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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E così anche in Italia abbiamo la nostra Santa Mira: è Curon, in Alta Val Venosta, a due passi dal vecchio paese scomparso, sommerso nel 1950 quando venne innalzato il livello dell'acqua del lago di Resia per costruire una diga. Gli edifici furono distrutti e l'abitato ricostruito più a monte, ma si decise di lasciare in piedi il campanile che ancora oggi si erge fiero nel lago, suggestivo richiamo turistico che spicca sulle cartoline locali e non solo. Al di là delle inevitabili leggende nate col tempo (si dice che le campane, benché smontate anni fa, suonino ancora), è innegabile che il luogo si presti magnificamente a raccontare una storia di orrori che per l'appunto, come nella Santa...Leggi tutto Mira dell'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI, diventa sede di una cupa storia di doppelganger - qui però mescolata all'orrore, non alla fantascienza - anticipataci dal racconto di una professoressa a scuola: nell'essere umano convivono due lupi, spiega citando una vecchia favola, quello buono e quello cattivo. Siete voi che decidete chi dei due dovrà prevalere sull'altro. E' un primo accenno a quello che accadrà quando Anna (Bilello), che lì viveva fino a 17 anni prima, decide di tornare a Curon per viverci assieme ai suoi due figli diciassettenni, gemelli eterozigoti, Mauro (Russo) e Daria (Morchio). Il prologo ci fa capire come qualcosa di tremendo fosse accaduto, al tempo: un omicidio cui Anna aveva assistito in casa e che ora rivive in un incubo. Giunta lì, tuttavia, suo padre (Lionello) sembra augurarsi che se ne ritorni a Milano quanto prima e più d'uno in paese non vede di buon occhio la loro presenza. Perché? Daria, intanto, conosce in classe una sua coetanea, Micki (Di Domenico), con la quale diventa amica (e pure qualcosa di più), così come Mauro passa belle ore con Lukas (Castellano), da tempo innamorato di Micki. Mentre in casa il rapporto col nonno è sempre piuttosto teso, una mattina Anna scompare senza che più se ne abbia traccia. Da qui si sviluppa una vicenda minimale, che come consistenza potrebbe facilmente concludersi in due puntate. Ne dura invece ben sette (tra i quaranta e i cinquanta minuti ciascuna), col risultato di dilatare clamorosamente i tempi e chiarendo fin da subito come ciò che conti, qui, sia l'atmosfera. A partire infatti da una fotografia notevolissima, che fa risaltare gli splendidi paesaggi naturali mantenendo sempre al centro il campanile semisommerso e giocando con le luci per ottenere risultati eccellenti, la serie riesce a immergerci bene nel clima di mistero sul quale si regge. Merito anche di una colonna sonora azzeccata e inserita mai a caso, a conferma di uno sforzo non comune che coinvolge quasi tutti gli aspetti tecnici. Anche la regia non si può dire non faccia il suo: sceglie inquadrature eleganti, bei primi piani, lavora con le ombre della notte e coi droni. Inoltre la direzione del cast, perlopiù di giovanissimi, mostra una certa perizia, trovando discrete risposte in particolare sul versante femminile. Tutto o quasi sembrerebbe insomma funzionare, mentre invece l'assenza di una sceneggiatura che permetta di procedere fornendo buone chiavi di volta e validi colpi di scena rischia di affossare quanto fatto di buono. Si passano spesso interi minuti a rendersi conto che nel frattempo non è successo nulla, che dei gran misteri promessi si concretizza pochissimo, che i dialoghi tra i ragazzi si perdono nell'inconsistenza e che i personaggi in ballo sono sempre gli stessi nove o dieci, destinati a rincorrersi, incontrarsi, conversare passeggiando tra gli alberi, osservando il lago (in cui il campanile è presenza fissa), lamentandosi, sbarrando gli occhi... E' come se le basi del soggetto fossero limitate a due o tre idee, che in una serie di sette puntate si fatica oltremodo ad ampliare in modo da rendere sufficientemente interessanti. Sintomatico in questo senso anche il finale, estenuante e prevedibile. Il gran lavoro fatto a livello visivo si scontra in definitiva con una povertà di contenuti di fondo che induce a ritenere per molti aspetti deludente la serie, anche in virtù delle sue non indifferenti potenzialità. Sorprendente comunque come riesca a coinvolgere, nonostante tutto. Nessun effetto speciale, pochissimo sangue. Se non altro ci vengono risparmiate le derive fantasy horror alla TWILIGHT permanendo in ambiti paradossalmente più maturi, anche se il target principale pare essere in ogni caso quello dei più giovani.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/06/21 DAL DAVINOTTI

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