Detroit

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Detroit
Anno: 2017
Genere: drammatico (colore)
Note: Da un fatto di cronaca durante gli scontri di Detroit del 1967.
Numero commenti presenti: 15
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Kathryn Bigleow, dopo due film sulle recenti guerre in Medio Oriente, ne affronta una terza ma civile, e appartenente al passato. Siamo a Detroit nel 1967 e l'odio razziale esplode in disordini che devastano la città. I primi trequarti d'ora sono un affresco corale di quei giorni, dipinto con la forza di chi sa dirigere l'azione esibendo qualità nettamente superiori alla media. Mescolando foto d'epoca e ricostruzione accurata Detroit torna davvero “on fire”, mentre lentamente facciamo conoscenza con i personaggi che si ritroveranno poi al centro del vero caso su cui l'attenzione si focalizzerà: “l'incidente” all'Algiers Motel nella notte tra il 25 e il 26 luglio di quell'anno, quando un gruppo di giovani di colore per divertirsi sparò...Leggi tutto dalla finestra d'una camera con una pistola giocattolo contro la polizia appostata poco distante. Con la città in ebollizione l'allarme scatta in pochi secondi e la polizia irrompe nel motel riuscendo a risalire ai responsabili dello stupido scherzo. Sono i primi passi di un confronto tesissimo tra i poliziotti intenzionati a stabilire chi abbia sparato e con quale arma e la decina di persone legate alla vicenda (ivi compresi i componenti del gruppo soul "The Dramatics", destinati a raggiungere il successo nei Settanta e che suonano ancor oggi), sbattuti contro il muro, maltrattati e minacciati. L'abuso di potere è evidente e riflesso nello sguardo infantilmente spietato del giovane Krauss (Poulter), razzista e feroce nel suo sconsiderato agire. La Bigelow, che può avvalersi di una fotografia notturna straordinaria, tiene il ritmo alla sua maniera, per quanto presuma eccessivamente aprendo con una parte introduttiva troppo lunga (non si possono aspettare tre quarti d'ora per entrare nel vivo della vicenda). Quando però finalmente si capisce dove ci voglia condurre non possiamo che apprezzare il gran lavoro sui volti, gli incessanti movimenti di macchina, la frenesia distruttiva comunicata attraverso scelte stilistiche ormai riconoscibili e universalmente stimate. Scorrono il sudore e il sangue, si puntano le armi, partono colpi di fucile, le voci si alzano parallele alle minacce fino alla chiusura della seconda fase. In quella conclusiva l'accaduto verrà rianalizzato e portato in tribunale, con ciò che ne consegue. E' evidente da che parte si schieri la Bigelow (in casi simili sarebbe peraltro difficile scegliere altrimenti), ma del film emerge prima di tutto il forte impatto; la sceneggiatura tende invece spesso a sfilacciarsi, la regia s'innamora di personaggi marginali promossi a protagonisti (la guardia nazionale di colore, anello di congiunzione tra i neri e la polizia bianca) e non tutto funziona a dovere. Fortunatamente il cast regge bene la difficile prova e un paio di colpi di scena tengono viva l'attenzione.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/11/17 DAL BENEMERITO MATALO! POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/07/18
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Matalo! 23/11/17 21:43 - 1368 commenti

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Più che buona resa di un fatto avvenuto durante gli scontri razziali a Detroit nel 1967. Per due terzi abbondanti la messinscena è dinamica, tesa e di grande impatto drammatico; con una panoramica rapida sui momenti generali e un serratissimo racconto dei metodi di alcuni agenti nei confronti di alcuni afroamericani e due bianche. Poi, la chiusa sul processo e il finale sono un po' enfatizzati; ma si respira un autentico odore di afroamericanità, più che in uno Spike Lee. Una tantum la OST non è mero revival ma ben contestualizzata e non invadente.
MEMORABILE: Nel motel si incrociano gospel r'n'b e Coltrane da tre fonti diverse: un'ottima sintesi del melting pot di differenti musiche dell'epoca.

Thedude94 24/11/17 11:29 - 611 commenti

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La Bigelow ci porta nei meandri della Detroit del '67, in cui i palazzi vengono bruciati e i negozi saccheggiati dagli abitanti appartenenti alla popolazione afroamericana, indignati contro i violenti soprusi della polizia. La regia è ottima, con movimenti di macchina che fanno vivere la tensione e l'emozione; gli attori sono molto convincenti, in particolar modo il già apprezzato Boyega e il giovane Poulter, che ha il futuro assicurato. Non mancano però i difetti: una durata eccessiva e inserti documentaristici di cui si poteva fare a meno.

Josephtura 27/11/17 17:15 - 158 commenti

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Il prologo è splendido e il fulcro del film entusiasmante per tensione, ritmo e qualità complessiva. Peccato che la parte inziale sia - almeno a parer mio - superflua e anche un po' deconcentrante. Se ci fosse stato solo il racconto (e si poteva) senza la premessa sui riot, Il voto sarebbe potuto essere anche superiore. Bravissimi tutti. Pensare che era solo 50 anni fa...

Taxius 3/12/17 21:04 - 1651 commenti

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La Bigelow ci sbatte in faccia gli orrori avvenuti a Detroit durante gli scontri razziali; orrori causati dalla polizia locale con l'aiuto di tutte le istituzioni che altro non facevano se non girare la testa dall'altra parte. Le violenze e i soprusi subiti dai protagonisti sono un pugno nello stomaco per lo spettatore, che non può non rabbrividire davanti a tanta violenza. Ottima la regia e, in generale, tutto il film, che ha forse l'unico difetto di essere troppo lungo e diluito, con certe scene non necessarie. Comunque notevole.

Capannelle 8/12/17 19:22 - 3742 commenti

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Opera che non va per il leggero nel raccontare i fatti del 1967, il che costituisce la cifra caratteristica della sua regista e un possibile limite visto che si poteva dare più respiro al contesto e introdurre qualche sfumatura di grigio in più nella contrapposizione tra carnefici e vittime. Ma probabilmente la sferzata più dura la Bigelow intende riservarla alla vigliaccheria delle terze parti. Filmicamente rimane comunque vigoroso, grazie anche alla gestione intelligente, senza esagerare, della camera a mano.

Puppigallo 9/12/17 10:48 - 4524 commenti

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Di tutto un po’. I famosi tumulti a Detroit, con saccheggi e ritorsioni violente, la polizia che si erge a giudice e giuria e il processo farsa. La pellicola però, perde di credibilità proprio nei momenti più violenti, ma non perché ciò non possa essere accaduto; per un sentore di artificilale, costruito, che rende poco realistici gli avvenimenti. Gli stessi attori sono meno genuini proprio in quei frangenti (forzati, soprattutto il giovane giustiziere psicopatico). Utile per far conoscere un'ignobile pagina degli USA, necessitava di maggiore approfondimento. Nel complesso, comunque, non male.
MEMORABILE: "Sembra quel cazzo di Vietnam"; Lo "scherzone" con "pistola" (mah); L'interrogatorio del protagonista.

Dusso 26/12/17 21:50 - 1539 commenti

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La Bigelow ci porta dentro i tumulti della Detroit del 1967 soffermandosi sui fatti mai ben chiariti dell'Algiers Motel ricostruendo una versione che, come si legge sui titoli di coda, è parzialmente romanzata. Girato in gran parte con camera a mano, riesce a coinvolgere notevolmente lo spettatore nonostante la durata non certo contenuta. Bene in parte i giovani attori.

Beffardo57 16/01/18 16:24 - 262 commenti

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Impressionante. Dapprima ci immerge nel caos dei disordini razziali dell'inizio Anni 70 con saccheggi, incendi e scontri di strada. Poi, nel chiuso di un motel, si sviluppa la lucida psicopatologia di un poliziotto aguzzino, con un paio di colleghi succubi e altri militari incerti sul da farsi. Infine, la terza parte (breve) ci racconta come è finita la storia. Adrenalinico, lunghissimo (ma non ce ne accorgiamo, quasi). Grande film.

Paulaster 12/07/18 10:12 - 2861 commenti

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I disordini del '67 con l'epilogo del processo. Preambolo e ambientazione iniziale fedele al periodo, ma lo stile registico della Bigelow non si sposa con il clima retrò (seppur battagliero). I fatti al motel sono svolti in modo eccessivamente prolisso e sfiancano, tanto da togliere pathos alla vicenda. Conclusione che vira sul classico con i consueti titoli di coda a svelare le conseguenze storiche. Poliziotti non memorabili come interpretazioni; meglio le vittime.
MEMORABILE: I brani live nel teatro.

Giùan 30/12/18 08:39 - 3045 commenti

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Dopo due film sull'attualità della guerra (i reduci del Golfo, la caccia a Bin Laden), il talento controverso della Bigelow si cimenta con un incandescente pezzo di storia americana e lo fa con la muscolarità diretta ma anticonvenzionale divenuta cifra stilistica del suo cinema. Come in Fuller, la rappresentazione del reale della regista è "temperata" da una visionarietà nella quale anche il sonoro (e non parliamo solo dello score) si prende la sua parte. Se il limite è nel manicheismo del cattivo agente di Poulter, la guardia giurata di Boyega disorienta.

Piero68 26/11/18 08:38 - 2780 commenti

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Dopo due film di propaganda pura la Bigelow prova a girare un film di denuncia civile parlando di uno dei tanti punti oscuri della storia USA. Il problema è che non solo non è nelle sua corde, ma deve utilizzare anche una sceneggiatura che non riesce mai a centrare il focus delle cose. Una prima parte introduttiva slegata e dispersiva, una seconda (il fattaccio) ripetitiva ed estenuante e una terza (il processo) sbrigata troppo frettolosamente e senza pathos. Alla conta finale un film noioso e che non sembra per nulla dalla parte dei "neri".

Nando 28/11/18 17:37 - 3495 commenti

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La rivolta afroamericana del 1967 in una pellicola solida che affronta un momento di quell'evento, una strage all'interno di un hotel perpetrata, verosimilmente, da poliziotti razzisti e invasati. Violenza belluina e ritmo sempre elevato con un cast indubbiamente appropriato. Certo il finale non regala grandi squarci di speranza ma, comunque, ci conduce alla pace sociale.

Caesars 15/01/20 09:49 - 2761 commenti

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Kathryn Bigelow, dopo le precedenti due pellicole, ci porta in una terza guerra, questa volta urbana e giocata in territorio USA. Il film stenta un po' a entrare nel vivo, ma ciò è funzionale a far entrare nell'atmosfera del momento; quando però la polizia irrompe nell'Algiers Motel, la tensione sale molto. Ovviamente la realtà dei fatti non si è mai stata dimostrata ufficialmente, così il film ci mostra una versione "romanzata" che però risulta estremamente credibile. Buone le interpretazioni del cast che giustamente non propone volti celebri.

Pinhead80 30/04/20 16:01 - 4002 commenti

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Resistere impassibili di fronte a una reiterata azione di violenza inaudita contro degli innocenti è impossibile e qui si fa fatica ad arrivare alla fine senza gridare dalla rabbia. Il film è fatto davvero bene, cruda testimonianza di un fatto di cronaca che lascia ancora oggi sconcertati. La regista è bravissima a scegliere le storie giuste ma è innegabile il suo smisurato talento nel renderle ancor più reali. Come i protagonisti del film rimaniamo in apnea e faccia al muro nella convinzione che giustizia non verrà fatta.

Galbo 15/11/20 17:27 - 11446 commenti

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Avvezza al cinema bellico, Kathryn Bigelow affronta in Detroit un altro tipo di guerra, quella delle tensioni razziali che si verificarono nella città americana nel 1967. Un film interessante e ben realizzato, sebbene la regista ritardi il clou dell'azione troppo in là, rendendo la durata della pellicola inutilmente eccessiva. L'impatto drammatico è indubbio (alcune sequenze sono magistrali), cosi come il coinvolgimento emotivo dello spettatore che non può non empatizzare con le vittime, complice la magistrale prova degli interpreti dei poliziotti aguzzini, Poulter in particolare. 
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