Camicia nera

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Anno: 1933
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Realizzato in occasione del decennale della marcia su Roma.
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/10/07 DAL BENEMERITO RENATO
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Renato 17/10/07 12:56 - 1595 commenti

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Uno dei pochi film di propaganda fascista ad essere visibile con facilità ancora oggi, anche grazie all'edizione DVD dell'Istituto Luce. Il regista prende ispirazione dal cinema dei maestri russi, da Dziga Vertov in giù, ma il risultato è abbastanza surreale, quasi comico se visto oggi. Tutta la parte finale è occupata dal discorso che Benito Mussolini fece per l'inaugurazione della città di Littoria, che oggi è Latina.

Cotola 27/02/09 20:52 - 7634 commenti

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Il regista Forzano gira un film di pura propaganda fascista nel quale è vano cercare qualcosa che valga almeno dal punto di visto visivo. All'inizio c'è anche il tentativo di abbozzare una storiellina che ben presto viene abbandonata per dare vita ad un vero e proprio panegirico del movimento fascista. In ogni caso utile come documento per capire cosa sia stato il cinema di regime.

Saintgifts 23/06/11 23:12 - 4098 commenti

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Uscito nel 1933, in occasione del decennale della Marcia su Roma. E' facile immaginare la grande propaganda per il regime, in quel momento all'apice della sua parabola. Vedendolo ora con occhi più aperti e con il famoso senno del poi, il film fa capire, sotto la montagna di menzioni altisonanti sull'operato di Mussolini verso la Patria e verso i più umili lavoratori, come situazioni sociali, umane, storiche, di povertà e sopravvivenza, siano un terreno fertile per la crescita di fenomeni quali il Fascismo. Spettacolare il discorso del Duce.
MEMORABILE: Una didascalia, al ritorno in Italia di emigranti senza fortuna, recita: "...e ritrvarono il Paese inquadrato e ordinato".

Lythops 11/11/15 11:34 - 975 commenti

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Fabbro chiamato alle armi nella prima guerra mondiale perde la memoria. Quando la ritrova dopo anni, torna in patria e la ritrova sotto il regime fascista. Film spesso involontariamente comico, diretto da un regista teatrale (e si vede) autore di libretti operistici. Le belloccie (e non solo) già da allora non sapevano recitare a differenza degli animali da cortile. L'opera resta un documento storico per capire la mentalità del regime e la vita di allora anche se la visione a lungo andare è stancante come dev'essere stato girarlo. Transeat.
MEMORABILE: Il prete interventista; I telefoni.

Rufus68 17/06/18 12:31 - 3155 commenti

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Brutalmente didascalico nella ricostruzione storica e goffamente declamatorio nella recitazione (che confligge, in tal modo, con la volontà di un corale verismo popolare), il film non si presta assolutamente a un suo recupero dal punto di vista estetico. Rimane, tuttavia, una testimonianza importante sulla nascita dell'immaginario del Fascismo quale reazione all'umiliazione e alle sofferenze della Prima Guerra. Apprezzabili certi scorci dell'Italia che fu.
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