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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/10/18 DAL BENEMERITO XAMINI
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Lou 11/11/18 00:47 - 960 commenti

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Scamarcio e Mastandrea offrono una prova molto convincente dando lustro al secondo film della Golino, una storia intima e a tratti struggente sul rapporto tra due fratelli molto diversi che si riavvicinano a causa della malattia di uno dei due. Mastandrea è una conferma, ma chi più stupisce è Scamarcio, che nel ruolo di un gay tossicomane, esuberante e pieno di soldi riesce a essere molto spontaneo e intenso.

Galbo 29/10/18 05:43 - 11387 commenti

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Il secondo film da regista di Valeria Golino parla delle connessioni sentimentali tra due fratelli diversi in tutto, in cerca di un filo conduttore emotivo comune. Film che supplisce ad una trama non esaltante con un approccio di grande profondità alle psicologie dei personaggi di cui è ricostruito bene il contesto umano e familiare, la fragilità personale e il rapporto con la morte. Intense interpretazioni dei due attori protagonisti che trovano un (forse inaspettato) feeling reciproco.

Xamini 28/10/18 18:35 - 1012 commenti

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Valeria Golino (al suo secondo film, dopo il già apprezzato Miele) mi costringe a fare la pace con Scamarcio: il rapporto tra la camera da presa e il protagonista è senz'altro l'aspetto più interessante e ne esalta il lavoro di costruzione di un personaggio istrionico, oltreché la recitazione. Da Mastandrea la solita gestualità, il solito piglio, qualcosa che affettuosamente ci si aspetta da lui. Un po' tanta camera a mano, forse non necessaria, ma in ogni caso una regia intimista e assai gradevole. Piacevole e, d'improvviso, intenso.

Bubobubo 1/11/18 11:09 - 1199 commenti

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Con una sensibilità artistica di grande spessore, dopo il coraggioso Miele Valeria Golino torna a indagare la complessità delle relazioni interpersonali messe alla prova da una dura sfida esistenziale. Qui è l'amore-odio tra due fratelli diversissimi in tutto (nel privato, nell'orientamento sessuale, nel censo) a dover reggere l'impatto di una spietata diagnosi medica. Tra atavici sensi di colpa, il bisogno di controllo, il fantasma di un'ingombrante figura materna e nodi familiari irrisolti, il dramma si consuma con eleganza e intensità.

Ryo 22/11/18 02:25 - 2169 commenti

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Ottima pellicola che riconferma Valeria Golino come ottima regista e narratrice di storie che toccano l’animo e lasciano il segno. Accoppiata riuscita quella di Scamarcio e Mastrandrea, inusuali entrambi per ruoli così altamente dramamtici, eppure decisamente funzionali e credibili, creando un rapporto “vero”. La profondità dei personaggi è resa bene con altalene di evoluzione/involuzione raccontate in maniera mai banale, toccando temi sociali di vario genere. Ricco di scene poetiche, il finale su tutte.
MEMORABILE: La decadenza di Scamarcio; "Ma tu lo prendi o lo dai?"; Il duetto di Stanlio e Ollio all'ospedale.

Capannelle 17/02/19 16:33 - 3721 commenti

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Una storia non facile da raccontare e due interpreti che non siamo abituati a vedere insieme. La mano della Golino è capace e versatile, non vuole ricorrere a facili espedienti ma manca quel quid in grado di far decollare il racconto con continuità: si anima in certe sequenze ma non acquista profondità. Scamarcio conferma le sue qualità e Mastandrea fa da contraltare tormentato, prigioniero però di un personaggio indolente e senza un'adeguato background. Trascurabili gli altri personaggi.

Caveman 9/01/19 00:31 - 168 commenti

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Dramma diretto dalla Golino che non punta mai alla lacrima facile, ma anzi pone riflettessioni e finanche sorrisi: sono molto bene caratterizzati i due protagonisti e se Mastandrea è validissimo interprete in prodotti del genere, Scamarcio sorprende positivamente (aiutato forse anche dal ruolo) dimostrando una maturità insospettabile. Certo non sono tutte rose e fiori, il rapporto tra i due fratelli è ben delineato e costruito; quello che stona sono le interpretazioni del resto del cast, soprattutto quellde del duo Ferrari/Trinca.
MEMORABILE: “Stanlio e Ollio”.

Gabrius79 22/09/19 19:17 - 1193 commenti

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Seconda prova registica di Valeria Golino che si basa principalmente su due ottime prove attoriali di Mastandrea e Scamarcio, che stupiscono per la loro alchimia e che si calano nelle loro parti molto egregiamente. La storia di per sé a tratti vacilla ma sa coinvolgere senza scadere in troppe banalità. Trinca e Ferrari poco utilizzate e sottotono.

Rambo90 22/08/19 15:48 - 6347 commenti

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Non male, anche se retto soprattutto dai due interpreti principali, un Mastandrea naturalissimo come sempre e uno Scamarcio più in parte del solito che quasi stupisce. La sceneggiatura offre loro alcuni momenti di simpatica tenerezza, ma anche tanta banalità e qualche lungaggine evitabile. La regia fa il possibile per riprendere il tutto con realismo, con qualche abuso di camera a mano ma nel complesso riuscita. Interessante ma imperfetto.

Paulaster 10/04/20 14:22 - 2783 commenti

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Due fratelli si riavvicineranno durante la malattia di uno dei due. Tema degli opposti che si conciliano quando ormai è tardi; solo nel finale si arriva al punto della questione. Prima viene tratteggiato a fondo il ruolo di Scamarcio lasciando il moribondo Mastandrea ai margini e con l'ultimo inserto della Trinca incollato alla storia. La Golino cerca di non essere banale come inquadrature ma sembra che manchi l'amalgama complessiva.
MEMORABILE: Scamarcio rifiutato dal ragazzo muscoloso; La lite tra i fratelli; Il vasetto di crema per le medicine.

Westonberg 11/04/20 22:17 - 28 commenti

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La Golino in questo bellissimo film riesce a indagare con la sua sensibilità il mondo maschile di due fratelli (Mastandrea e Scamarcio). Oltre alla sceneggiatura lodevole, alla buona riuscita del film partecipa una fotografia attenta e la recitazione ineccepibile dei protagonisti (per esteso ottimo tutto il cast). Viaggia lungo una sottile e difficile filo di incomprensioni, amore fraterno, egoismo ed emozioni pure e umane.
MEMORABILE: I titoli di testa; I papaboys; La madre dei due fratelli; La scena finale.

Redeyes 24/04/20 10:51 - 2144 commenti

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La Golino torna a dirigere e lo fa con estrema bravura in una Roma tanto bella, generosa e sfarzosa quanto vuota. Contraltare di tanta beltà è un Mastandrea che con il suo sguardo da perdente porta sulla scena un ottimo malato terminale non poi così inconsapevole come lascerebbe pensare. Si apprezzano la falsa euforia e le cadute, estremamente ben rese, la sconfitta e le piccole vittorie come un abbraccio sotto un cielo nero per un storno di uccelli in volo.

Giùan 4/05/20 14:43 - 2991 commenti

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Come in Miele il "concept" del film è certamente audace e la Golino si prende i suoi bei rischi. Tutta la fase di presentazione è svolta con bella lucidità registica fornendo un non comune approfondimento dei protagonisti, una coerente rappresentazione degli ambienti e del milieu. Poi però, come nel precedente lungometraggio, sembra mancare un guizzo di irrazionalità e ci si impantana un po' nelle secche dell'"autoraggio" all'italiana. Un vero regalo d'amore il personaggio "donato" a Scamarcio, invero bravissimo. Mastandrea crepuscolarmente a suo agio.

Gordon 30/05/20 18:44 - 170 commenti

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La Golino si cimenta in un buon film drammatico che indaga il rapporto tra due fratelli agli antipodi. Le interpretazioni di Scamarcio e ancor di più di Mastandrea sono senza dubbio un valore aggiunto, cui si aggiungono le valide prove della Ferrari e della Trinca. Inoltre la regia, pur compassata, tiene un buon ritmo e nel complesso anche la sceneggiatura e la fotografia soddisfano. Peccato però per un pretesto banale come la malattia degenerativa e per un finale eccessivamente mieloso.
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