliminato. La risposta a cosa, ci si chiede, se nel foglio non è scritto niente? Chi vivrà vedrà, è proprio il caso di dirlo. Intanto l'orologio digitale...Leggi tutto parte: 80 minuti il tempo concesso. I candidati si guardano, non capiscono, cominciano a riflettere: non han detto che non è permesso parlare tra noi, non han detto che non possiamo alzarci... Si può fare tutto ma forse è bene cominciare a guardarsi attorno, a studiare le luci della stanza, il foglio... L'avvio, per quanto non certo originale, è stimolante, lo stile registico di Stuart Hazeldine minimale, essenziale e raffinato. Niente musiche o quasi, focus sui personaggi e i loro caratteri. Ovviamente i dialoghi (opera dello stesso regista) rivestono la parte più importante: ci dovranno dire se qualcuno riuscirà a ottenere la risposta desiderata e come. Hazeldine guarda con decisione ai modelli cui s'ispira e si adegua, facendo salire come può la tensione (senza troppo riuscirci), mantenendo viva la curiosità di chi assiste attraverso indizi svelati gradatamente e che quanto più possano stupiscano. Il problema è che non lo fanno. Non c'è traccia della genialità necessaria a sostenere un film così né si può dire esista un solo personaggio memorabile, tra gli otto protagonisti. Le frasi ad effetto son quelle che chi conosce il genere si aspetta, così come i supposti colpi di scena, con una buona dose di forzature che è difficile far rientrare nella norma anche straordinaria di un concorso di lavoro. Qualche invenzione buona c'è, naturalmente, ma non nel numero che si può sperare e la soluzione non convince: né in sé né per come la si raggiunge. Fortunatamente, come detto, la curiosità di conoscere la conclusione, in film così, tiene comunque desta l'attenzione, e se il regista – come in questo caso – sa mantenere la misura e contenere le esagerazioni non c'è troppo da lamentarsi. E' una formula ampiamente codificata ed è difficile sbagliare, se si conosce un minimo il mestiere. Si spererebbe però in un minimo di inventiva in più, la prossima volta.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/06/10 DAL BENEMERITO BRAINIAC POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/10/17
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Schramm 18/07/10 17:14 - 2447 commenti

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La vita è tutta un quiz, il quiz è tutto un quid, ma se indovini poche emozioni: un'ennesima partita di shanghai cerebrale per i soliti autoreclusi guinea pigs sospiranti "io speriamo che me la cavia" in una panic room con vivace autonomia di tricks and traps. Naturalmente tutti Einstein provetti con QI a 300, al servizio di uno script che quanto ad arziGogol, contorsioni e ferragginosità fa la voce sempre più grossa. Attorno al pneuma dell'empietà fa narcisa mostra di sé una forma in ghingheri, che non sottrae a sbuffi di noia un altro Cluedo-movie che colma la misura della pretenziosità.

Brainiac 14/06/10 17:42 - 1083 commenti

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Va bene che gli esami ci sono ogni semestre, ma qui spunta un candidato all'esperimento ogni luna calante. Cavie da laboratorio nella stanza di biologia, teorie dell'omicidio-perfetto come filosofia, cubi a geometria: Exam copia male (Mr.White e Mrs.Blonde come nick degli anelanti-manager) e pone quesiti più fuori dal tempo del questionaro dei tre giorni. Non andrebbe male allo scri(pt)to dato che i tòpoi tengono (cosa saremmo disposti a fare per vincere?) ma nel test pratico ha lacune colossali. Rimandato a settembre, augurandoci che per quel dì non ci siano ulteriori asinacci a far comunella.

Greymouser 14/07/10 00:54 - 1458 commenti

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Costruito anche bene, con tutti i passaggi giusti fino alla rivelazione finale. Il problema è che la materia trattata è tutta di seconda mano, e la sensazione costante di già visto non è compensata da nessuna particolare trovata registica. L'ambientazione statica contribuisce ulteriormente all'andamento monotono e monocorde del film. Nulla di rilievo, insomma, da segnalare.

Daniela 4/03/11 08:12 - 9634 commenti

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Ennesima variazione dell'asserzione "L'enfer c'est les autres" di Sartre (espressamente richiamato): otto candidati di vario sesso, etnia, cultura, motivazioni, chiusi in una stanza in compagnia di una guardia muta, devono affrontare un test il cui scopo principale non è fornire la risposta ma trovare la domanda. Discretamente confezionato, ma risaputo, privo di reali sorprese (e dai, chi non capisce subito il ruolo dell'elemento estraneo?), forzato oltre ogni verosimiglianza. Non brutto, quindi vedibile, ma piuttosto inutile.

Deepred89 22/04/12 21:08 - 3309 commenti

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Intrigantissimo gioco intellettuale, dotato di un'ottima idea di partenza condotta in modo più intelligente nell'apparenza che nella sostanza (i vari ribaltamenti colpiscono solo all'inizio e presto vengono rimpiazzati dalla violenza), ma in grado di appassionare e di chiudere il tutto con una soluzione onesta e non completamente prevedibile (nonostante un colpo di scena evitabile e un altrettanto evitabile spiegone). Discreto cast (c'è pure Pollyanna "the woman" McIntosh), regia pulita e funzionale, fotografia claustrofobica. Bel film.
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