Decalogo 8

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Titolo originale: Dekalog, osiem
Anno: 1990
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Il Decalogo 8". Film ispirato all'ottavo Comandamento "Non dire falsa testimonianza"

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/10/07 DAL BENEMERITO RENATO
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Renato 15/10/07 12:03 - 1648 commenti

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Ottavo episodio. Qui Kieslowski riflette sulle implicazioni etiche della falsa testimonianza; come sempre quasi nulla è ciò che sembra e la trama del film -inizialmente molto lineare- diventa via via più complessa e meno scontata. L'uomo è sempre solo davanti alle sue scelte morali, sia che creda in Dio sia che lo rifiuti in modo esplicito. O almeno questo è quello che sembra dirci il regista con uno degli episodi più cupi dell'intero Decalogo.

Pigro 18/03/09 08:57 - 8754 commenti

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Una giornalista americana rivela a una professoressa di essere la bambina ebrea che non ha voluto salvare durante la guerra. Kieslowski affronta, attraverso un discorso sull'etica, il nodo rimosso della Polonia odierna e cioè il rapporto con la memoria della persecuzione degli ebrei. E lo fa, come sempre, scegliendo un caso di coscienza e un percorso obliquo. Amaro il tono generale che descrive un paese che non vuole o non sa ricordare, in un film con due misteriose presenze simboliche e speculari: l'handicappato e il contorsionista.

Luchi78 17/01/11 11:10 - 1521 commenti

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Profondo ed essenziale nel racconto, l'ottavo episodio del decalogo ci pone di fronte al quesito che ha angosciato migliaia di coscienze durante gli anni della seconda guerra mondiale. Due donne si rincontrano per affrontare ciò che è rimasto di quell'incontro nella Varsavia del 1943. Kieslowski traccia i dettagli della storia in modo netto e così è anche il comportamento dei personaggi: in ogni situazione si nasconde il bene e il male e in quel lontano episodio non fu il bene a prevalere.

Nando 28/05/10 00:20 - 3629 commenti

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Ispirato all'VIII comandamento biblico, il film inizia con un leggero riferimento all'episodio 2 e poi narra una storia legata al nazismo ed alle sue cruente deportazioni. Il confronto tra due donne, che sono legate da un passato tragico e doloroso, ci conduce nei meandri di una tetra e triste Varsavia, abitata da beceri individui. Come ebbe a dire il Grazzini "Il bene esiste in ciascuno di noi ma sono le situazioni che ci spingono al male", il film porta ad una seria riflessione sull'esistenza e sul credere.

Cotola 24/09/10 23:16 - 8313 commenti

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Ennesimo grande episodio del Decalogo in cui ancora una volta ci viene presentata una situazione paradigmatica: è giusto mentire, trasgredendo all'ottavo comandamento, per salvare una vita? Al solito in Kieslowski le cose non sono mai semplici come sembrano e, cosa ancor più meritoria, non c'è mai un giudizio morale su personaggi e situazioni. Il regista polacco lascia tutto nelle mani dello spettatore riuscendo, come sempre, a concentrare in meno di sessanta minuti, domande epocali, dubbi e grande intensità.

Pinhead80 13/10/10 20:44 - 4283 commenti

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Quale può essere il peso/prezzo di una bugia detta in una data circostanza? Qual è il confine fra comandamento e giustizia? Queste e molte altre domande fanno da perno a questo affascinante capitolo del Decalogo. Ogni sguardo un'emozione, ogni silenzio un grido. Con la consueta raffinatezza Kieslowsky ci porta ad indagare nei meandri della coscienza umana. Solito cameo per Artur Barcis (figura presente nei momenti topici di alcuni dei capitoli del decalogo), questa volta come studente universitario.
MEMORABILE: Tutta la parte nell'aula universitaria.

Giùan 23/08/11 11:58 - 3667 commenti

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Non dire falsa testimonianza! L'ultimo grano del rosario laico di Kieslowski in cui a prevalere è un tono cupo, angoscioso sulla situazione morale dei tempi. Per scandagliare il comandamento che forse più si pone al confine tra religione e giurisdizione civile, viene illustrato l'ennesimo caso limite, stavolta però l'esasperazione etica si intreccia con la pesante tensione storica (la Resistente cristiana che si rifiutò di aiutare la bambina ebrea). Uno degli episodi del Dekalog in cui difetta il cinema a vantaggio della pur alta operetta dottrinale.

Paulaster 3/03/16 09:49 - 3603 commenti

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Con la scusante di affrontare il codice etico si cerca invece di analizzare una ferita ancora aperta per i polacchi di Varsavia: la guerra e le sue cicatrici. Meno emozionale ma comunque sentito dal lato umano, l'episodio ha pochi spunti registici e chiude facendo riflettere sulle pieghe a cui può portare una scelta rispetto a un'altra. Parte iniziale in cui Kieslowski si autocita e parentesi nell'aula che sembra poco aderente alla realtà (considerando essere una lezione per studenti).

Hackett 15/01/18 18:29 - 1830 commenti

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In questo ennesimo piccolo gioiello di delicatezza e sensibilità, Kieslowski affronta il difficile passato della Polonia invasa dai nazisti e ci riporta il lucido spaccato di una società ferita da un passato sempre presente. Le storie di disillusione e ricerca della verità dei protagonisti sono il vero cardine di una vicenda che scava in profondità nelle coscienze e negli animi. Molto riuscito e a tratti toccante il rapporto che si instaura tra le due protagoniste, tra memoria e necessità di voltare pagina.

Lou 21/02/19 13:30 - 1079 commenti

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Il tema della Shoah si affaccia nell'ottavo capitolo del Decalogo, con un incontro tra una giornalista americana e una professoressa che ai tempi del nazismo si rifiutò di aiutarla (più per paura in realtà che per non dover mentire trasgredendo il comandamento cristiano). Confronto umano drammatico e complesso, gestito dal regista polacco con delicatezza ma anche con grande lentezza e con situazioni al limite dell’onirico, che riflettono un bisogno di distacco dall'orrore dei tempi, come testimoniato dalla scena finale.

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Mickes2 29/04/20 18:53 - 1668 commenti

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L’episodio più verboso e cerebrale del Decalogo, probabilmente il meno cinematografico ma tra quelli che solca più a fondo il comandamento dal quale è tratto. Kieslowski tratteggia il passato di una Polonia incatenata dal regime nazista registrando le memorie di due donne che condividono un vissuto egualmente rischioso. Tra Credo e impulso etico-religioso, i ricordi riaffiorano dolorosi ma soprattutto nell’amara consapevolezza che non poteva essere altrimenti.

Bubobubo 7/10/20 02:08 - 1676 commenti

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Sparge abbondante sale sulla piaga dello scomodo rimosso di un intero paese in frantumi, l'ottavo episodio del Decalogo: un confronto retorico dalle tinte maieutiche, intimamente anticinematografico, in cui anche l'autocitazione (la ragazza nell'aula magna riassume de facto la trama del secondo capitolo) è rimescolamento di un passato hauntologico che infesta le memorie dei protagonisti e penetra ogni androne, ogni rampa di scale, ogni vecchia rivista di moda. L'oblio, unico rimedio per far pace con sé stessi e muovere in avanti, è una perpetua condanna all'irrisolto.
MEMORABILE: Morale cattolica, Resistenza antinazista e un'incolpevole bimba ebrea; Il finale.

Jdelarge 27/01/22 10:11 - 984 commenti

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L'ottavo film del Decalogo ha nel suo lungo prologo, girato all'interno di un'aula universitaria, il suo punto di forza maggiore, per la tensione drammatica che si crea fra tutti i personaggi coinvolti nella scena. Il resto del film mostra un po' di carenze dal punto di vista dei dialoghi che appaiono, a tratti, non all'altezza dei primi episodi. In ogni caso il livello è decisamente alto.

Daniela 17/02/22 23:44 - 11448 commenti

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Nel 1943, una coppia di coniugi rifiuta di aiutare una bambina ebrea facendo passare per battezzata adducendo l'impossibilità di giurare il falso in quanto cattolici. Molti anni dopo, durante una lezione in un'aula universitaria, la storia viene portata ad esempio di questione etica... Sembra un quesito facile ma nel cinema di Kieslowski non ne esistono e anche questo nasconde una spiegazione differente del rifiuto di mentire che ribalta del tutto la prospettiva. Bella perché inaspettata la relazione che si stabilisce tra le due protagoniste, ottimamente interpretate. 
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