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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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B. Legnani 26/02/07 00:40 - 4778 commenti

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Incredibile, ma vero: film soporifero, nonostante le nudità fenechiane (chiaramente ispirate alle scene oniriche, con la Cardinale, de Il magnifico cornuto). Parte bene, poi si addormenta e fa addormentare per più di un'ora rivelandoci, con l'epifanìa di Beppe Viola, la soluzione dell'enigma iniziale. In quei sessanta minuti lo spettatore continua a dirsi "Ora comincia... ora comincia...", fino a che il film, che non è mai iniziato, si avvìa all'epilogo. Pietro Brambilla, ben visibile pure in La casa dalla finestre che ridono, è (nella realtà) nipote di Tognazzi.

Deepred89 9/04/07 15:11 - 3306 commenti

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Commedia erotica non riuscitissima ma sicuramente curiosa. Lento ma intrigante, ben interpretato da un bravo Tognazzi e da una Fenech al top della forma. Più spinto della media e con delle ottime scene erotiche, peccato solo che spesso la noia si faccia sentire. Belle comunque le musiche e riuscito il finale. Quindi un prodotto interessante, sicuramente consigliato nonostante i difetti.

Undying 31/08/07 20:09 - 3839 commenti

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Tognazzi da un lato eccelle (come attore e questo è dato di fatto non solo per questo titolo), dall'altro si perde su una sceneggiatura che si protrae oltremodo (105 minuti). I dialoghi sono interessanti (a cura di Enzo Jannacci) e la Fenech viene esibita, curiosamente, in contesti molto osèe per l'epoca: decisamente più espliciti degli analoghi ruoli nelle (inferiori) commedie sexy. Il cast è, comunque, di spessore ed il film si lascia piacevolmente seguire. Penultima regia del grande Tognazzi (l'ultima, I viaggiatori della sera, è del 1979).

Schramm 21/11/07 01:25 - 2446 commenti

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Inferno chabroliano ante-litteram, ma senza disturbante twist polanskiano finale e tediosamente tautologico. Si ride poco, si sorride meno, si controlla spesso l'orologio. Tognazzi è un attore di tutto rispetto, ma quando sta dietro la macchina da presa dargli credito riesce faticoso.

Matalo! 12/12/08 20:34 - 1368 commenti

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Tra la nuova commediaccia (specie quella girata sulle nevi) e le riflessioni classiche dell'uomo medio di fronte a eventi sottilmente sconvolgenti; Tognazzi propone grazziaddio una Fenech nudissima, immaginata in mille possibili tradimenti. Il film non è così infame come si disse e Ugo è sempre Ugo ma, davvero, il meglio si trova nelle forme della Divina Edwige.
MEMORABILE: La scena in piscina con la Fenech attorniata da stalloni tra cui Mircha Charven, figlio di Clark Gable.

Capannelle 13/07/09 09:03 - 3741 commenti

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Tutto il film ruota attorno alle frenesie di Tognazzi di misurarsi le corna e, se non fosse per una Fenech svestita ammiccante e civettuola, sarebbe una mattonata difficile da digerire. Tempi allungati, egocentrico e ripetitivo come pochi, offre veramente poco allo spettatore.

Enricottta 11/08/09 14:26 - 507 commenti

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Film molto particolare, girato bene ma interpretato male da Ugo Tognazzi. Non è stato difficile per Tognazzi raccontarci il suo ambiente. Questo è un raro caso di "coming out" involontario, per il quale noi, abituali guardoni adolescenti, possiamo godere delle grazie della strepitosa Fenech (è il pretesto), nella realtà invece la vera nudità ce la restituisce la cronaca un po' incantata della vita agiata e annoiata della bassa padana e giù di lì. Il regista si compiace di ciò che ci racconta, ma sembra dirci: statevene lontani!

Tarabas 12/08/09 17:00 - 1717 commenti

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Chi è nascosto nell'armadio? Marito benestante di una coppia annoiata parte per il weekend chiudendo (forse) in casa l'amante della moglie, poi passa il tempo a fantasticare di lei (sfavillante Edwige spogliatissima e in versione sciuretta milanese) con maestri di sci etc. Girato con ambizioni di satira di costume, il film resta in un limbo nel quale momenti pensosi e volgarotti convivono malino e alla fine ammazzano la narrazione. Devastante come sempre Merenda, espressivo come il muso dell'orso impagliato della scena della baita.

Galbo 3/12/09 06:55 - 11446 commenti

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Una lunga dissertazione sull'adulterio (o volgarmente sulle corna), diretta ed interpretata da un Ugo Tognazzi piuttosto incisivo come interprete tanto poco efficace come regista. Non lo aiuta una sceneggiatura troppo prolissa che induce un film dalla durata eccessiva, lentissimo nella parte centrale e con qualche buono spunto iniziale e finale.

Ghostship 16/06/10 16:14 - 394 commenti

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Spassoso film di un Tognazzi in grande forma che con la sua ironia ed il suo istrionismo riesce a farsi apprezzare non solo come attore ma anche come regista. Il registro è erotico/visionario ed a tratti comico, la Fenech consegna agli archivi una prova "molto fisica" e la visione, seppure non si possa parlare di capolavoro, risulta molto godibile.

M.lupetti 5/02/10 09:55 - 58 commenti

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Assunto carino, ma sviluppo modesto, molto lento anche se salvato dalla prova attoriale di Tognazzi. Come attore nulla da dire, come regista invece l'Ugone nazionale barcolla un po', fra tediose visioni pseudo-autoriali e maldestrità assortite. Il film è una commedia amara sul tradimento contrassegnata da una temperatura erotica molto alta garantita da una Fenech che, forse convinta di essere finita in un film d'autore, è ben disposta a scene molto spinte ben oltre le medie delle coeve commedie sexy.

Renato 5/05/10 12:11 - 1590 commenti

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Commedia che vorrebbe in qualche modo mettere alla berlina la paura d'esser fatto becco, anche se tutto si trascina piuttosto stancamente fino ad un finale non proprio a sorpresa. I primi 10 minuti in particolare sono di una lentezza esasperante, col protagonista che entra in casa, di stanza in stanza, accende tutte le luci... si muove insomma come nella vita vera, coi tempi della vita vera. Tognazzi è in parte e la Fenech si spoglia alla grande, ma il film resta piatto e monotono.

Puppigallo 18/07/10 11:06 - 4524 commenti

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Storia, di sconvolgente banalità e rozzezza, di una vera e propria ossessione. Spero che Tognazzi abbia diretto questo film per sè e non per gli altri, anche perchè, nella seconda ipotesi, mi domando cosa volesse comunicarci. Si può solo gioire dell'utilizzo quasi continuato della Feneck come mamma (brava mamma!) l'ha fatta. Per il resto, siamo a un livello penosamente basso, con situazioni che ricalcano quelle dei vecchi film per ragazzotti allupati, abituati a non vederla neanche in fotografia (sulla barca; in montagna; in piscina). Tognazzi s'impegna pure (dopotutto, il filmaccio è suo).
MEMORABILE: Tognazzi, avvolto dalla nebbia, urla: "Taaaxi!!!". Dopodichè si sente: "Sun chi!". Era un taxista parcheggiato a mezzo metro da lui.

Daidae 22/08/10 22:12 - 2761 commenti

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Mi ha molto deluso. Tognazzi è sempre Tognazzi, ma questo film è davvero pesante e noioso. Strappa qualche sorriso fino al viaggio in aereo, poi sprofonda nella banalità. Il resto del cast (a parte i due protagonisti) è addirittura fastidioso: abbiamo Serato con erre moscia e la Venier (!) che per fortuna non parla. Mediocre.

Guru 19/10/10 16:19 - 348 commenti

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Film simpatico e ben dosato; e poi chi poteva interpretare in quegli anni il ruolo della Fenech... solo la Fenech! La parte appartiene totalmente a lei: sinuosa ed equivocabile al punto giusto, non squadra neppure per un momento il film. Curiosissimo l'arredo della camera da letto Tognazzi/Fenech che richiama all'erotismo: un quadro stranissimo di "coppia", un lume che si spegne con l'attributo maschile... e poi i piedi, quei maledetti piedi... Il tormento della gelosia e il dubbio dell'adulterio sono tema trascinante di un film non comico.

Il Dandi 3/02/11 17:34 - 1842 commenti

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Film personale, penultimo tentativo di Tognazzi regista (che ci infila dentro, in brevi ruoli, amici e parenti), tutto costruito intorno alla manìa del protagonista di scoprirsi cornuto: tema a cui l'attore non è nuovo, anzi ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia già nei primi '60, ma qui rivisitato in una chiave più laida e decadente. Apprezzabile la prova di Edwige Fenech e Luc Merenda che (desiderosi di superare i loro cliché e di recitare in una commedia di "serie A") accettano di buon grado insistiti nudi full.
MEMORABILE: I "flash" onirici in cui Tognazzi immagina la Fenech e Merenda insieme.

Stefania 14/06/11 01:51 - 1600 commenti

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Se ne era accorto anche Shakespeare: "il mostro dagli occhi verdi" è il sentimento dove, per eccellenza, si coniugano tragico e ridicolo: soggetto drammaticamente - e cinematograficamente - pregevole, la gelosia! Ma questo film è lento, il curioso spunto "mistery" (chi è nascosto nello sgabuzzino?) si perde e sfuma in blandi affondi di satira sociale, ammiccamenti sexy e opachi squarci onirici, fino all'insipido finale. Una brutta barzelletta, parzialmente riabilitata dalle buone prestazioni di Tognazzi, della Fenech e di Bonacelli.
MEMORABILE: In negativo, l'inutilmente lunga sequenza della battuta di caccia. Graziosa la fantasticheria della Fenech in tutina da Diabolik con Bonacelli.

Caesars 10/04/12 08:55 - 2761 commenti

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All'inizio pare anche discreto, ma presto il film si addormenta, rischio che corre anche lo spettatore nonostante una serie di nudi di Edwige Fenech in strepitosa forma fisica. Tognazzi regista si conferma assai inferiore al Tognazzi attore e ci propina un'insulsa storiella il cui tema dominante è la gelosia, sentimento che rovina la vita sia a chi la prova che a chi la subisce, condita con un po' di critica sociale. Si arriva a fatica alla soluzione finale del "mistero" dello sgabuzzino. Dimenticabile. *!

Motorship 27/06/12 22:56 - 567 commenti

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Prova poco convincente di Ugo Tognazzi dietro la macchina da presa. Come attore è un grandissimo, ci mancherebbe, e qui lo dimostra salvando una commedia sexy mediocre e poco incisiva. Troppe lacune e prove attoriali piuttosto opache, tranne ovviamente la sua (da attore si intende), mentre la storia è troppo banale. Bellissima e sexy come sempre la Fenech, in forma fisica strepitosa, curioso il cameo del povero giornalista Beppe Viola, assolutamente inutile Mara Venier.

Mco 27/10/12 23:37 - 2157 commenti

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Giallo surreale, a forti tinte rosa-rossastre, con grande spazio a nudità sia maschile che femminili. Dietro le facciate di una ricerca ossessiva (di amanti) contestualizza una vera e propria demolizione del cliché bourgeois ed in tal senso eccelle Ricky Tognazzi nel suo breve cammeo di rara irriverenza. La camera si muove iperscrutando tra presente ed immaginario laddove l'Ugo nazionale sornione come non mai si adagia quasi a godere delle goderecce possibilità fedifraghe di una meravigliosa Edwige Fenech. Da vedere a prescindere.
MEMORABILE: La Fenech per tutto l'arco della pellicola.

Gugly 1/11/12 23:59 - 1016 commenti

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Premesso che la Fenech è splendida, questo lavoro di Tognazzi regista ed attore sembra riflettere le paure del Tognazzi uomo, giunto alle soglie della mezza età: ecco allora i dubbi di un ultracinquantenne di successo veicolati attraverso scene con nudi frontali anche maschili e fantasie assortite. Peccato che il film si trascini troppo nel "giallo" (qualche taglio alla durata avrebbe giovato al ritmo) e la pretesa satira sociale lasci davvero il tempo che trova, compresa la figura del fratello. Bonacelli davvero curioso.
MEMORABILE: Tutte le fantasie con la Fenech.

Homesick 20/09/13 16:00 - 5737 commenti

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Le carenze del Tognazzi regista sono ravvisabili nella fiacchezza dell’orchestrazione e della sceneggiatura che, seppur scritta con Jannacci, si riduce a sequenze oniriche (i «cattivi pensieri», appunto) condite con un erotismo spinto e ai limiti del porno: una volgarità cui il Tognazzi attore è aduso e ci sguazza benissimo, inserendovi pure un coito equino alla maniera di Borowczyk. Ogni tanto qualche breve risata viene fuori, essenzialmente per merito dell’interprete principale e di certi macchiettisti alla milanese. Vergognosa l'ecatombe della selvaggina nella scena venatoria.
MEMORABILE: La visione di Tognazzi con la Fenech a bordo piscina, circondata da uomini nudi.

Ramino 24/11/13 14:51 - 127 commenti

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La regia di Tognazzi non eccezionale e la storia lenta, tirata un po' per le lunghe e priva di slanci, compromette l'intera operazione. Bellissima la Fenech in uno dei suoi migliori ruoli, non riesce comunque a salvare il film. In sintesi: spinto ma spento.
MEMORABILE: L'orribile cameo di Ricky Tognazzi che però risulta convincente quando manda a quel paese il padre.

Lucius 9/08/15 16:21 - 2819 commenti

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Forse troppo tirato per le lunghe, ma in grado di far emergere la vita vissuta, quella di una coppia divorata dagli anni di una relazione scrigno di gioie e dolori, passioni, tradimenti e gelosie, al capolinea di un percorso di vita comune. In questo Tognazzi ha centrato il bersaglio. Più osè della media dei film di quel periodo, con una Fenech svestita, più del solito e con Luc Merenda che mostra i "gioielli di famiglia", al servizio di uno script che vuole essere attuale e diretto. Ne soffre un po' il montaggio, che risulta poco incisivo. Gulp!

Furetto60 9/11/15 12:18 - 1129 commenti

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Un avvocato danaroso abituato a frequentare un ambiente snob (orribile la scena della caccia), borghese e reazionario è affetto da gelosia patologica. La trama vuole anche essere motivo di denuncia dell'ipocrisia nel rapporto di coppia, ma lo sviluppo è eccessivamente diluito e anche le varie scene piccanti interpretate da una Fenech in forma (per lei un vero tour de force) alla lunga stancano. Il finale, telefonato, non migliora il giudizio finale.
MEMORABILE: "E' che qua nessuno ha più voglia di lavorare".

Markus 26/11/15 21:13 - 3327 commenti

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Questione di corna o presunte tali. Tema evidentemente caro al nostro cinema, soprattutto in ambito meridionalistico; a Tognazzi il merito - forse il solo - d'averlo sdoganato nella Milano borghese settantiana col Volvo, la Muratti e la colonia di Paco Rabanne schiaffeggiata sul volto. La pellicola si sviluppa su un continuo gioco tra sogno e realtà; quasi un giallo un po' claustrofobico che, alla lunga - ed è questo il limite dell'Ugo-regista - stroppia con momenti di stanca. I belli (Fenech/Merenda) giustamente si spogliano.

Aal 2/12/15 11:28 - 322 commenti

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Deludente filmetto un po' spinto che tira troppo per le lunghe una situazione di corna immaginate e/o reali più adatte a un episodio breve che a un film intero. Da Tognazzi mi aspettavo qualcosa in più. Si ride qualche volta ma per il resto la noia è assicurata. Meravigliosa la Fenech comunque, vera nota positiva in un contesto in cui anche le doti notevoli del Tognazzi attore stentano a mettersi in luce. Infame la scena di caccia, probabilmente una scena di montaggio, con vere uccisioni di animali. Un film che non regge alla prova del tempo.

Trivex 21/03/16 08:51 - 1505 commenti

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Personalmente quasi un cult. Ma quasi, per il finale non all'altezza e per l'ignobile mattanza di animali nella scena della "caccia" (che tale non è, visto che con tutta probabilità gli animali sono stati abbattuti dopo essere stati "posizionati"). L'impronta del "grande Ugo" è palese: una torbida realtà o solo l'immaginifico alterato di un uomo geloso e possessivo? Famiglia alto borghese con relativi vizi, con "quelle" scene audacissime, incredibili da vedere in tv (ma sappiamo tutti quanta discrezionalità esista al mondo). I pudici si astengano.
MEMORABILE: La piscina; La camera delle armi e la presenza di "lui"; La bellezza della Fenech.

Gabrius79 5/07/16 20:50 - 1205 commenti

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La bravura di Tognazzi regista di questo film è inversamente proporzionale a quella del Tognazzi attore. Regia infatti piuttosto difettosa, mentre sulla recitazione nulla da eccepire. Peccato per una sceneggiatura banale e noiosa che svilisce un po' tutti gli attori e la durata della pellicola non aiuta di certo a migliorare. Qualche battuta di Tognazzi va comunque a segno così come le procacità della Fenech, ma il resto è sgraziato.

Pessoa 9/12/16 12:11 - 1220 commenti

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Dramma borghese di Tognazzi malamente mascherato da commedia che ha per argomento le corna vere o presunte del protagonista. Il regista non riesce a risolvere fino alla fine l'ambiguità di fondo del film che si trascina via lentissimo e inconsistente intervallato da siparietti prodotti dalla fantasia del marito geloso in cui vengono valorizzate le forme della Fenech, peraltro bravissima come al solito. Anche il Tognazzi attore sfodera il suo miglior talento, ma non basta. I timidi tentativi di critica sociale non pungono. Un film anonimo.
MEMORABILE: I tradimenti immaginati di Tognazzi.

Paulaster 11/01/18 11:30 - 2861 commenti

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Due piedi nudi visti nell'armadio fan scattare la gelosia del marito. Il dubbio del tradimento è sviscerato tramite ripetute ipotesi rianalizzate nella vita di coppia. Tognazzi recita bene le fasi di dramma umano e la Fenech riesce a tenergli testa nei dialoghi. Regia di Tognazzi che si fa notare nelle scappatelle assortite (surreale con Bonacelli e a tratti volgarotta) e che mettono in mostra le doti fisiche della protagonista. Cameo di Beppe Viola (il commissario).
MEMORABILE: La fucilazione finta al fattore; Le foto di Bonacelli alla Fenech in costume nero; Le voglie della Fenech nei covoni di fieno.

Rufus68 6/06/18 22:05 - 3147 commenti

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Imperfetto, grezzo e persino scostante, ma di notevole efficacia, anche nella documentazione sociologica. Un Tognazzi splendidamente reazionario e ipocrita, ossessionato dalle corna (o, forse, ansioso di averle quale contrappasso alla propria falsità), correda il film di vignette oniriche brutali e grottesche (la monta, la scena in piscina) buone a descrivere un'epoca d'incipiente declino istituzionale. Divertente, seppur facile, l'affresco dell'alta borghesia meneghina iconizzata dal rotacismo di Serato. Bellissima la Fenech.

Il ferrini 23/12/18 23:49 - 1728 commenti

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Così come Sordi anche Tognazzi sta decisamente meglio davanti alla MDP che non dietro. C'è del buono, sia chiaro, soprattutto nelle sequenze "immaginate" dal protagonista e la Fenech è di una bellezza straordinaria, tuttavia lo schema si ripete troppo spesso e per troppo tempo. Apprezzabili tutti i caratteristi: da Serato (con la puzza sotto il naso come ne Il ragazzo di campagna) a Bonacelli (qui fratello di Tognazzi, avvocato cocainomane in Johnny Stecchino) passando per il bellone Luc Merenda. Inutilmente violenta la scena della caccia.

Faggi 18/03/19 15:28 - 1508 commenti

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Le corna (vere o presunte?) nella celluloide settantiana sotto la supervisione di Tognazzi (regista e interprete). L'efficacia è nell'ipocrisia silente, strisciante come una serpe grottesca; dove fa capolino un rospo psicotropo, autorizzato a sputare visioni evocanti realtà parallele al ménage coniugale. L'oggetto è al contempo ruvido e liscio; forse divagante dal suo fulcro ma appuntito nell'incisione dei segmenti cruciali. Edwige Fenech inesorabile; convince a tal punto da rendere difficile immaginare un'altra attrice al suo posto.
MEMORABILE: Le visioni di Tognazzi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 27/11/15 09:39
    Consigliere - 13982 interventi
    Mi scrive Alessio /copio/incollo).

    Non ho documenti da passarti, quindi.... Comunque anche sul sito di Italia Taglia ci sono due visti e non avrebbe senso se fosse già stato vm 14 in prima battuta. E' ovviamenyte un errore del database, uno dei moltissimi, in quanto quel sito è fatto male. Il vc del 22 settembre 76 è vm 18, quello del 20 ottobre 76 è la derubricazione richiesta da Amati.

    Ci sono infatti due incartamenti differenti (rispettivamente 69115 e 69250 che non possono fare riferimento allo stesso divieto. C'è anche un metro di pellicola di scarto tra una versione e l'altra, roba di secondi)

    Probabilmente in qualche sala (tipo dove l'hai visto tu) hanno dato la prima versione, che era comunque autorizzata dalla censura
  • Discussione Didda23 • 27/11/15 10:45
    Comunicazione esterna - 5727 interventi
    Grazie mille Buono.
    Per me non ci sono più dubbi.
  • Discussione Markus • 27/11/15 10:49
    Scrivano - 4803 interventi
    Bisognerebbe che Alessio segnali il fatto a "Italia Taglia"; che a loro volta verifichino le carte dell'epoca per conferma e (dovuta) correzione.
  • Discussione Quidtum • 27/11/15 11:00
    Servizio caffè - 2188 interventi
    Markus ebbe a dire:
    Bisognerebbe che Alessio segnali il fatto a "Italia Taglia"; che a loro volta verifichino le carte dell'epoca per conferma e (dovuta) correzione.
    Ce ne sono veramente troppi di errori e conseguentemente di segnalazioni da fare, cosa ancor più grave dato che si tratta di iniziativa nata sotto l'egida e con fondi del ministero...
    Ultima modifica: 27/11/15 11:01 da Quidtum
  • Discussione Mco • 27/11/15 11:41
    Scrivano - 9684 interventi
    Eccellente lavoro Buono!
    Grazie mille a te per l'interessamento e ad Alessio per la disponibilità.
  • Curiosità B. Legnani • 27/11/15 17:33
    Consigliere - 13982 interventi
    Il film ha due visti di censura. Il primo è del 22 settembre 1976 (fascicolo 69115), con il divieto ai minori di 18 anni. Il produttore Edmondo Amati ottenne poi il passaggio al divieto VM14, col visto di censura del 20 ottobre 1976 (fascicolo 69250). La seconda versione risulta più corta di un metro di pellicola, vale a dire pochi secondi.

    Non è da escludere (anzi: si hanno testimonianze in tal senso) che in qualche sala il film abbia continuato a circolare nella prima versione, comunque autorizzata dalla censura, col VM18.
    (fonte: Alessio Di Rocco).
  • Discussione Zender • 27/11/15 17:45
    Consigliere - 43741 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Il film ha due visti di censura. Il primo è del 22 settembre 1976 (fascicolo 69115), con il divieto ai minori di 18 anni. Il produttore Edmondo Amati ottenne poi il passaggio al divieto VM14, col visto di censura del 20 ottobre 1976 (fascicolo 69250). La seconda versione risulta più corta di un metro di pellicola, vale a dire pochi secondi.

    Non è da escludere (anzi: si hanno testimonianze in tal senso) che in qualche sala il film abbia continuato a circolare nella prima versione, comunque autorizzata dalla censura, col VM18.
    (fonte: Alessio Di Rocco).


    Resta la curiosità di sapere cosa si vedeva di incredibile in quei pochi secondi...
  • Discussione B. Legnani • 27/11/15 17:48
    Consigliere - 13982 interventi
    Zender ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Il film ha due visti di censura. Il primo è del 22 settembre 1976 (fascicolo 69115), con il divieto ai minori di 18 anni. Il produttore Edmondo Amati ottenne poi il passaggio al divieto VM14, col visto di censura del 20 ottobre 1976 (fascicolo 69250). La seconda versione risulta più corta di un metro di pellicola, vale a dire pochi secondi.

    Non è da escludere (anzi: si hanno testimonianze in tal senso) che in qualche sala il film abbia continuato a circolare nella prima versione, comunque autorizzata dalla censura, col VM18.
    (fonte: Alessio Di Rocco).


    Resta la curiosità di sapere cosa si vedeva di incredibile in quei pochi secondi...


    Non voglio entrare in dettgali, ma probabilmente erano i momenti di effusione più vistosi o inquadrature più ravvicinate di una parte del corpo della protagonista.
  • Discussione Trivex • 30/11/15 09:14
    Segretario - 1299 interventi
    Benissimo, grazie...mistero svelato.
  • Homevideo Ruber • 27/01/18 16:19
    Compilatore d’emergenza - 9012 interventi
    La versione della number one/legocart è andato fuori catalogo ed è stato sostituito dalla versione della 01, che dovrebbe finalmente avere il formato anamorfico.
    Ultima modifica: 27/01/18 17:07 da Ruber