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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Avventure picaresche di due butteri maremmani (Paolo Hendel e Giovanni Guidelli) nella Toscana del 1848, trasformatisi per fame in briganti di mezza tacca. In realtà dei due è sicuramente Lupo (Hendel) il leader, tanto che alla prima occasione Edo (Guidelli) si accasa facendosi ospitare da un prete (Dario Cantarelli) ed entrando nelle grazie di una giovane nobildonna (Agnese Nano). Il film di Daniele Luchetti (scritto da Carlo Mazzacurati, tra gli altri) è un grazioso quadretto d'epoca puntellato dalla delicata colonna sonora di Nicola Piovani, abitato da personaggi di diversa fattura ed estrazione sociale: si va dal feroce brigante Gianloreto Bonacci (un ottimo Ciccio Ingrassia, che con la sua forte presenza domina uno dei sei capitoli di...Leggi tutto cui è composto il film) alla bella signorina con la passione per la chimica (Margherita Buy) fino ad arrivare a caratterizzazioni bizzarre come quella del carbonaio Matteo (un irsuto Nanni Moretti, anche produttore con la sua Sacher film), incapace di esprimersi se non nel suo incomprensibile dialetto. E poi ancora Claudio Bigagli, l'uomo-memoria interpretato da Gianfranco Barra, la nobile vezzosa cui dà il volto Angela Finocchiaro... Un'opera corale, attraversata da un'ironia lunare che Handel simboleggia meglio degli altri. Ciononostante, e a dispetto di un garbo e una misura al tempo (siamo nel 1988) non così diffusa nel cinema italiano, DOMANI ACCADRA’ non riesce a lasciare il segno: vuoi per l'inconsistenza della sceneggiatura, vuoi per l'inefficacia di una regia che non riesce a caricare il film della necessaria energia. Si sorride di tanto in tanto, ma perlopiù si subiscono dialoghi miserelli in salsa agrodolce e insipida.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 14/12/08 17:22 - 4864 commenti

I gusti di B. Legnani

Curioso, ma solo parzialmente riuscito. Interessante la narrazione leggera, alla Voltaire, di cose serie, ma il problema è che il dissonante protagonista (Haber è simpatico, ma renderlo bùttero è pazzesco) fa sballare la prima mezzora. Meglio le cose vanno col grottesco Paese d'Armonia (sarscasmo verso chi ancora vènera "in toto" il '68, con la bella metàfora delle classi umili che parlano un'altra lingua). Cast secondario adorabile: Gregoretti, Parmeggiani e Barra, con quest'ultimo, gran lettore di giornali, a far da nesso con Avvenne domani di René Clair. Le grotte sono quelle di Sorano (GR).

Alex1988 3/02/20 18:14 - 694 commenti

I gusti di Alex1988

Opera d'esordio di Daniele Luchetti, supportato in produzione da Nanni Moretti che qui si ritaglia una piccola ma divertente parte. Storia in costume ambientata agli albori della nascita dello Statuto Albertino e dei relativi moti di Milano del 1848, dai toni picareschi, ma priva di una sceneggiatura che lasci apprezzare appieno l'operazione. Opera interessante, ma nulla di memorabile.

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    Capo scrivano - 1373 interventi
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