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In attesa di comparire nel box Ultimi commenti: Capannelle (15/08/22 18:22)
TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/06/22 DAL BENEMERITO XAMINI
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Xamini 27/06/22 14:12 - 1130 commenti

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Luhrmann indugia a modo suo sul mito di Elvis e, impossibilitato a riprodurne per intero tutti i dettagli della storia, ne riassume con montaggio serrato o qualche cenno alcuni momenti salienti, concentrandosi sulla sua controversa relazione con il colonnello Parker, suo manager. Austin Butler ha il volto, i movimenti e il carisma adeguato a rappresentare il re del rock e su Tom Hanks non serve dire molto. Ne risulta un'opera (piuttosto lunga) fatta di luci, colori, frenesia e un velo di tristezza, la stessa che ha ammantato la vita di una delle icone più significative del rock.

Leandrino 6/07/22 10:03 - 409 commenti

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Un gigantesco e rigoglioso ritratto volutamente parziale, che restituisce la figura di Elvis in tutto il suo leggendario fulgore. Talvolta difficile da seguire, visto il ritmo forsennato col quale macina elementi eterogenei - soprattutto nei momenti iniziali: montaggio da videoclip con voce over, fumetto, ricostruzione - per tutta la sua mai eccessiva durata; ma a ripagare sono i momenti culminanti, come una giostra che alterna i momenti di panico a quelli di quiete. Un meccanismo narrativo dichiarato, che lascia quasi sempre con gli occhi lucidi e il cuore stanco.

Pinhead80 7/07/22 08:53 - 4327 commenti

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La storia di Elvis Presley, il Re indiscusso del rock and roll, viene raccontata da Baz Luhrmann attraverso la narrazione del "Colonnello", il manager nonché la figura più discussa e controversa che ha determinato la carriera dell'artista. Ampio spazio, e non poteva essere altrimenti, viene dato alla musica, che scandisce ogni singolo momento della spettacolare e travagliata vita di Presley. Il racconto è ben strutturato e ricco di particolari che fanno luce sul mito di Elvis e sulla profonda solitudine che lo affliggeva. Ottima e sentita l'interpretazione di Austin Butler.

Rebis 8/07/22 10:55 - 2193 commenti

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Se cercate l'uomo dietro le immagini, troverete solo le immagini. Se cercate la storia mai raccontata, troverete la storia tramandata. Quella di Luhrmann non è progettualità biografica, ma la sua cifra autoriale prestata al Re del Rock: ipertrofia visiva, classicismo tout court che si abbevera alle sorgenti del melodramma faustiano; la maniera della vecchia maniera, insomma. Ma è anche resa socratica al "non sapere", quindi onestà intellettuale e abnegazione al cospetto del mito. Ne deriva un film paradossale e ossimorico: umile ed esagerato. Butler? Solo un ultracorpo, naturalmente.

Deepred89 9/07/22 02:41 - 3517 commenti

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Sarebbe stato un biopic hollywoodiano come i tanti altri dedicati a musicisti celebri (solita struttura ascesa-declino ecc.), ma fortunatamente regia e soprattutto montaggio riescono a vivacizzare al massimo lo scontato materiale narrativo, con una fascinazione per il movimento di macchina e lo split screen non lontanissima da certi lavori di De Palma. Riuscito anche il tentativo di comunicare, a livello visivo e sonoro, l'impatto spregiudicato e travolgente che Elvis ebbe nella sua epoca, specialmente agli albori. Durata eccessiva, come al solito. Notevole il make up di Tom Hanks.

Muttl19741 11/07/22 11:15 - 144 commenti

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Biopic psichedelico e lisergico dedicato a un enorme talento imprigionato nelle proprie origini, nelle proprie debolezze e ingenuità. Un musical che fortunatamente non tenta nemmeno di narrare le vicende della vita di Elvis, ma che si dedica a comporre e rievocare la sua anima fragile, devota prima e oltre tutto al proprio pubblico, che non tradirà mai fino alla prematura fine. Scelta registica coraggiosa, premiata da un ottimo risultato. Superfluo parlare della colonna sonora, strepitosa la prova d'attore del protagonista Austin Butler.

Paulaster 25/07/22 09:32 - 3699 commenti

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Biopic che si sofferma sugli eventi più rappresentativi della carriera di Presley, rappresentati da Luhrmann come fosse un’opera pop. Più che una mera descrizione di fatti, la regia enfatizza il sensazionalismo della figura del cantante nella scena musicale. Inizio travolgente e con meno idee nella fase centrale. Il film  riprende a Las Vegas e stringa nel finale. Giusta la scelta di riproporre i brani in chiave più moderna. Butler ha solo un lieve fascino ma ha a che fare con un gigante del rock; Hanks resta prigioniero del make up e sfrutta solo qualche espressione. Si poteva scavare di più.
MEMORABILE: Le urla delle ragazze; Le prove a Las Vegas; L’ultimo concerto.

Herrkinski 8/08/22 02:38 - 6823 commenti

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Più che un biopic, un gigantesco videoclip di due ore e mezza che inquadra alcuni momenti salienti della carriera di Presley - pur quasi sempre piuttosto romanzati, se non inventati - e il suo rapporto burrascoso col manager; si potranno perdonare a Luhrmann certi slanci modernisti improbabili (i brevi inserti rap su tutti) e alcuni cenni storici didascalici e superficiali, a fronte di un impatto visivo strepitoso e della ricostruzione notevole di alcune esibizioni di Elvis. Encomiabile la prova di Butler, sia fisicamente che nell'imitazione dell'accento, e di Hanks sotto make-up.
MEMORABILE: I disordini durante l'esibizione di "Trouble"; Gli spettacoli a Las Vegas; Lo special televisivo.

Daniela 9/08/22 17:50 - 11647 commenti

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La storia di The King raccontata dal discusso manager che riuscì a farlo diventare una star ma lo tenne anche prigioniero in una gabbia dorata per propri interessi personali. Se l'adozione di questo punto di vista particolare consente a Luhrmann di evitare l'agiografia e le sue capacità registiche risaltano nella brillantezza della messa in scena e del montaggio, sono però le interpretazioni la vera carta vincente: pesantemente truccato, Hanks fornisce un'ottima prova nei panni del suo ambiguo personaggio mentre Butler impressiona per somiglianza e intensità. Biopic trascinante.
MEMORABILE: La prima esibizione vestito di rosa; Le trattative del manager durante la prima esibizione sul palco dell'International Hotel a Las Vegas.

Capannelle Ieri 23:11 - 4072 commenti

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Parte alla grande, con un montaggio e una potenza visiva a cui Luhrmann ci ha abituato nei suoi precedenti lavori. Il kitsch si limita ad alcune grafiche e la cornice creata attorno a un magnetico Butler, che sa trasmettere la giusta dose di energia e sbruffonaggine, è di alto livello. Nel secondo tempo parte dell'energia viene dissipata e non solo perché iniziano la parabola discendente e i suoi dissidi con il Colonnello, figura cui Hanks presta l'abituale bravura nonostante il pesante trucco. Ad ogni modo durata e salti temporali non pesano, lo spettacolo vale il biglietto.

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