Conspiracy - La cospirazione

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Avvocati rampanti, famiglie a pezzi e Al Pacino, ma non è L'AVVOCATO DEL DIAVOLO, nonostante il regista Shintaro Shimosawa con l'orrore abbia un certa dimestichezza, avendo diretto la saga prima giapponese e poi americana di THE GRUDGE. Qui l'ambito è classicamente thriller, anche se il caos che regna fin da subito conferma l'attitudine di Shimosawa a spezzare e rimontare la linea temporale col risultato di affaticare inutilmente lo spettatore. Segui l'evolversi di una strana vicenda che vede Hopkins in un museo per pagare il riscatto a chi gli ha sequestrato la compagna per beccarti poi quasi subito un bel balzo indietro...Leggi tutto che apre una storia in apparenza del tutto slegata dove viene presentato l'unico vero protagonista del film, il giovane avvocato Ben Cahill (Duhamel), alle prese con una sua provocante ex ragazza (Akerman) che gli chiede l'amicizia su un social. Intrigato la incontra e viene a sapere che la sexy vamp sta assieme ad Arthur Denning (Hopkins), amministratore delegato di una grande azienda farmaceutica e che è disposta a passargli le prove della tossicità di un farmaco sperimentale che ha già ucciso 268 persone (mica pizza e fichi)! Ben decide di vendere l'informazione a un grande avvocato (Pacino) il cui studio ha avuto più volte a che fare con Denning, pretendendo però di occuparsi in prima persona del caso. Detto fatto l'avventura comincia e il regista comincia a infilare nel pentolone un bel po' di ingredienti a casaccio, giusto per ricalcare i cliché del genere senza che ve ne fosse alcuna necessità, dal misterioso killer che uccide senza apparente logica al cadavere spostato da un appartamento all'altro, dalla difficile gestione del rapporto tra il protagonista e la lagnosissima moglie (Eve) dopo la morte del figlio fino alle solite frasi ad effetto messe in bocca alla coppia di mammasantissima lì a far cassetta: dei due chi si trova più a suo agio pare Hopkins, sempre perfetto quando deve interpretare un ruolo beffardo e sadicamente cinico, mentre Pacino compare qua e là per enunciare qualche massima di vita e far vedere quant'è bravo nel mestiere al ragazzetto che si crede molto furbo. Proprio quest'ultimo però, così come le due donne che frequenta (la moglie e la ex), non riesce a dare smalto al film, che nel frattempo sta già avvolgendosi su se stesso e perdendosi in presuntuose lungaggini che ne rallentano inesorabili il ritmo. La cinepresa di Shimosawa d'altronde pare più impegnata a inseguire trovate che vorrebbe d'effetto in realtà solo totalmente gratuite (le sgasate del coreano in moto, il faccia a faccia in chiesa con cinepresa che ruota a 180° senza un perché), come se tenesse solo alla forma, limitandosi a fornire svogliatamente qualche spiegazione quando capita giusto per compiacere chi magari vorrebbe anche capirci qualcosa; ma le voragini in sceneggiatura sono talmente numerose da minare seriamente la credibilità del tutto condannando LA COSPIRAZIONE - nonostante un colpo di scena finale di cui non si sentiva proprio la necessità - a una buia routine (un po' di luce in più nella fotografia non avrebbe guastato), dove il sound designer conta più di chi ha scritto il copione. Curiosa (voluta?) la scelta di utilizzare attrici femminili bionde e sexy quasi tutte caratterizzate da una faccia piuttosto “larga” e da segnalare la cattiva condotta dei soliti distributori italiani, che si inventano un titolo inglese del tutto estraneo all'originale (MISCONDUCT).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/06/16 DAL DAVINOTTI
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Markus 26/06/16 11:51 - 3308 commenti

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Ennesimo legal thriller nella consueta asettica ambientazione di un'anonima città americana. Stuolo di attori - alcuni dei quali dai nomi altisonanti – ma, nonostante il parterre, Shimosawa fallisce nel tentativo di rendere avvincente la sua pellicola, che si trascina stancamente per quasi due ore senza nerbo. La vicenda risulta troppo arzigogolata, con tempi morti e scene talvolta riempitive (gli agguati di un cinese, per esempio) che non aggiungono nulla alla storia... se non ulteriore confusione! Ritmo quasi inesistente.

Rambo90 29/06/16 23:09 - 6388 commenti

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Thriller dalla trama confusa e piena di buchi, con tante di quelle situazioni illogiche da sfiorare spesso il ridicolo (come la chiusura della ferita con la colla vinilica), che spreca un cast incredibile in un affannarsi alla ricerca del colpo di scena sensazionale. Ritmo tremendamente noioso, inquadrature a tratti stomachevoli e ingiustificate, musiche non sempre adeguate. Hopkins e Pacino sono l'unico motivo per vederlo, per quanto poco presenti e spesso mal serviti da dialoghi deliranti e vuoti. Duhamel così così.

Cotola 2/07/16 15:24 - 7556 commenti

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L'aspetto thriller è più evidente di quello legal o almeno si fa per dire. Ciò perché la storia è abbastanza semplice sulla carta, ma diventa ingarbugliata a causa della sceneggiatura che sceglie di raccontarla in modo non lineare. Non sarebbe una novità e nemmeno un difetto se non fosse che la suspence latita anche se la visione è potabile e si arriva in fondo abbastanza agevolmente. Due i colpi di scena. Hopkins e Al Pacino fanno il minimo sindacale, con una prevalenza del primo sul secondo.

Digital 11/07/16 10:44 - 1121 commenti

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La cospirazione è quella ordita dagli sceneggiatori nei confronti dell'incauto spettatore. Sì, perché sebbene la trama possa sembrare inizialmente di facile decrittazione, tende progressivamente a farsi contorta, con piani temporali sfasati atti a rendere ancora più fumoso un thriller che comunque si lascia vedere senza troppi problemi. Cast sprecato, con i due mostri sacri Hopkins e Pacino costretti a fare da spalla al ben più modesto Duhamel. E che dire delle attrici? talmente omologate da confondersi l'una con l'altra. Guardabile.

Capannelle 14/09/16 00:17 - 3730 commenti

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Terribilmente soporifero, con la pretesa di avvincere lo spettatore con intrighi e colpi di scena ma eccessivamente contorto nello sviluppo e scarso dall'inizio alla fine quanto a sceneggiatura. Recitano anche Hopkins e Pacino ma dopo mezzora si capisce come le loro siano solo comparsate ben retribuite. Tocca allora a Duhamel portare da solo il peso di una trama traballante: lui si impegna ma nulla può.

Galbo 15/06/17 07:13 - 11419 commenti

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Sconclusionato legal thriller in cui a dispetto dei nomi altisonanti del cast (che partecipano pare solo per onore di firma e di salario) non c'è quasi nulla da salvare. Trama macchinosa e talora poco comprensibile, dialoghi banali e buchi grandi quanto voragini nella sceneggiatura. Infine un regista che più che alla storia sembra badare all'inquadratura d'effetto, con il risultato totalmente privo di ritmo e assai soporifero. Da evitare.

Hackett 2/07/17 14:45 - 1728 commenti

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Cast sprecato in un progetto che appare fiacco fin dal principio. La vicenda appare da subito abbastanza prevedibile e i personaggi che dovrebbero aggrovigliare la trama (il killer asiatico) alla fine appaiono più posticci del resto. Hopkins gigioneggia mentre il buon Pacino si esibisce in una ennesima variazione di quel diabolico mentore che si trova spesso a essere quando i film vertono nell'ambito legale. Deludente e trescurabile.

Piero68 3/08/17 11:11 - 2768 commenti

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Pasticciatissimo legal thriller che poteva contare, almeno sulla carta, su di un cast potenzialmente portentoso. Anche nel comparto femminile. E invece i due mostri sacri si limitano a timbrare il cartellino per fare cassa e il povero Duhamel è costretto a portare tutto il peso del film senza però avere le spalle abbastanza forti per poterlo fare. In realtà il flop vero è l'aver affidato la regia a un esordiente Shimosawa, di carriera sceneggiatore e produttore. Da notare che sia Hopkins che Pacino hanno già dato vita a personaggi similari.
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