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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/05/09 DAL BENEMERITO ILFIGO
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Matalo! 11/05/09 16:27 - 1371 commenti

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Bronson in un ruolo classico per la sua monolitica faccia; il meticcio perseguitato ingiustamente. Il film di Winner (padrino dell'exploit de Il giustiziere della notte) entra in parte nel microcosmo dei western americani che emulavano quelli nostrani (ad esempio Joe Kidd o El Condor o Barquero) con goffi risultati. Tasso di violenza maggiore del consueto, volti come brulli paesaggi, costumi più sdruciti, ma il ritmo è più catatonico e l'indecisione se essere aldilà o di qua del guado italiano-statunitense produce prodotti anodini come questo.

Ilfigo 9/05/09 16:26 - 75 commenti

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Un meticcio uccide per legittima difesa un bianco, gli daranno la caccia. Uccideranno sua moglie e sarà terribile vendetta. Forse è l'unico western americano che prende spunto dagli spaghetti western. Non c'è che dire, bellissimo film, bravissimi gli interpreti e Winner non delude.

Homesick 7/11/09 18:10 - 5737 commenti

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La lunga, impetuosa ondata del w.a.i. non è passata invano, infondendo a questo western di Winner sia una notevole carica di ferocia in provocazioni e vendette, sia ulteriore scioltezza in una narrazione asciutta, fondata sulla sostanziale unità di luogo (il deserto) e d'azione (la caccia all’uomo). Bronson è un protagonista silenzioso ed elusivo, sempre in agguato come un animale predatore e più ampio spazio è lasciato alle tensioni psicologiche dei suoi inseguitori: i ripensamenti di un sobrio Palance, i timori religiosi di Whitmore, l’odio cieco di Oakland.

Lattepiù 17/07/10 15:29 - 208 commenti

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Classico western anni 70, post-Peckinpah e post-Leone, intriso di cinismo. Una variazione sul canovaccio classico della caccia all’uomo, dove però la preda (Chato-Bronson) rimane spesso e volentieri fuori campo, presenza sfuggevole e insieme minacciosa. Il film si concentra così sul gruppo degli inseguitori, in cui emergono poco a poco tensioni e contrasti destinati ad esplodere. Purtroppo nessuna caratterizzazione è particolarmente incisiva e il gioco al massacro gira un po’ a vuoto, come pure il film, soprattutto nella parte finale.

R.f.e. 2/10/10 13:36 - 816 commenti

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A me questo film del buon vecchio Michael Winner ha fatto curiosamente tornare alla mente pellicole molto diverse fra loro, come per esempio Narciso nero o Un tranquillo weekend di paura, perché anche qui un gruppo di umani arroganti ha l'ardire di sfidare la Natura (qui simboleggiata dall'indiano, personaggio che vive in armonia con essa). Come nel capolavoro di Powell o nel torrido classico di Boorman, il potere amorale della Natura trionfa sulla velleitaria superbia dei bianchi. Bellissimo.

Galbo 4/10/10 16:16 - 11854 commenti

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Qualche anno prima de Il giustiziere della notte, il granitico Charles Bronson (sempre diretto da Michael Winner) interpreta un altro "revenge movie" sebbene in un contesto nettamente differente come un western. Siamo tuttavia lontani dall'epicità del western classico e Chato è un film "sporco", carico di violenza e di rabbia derivante dalla frustrazione del protagonista, ingiustamente braccato. Molto godibile, è un film che lascia il segno grazie anche alla brillante prova del suo protagonista.

Enzus79 6/09/11 15:36 - 2285 commenti

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Michael Winner è un buon regista, però questo film non mi ha convinto del tutto. La parte migliore del film è la seconda, cioè da quando muore la moglie di Chato. L'antirazzismo è ben sottinteso ma la storia non coinvolge più di tanto. Meglio Palance di Bronson.

Rambo90 29/04/13 17:27 - 7064 commenti

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Più dalle parti dello spaghetti che del western classico americano, questo film di Michael Winner è una lunga e logora caccia, appassionante per i personaggi messi in campo, tutti sporchi e cattivi ma con molte sfumature. Molto bravo Jack Palance nel ruolo del capitano sudista che cerca riscatto per una guerra perduta, mentre Bronson appare davvero pochissimo (nonostante sia il protagonista) e parla ancora meno. Con qualche momento morto ma interessante.

Mandrakex 10/04/19 14:48 - 87 commenti

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Un meticcio fugge nel deserto dopo aver ucciso un bianco per difendersi. Una squadra di giustizieri parte al suo inseguimento. Formidabile tardo western che sintetizza alla grande elementi della scuola italiana (violenza brutale, uomini senza scrupoli) e temi tipici americani (il razzismo). Bronson sembra nato per la parte e Palance è perfetto come ex militare reazionario. Dinamiche di gruppo inaspettatamente non banali. Ottima la fotografia, che sottolinea bene l'atmosfera selvaggia. Dimenticato troppo in fretta, soprattutto in Italia.
MEMORABILE: L'incipit nel saloon; L'assalto alla famiglia di Chato; La lunga marcia nel deserto; L'ineluttabile finale.

Keyser3 22/03/20 22:36 - 280 commenti

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Discreto western itinerante della premiata ditta Winner/Bronson (che per tutta la durata del film spiaccica a malapena una decina di parole). Secco e senza fronzoli, con il topos dominante della caccia all'uomo solitario ingiustamente accusato. Il ruolo dell'antagonista è affidato a un buon Jack Palance, che si dimostrerà cammin facendo uno dei più umani del branco.
MEMORABILE: La confessione finale di Quincey/Palance.

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Puppigallo 25/01/22 09:09 - 4858 commenti

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Due notevoli grugni a confronto (Palance, l'inseguitore e Bronson l'inseguito) in questo western tutto incentrato sulla caccia all'uomo, che a un certo punto farà sorgere l'interrogativo su chi caccia chi. Qua e là un po' arrancante e verboso, può però contare su personaggi costruiti con una certa cura e situazioni disperate, soprattutto per gli inseguitori, che fungono da carburante per la pellicola, sottolineando i dubbi e le insicurezze di questi ultimi, con contorno di pregiudizi e puro odio; il tutto evidenziato da calma e sicurezza che contraddistinguono la "preda". Buono.
MEMORABILE: Pronti via e uno degli inseguitori si autoelimina; "Gli apache sono un libro chiuso pieno di cose terribili"; "Ti piace il fuoco eh!?". Bruciato vivo.

Mortician 6/05/22 10:18 - 1 commenti

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Malgrado le potenzialità del soggetto (una feroce caccia all'uomo) a deludere sono anzitutto la caratterizzazione dei personaggi, la mancanza di pathos e/o colpi di scena, la messa in secondo piano del personaggio di Chato il fuggiasco è l'eccessiva durata (96 minuti!) che rende questo film alquanto noioso. Bronson più inesepressivo che mai e Palance piuttosto imbolsito.

Bullseye2 13/05/22 00:36 - 180 commenti

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Ottimo film di Winner, anche se non sembrerebbe affatto suo: a differenza di altri film del regista, Chato si fa notare per il suo messaggio antirazzista e contro il giustizialismo forcaiolo, concetto assurdo pensando alle tematiche care ai film di successo del duo Bronson/Winner. La violenza non raggiunge i picchi estremi di altri film del regista; in compenso vi è una grande attenzione per la psicologia dei personaggi e uno sguardo particolare nei confronti della Natura che ci si aspetterebbe più da un Boorman. Bronson si vede poco, ma quando compare è indimenticabile.
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