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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dopo aver perso il figlio in uno dei suoi film più controversi, a Nanni Moretti tocca stavolta di perdere la moglie, e sempre a due passi dal mare. La reazione alla tragedia è simile solo in apparenza: questa volta l’astrazione dalla realtà non è dovuta alla prostrazione ma ad uno stato confusionale, che porta il protagonista ad accompagnare la figlia decenne a scuola e a rimanere lì, nel parco antistante, seduto su una panchina in contemplazione cercando di riordinare le idee. L’esperimento gli procura soddisfazione ed evidentemente sollievo, cosa che lo porterà a ripetere la cosa anche i giorni successivi, quando passeranno lì a trovarlo suo fratello (Gassmann), la...Leggi tutto sorella (Golino) della moglie e alcuni esponenti dell’azienda per cui lavora (tra i quali si segnala il solito, bravissimo, Silvio Orlando). Il Moretti attore non delude: continua a comunicare una profondità interiore raramente riscontrabile, a saper spiazzare con risposte che nella loro semplicità e talvolta ovvietà contrastano con quelle cui il cinema ci ha abituato. In questo il film funziona e da qui trae la sua forza. Cede invece sulla gran parte degli altri versanti, non riuscendo nella regia di Antonello Grimaldi a trovare l’efficacia necessaria in grado di smuoverlo da una calma piatta che va ben oltre quella promessa dal titolo. Se nei duetti con Gassmann si apprezzano tutte le capacità degli attori, nei momenti con la figlia si va incontro a fasi di noia micidiale, che alternate ai lunghi periodi al parco in attesa di personaggi inconsistenti come quello della Golino contribuiscono a sgonfiare totalmente il film. E la bella Isabella, cui spetta di interpretare (con trasporto) la scena più bollente (e più reclamizzata), finisce col trovarsi tra le mani una figura del tutto svuotata dell’importanza che rivestiva nel libro di Veronesi dal quale il film è tratto, dando l’impressione di esser lì a prestare il volto (e il corpo) alle scene più superflue in assoluto (con l’aggravante che il sesso ne raddoppia l’impressione). Qui e lì si sorride pure, ma di nuovo ricevendo la sensazione che certe gag (la moglie dell’amico che parla inserendo volgarità e offese nei dialoghi senza accorgersene) siano inserite giusto per alleggerire il peso di una storia che fatica a procedere e s’incarta ogni cinque minuti. D’accordo quindi col dare spessore ad un cinema che spesso può apparire troppo frivolo e privo di contenuti, ma non dimentichiamo che ritmo e armonia narrativa dovrebbero essere considerate componenti da non trascurare. Il Moretti regista nella STANZA DEL FIGLIO aveva dato prova di saper essere incisivo e originale, trattando argomenti altamente drammatici; il Moretti attore (e co-sceneggiatore) ha meno autonomia e non può trasferire la propria forte personalità al regista, che al contrario non sa gestire al meglio la situazione. E dire che il cast era ottimo (c'è pure Roman Polanski, nel finale...)
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/02/08 DAL BENEMERITO MACIGNO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/02/08
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Macigno 10/02/08 09:16 - 25 commenti

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Tremenda mattonata tratta dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi vincitore del premio Strega. Moretti sembra la copia sbiadita di quello che conosciamo e che in alcuni casi abbiamo apprezzato. Direi che non basta un cast ben assortito, ci vorrebbe anche una regia che qui latita, asservita completamente a un Moretti cui viene concesso di fare ciò che vuole prendendosi tutte le pause che preferisce. E difatti il film sembra anche più morettiano di certi suoi precedenti, con l'aggravante di una regia che annaspa peggio della Ferrari a Sabaudia.
MEMORABILE: "Per lei tu sei un mito. Anzi... Sotto alla tua foto sul diario ha scritto: 'mito fantomatico'"; il palindromo "i topi non avevano nipoti" (da leggersi al contrario).

Deepred89 17/02/08 11:34 - 3385 commenti

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Discreto film italiano. Molto interessanti i personaggi, troppo enigmatici alcuni passaggi che finiscono per portare ad alcuni (forse apparenti) buchi di sceneggiatura. Moretti non offre sicuramente una prova straordinaria ma recita molto meglio quì che in altri film dove si autodirigeva; ottimo il resto del cast. La tanto discussa scena di sesso non mostra nulla di che. Decisamente peggio la bestemmia, pronunciata da Moretti con una disinvoltura notevole. Non troppo azzeccate le varie canzoni in colonna sonora.

Galbo 18/02/08 05:43 - 11613 commenti

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Bel film tratto da un romanzo di Veronesi; il tema non è tanto l'elaborazione del lutto quanto la difficoltà di rapportarsi al dolore e agli altri esseri umani in caso di gravi eventi che devastano le vite. Il protagonista trova riparo all'ondata che lo investe fermandosi e osservando il microcosmo che lo circonda, adottando nello stesso tempo un atteggiamento protettivo nei confronti di chi dipende da lui (la figlia principalmente ma non solo). Bravissimo Moretti.

Grada 25/02/08 01:08 - 26 commenti

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C'era materia per un racconto breve e alcune scene appaiono stiracchiate e inutili (quella di sesso, quella con la psicologa e successivo svenimento). Il dolore della perdita non si sente (e questo è forse l'aspetto più originale) ma s'impone la necessità di ricostruire i rapporti senza la persona scomparsa. Serve una pausa e la piazzetta è un punto (provvisorio e non impegnativo) di riferimento per ripartire. Bravo l'attore Moretti ma il film, meramente descrittivo di uno scorcio di esistenze che più o meno casualmente si incrociano, non ha mordente.

MAOraNza 29/02/08 13:11 - 192 commenti

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Il lutto vissuto come un momento di distacco, senza dolore, quasi asettico. Impossibile stabilire i motivi della mancanza della passione nella accezione stretta del termine, un percorso che i protagonisti affrontano con una dignità sovrannaturale ma quasi comprensibilmente realistica. Moretti è fantastico in questi ruoli: la tanto vituperata scena di sesso è funzionale alla narrazione. Due note stonate: la sfacciata pubblicità alla BMW, il bestemmione in coda alla lettera scritta dal sempreverde Silvio Orlando. Fantastico Gassman, ottimo cast.

G.Godardi 29/08/08 20:29 - 950 commenti

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Caos calmo o La stanza della moglie? Sembra davvero, almeno inizialmente, una ripresa del tedioso controverso lacrima movie morettiano, poi per fortuna prende tutt'altra strada, regalandoci un divertente carosello di personaggi strambi. Moretti è bravo (sempre considerandolo nella sua ottica recitativa) e sostiene tutto il film, praticamente in ogni scena, spesso facogitandolo. La tanto pubblicizzata scena sexy sembra francamente una parodia involontaria di Basic Instint. Non un film perfetto ma comunque un buon film. Tre palle perché non me ne ha fatte due.

Giuliam 8/08/09 10:07 - 178 commenti

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Nanni Moretti interpreta un uomo che decide di starsene ad aspettare tutti i giorni in un giardinetto pubblico sua figlia che esce da scuola. Così mediterà, da un altro punto di vista, il mondo che lo attornia. Film lento ma particolarmente singolare per la vicenda del protagonista.

Homesick 8/04/09 19:02 - 5737 commenti

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Il romanzo di Veronesi, seguito passo a passo nella prima parte, subisce una brusca accelerazione nella seconda, semplificando alcuni passaggi, riflessioni e sfumature. Ma per fortuna il senso di dolore, la necessità di palingenesi interiore e le dinamiche affettive tra i vari personaggi sono rese con toccante realismo e intense interpretazioni: lodevoli Moretti, Golino, la piccola Yoshimi, Gassman e l'immenso Polanski nel suo inaspettato (e quasi muto) cameo. Da tavolaccio la scena di sodomia con la Ferrari.
MEMORABILE: Gli elenchi di Moretti. Il bambino Dawn e il telecomando. Padre e figlia. Zio e nipotina. I due fratelli. Il pianto di Moretti.

Soga 29/04/09 16:54 - 125 commenti

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Il Caos Calmo è la condizione di confusione in cui si trova il protagonista, apparentemente imperturbabile dopo la morte della moglie, ma preda di uno sconvolgimento interiore che si tradurrà nella decisione di passare le giornate ai giardinetti antistanti la scuola della figlia, scoprendo così il micromondo quotidiano del quartiere e diventando una specie di punto d'appoggio per amici e conoscenti. Grimaldi racconta questa storia con sensibilità e garbo: la bestemmia e la scena di sesso sono attimi, su cui è stato fatto un cancan immotivato.

B. Legnani 6/05/09 22:22 - 4935 commenti

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Ossimorico nel titolo e nella trama, a partire dall’incipit marino. Forse alcune cose le ho trovate deliziose per la mia esperienza personale (la telefonata alla segretaria per sapere il nome della compagnia aerea è meravigliosa, il crollo lacrimoso, ritardato ed imprevisto, è un tocco di classe), ma m’è parso proprio un buon film. Migliore nella prima parte, quando descrive la situazione, che nella seconda, quando deve rompere la stasi, ma davvero buono. Superflua la scena-scandalo. Moretti fa Moretti ed è perfetto, Orlando fa Orlando ed è un disastro.
MEMORABILE: Oltre a quelli citati, il duetto con Gassman sul cellulare regalato.

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Enzus79 5/08/09 09:37 - 2010 commenti

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Mentre salva la vita ad una donna che sta annegando in mare, la moglie perde la vita in casa, dinanzi agli occhi della figlia. Da qui Nanni Moretti cade in depressione e cerca di stare più vicino alla figlia. Sembra una di quelle fiction che fanno sulle tv generaliste e che onestamente credevo Moretti non facesse. Il suo personaggio, poi, risulta un po' antipatico. Mediocre.

Rickblaine 5/08/09 09:22 - 635 commenti

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Salva la vita di un estraneo e perde la vita di un caro. Così inizia l'opera con un Nanni Moretti molto depresso e affamato dalla voglia di perdono della figlia per non essersi trovato al posto giusto al momento giusto. Interessante svolgimento della storia che vede il protagonista attendere ogni giorno la figlia fuori scuola, facendo svolgere le sue normali faccende di lavoro nel parco. Molto criticato per la scena erotica (a dire il vero un po' eccessiva), che fa da ombra a quella che è la trama di un discreto film.

Capannelle 1/06/09 12:45 - 3876 commenti

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Ottima interpretazione di Moretti, grazie anche alla cornice che Grimaldi prepara con bravura e tatto adeguato. Il Palladini che reimposta la propria vita e i propri valori da una panchina del parco è un personaggio da ricordare. Può apparire ripetitivo o fasullo, ma per me è riuscito e tocca nel profondo, complice anche la colonna sonora di Buonvino. Trascurabili, invece, la Golino e Orlando; superflua la cavalcata della Ferrari, molto brava la piccola Yoshimi, discreto Gassman.
MEMORABILE: Il ragazzo down e l'abituale "giochetto" col protagonista (anche se si è a colloquio col mega dirigente). Il dialogo finale con la figlia.

Hackett 16/06/09 16:25 - 1801 commenti

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Film molto interessante: Moretti interpreta se stesso sempre con molta efficacia e tratteggia un personaggio di quelli che rimangono nella memoria. La fuga dalla quotidianità, la ricerca di una nicchia nella quale fermarsi e cercarsi, finisce per far diventare l'eremita un punto di riferimento per i personaggi che gli ruotano attorno e che dal principio lo guardavano con stupore. Particolarmente riuscito anche il personaggio di Gassman, fratello dal carattere esuberante che si finge superficiale. Posticcia la scena di sesso.

Orson 1/07/09 13:37 - 64 commenti

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Uno dei film più brutti del recente cinema italiano. Innanzitutto per come è girato: inquadrature sciatte e svogliate, fotografia da squallida fiction televisiva. Tutti sono convinti di prendere parte ad un grande film impegnato, ma il risultato è goffamente trash. Si veda l'incipit con il salvataggio in mare, risolto con due stacchetti di montaggio che nemmeno si capisce dove si trovano gli attori. Moretti conferma la sua visione piccolo-borghese del cinema e "Caos Calmo" assurge a manifesto del Procacci-pensiero: cinema per donne in menopausa.

Animalo 18/04/10 15:28 - 31 commenti

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Assolutamente inutile la scena più famosa del film (Moretti che fa sesso con la Ferrari). il film ruota tutto sul fatto che il lutto non viene sofferto prostandosi di dolore o facendo grandi scenate, ma semplicemente rimanendosene calmo mentre ci ripensa su. A questa situazione si accavallano le varie dinamiche con i parenti che finiscono per confidare i loro problemi al protagonista. Quindi vi è questa situazione paradossale che chi dovrebbe essere frustrato e da consolare si ritrova a sua volta a consolare. Un faro del cinema italiano.
MEMORABILE: I topi non avevano nipoti.

Enricottta 20/04/10 13:42 - 507 commenti

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Distaccato, asettico, non coinvolge quasi mai. La scena erotica, che in altri film con la Ferrari, davvero bella, alzava l'interesse, qui delude e non poco. Il ricordo, l'incompiutezza, la voglia di recuperare il tempo perduto, tutto per un film che non mi ha convinto. Moretti sembra stralunato.

Undying 17/09/10 23:25 - 3828 commenti

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La disperazione, il malessere esistenziale, l'infelicità: possono essere rappresentati da una fede nuziàle gettata in un tombino; dalla sincera sorpresa di un down che saluta un'auto animata da lampeggianti azionati da un antifurto; dal sorriso amaro d'un manager in carriera sposato anche se omosessuale; dalle utopie di un onesto lavoratore cattolico, che rifiuta l'orrida espressione "risorse umane" in favore di "essere umani", intercalando una bestemmia in una salace e condivisibile relazione anticonformista. Un Moretti sconsolato e abbattuto si fa portavoce della necessità di (soprav)vivere.
MEMORABILE: Il forzato e inatteso rapporto occasionale tra Eleonora (Isabella Ferrari) e Pietro (Nanni Moretti); la purezza della fanciulla a passeggio col cane.

Rebis 18/09/10 16:04 - 2121 commenti

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Lo scoraggiante incipit (una delle sequenze cinematograficamente più brutte e imbarazzanti degli ultimi anni) lascia spazio a un'indeterminata deposizione di grossolanità registiche e intuizioni psicologiche, struggimento indotto e insincera aspettativa di un dolore che non sa concedersi. Grimaldi è verosimile nella scansione dei tempi ma programmatico nello snocciolare personaggi e accadimenti. Moretti sembra più interessato a mettere avanti se stesso che il personaggio che sta servendo, e quando "pensa leggendo" è dimostrativo e insopportabile. Bella soundtrack.
MEMORABILE: L'umiliazione e il pianto.

Pigro 19/09/10 10:23 - 8410 commenti

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La storia del vedovo che passa le giornate davanti alla scuola della figlia non è male. Il problema è che il film da una parte si "morettizza" diventando l'ennesimo episodio della "saga" del Michele-alter ego di Moretti (qui sceneggiatore-interprete), e dall'altra si intiepidisce diventando l'ennesima fiction "carina", agrodolce, dai buoni sentimenti (e dal caotico frullato musicale). Insomma, nonostante le premesse luttuose è un'opera leggera leggera (con tanto di gratuita lunga scena di sesso), incapace di andare sotto la superficie.

Antonello Grimaldi HA DIRETTO ANCHE...

Belfagor 19/09/10 14:14 - 2637 commenti

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Da una parte c'è lo svolgimento televisivo, l'inutile sensazionalismo della tanto controversa scena di sesso, la sciattezza dell'incipit. Dall'altra c'è Moretti che interpreta sé stesso (e che dunque ha una certa esperienza nel trattare del lutto e delle nevrosi), un'idea non banale, dei personaggi realistici, delle interpretazioni convincenti e dulcis in fundo il cammeo di Polanski. Schizofilmia? In ogni caso, i pregi prevalgono sui difetti, anche se è chiaro che Moretti lavora meglio quando è lui a muovere i fili.
MEMORABILE: Moretti che caccia una bestemmia con nonchalance (anche se la scena è fine a sé stessa).

Alfie 1/10/10 18:22 - 2 commenti

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Moretti sia come regista che come attore non rientra nei canoni "commerciali". Ha il suo personale modo di interpretare il ruolo del padre che si sente a disagio di fronte ad una situazione drammatica e incapace di difendere quanto gli è più caro. Credo che egli interpreti sempre più spesso se stesso, le sue angosce e la sua personale idea della vita e dei rapporti umani. In questo caso quelle che sembrano incertezze o vuoti nella recitazione forse rappresentano un'eccessiva emotività e lo sforzo di riportarla sotto controllo.

Siregon 25/10/10 21:07 - 353 commenti

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Non è un film di Nanni Moretti ma è un film con Nanni Moretti. Gira tutto attorno a lui questo mondo circoscritto in un parco che il protagonista si ritaglia dopo l'episodio che segna la sua vita. È una grande prova d'attore quella del regista romano, che crea un personaggio in bilico tra dolore ed indecisione, fortemente normale nell'approccio alle sue paure e nel rapporto con gli altri. Si ricordano la sequenza in auto di notte, Polanski e il Moretti pensiero a voce alta all'incontro dei genitori. Ottimo.

Luchi78 7/03/11 18:33 - 1521 commenti

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Non mi ha completamente convinto. Il caos calmo che Moretti prova in quel giardino di fronte alla scuola della figlia è ricco di personaggi che non assumono il dovuto spessore, prima fra tutti la Ferrari che sembra esser stata presa solo per l'enfatizzata scena di sesso. Il tutto risulta incentrato, fin troppo, sull'auto-riflessione che il protagonista fa per superare il trauma della perdita della moglie (la figlia ne sembra indifferente). Film comunque da guardare perché porta con sè un messaggio molto soggettivo.

Jcvd 16/03/11 20:44 - 258 commenti

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Il più bel film con Nanni Moretti. Triste, riflessivo, solitario, un un cast stellare con apparizioni e interpretazioni degne di nota (tra tutte Silvio Orlando)! Nanni Moretti è molto bravo a trascinare lo spettatore nelle sue inquietudini e difficoltà, mentre Isabella Ferrari si limita a spogliarsi (nudo eccellente) e a donarsi al protagonista in una scena davvero hot. Bravo Gassman.
MEMORABILE: La donna che insulta senza accorgersene, il bambino down, le tette della Ferrari.

Cotola 6/05/11 23:33 - 7872 commenti

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Dramma, con qualche tentativo di allegerimento, che tratta il tema del dolore e della perdita (sai che novità), cercando però di farlo in modo meno convenzionale del solito. Non gli riesce del tutto a causa di una sceneggiatura poco incisiva che si perde qua e là in inutili ed esornativi episodi e personaggi: esemplare in questo senso l'inutile, strombazzata e criticata scena "erotica" tra Moretti e la Ferrari. Maluccio regia e sceneggiatura, mentre è buona la prova del cast.

Cloack 77 13/08/12 16:37 - 547 commenti

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La personalità, o forse proprio il personaggio Moretti, avrebbe potuto eclissare un film che riesce a camminare benissimo con le sue gambe, contando "anche" sull'apporto del protagonista. Caos calmo non abbandona mai i binari della leggerezza e del sorriso, così come quelli della riflessione e della malinconia; certo non raggiunge vette altissime (del resto la trama è molto raccolta attorno ad un dolore insostenibile e non può aprirsi al cinema classico), ma pur sempre un buon cinema medio.

Giacomovie 15/08/12 09:57 - 1363 commenti

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Buona analisi dei risvolti del quotidiano (vita e morte, affetti genitoriali e conflitti psicologici, amicizie e passioni) con l'inserimento di qualche scena inutile. Moretti, recitando con cura e misura, è meno invadente e più efficace del suo solito. Con la sua bollente e coraggiosa scena, Isabella Ferrari è stata uno spot per la femminilità over 40. ***

Gabrius79 11/09/13 19:54 - 1258 commenti

I gusti di Gabrius79

Nanni Moretti è qui diretto da Antonello Grimaldi in un film tratto dall'omonimo bestseller di Sandro Veronesi. Il risultato è a tratti un po' prolisso ma ci regala lacrime e sorrisi (spesso involontari). Moretti se la cava abbastanza bene e così anche la Golino, la Ferrari e Gassmann non fanno una grinza. Il migliore è Silvio Orlando in un ruolo minore ma che lascia il segno. Famoso per la scena di sesso tra Moretti e la Ferrari.

Nancy 13/10/13 00:55 - 774 commenti

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Una bella prova per Nanni Moretti attore che monopolizza tutto il film tanto da far sparire (forse per sua volontà) la mano del regista Grimaldi. Infatti qui si tratta di prova attoriale; la regia non c'è, è priva di polso e di stile e se il film ha qualche evidente lacuna, ohimé non la si riesce a colmare con la macchina da presa. Interessante anche se molto ripetitiva la trama, gli sviluppi potevano andare in senso un po' meno definito, a mio avviso e ciò avrebbe giovato a tenere vivo l'interesse dello spettatore. Non toccante come avrebbe voluto.

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Saintgifts 1/07/14 09:46 - 4098 commenti

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Salverei due cose di questo film, cose che hanno poco a che vedere con ciò che il film ha voluto dire (anche se su ciò che i film "impegnati" vogliono dire di solito ci sono opinioni diverse; qui viene anche detto, che si disserta sulla reversibilità o irreversibilità delle cose): l'occasione che viene creata di osservare il quotidiano di un piccolo spazio di una grande città, di arrivare a farne parte e di essere accettato come buon intruso e la soundtrack. Un pallino in meno per la scena di sesso.

Ryo 8/12/15 13:15 - 2169 commenti

I gusti di Ryo

Nanni Moretti protagonista in un film che potrebbe essere benissimo diretto da lui, dato l'accostamento alla Stanza del figlio sia come tematica che come tipo di regia. Mi è piaciuta la scelta delle tracce della OST che azzeccano bene l'accompagnamento delle immagini. Non mi ha entusiasmato invece il personaggio di Moretti: l'ho trovato eccessivamente asciutto, in certi momenti. Al contrario mi ha colpito tanto la parte di Valeria Golino. Sceneggiatura fintamente piatta contiene invece tanti elementi interessanti.
MEMORABILE: Il ragazzo speciale, che saluta l'antifurto della macchina; I due fratelli che fumano hashish insieme.

Alex1988 2/07/17 18:37 - 725 commenti

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All'uscita, l'attenzione dei media era tutta puntata sulla celebre scena di sesso tra Moretti e la Ferrari: francamente, non lascia questo gran segno. Il plot ricorda molto da vicino il precedente film morettiano La stanza del figlio, anche se stavolta non è lui a dirigere. Il risultato è molto fumo e poco arrosto. Gli attori di contorno fanno degnamente la loro parte, anche se al blasonato Gassman (Nastro e David) ho preferito il più marginale Orlando. Cameo di Roman Polanski.

Jandileida 19/12/17 10:01 - 1309 commenti

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Un buon film italiano, ben interpretato da Moretti e con una sceneggiatura a tratti non banale. Senza dubbio lo spunto è interessante e a modo suo originale: l'elaborazione del lutto stando seduti su una panchina a guardare la gente che passa fino a diventare parte del paesaggio e/o confessionale di amici, colleghi e conoscenti. C'è senza dubbio qualche momento un po' più sentimentalmente trito (il finale a esempio) ma il problema più ingombrante è la regia troppo piatta e televisiva, che finisce per smussare anche il messaggio del film.

Lou 5/10/18 17:35 - 1036 commenti

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Un'elaborazione del lutto che riesce a essere anche ironica e divertente. Tralasciando l'imbarazzante scena di sesso tra Moretti e la Ferrari, che ha reso il film un caso creando false aspettative, per il resto il film di Grimaldi, tratto dal bel libro di Veronesi, non è male, anche se non aggiunge nulla al libro e rimane troppo in superficie. Moretti e tutto il cast reggono egregiamente la scena.

Paulaster 13/03/19 09:50 - 3156 commenti

I gusti di Paulaster

Padre stazionerà sotto la scuola della figlia per starle vicino. Il corposo romanzo omonimo mantiene la voglia di protezione della bambina e il compassato distacco del padre. Merito di Moretti, che si toglie i panni nevrotici e riesce a essere misurato (negativo però nella scena erotica). Diverse sottotrame potevano essere sforbiciate del tutto dato che non vengono abbastanza esplorate (anche la fusione alla lunga annoia). Discreta chiusura, anche se il cameo di Polanski sembra l'entrata in scena di un capo di Stato.
MEMORABILE: I siparietti con Gassman, “lo zio mitologico”; Lo sguardo della Ferrari a cena; Il palindromo dei topi e nipoti.

Myvincent 15/03/21 08:38 - 2838 commenti

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Rimasto improvvisamente vedovo, un uomo decide di passare gran parte del suo tempo su una panchina, di fronte alla scuola della figlia, per osservare lo scorrere della vita e se stesso. Dentro ribolle tutto quel caos calmo che sarà il suo scottante rifugio. Tratto da un famoso romanzo, il film ha tutta la premura di descrivere una storia contemporanea ben calcolata la quale, puntualmente, alla fine risulta più artificiosa che mai. Non mancano momenti di poetica riflessione e verità ma tutto, specie il film, ha il sapore di una operazione non molto sincera.
MEMORABILE: La recitazione di Alessandro Gassman, più un borbottio che altro.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gestarsh99 • 18/09/10 20:48
    Scrivano - 16910 interventi
    Dipendesse da me, di Moretti rimarrebbe soltanto la versione in bottiglia...
  • Discussione Brainiac • 18/09/10 20:53
    Call center Davinotti - 1469 interventi
    Non sono d'accordo, film come Bianca, Palombella rossa, Caro diario ed Il caimano sono più che interessanti, a mio modesto avviso.
  • Discussione Gestarsh99 • 18/09/10 23:58
    Scrivano - 16910 interventi
    Si Brain, comprendo benissimo quel che scrivi.
    Purtroppo la mia nei confronti del Nanni è una istintiva
    "sensazione di pelle"...

    ...la stessissima che provava Banfi nei confronti
    di Andrea Azzariti nel primo episodio di
    Occhio,malocchio,prezzemolo e finocchio!
    Ultima modifica: 18/09/10 23:59 da Gestarsh99
  • Discussione Pigro • 19/09/10 10:30
    Consigliere avanzato - 1524 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Pigro, ma vogliamo parlare della ridicola sequenza in cui fugge il San Bernardo? :D

    Forse voleva scappare dal set...
    E del povero Polanski? No, dico: uno ha tra le mani Polanski e lo ammazza così come un qualsiasi generico di Cinecittà? Basta Rebis, non parliamone più altrimenti più ci penso e più mi viene voglia di abbassare i due pallini del "mediocre" che gli ho dato...
  • Discussione Undying • 19/09/10 18:05
    Scrivano - 7616 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Caro Undying... io e te non ce la possiamo proprio fare :D! Meno male che la simpatia e la passione per l'horror ci unisce! Io l'ho trovato mal diretto (l'incipit è una delle sequenze più brutte sfornate dal cinema italiano d'autore, ma non è l'unica) oltre a sembrarmi programmatico e insincero nell'attesa di un dolore che non sa come esprimersi... La storia è molto bella ma Grimaldi passa attraverso soluzioni banali e raffazzonate (la sequenza della sbarra), e Moretti, complice in tutto ciò, non riesce proprio a mettere da parte il suo ego smisurato...


    Concordo. Siamo a metà tra il morettismo (e a me talvolta Moretti piace pure) e la fiction tv. Per me è un film senza emozione: non c'è emozione negli attori e non c'è nello sguardo del regista. Il dolore sottopelle non si descrive in quel modo da cartolina.
    E quel che è peggio non ho provato io stesso emozione, commozione, curiosità, trasporto... un qualsiasi sentimento che mi prendesse per un attimo. L'unica cosa che ricordo con maggior forza a quasi 24 ore dalla visione è l'inutile e gratuita scena di sesso (ah sì, lì ho provato un sentimento: imbarazzo).
    Ah, e poi naturalmente lo splendido cagnolone San Bernardo, purtroppo poco sfruttato... ;-)


    In questo caso Moretti è attore; non ha alcun incarico in ruolo di regista: quindi la visione del film deve essere obiettiva, dimenticandosi dei suoi lavori precedenti (eseguiti in duplice veste: attore/regista).
    Sotto questo aspetto, pur lontano da logiche politiche (ma non sociali), ho trovato Caos calmo un film intelligente, ed emotivamente MOLTO coinvolgente.
    Ben scritto e diretto, con dialoghi accurati e attori convincenti.
    Attenzione: apprezzare Caos calmo significa apprezzare non solo Moretti, piuttosto quanti vi hanno collaborato alla realizzazione, cominciando da Antonello Grimaldi, regista decisamente sopra alla media nella nostra nazione.

    A proposito di Polanski: fa un cameo, quindi non vedo sprecato il suo ruolo nel film per quella che è una parte marginale e di contorno, limitata a poche battute.

    P.s.:
    se c'è un film italiano recente a mio avviso per nulla spocchioso e che non aspira necessariamente ad essere definito "d'autore", credo sia proprio Caos calmo.

    P.s.s.: ma come si fa, Rebis, a parlare di ego smisurato evocandolo come caratteristica di Nanni Moretti?
    Io penso che siano altre le persone (attenzione: non attori o attrici purtroppo) che dimostrano di avere un ego smisurato; e purtroppo ci governano.
    Ultima modifica: 19/09/10 18:14 da Undying
  • Discussione Rebis • 22/09/10 17:58
    Contatti col mondo - 4311 interventi
    Undying ebbe a dire:
    ma come si fa, Rebis, a parlare di ego smisurato evocandolo come caratteristica di Nanni Moretti?
    Io penso che siano altre le persone (attenzione: non attori o attrici purtroppo) che dimostrano di avere un ego smisurato; e purtroppo ci governano.


    sono d'accordo sulla gestione egoriferita del governo italiano, ma sono anche assolutamente d'accordo con i disturbi percettivi di Dino Risi :) Un film di e con Moretti è sempre un film su Moretti...
    Ultima modifica: 23/09/10 16:53 da Rebis
  • Discussione B. Legnani • 22/09/10 18:30
    Consigliere - 14227 interventi
    Undying ebbe a dire:
    Pigro ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Caro Undying... io e te non ce la possiamo proprio fare :D! Meno male che la simpatia e la passione per l'horror ci unisce! Io l'ho trovato mal diretto (l'incipit è una delle sequenze più brutte sfornate dal cinema italiano d'autore, ma non è l'unica) oltre a sembrarmi programmatico e insincero nell'attesa di un dolore che non sa come esprimersi... La storia è molto bella ma Grimaldi passa attraverso soluzioni banali e raffazzonate (la sequenza della sbarra), e Moretti, complice in tutto ciò, non riesce proprio a mettere da parte il suo ego smisurato...


    Concordo. Siamo a metà tra il morettismo (e a me talvolta Moretti piace pure) e la fiction tv. Per me è un film senza emozione: non c'è emozione negli attori e non c'è nello sguardo del regista. Il dolore sottopelle non si descrive in quel modo da cartolina.
    E quel che è peggio non ho provato io stesso emozione, commozione, curiosità, trasporto... un qualsiasi sentimento che mi prendesse per un attimo. L'unica cosa che ricordo con maggior forza a quasi 24 ore dalla visione è l'inutile e gratuita scena di sesso (ah sì, lì ho provato un sentimento: imbarazzo).
    Ah, e poi naturalmente lo splendido cagnolone San Bernardo, purtroppo poco sfruttato... ;-)


    In questo caso Moretti è attore; non ha alcun incarico in ruolo di regista: quindi la visione del film deve essere obiettiva, dimenticandosi dei suoi lavori precedenti (eseguiti in duplice veste: attore/regista).
    Sotto questo aspetto, pur lontano da logiche politiche (ma non sociali), ho trovato Caos calmo un film intelligente, ed emotivamente MOLTO coinvolgente.
    Ben scritto e diretto, con dialoghi accurati e attori convincenti.
    Attenzione: apprezzare Caos calmo significa apprezzare non solo Moretti, piuttosto quanti vi hanno collaborato alla realizzazione, cominciando da Antonello Grimaldi, regista decisamente sopra alla media nella nostra nazione.

    A proposito di Polanski: fa un cameo, quindi non vedo sprecato il suo ruolo nel film per quella che è una parte marginale e di contorno, limitata a poche battute.

    P.s.:
    se c'è un film italiano recente a mio avviso per nulla spocchioso e che non aspira necessariamente ad essere definito "d'autore", credo sia proprio Caos calmo.

    P.s.s.: ma come si fa, Rebis, a parlare di ego smisurato evocandolo come caratteristica di Nanni Moretti?
    Io penso che siano altre le persone (attenzione: non attori o attrici purtroppo) che dimostrano di avere un ego smisurato; e purtroppo ci governano.


    A me CAOS CALMO è piaciuto. Non ci vedo per nulla l'ego di Moretti, quell'ego che esiste (e tanto - non capisco bene il ragionamento di Undying: il fatto che qualche governante abbia un ego smisurato impedisce che qualcun altro ne abbia altrettanto?) e che peggiora alcuni suoi film o alcune parti di suoi film.
    Trovo tremendo IL CAIMANO, ma bello BIANCA e bellissimo L'ULTIMO CAMPIONATO. Certo: con Moretti si corre il rischio di amarlo in toto, magari perché la si pensa come lui, o di scartarlo in toto perché non la si pensa come lui.
    Credo che ci si debba sforzare di non cadere né nel primo caso, né nel secondo.
  • Musiche Samuel1979 • 16/07/13 23:31
    Call center Davinotti - 3188 interventi
    Il brano dei titoli di coda è " L'amore trasparente" di Ivano Fossati.
  • Musiche Marietoile • 29/10/13 14:24
    Galoppino - 29 interventi
    Già... concordo. Colonna sonora elegante e delicata del grande Buonvino. Promossa anche la scelta di inserire i tre brani (uno più bello dell'altro) di Rufus Wainwright, Radiohead e Stars-
    Conclusione: voto alto :-)
  • Musiche Marietoile • 29/10/13 14:26
    Galoppino - 29 interventi
    Samuel1979 ebbe a dire:
    Il brano dei titoli di coda è " L'amore trasparente" di Ivano Fossati.





    Ovviamente apprezzabile, e molto, anche la scelta de L'amore trasparente.