È arrivata la felicità

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Titolo originale: Mr. Deeds Goes to Town
Anno: 1936
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: E non "E' arrivata la felicità". Soggetto dal racconto "Opera Hat" dello scrittore statunitense Clarence Budington Kelland.
Numero commenti presenti: 6

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/02/09 DAL BENEMERITO PIGRO
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Pigro 13/02/09 09:43 - 7734 commenti

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Ragazzotto di provincia eredita una fortuna da un magnate di New York, ma in città lo aspettano avvoltoi per spennarlo o per beffarsi della sua ingenuità, come fa una giornalista di cui avventatamente si innamora. Spendida fiaba in puro stile Capra, che affonda il coltello nella piaga della sperequazione economica. Il lieto fine d'obbligo non smorza del tutto le riflessioni sulla necessità di una politica capace di far girare il denaro per incentivare la produzione. Quasi attuale... e comunque piacevole.

Renato 26/01/10 12:30 - 1534 commenti

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Commedia romantica à la maniera di Frank Capra. Quindi onestà, ingenuità, esaltazione della vita semplice, romanticismo, patriottismo e così via, ma diamine il film è scritto e diretto come si deve. Straordinario cast specialmente nei ruoli secondari (Lionel Stander e H.B.Warner impagabili) ed una storia che -in alcuni momenti- mi ha persino commosso, ed è tutto dire vista l'improbabilità pressoché totale della vicenda narrata. E Gary Cooper è perfetto nei panni di Longfellow Deeds.

Stefania 15/11/11 02:25 - 1600 commenti

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Costruito sulla polarizzazione campagna-città, innocenza rurale e corruzione urbana, il film è una fiaba perfettamente ancorata alle realtà della Grande Depressione, del cinismo della stampa scandalistica, dell'ottusità del sistema giudiziario, della frivolezza del jet-set. Prima parte brillante, delizioso l'evolversi, tra equivoci, tenerezze e rimorsi, della storia d'amore tra Cooper e la Arthur, purtroppo la seconda parte, quella... "giudiziaria", è una zavorra: troppo lunga, e il finale "facilone" spazza via frettolosamente la sottile inquietudine che pervade il film.
MEMORABILE: La notte brava di Longfellow. La testimonianza delle due vecchiette al processo.

Giùan 18/04/13 16:58 - 2934 commenti

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Se certa sdolcinatezza a buon mercato può risultar indisponente e alcuni schematismi del suo cinema son prossimi alla superficialità, il tocco di Capra brilla ancora per speditezza narrativa e coerente volontà di dire qualcosa di americanamente democratico in un contesto filmicamente “leggero”. Cooper è imprevedibilmente quanto disarmonicamente in parte e la sua alchimia con Jean Arthur palpabilmente erotica. E che caratteristi! L’autarchico doppiaggio spesso distoglie l’attenzione (Cincinnato per Cinderella non si può proprio sentire).
MEMORABILE: Le sorelle zitelle di Mandrake falls; L’eco notturno nella casa; Lo psicanalista austriaco; Il final con Cooper che rientra in aula per prender la Arthur.

Rambo90 10/06/17 18:12 - 6318 commenti

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Uno dei grandi classici di Capra. Una commedia molto divertente ma anche con una sua condivisibile morale (che il regista riproporrà altre volte). Cooper è fantastico: tratteggia alla perfezione il suo personaggio di campagnolo dal cuore puro e lo spettatore fa subito il tifo per lui. Non da meno il cast di contorno con la brava Arthur e un simpatico Stander. La sceneggiatura (pur con qualche momento di stanca) è frizzante e il film ha retto molto bene al passare del tempo. Da vedere.

Daniela 2/02/18 23:12 - 9226 commenti

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Giovanotto ingenuo ma dotato di un robusto buon senso oltre che di buon cuore si ritrova al centro dell'attenzione quando eredita una grossa fortuna... Favola morale incentrati su alcuni dei temi cari a Capra, in particolare quello secondo cui il denaro non è in grado di dare la felicità, che può essere trovata solo nella cose semplici della vita. Anche se non siamo ai livelli dei massimi capolavori del regista, il film è una commedia amabile e rasserenante, interpretata con brio da Arthur, giornalista scaltra che si scopre vulnerabile, e da Cooper, adorabie miliardario "picchiatello".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Pigro • 17/09/11 11:56
    Consigliere avanzato - 1480 interventi
    Zender, è proprio una piccolezza, ma ho visto che in genere si mette la e accentata anziché con l'accento/apostrofo come ho messo io nel titolo quando ho inserito la scheda. Quindi, sarebbe più elegante uniformare: È arrivata la felicità anziché E' arrivata la felicità.
  • Discussione Zender • 17/09/11 12:19
    Consigliere - 43440 interventi
    In realtà non esiste una regola, per questo. Anzi, io inizialmente li mettevo tutti con l'apostrofo, per cui credo che la maggioranza siano ancora così...
  • Curiosità Daniela • 2/02/18 23:26
    Consigliere massimo - 5072 interventi
    Fra le tante licenze prese dagli adattatori della versione doppiata in italiano (più breve dell'originale), segnalo in particolare questa:
    nei dialoghi si accenna più volte al soprannome affibbiato dai giornali al novello miliardario, "Cincinnato". La traduzione avrebbe dovuto parlare piuttosto di "Cenerentolo", come dimostra l'inquadratura del giornale che Cooper tiene fra le mani:

  • Curiosità Daniela • 2/02/18 23:39
    Consigliere massimo - 5072 interventi
    Frank Capra vinse l'Oscar 1937 per la migliore regia.
    Fra le altre quattro candidature figurava anche quella a Gary Cooper come miglior attore protagonista, che venne però battuto da Paul Muni con "La vita del dottor Pasteur".