Donnie Brasco

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Donnie Brasco
Anno: 1997
Genere: gangster/noir (colore)
Numero commenti presenti: 37
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ci avevano insegnato che le regole nella mafia sono di ferro (IL PADRINO), che un infiltrato prima di entrare nelle grazie di un gruppo di gangster deve sudare sette camicie e rischiare a ogni scena la pelle (LE IENE), e invece in DONNIE BRASCO che succede? Che il qui monoespressivo Johnny Depp - praticamente una maschera con gli occhi da cernia - in dieci minuti consiglia il sottoboss Lefty (Al Pacino), gli malmena un creditore e diventa senza un minimo di credibilità il suo protetto. Ecco: credibilità; è la parola chiave per capire un film fors’anche originale ma plausibile quanto THE TOXIC AVENGER...Leggi tutto. Questi mafiosi (e dire che tra loro, nella parte del capoccia, troviamo persino il glorioso Michael Madsen) sono degli zuzzurelloni: hanno un nuovo affiliato e non si curano di controllarne la vita privata. E infatti Donnie Brasco/Depp lascia i mafiosi e se ne torna spesso a casa dalla moglie o in centrale dsll'FBI, registra tutti i colloqui possibili, si fa prestare uno yacht dai federali e nessuno sospetta nulla. Eppure dovrebbe essere una storia vera, l'autobiografia dell'agente Joseph Pistone. Evidentemente gli sceneggiatori l’hanno letta molto superficialmente e il montaggio tremendo l’ha resa così confusa da non rendere congruenti interi passaggi. Superflue le parentesi matrimoniali, che ricordano quelle viste in JFK e in molti altri blockbuster, inutili concessioni a un melodramma che la faccia di pietra di Depp rende risibile. Al Pacino è sempre bravo, il suo personaggio è sfaccettato e interpretato con la dovuta profondità, ma si inserisce in un contesto povero, lontano non solo dal PADRINO ma anche dai De Palma e gli Scorsese. Manca di tridimensionalità e la riesce a recuperare solo nel finale al sangue, ricalcando i classici.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Magnetti 17/04/07 16:09 - 1103 commenti

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Splendide prove d'attore per Al Pacino e Johnny Depp in un film che si ricorda anche per il "ma che te lo dico a fare?" (forget it about), tormentone sempre sulla bocca di Lefty che provvederà anche a spiegarne il significato (da ascoltare con attenzione). La trama in alcuni punti è inverosimile, ma veder recitare Al Pacino e Depp in questo modo è un piacere, anche se il personaggio di Lefty è un po' sfigato, tanto che lo spettatore starà dalla sua parte piuttosto che da quella dell'infiltrato Pistone. Da vedere.

Puppigallo 9/05/07 20:09 - 4628 commenti

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E’ un film decisamente riuscito, con un grande Pacino, malinconico e perdente (Lefty, malavitoso assai poco considerato) e un altrettanto bravo Depp (poliziotto infiltrato con problemi familiari). Tra i due nascerà una sincera e pericolosa amicizia, visto che il poliziotto in incognito è lì per distruggere il mondo di Lefty. Bello il rapporto tra i due, che si consolida a tal punto da trasformarsi quasi in padre-figlio (quello di Lefty si droga). Qua e là la tensione si taglia col coltello (il primo incontro; al ristorante cinese; il viaggio con sorpresa felina). Davvero notevole.

Galbo 26/11/07 06:02 - 11639 commenti

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Un ottimo film che per una volta non si occupa delle grosse questioni di mafia ma della lotta quotidiana per la sopravvivenza di un "manovale" della mafia (Lefty) e più che la violenza (raramente mostrata nel film) cerca l'introspezione psicologica ed il raffinato studio di catratteri. Ottima la regia di Newell ed assolutamente di rilievo le interpretazioni di tutto il cast: Pacino fornisce una delle migliori prove della sua carriera alle prese con uno splendido personaggio decadente e Johnny Depp non gli è da meno.

G.Godardi 30/12/07 16:12 - 950 commenti

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In fondo il regista Newell è un infiltrato come lo è il protagonista del film. Anche lui si inserisce in un ambiente a lui estraneo (Hollywood) per tentare di realizzare un anti mafia-movie (la descrizione di piccoli mafiosi sfigati di mezza tacca che faticano a sbarcare il lunario!). Ma anche lui a metà strada rimane infatuato da quel mondo e cede alle facili lusinghe del sensazionalismo hollywoodiano. Rimane comunque un buon film e soprattutto vanno ricordate la bellissima interpretazione di Pacino e la buona prova di Depp.

Redeyes 22/01/08 20:32 - 2264 commenti

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Film che lascia il segno. Non sicuramente come miglior film sulla mafia né per una fotografia eccelsa, quanto per il personaggio di Lefty: un Pacino fantastico, che ci mostra l'altro lato della cosca; non il Carlito Brigante né il Corleonese e nemmeno un Al Capone (e qui sta la sua forza). Un povero diavolo che lotta con un figlio drogato ed un menage coniugale da mandare avanti e che cerca una ultima chance per risalire la china. Impossibile non provare tenerezza per il nostro HorseCock Lefty! W i perdenti!
MEMORABILE: Che te lo dico a fare!

Lovejoy 1/03/08 17:26 - 1824 commenti

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Splendido film basato su una storia vera, di un poliziotto infiltratosi in una gang di mafiosi molto pericolosa che si immedesima troppo nel suo (finto) personaggio. Regia di buon livello di un Newell qui al di fuori del suo genere. Ma sopratutto un grande film d'attori, con un memorabile scontro recitativo Pacino/Depp. Degli altri, da ricordare il compianto Bruno Kirby e Michael Madsen. Diversi i momenti da ricordare.

Cif 3/11/08 15:31 - 272 commenti

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Donnie è un "bravo ragazzo" attempato, con una carriera trentennale alle spalle, che non ha fatto carriera come avrebbe sperato, facendosi bruciare la promozione a capodecina. Insomma Pacino smitizza se stesso con una parte da mafioso di terza fila, mediocre ed in più con la tendenza a parlare assai. Bravino Depp. Storia piuttosto originale, dialoghi all'altezza, ma tutto sommato una pellicola che non regge il confronto con la plasticità e la forza visiva dei grandi classici del genere. Godibile se si evitano confronti imbarazzanti.
MEMORABILE: Le spiegazioni (?!) date per chiarire l'espressione tipica di Donnie "che te lo dico a fare?".

Supercruel 1/12/08 02:32 - 498 commenti

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Buonissimo mafia-movie incentrato sul doppio rapporto che l'infiltrato Joe Pistone intrattiene con alcuni "bravi ragazzi". Da una parte il suo dovere verso lo Stato, dall'altra l'amicizia che piano piano emerge in tutta la sua "spietata" umanità. La trama - invero - non è sempre all'altezza (non tutti i momenti sono poi così memorabili, specie quando Pistone fa visita alla sua famiglia) ma Depp e Pacino infondono talento recitativo in ogni fotogramma e diventano il vero fulcro del film. Bravo anche Madsen. Senza ombra di dubbio da vedere.

Renato 2/05/09 15:56 - 1648 commenti

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Ottimo film di mafia, con il poliziotto infiltrato Johnny Depp che fa da spalla al vecchio malavitoso Al Pacino. Secco, asciutto e con una sceneggiatura quasi perfetta, riesce a rendere un'atmosfera da grande film, e nella seconda parte diventa anche molto emozionante. Un film persino insolito per il regista di Quattro matrimoni ed un funerale.

Caesars 4/05/09 11:49 - 2992 commenti

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Pensavo decisamente meglio. Non un brutto film, ma che lascia veramente il tempo che trova in quanto lo spettatore non riesce ad "immergersi" nella storia raccontata a causa della sua scarsa credibilità (pur se basata su fatti reali). La mafia, cinematograficamente parlando, ha avuto trasposizioni molto più riuscite e Newell si distacca da tali grandi esempi (non necessariamente un difetto, ma in questo caso non porta a buoni risultati). L'interpretazione di Depp è così così e anche Pacino ci ha dato prove ben migliori. Vedibile non di più.

Mike Newell HA DIRETTO ANCHE...

Cangaceiro 9/06/09 14:50 - 982 commenti

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Purtroppo nessuno deve aver spiegato a Newell che non basta gettare nella mischia Al Pacino, che peraltro mostra cose diverse dal (suo) solito nei panni di un misero mafioso perdente, per fare un buon gangster-movie. Di infiltrati nel mondo del cinema ne abbiamo visti a bizzeffe e qui assistiamo all'ennesima riproposizione del tema, ma in tono minore. Regia convenzionale, sceneggiatura ordinaria e brutte musiche sono il menù della casa. Depp è intelligente nel dividere umilmente il set con la superstar senza ingaggiare un'improponibile gara di bravura.

Bruce 2/07/09 12:00 - 1006 commenti

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Al Pacino, in una delle sue migliori interpretazioni, si fida del giovane ed imperscrutabile Johnny Depp. Ne nasce una singolare amicizia, fatta di complicità ed affetto paterno, che si conclude nel doloroso e inevitabile finale. Un ritratto riuscito sulla manovalanza mafiosa anni ’70, ma più che altro una malinconica e struggente storia di amicizia tra uomini, con alcune scene destinate a rimanere a lungo impresse nello spettatore. Protagonisti strepitosi... "ma che te lo dico a fare".

Cotola 20/07/09 23:24 - 7930 commenti

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Nonostante la storia non sia originalissima, Newell compie il miracolo e confeziona un bellissimo e non usuale film di mafia. Merito di una bella sceneggiatura che riesce ad emozionare e coinvolgere lo spettatore soprattutto in alcune scene ad alta tensione (si veda su tutte quella degli stivali nel ristorante) e per questo molto riuscite. Splendide le prove di Depp e di Al Pacino. Che ve lo dico a fare: da non mancare.
MEMORABILE: Che te lo dica a fare.

Trivex 14/02/17 12:04 - 1571 commenti

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Bel film, dal sapore antico. Non particolarmente movimentato, un gangster movie che parte dalla figura di un furfante un po' sfigato, col figlio tossico, che cerca disperatamente la strada per il potere. Sedicente uomo rispettato, in realtà ci si trova di fronte a un criminale perdente che addirittura farà melina con l'antagonista, uomo dello Stato. Sviluppata bene la struttura dei mafiosi, con tanto di capo in sovrappeso e ben intricata la storia. Ho notato solo qualche forzatura in sceneggiatura che forse poteva essere evitata.

Daniela 17/12/09 12:13 - 10461 commenti

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Suona beffarda in partenza l'idea di affidare il ruolo di questo pesce piccolo, malavitoso che non ha mai fatto carriera all'interno dell'organizzazione, al "padrino" cinematografico per eccellenza, ma Pacino ripaga la scommessa con una delle sue migliori interpretazioni, ben spalleggiato da Depp nei panni dell'infiltrato che con lui intreccia un rapporto di tipo filiale. Peccato che al disegno eccellente dei personaggi non si corrisponda uno sviluppo adeguato della trama, non priva di lungaggini e tempi morti. Comunque un buon film, da vedere.

Greymouser 12/06/11 12:28 - 1458 commenti

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E' la storia di un celebre poliziotto infiltrato nella malavita, anche se il vero mattatore del film non è il pur bravo Depp-Brasco, ma il solito impareggiabile Al Pacino nei panni del boss di piccolo cabotaggio. La recitazione dei due, fra dialoghi surreali e gustosi e concitate scorribande criminali, è il vero punto di forza in una sceneggiatura non sempre all'altezza. Suggestiva, comunque, la rappresentazione di un uomo della legge che si lascia insidiosamente sedurre da un mondo agli antipodi che assorbe la sua personalità giorno per giorno

Ujd1961 6/09/11 13:06 - 31 commenti

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Indubbiamente un buon mafia-movie, ma nulla di più. La trama, infatti, pecca di credibilità nonostante l'ottima (seppur, a tratti, monotona) interpretazione di Pacino e quella, purtroppo monocorde (leggasi: da pesce lesso) di Depp. Interessante, comunque, il degradato quadro sociale che vi emerge, costellato da una varia e parassitaria umanità delinquenziale, ispirata a certi tipici ricorrenti luoghi comuni statunitensi sui "dagoes" di origine italoamericana. Consigliato.

Zardoz35 18/10/11 23:02 - 259 commenti

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Ottimo spaccato di mafia italo-americana fine anni Settanta (con tanto di sottofondo musicale d'epoca tipo Blondie e Alan Parsons), tra New York e la Florida. L'impossibile amicizia tra un perdente e disilluso "affiliato" e uno spietato ma dubbioso federale infiltrato. Al Pacino come sempre indiscusso dominatore in un ruolo che gli calza a pennello, mentre Depp ha lo sguardo un po' troppo imbambolato. Film riuscito e godibile, a parte un finale troppo prevedibile.

Tarabas 2/12/12 18:41 - 1780 commenti

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Un agente FBI infiltrato stringe uno strano rapporto, quasi filiale, con un killer di Cosa Nostra che non è riuscito a fare carriera. Il suo compito è incastrare la gang, ma dopo tanto tempo passato con i criminali, le cose non sono più così semplici. Buon film di attori dominato - che te lo dico a fare? - da Pacino, che trova grande misura nei mezzi toni di Lefty Ruggiero, mentre Depp è meno incisivo. Nel complesso, non ha i lampi di Serpico né la fascinosa spettacolarità di Quei bravi ragazzi. Comunque notevole, guadagna punti in lingua originale.
MEMORABILE: La scena nel furgone della Polizia, con Depp che spiega agli altri agenti cosa vuol dire "fuggetaboutit" (Che te lo dico a fare).

Homesick 15/12/12 17:29 - 5737 commenti

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Dalle memorie autobiografiche dell’agente FBI Joseph Pistone la luce si stringe presto sul rapporto di stima, onore e fiducia – e poi di vera e propria amicizia - tra il mafioso sul viale del tramonto e l’agente infiltrato. La regia di Newell si discosta dal tenore di pellicole consimili riducendo al minimo il tasso di efferatezze – comunque sempre minacciate dalla presenza intimidente e psicotica della “iena” Madsen - e prediligendo introversioni e sfumature d’animo trascelte dal veterano Pacino e da Depp, nuova promessa ormai in piena conferma. Tragico, come da miglior tradizione noir.
MEMORABILE: «Che te lo dico a fare?»; al ristorante giapponese; la trappola e l’esecuzione dei traditori.

Michael Madsen HA RECITATO ANCHE IN...

Elnatio 3/04/13 22:32 - 38 commenti

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Un bel film con un ottimo - che te lo dico a fare - Al Pacino. Interessante la storia (vera) che è incentrata non su un capo mafia ma su un sottoposto con difficoltà economiche e un figlio tossicodipendente che - tra l'altro - garantisce per un infiltrato della polizia (Depp). Interessante il rapporto che si instaura tra i due: più che un'amicizia sembra un rapporto padre-figlio. Da vedere!
MEMORABILE: "Che te lo dico a fare": la spiegazione di come e quando utilizzare questo modo di dire.

Piero68 10/06/13 09:21 - 2836 commenti

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Non è certamente da buttare, ma credo che sia stato comunque sempre un film sopravvalutato. Da una storia vera e un soggetto interessante una sceneggiatura a tratti davvero insostenibile per la sua (poca) credibilità. Se non fosse per la magnifica maschera di Pacino e per la buona volontà di Depp sarebbe un film da meno di due pallini. Cast credibile a tratti con un Madsen, più abituato a parti da bulletto cinico, decisamente poco a suo agio nei panni del boss mafioso. Bene invece Bruno Kirby. Nel complesso godibile.
MEMORABILE: Forget about it! - Che te lo dico a fare!

Almicione 20/06/13 14:02 - 765 commenti

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Lodevolmente narrati lo sviluppo della figura di Donnie all'interno del clan mafioso, i rapporti con i "bravi ragazzi", con la famiglia, con l'FBI. È la storia di un infiltrato che inizialmente si adatta alla situazione, poi si crea una seconda vita e infine diviene proprio «uno di loro», a tal punto che non riesce a condannare i suoi amici e specialmente Lefty. Molto buona l'analisi psicologica di Brasco e dei tormenti che lo affliggono. Coinvolgenti i momenti di suspense, ma mediocre il finale. Bravi Al Pacino e Depp.
MEMORABILE: Il discorso riguardo alla frase "Che te lo dico a fare?".

Rigoletto 1/11/13 21:53 - 1649 commenti

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Su Pacino è difficile aggiungere ulteriori elogi a quelli fatti finora, ma in Donnie Brasco, sotto certi aspetti, Johnny Depp se la gioca con una spavalderia che denuncia come un giovane fuoriclasse non abbia paura di tentare il tunnel al mostro sacro. La grandezza di Pacino, da tutti riconosciuta, offre qui un'ulteriore conferma tratteggiando la caratura psicologica del malavitoso, ormai sconfitto e scontento, che sta nel giro da troppo tempo ma che si vede passare tutti davanti. Nel complesso un buon film. ***
MEMORABILE: Che te lo dico a fare; Brasco: "Mettiamo che io adesso ti passo una borsa piena di denaro..."

Rambo90 2/01/14 20:17 - 6761 commenti

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Non all'altezza dei classici del genere ma comunque un buon film sulla mafia; soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Depp, combattuto fra la sua famiglia e il lavoro di infiltrato che rischia di fargli dimenticare chi sia davvero. Newell è un regista che non mi è mai piaciuto e infatti anche qui non riesce a dare un ritmo spigliato alla storia, ma grazie alle ottime performance di Pacino e Depp si resta incollati allo schermo, fino al finale prevedibile ma necessario. Buono.

Viccrowley 13/07/14 14:03 - 804 commenti

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Dal regista di Quattro matrimoni e un funerale poteva essere difficile aspettarsi un'incursione così riuscita nel mondo dei "Bravi ragazzi", eppure Newell non sbanda quasi mai, complice un cast eccellente con in testa un Pacino in gran forma spalleggiato da un ottimo Depp. Lo sfondo è la mafia, ma il cuore del racconto è il rapporto quasi padre/figlio tra uno scagnozzo di mezza tacca e un agente dell'FBI infiltrato. Grandi i duetti tra le due star, spalleggiati da un contorno di facce giuste. Basato su una storia vera.

Mickes2 14/07/14 14:35 - 1668 commenti

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Notevole gangster-movie che con grande merito riesce a distinguersi (e insieme reggere il confronto con i capolavori del genere) per la poca enfasi e il basso profilo generale (soprattutto nel folklore e nelle dinamiche malavitose) e per come sceglie efficacemente di addentrarsi nell’universo perdente e disilluso di un “bravo ragazzo” da sempre costretto ai margini e quindi frustrato, vulnerabile. Le pagine scritte di J. Pistone, un eroe trasfigurato, un pazzo, infiltrato nelle famiglie Bonanno e Colombo per un film dall’animo cupo e infausto.
MEMORABILE: “Che te lo dico a fare?”

Paulaster 2/12/15 18:21 - 3202 commenti

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La storia vera dell’agente Pistone viene umanizzata spostando l’attenzione dalla vita malavitosa in senso stretto al legame d’amicizia nella cosca. Pacino dà il meglio nei dialoghi a due e ci fa calare nella sua maschera di fedele attendente; Depp meglio quando è in famiglia. La sceneggiatura si preferisce nei momenti più caldi anche perché, quando sta a riposo, il gruppo di mafiosi sembra un po’ scemotto: si fan gli scherzetti o non san come delinquere.

Saintgifts 8/10/16 10:34 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

Gangster movie centrato sulle figure dell'infiltrato e di chi garantisce per lui nel gruppo mafioso. È il rapporto tra i due e la loro vita private a essere indagato a fondo. Il risultato è buono in funzione soprattutto dei due interpreti, dove primeggia Al Pacino per il credibile ritratto di perdente che sa dare. Le gesta criminali non sono più in primo piano, l'interesse si sposta sulle conseguenze di stare con i piedi in due staffe, dell'infiltrato Brasco, sempre più legato al suo "mentore" mafioso e sempre più lontano dalla sua famiglia.

Il ferrini 11/06/17 23:05 - 1853 commenti

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Il siculo "Chi tû ricu a fari?", tradotto per assonanza fonetica con "Forget about it", è il tormentone di questo gangster movie (o dovremmo dire biopic?) che poco aggiunge a quanto già mostrato da Coppola (là la frase ricorrente era "l'offerta che non si poteva rifiutare") o Scorsese (anche qui si chiamano "bravi ragazzi"), però lo fa da una prospettiva diversa, che non è quella dei grandi boss ma di un pesce piccolo, che non sarà mai né TonyCarlito. Belli gli esterni, bravo - al solito - Madsen nonostante le camicie improbabili. Da vedere.

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Magi94 18/07/17 19:31 - 758 commenti

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Un film su un infiltrato nella mafia diverso dal genere, meno basato sull'azione e proprio per questo forse più credibile e impegnato di molti altri. Tutto si basa su due relazioni: quella tra Pacino e Depp (magnifica) e quella tra Depp e sua moglie, più convenzionale nello stile americano "fare il poliziotto rovina il proprio matrimonio". Depp fa semplicemente il suo lavoro, ma Pacino è al massimo della forma e trascina il film con il suo carisma fino alla bellissima sequenza finale. Uno dei personaggi da lui interpretati più azzeccati.
MEMORABILE: Le urla finali di Pacino a Depp.

Vito 22/08/18 19:20 - 686 commenti

I gusti di Vito

Buon noir basato sulle memorie di Joe Pistone, FBI infiltrato per anni tra le file della famiglia Bonanno. Le interpretazioni sono ottime, con Pacino che tratteggia magnificamente la figura del mafioso di mezza tacca che non riesce a salire di grado e Depp infiltrato diviso tra famiglia e malavita. Ma è come se mancasse qualcosa, quel guizzo o sussulto necessario a elevarlo dai soliti compitini ben girati e nulla più.
MEMORABILE: "Che te lo dico a fare? "

Thedude94 10/10/18 23:52 - 710 commenti

I gusti di Thedude94

Più che concentrarsi sulle vicende malavitose e gli intrecci tra malavita e FBI, Newell vuole mettere in mostra il rapporto tra i protagonisti, i bravi Depp e Pacino, i quali trovano nel film un'ottima alchimia. Nonostante qualche lungaggine di troppo e la mancanza di veri colpi di genio, la storia regge per buoni tratti, aiutata da una buona sceneggiatura e dai bravi comprimari (Madsen su tutti). Un film che coinvolge emotivamente e fa riflettere su quella che si pensa possa essere la scelta giusta fatta nella propria vita.
MEMORABILE: "Che te lo dico a fare..."

Smoker85 21/12/19 12:52 - 420 commenti

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Variazione (parziale) sul tema del gangster movie in cui si narra la storia di un infiltrato che finisce con l'immedesimarsi un po' troppo nel ruolo da recitare con i malavitosi. Depp offre un'ottima prestazione che gli consente di tenere il passo col divo Pacino, quest'ultimo a suo agio nell'interpretare un delinquente di mezza tacca almeno quanto lo è stato nei ruoli passati di capofamiglia o di signore della droga. Buona prova anche del cast di contorno, su tutti Madsen e la Heche.
MEMORABILE: Donnie viene invitato a togliersi le scarpe; Il tentativo di terapia matrimoniale.

Gordon 10/09/20 12:47 - 214 commenti

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Discreto film sulla mafia americana degli anni '70 che, nonostante un soggetto potenzialmente interessante e due attori di spessore come Depp e Al Pacino, non decolla mai. Sono infatti molti i punti che sconcertano, a partire dalla facilità con cui l'agente FBI si infiltra nel clan fino all'abilità con cui si destreggia tra vita privata e mafiosa. A ciò si aggiunga la difficoltà di Depp a calarsi nel personaggio, al contrario di un ottimo Al Pacino, e una trama fumosa e intricata. Peccato.

Pesten 15/02/21 14:24 - 655 commenti

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Tra i migliori a tema mafia negli Stati Uniti, nonostante la storia (tratta da un evento realmente accaduto) sia alquanto semplice. Le prove di Pacino e Depp sono di altissimo profilo (nonostante il secondo sia bistrattato) e in lingua originale rendono ancora di più, grazie anche all'inserimento saltuario e mai forzato di vocaboli italiani. Le scene violente sono crude e "ignoranti", molto più di altri film, e creano quel contrasto così particolare con le regole di rispetto e lealtà che serpeggiano nel gruppo di criminali protagonisti. Ottimo.
MEMORABILE: "Forget about it!"

Giufox 16/05/21 11:37 - 149 commenti

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Narrativamente coinvolgente (anche senza conoscere i fatti), ma non totalmente riuscito nel dare una vera progressione al processo d'infiltrazione di Joe e la sua conseguente deriva psicologica (complice un Depp poco duttile). Stilisticamente Newell cerca un'alternanza tra la coralità sorniona di Scorsese (nei pub) e i tempi distesi di Coppola (negli esterni), ma si ritrova con un Lefty che è la copia innocua di Michael e un Pistone spaesato più che infiltrato. Accurato nell'(ab)uso dei dialoghi e nello sfruttare con perizia gli ambienti, rimane un'interessante variazione sul tema.
MEMORABILE: "Forget about it!"; Il primo incontro di Donnie e Joe; La tigre chiusa in macchina e i due che le passano hamburger dal finestrino.
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