LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno di quei “mestieri” tipicamente napoletani figli dell'inventiva di un popolo che ha saputo escogitare di tutto, per ricavar soldi. Nanni Loy, che un venditore di caffè abusivo sul treno l'aveva conosciuto davvero, ci ha fatto un film trovando in Manfredi l'interprete ideale, capace di infondere nel personaggio una dignità e un'umanità straordinarie. Michele Abbagnano ha un avambraccio di legno (forse), un figlio malato e qualche termos di caffè con cui fa su e giù per i vagoni sperando di guadagnare il più possibile; nel contempo deve stare attento a non farsi “beccare” dal capotreno e dai controllori, che hanno da poco ricevuto dal Ministero dei Trasporti il compito di individuarlo (non sanno che faccia abbia) e di arrestarlo....Leggi tutto Interamente ambientato sul treno per Napoli, dunque, il film schiera un numero impressionante di volti noti del nostro cinema (perlopiù caratteristi) nei ruoli di passeggeri che verranno in contatto col buon Michele. Da una Marisa Laurito in versione “calda” a un Vittorio Mezzogiorno balordo con ridicola parrucca (qui compare di Vittorio Caprioli e Antonio Allocca), da Silvio Spaccesi capotreno ad Adolfo Celi ispettore, da Leo Gullotta con strabismo “di Venere” a un giovane Maurizio Micheli in prima classe con Clara Colosimo, da Lina Sastri suora a Nino Terzo tra i ferrovieri. Ma non ci si ferma qui, a conferma di un cast ricchissimo che però non sempre può contare su di un copione soddisfacente. Soprattutto nella prima parte ci vuole un po' prima di entrare in confidenza col protagonista per coglierne le sfumature psicologiche, e nonostante la regia di Loy sappia muoversi con grande disinvoltura tra corridoi e scompartimenti, si fatica a trovare spunti interessanti nel disegno dei diversi personaggi. E puntando il film più alla commedia amara che al divertimento (decisamente in secondo piano, fatta eccezione per qualche simpatico siparietto e qualche trovata spassosa come il “reciproco” lavaggio delle mani tra i due con un braccio solo o il sistema escogitato per esibire il biglietto ai controllori) inzialmente l'empatia necessaria non si fa strada. E' solo col trascorrere dei minuti e grazie all'estrema bravura di Manfredi che finalmente si delinea al meglio il carattere di Abbagnano. Continua a mancare però uno script davvero coinvolgente; saprà diventare tale solo nell'ultima parte, quando le componenti più commoventi della storia riusciranno a trovare finalmente la loro giusta dimensione. Buono il lavoro sull'immagine (la pioggia, di notte), sempre di pregio montaggio e regia, ma l'impressione è che da un'idea simpatica si sia riusciti a ricavare soprattutto una splendida chiusa tipicamente all'italiana e un personaggio straordinariamente umano nei suoi pregi e difetti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/03/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/01/18
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B. Legnani 22/03/07 00:31 - 5063 commenti

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Grandissimo cast per un film davvero buono, illuminato da uno strepitoso Nino Manfredi e corredato da caratteristi impeccabili fra i quali un torreggiante Adolfo Celi, un viscidissimo Vittorio Caprioli, un perfetto Tano Cimarosa e tantissimi altri. Sincero è il finale, con una soluzione all’italiana che probabilmente lascia stupefatto l’eventuale spettatore straniero, mentre noi tricolori lì ci rispecchiamo alla perfezione. Da vedere e da gustare con diletto.

Galbo 8/01/08 20:59 - 11768 commenti

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Tra i migliori film del regista Nanni Loy, il film è nello stesso tempo commedia molto divertente e ben scritta (con momenti di umorismo irresistibile), ma anche sguardo affettuoso (e a volte amaro) su una certa società italiana, quella dei poveretti costretti ad arrangiarsi, fertile terreno per la migliore commedia. Da questo punto di vista, praticamente perfetta la prova del protagonista, Manfredi, che offre una delle sue migliori interpretazioni.

Pigro 17/09/08 12:24 - 8628 commenti

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Un venditore abusivo di caffè sui treni italiani sfugge ai controllori e incontra diverse umanità. Basato su una storia vera raccolta da Nanni Loy durante una sua "candid camera", il film recupera l'impianto e i toni della commedia degli Anni Sessanta, ma con molta umanità e amarezza in più. Grande e sottile interpretazione di Nino Manfredi, calato in un personaggio drammatico, autoironicamente reduce da una celebre campagna pubblicitaria del caffè ("più lo mandi giù e più ti tira su").

Renato 25/07/09 11:47 - 1648 commenti

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Un bel film di Nanni Loy, a tratti quasi surreale ma tenuto molto bene fino in fondo. Gran parte del merito va senz'altro a Manfredi, anche co-sceneggiatore, che tratteggia un personaggio credibile e mai sopra le righe, ma il cast è da citare nel suo complesso vista la mole di attori che entrano ed escono dalla pellicola. Qua e là si ridacchia, ma il retrogusto è amaro come quello di un vero caffé espresso.

Skinner 17/07/10 13:22 - 592 commenti

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Una delle migliori commedie all'italiana del decennio che ne ha segnato la morte. Grande festival di caratteristi di valore al servizio di un Manfredi ispirato e in gran forma. Quasi un aggiornamento di Ladri di biciclette, un film che racconta moltissimo degli italiani, specie nel finale. Film nemesi di Pane e cioccolata: Manfredi torna a confrontarsi con un treno: se lì non voleva salirci qui non vuole scendere...
MEMORABILE: Il personaggio di Leo Gullotta.

Nando 18/02/11 02:10 - 3599 commenti

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Ambientata soprattutto sui vagoni ferroviari, la pellicola narra le vicende di un abusivo venditore di caffè e descrive un sottobosco ove regna l'arte di arrangiarsi. Manfredi è monumentale nell'interpretazione ed è coadiuvato da compagni di viaggio di notevole spessore. La cinica ironia di Loy pervade il tutto.

Markus 29/07/11 14:24 - 3465 commenti

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Il compianto Nanni Loy, reduce dal ciclo di candid camera "Viaggio in seconda classe" (andate in onda sulla Rai nel 1977) dirige con mano solida uno straordinario Manfredi il quale, trovando nel soggetto un ruolo a lui appropriato, sa dare (dosando il tipico cinismo italico ad alcuni stilemi della cultura meridionalistica) un tocco di dignità al personaggio che oggi si definirebbe “borderline”, ma che un tempo era chiamato “disgraziato”. Si avverte aria da commedia anni ’60, ma vi è inclusa l’amarezza di un decennio (i ‘70) appena “subito”.

Cotola 30/07/11 11:27 - 8190 commenti

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Film di Loy riuscito a metà: il versante comico funziona bene, ma non si può tacere che a tratti la regia si fa prendere da eccessivi innesti di patetismo che guastano un po' la riuscita dell'insieme. Gli amanti del cinema italiano lo gusteranno molto per gli attori: oltre alla grande prova di Manfredi, ci si diverte a vedere uno stuolo di comparsate in piccoli ruoli di tanti volti (più o meno noti) del nostro cinema: Caprioli, Mezzogiorno, Reder, Celi, Cimarosa, Gullotta, Sastri, Laurito e altri ancora.

Jandileida 17/03/12 20:26 - 1368 commenti

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Gran bel regista Nanni Loy, capace di rendere riconoscibilissime le sue pellicole con un tocco amaro (qui meno cinico del solito) inconfondibile e grandissimo attore il caro Manfredi, che anche qui da il meglio di sè interpretando un personaggio non facile, costretto a vivere di espedienti tra le pieghe di una società difficile. Il cast è composto da una serie impressionante di volti noti e amati del cinema italiano. Alcuni dialoghi colpiscono per la dolorosa attualità e per l'immutabilità di certe dinamiche del "Sistema Italia". Senza zucchero.
MEMORABILE: Il film è ormai un prezioso reperto storico: da un po' di tempo si viaggia solo di giorno.

Graf 1/05/12 00:41 - 708 commenti

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Un film tra realismo sociale e neorealismo rosa. Loy pone al centro della pellicola la drammatica situazione economica di Michele Abbagnano, un povero diavolo fondamentalmente onesto, e ne evidenzia la fatica di sbarcare il lunario attraverso espedienti e astuzie, ispirati all’antica arte dell'arrangiarsi. Tra macchiette, bozzetti, fatti e aneddoti, tipi bizzarri o divertenti, chiusi nel microcosmo ambientale e drammatico di un treno notturno, Loy ci offre alcuni autentici momenti di tragedia esistenziale nonostante una regia sbiadita e poco originale.
MEMORABILE: Grandissima prova di Manfredi nonostante il sospetto di gigionismo; Eccellente prova di tutti i caratteristi, con una menzione speciale per Leo Gullotta.

Nanni Loy HA DIRETTO ANCHE...

Piero68 18/07/12 09:00 - 2851 commenti

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Manfredi è stato sempre un grande nell'interpretazioni di parti amare ma tremendamente autoironiche. E il film brilla proprio per questa sua bravura, anche se c'è un cast di tutto rispetto che gli gravita attorno. Inoltre Loy ha avuto sempre il pallino dei film che hanno al centro dell'attenzione la famosa "arte di arrangiarsi" meridionale per cui, reduce anche dalle candid camera, per lui è un giochetto dare corpo a questo un film che viaggia senza intoppi fino alla fine. Belli i dialoghi e sceneggiatura quasi perfetta.

Homesick 16/09/12 17:23 - 5737 commenti

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Si sorride amaramente e “pirendellianamente” in questa commedia di Nanni Loy sull’Italia umile costretta ad arrangiarsi a campare come può; nomina suo alfiere un idoneo Manfredi agrodolce, che nel rapporto con il figlioletto malato non può che ricordare i classici neorealisti di De Sica. Vigoroso il folto cast di supporto, nel quale si distinguono l’autorevole ispettore ferroviario di Celi e il guappo di Mezzogiorno, attore che quando vuole (vedasi anche La polizia è sconfitta) sa rendersi davvero odioso e strafottente. **!
MEMORABILE: Le varie versioni sul suo braccio di legno raccontate da Manfredi.

Multimic80 20/11/12 23:40 - 48 commenti

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Altra grande prova di Nino Manfredi in una commedia amara sull'arte di arrangiarsi, la cui trama anche nei momenti più riflessivi finisce per non annoiare lo spettatore. Un ottimo cast artistico per una delle perle della carriera di Nanni Loy. Da non perdere.
MEMORABILE: "Qua sta Michele. Qua sta Michele che vi porta il vostro conforto. Caffé, caffé lungo, latte e cappuccino".

Motorship 14/12/12 18:03 - 585 commenti

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Ottima opera realistica di un grande e copianto (forse un po' sottovalutato..) regista come Nanny Loy. Il film è oltretutto impreziosito dall'eccellente prova attoriale di Nino Manfredi, che dà un impronta credibilissima e assai toccante al suo personaggio, ossia Michele Abbagnato, un poveraccio che va oltre il "regolare" vendendo caffè su di un treno pur di mantenere il figlio gravemente malato. Non da meno è il cast di supporto, in particolare Gullotta, Celi, Reder, Caprioli e Cimarosa. Finale davvero struggente. Un piccolo gioiello del nostro cinema.
MEMORABILE: Il personaggio di Leo Gullotta e quello di Adolfo Celi (che appare verso la fine...); "Quella notte urlava e fischiava il vento..."

Samuel1979 5/01/13 14:42 - 508 commenti

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Capolavoro assoluto caratterizzato da una perfetta commistione di sequenze comiche con altre altamente drammatiche (se non tragiche). Film che rappresenta forse il momento più alto di Manfredi, qui in un ruolo che poteva interpretare solo lui. Del resto del cast spiccano i nomi dell'odiatissimo Mezzogiorno e del "perfido" Caprioli.
MEMORABILE: "Chistu pare ca niente fà, eppure scassa u cazzo!"

Kriminal 17/01/13 21:04 - 48 commenti

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Uno splendido Manfredi diretto da un acuto Nanni Loy in un viaggio nell'Italia di chi deve tirare a campare; in un treno non a caso notturno e in periodo invernale, che rappresenta anche la notte e l'inverno della vita di chi vive nello sconforto, nella miseria e nella difficoltà ma spera che arrivi l'alba di un nuovo giorno di primavera. Film triste e malinconico che però non cade mai nel patetico. Bravissimi anche Celi, Caprioli e Mezzogiorno. Il film è un ciclo dei vinti dalla vita che però conservano intatta la loro dignità.
MEMORABILE: Abbagnano/Manfredi che malmena Amitrano/Mezzogiorno; Manfredi redarguisce il figlio che è scappato dal collegio dopo i sacrifici per farcelo entrare.

Daidae 6/09/13 12:32 - 2891 commenti

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Non un capolavoro, ma un buon film. Manfredi non si discute: ottimo, ma bene anche il resto del cast, sopratutto Mezzogiorno con una strana capigliatura in uno dei suoi ruoli più odiosi. Il film mischia sapientemente dramma e scene più leggere tipiche della commedia italiana. Un buon film da riscoprire e rivedere.
MEMORABILE: La testata; Il caffè allungato.

Gabrius79 6/03/14 23:50 - 1291 commenti

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Uno straordinario Nino Manfredi è il protagonista di questa commedia cinica, amarognola e molto ironica diretta da Nanni Loy e che si svolge quasi interamente dentro un treno. I molti caratteristi di contorno "colorano" ulteriormente la storia e fra loro spiccano un canagliesco Vittorio Mezzogiorno, un bravo Vittorio Caprioli e lo spiritoso Silvio Spaccesi. Nel reparto femminile si segnalano Lina Sastri e Marisa Laurito.

Dengus 28/03/14 12:34 - 361 commenti

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Rabbia, disperazione, povertà, speranza, vengono ben raccontati da Loy in questo lavoro, che grazie all'interpretazione di un vero campione come il Nino nazionale diventa un piccolo capolavoro. Certo che il peso degli anni lo si avverte da tantissime cose, come le carrozze e un Sud forse troppo stereotipato già all'epoca, ma rimane un ottimo lavoro comico-drammatico, in cui si può ammirare ancora un Manfredi giovanile che sa far sorridere, ma anche arrivare al cuore dello spettatore, per l'amore verso il figlio scappato dal collegio. Buono.

Pessoa 31/08/14 22:21 - 1875 commenti

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Nino Manfredi, vincitore di un Nastro d'argento, si conferma attore di razza in questo bel film di Loy sull'arte di arrangiarsi, sfoderando i pezzi migliori del suo repertorio, accompagnato da un cast di livello in cui eccelle un Adolfo Celi più sornione che mai. Nanni Loy pizzica le corde a lui più congeniali, quelle della commedia a sfondo sociale che richiama il neorealismo dei suoi maestri. Ne viene fuori cinema d'autore allo stato puro che non regala risate facili. Imperdibile.
MEMORABILE: Il finto malessere di Cazzillo; La bella OST della maselliana Marini, con la struggente tromba di Michele Lacerenza (Per un pugno dollari) nel finale.

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Schramm 3/06/15 10:55 - 2726 commenti

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Quale migliore nemesi per chi ha ripetuto per lustri che il caffè è un piacere del diventare chi della necessità di spaccio abusivo di caffè tra una stazione della Ciociat e l’altra deve fare virtù per tirare la tragicomica carretta di una vita offensiva. A posteriori, Loy sembra aver usato la cinepresa come palla di cristallo per divinare un’Italia ormai quasi interamente ridotta alla questua, già germinante e virale mentre preparava Viaggio in Italia in seconda classe. Spalleggiato da caratteristi di primissima, Manfredi offre una leggendaria lectio magistralis performativa da 110 e frode.
MEMORABILE: -“Sorella, ma tutti questi bambini sono orfani?” -”No, sono figli di Dio” -“Eh! Orfani!”

Lythops 20/02/16 20:20 - 980 commenti

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È l'Italia che non c'è più e questo film, molto più di altri, la ritrae in pieno. Perché se nei lungometraggi di un tempo ci si può divertire a vedere vecchi mezzi che non circolano più, vestiti che nessuno porta o vecchi attori più o meno amati, qui c'è tutta una mentalità, una professionalità, un senso di appartenenza esclusivamente italiano altrimenti introvabile, scomparso, sepolto da una "civiltà" nuova, aberrante. Qui risiede il valore dell'opera, che regala anche la migliore interpretazione di Manfredi. Bravi tutti. Film vero.

Parsifal68 9/03/16 09:38 - 607 commenti

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Un invalido di origine campane viaggia sul treno vendendo caffè e brioches, sempre lottando contro il personale ferroviario e altra varia umanità. Nanni Loy dirige forse il suo film più amaro, che ha sì dei momenti comici ma permeati da un velo di tristezza che il grande Manfredi rende indimenticabile nella sua lotta giornaliera, inesauribile e disperata pur di salvare quel poco che ha. Bravo il compianto Mezzogiorno e bravissimo, manco a dirlo, Celi.
MEMORABILE: Manfredi reagisce contro Mezzogiorno che gli ha urinato nel thermos del caffè rovinandogli la "mercanzia".

Rocchiola 28/04/16 08:24 - 926 commenti

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Uno degli ultimi reperti del periodo classico della commedia all'italiana. Partendo da una suo precedente reportage per la tv, Loy filma un elogio abbastanza scontato benché vitale e sincero sull'arte italica dell'arrangiarsi. Grande interpretazione di Manfredi che collabora anche alla sceneggiatura e ci offre uno dei personaggi più memorabili della sua carriera. Ottimo e ben assortito anche il cast dei comprimari capeggiato da un Gullotta strabico, una Laurito scosciata e un Mezzogiorno strafottente. Bel documento sull'Italia di seconda classe.
MEMORABILE: "Fischiava il vento e urlava la bufera"; L'impacco al piede fatto con il vino di Reder; "Ehi, dello scopartimento" (riferito ai due amanti clandestini).

Rambo90 10/03/17 17:03 - 6952 commenti

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Uno spaccato amaro ma non privo di ironia cucito su misura per uno splendido Manfredi, dalla riuscita parlantina napoletana e la battuta sempre pronta. Il film di per sè non ha una vera trama, segue il protagonista nelle sue vicissitudini, con qualche rallentamento ma senza mai perdere il fulcro del voler raccontare qualcosa che non sempre si vede al cinema. Loy dirige bene uno stuolo di caratteristi importanti, dà un apporto fondamentale e alla fine forse ci si commuove anche un po', in un film imperfetto ma interessante e da vedere.

Magi94 13/03/18 23:29 - 793 commenti

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Uno degli ultimi splendidi guizzi della commedia all'italiana propriamente detta. Manfredi è perfetto nel ruolo del napoletano sottoproletario esperto nell'arte di arrangiarsi e la cosa migliore del film è proprio il non indulgere nel romanticismo o l'apologia di questo tratto caratteristico degli italiani, ma analizzarlo con spietato realismo, tanto da far mutare la commedia in tragedia. Le scene quotidiane sul palcoscenico di Trenitalia si possono vedere ancora oggi. Magnifico anche Adolfo Celi, in un ruolo breve ma azzeccato.

Il ferrini 6/10/17 23:31 - 1929 commenti

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A coadiuvare un monumentale Manfredi, un cast di carattersti memorabili: dalla Sastri (la "Faccio cose, vedo gente" di Ecce Bombo) al "ragionier Filini", passando per il monicelliano "professor Sassaroli" e poi Caprioli, Spaccesi, Alloca e perfino Leo Gullotta, tanto giovane quanto strabico, per non dire di Marisa Laurito, addirittura mezza gnuda. Si sorride spesso ma il film è lontano dall'essere comico, ci si commuove ma siamo altrettanto lontani dal dramma. Loy non sbaglia davvero niente e gli bastano pochi vagoni per raccontare l'Italia.
MEMORABILE: Il duetto Manfredi/Reder sui costi dell'operazione; La confessione finale a Adolfo Celi.

Didda23 2/01/18 18:01 - 2343 commenti

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Un film memorabile per l'incredibile pletora di caratteristi e attori che popolano la pellicola, ognuno dei quali offre un contributo importante (dal carisma di Celi all'erotismo della Laurito). Loy è meraviglioso sia nella direzione del cast sia nella composizione delle inquadrature, che non risentono della ristrettezza della location principale. Il racconto si basa su una sceneggiatura che dosa sapientemente elementi comici a riflessioni più importanti (soprattutto riguardo la condizione del Mezzogiorno). Il finale è meno banale di quanto appaia.
MEMORABILE: Le tecniche di Manfredi per non farsi beccare; La Laurito assatanata; Il personaggio di Mezzogiorno.

Puppigallo 18/01/18 10:44 - 4765 commenti

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Triste, ironica, ma amara come un caffè non zuccherato, questa pellicola può però ritenersi riuscita più per l'interpretazione di Manfredi, che per l'effettivo contenuto. Invecchiata non troppo bene, manifesta momenti godibili, col protagonista alle prese coi diversi clienti e col controllore, ma palesa anche fasi di stanca, dove si fatica maggiormente ad apprezzarla (da quando le cose si mettono male). Comunque, dice quello che deve dire, evidenziando l'arte millenaria degli italiani di arrangiarsi per necessità, con qualunque stratagemma, almeno finchè non si viene messi all'angolo.
MEMORABILE: Manfredi che sbatte la mano insensibile.

Azione70 8/05/18 01:38 - 154 commenti

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Michele Abbagnano è un venditore abusivo di caffè, esercitante professione sul treno notturno Napoli -Vallo della Lucania e ritorno. Manfredi ne interpreta magistralmente le vesti, supportato da caratteristi esperti. Nonostante i numerosi intermezzi da commedia popolare (gli amanti, il disoccupato in cerca di lavoro, il paramedico, la caccia all’abusivo), il film in realtà racconta il dramma di un Sud senza speranza: la vera differenza tra oggi e allora sta forse nella violenza, all’epoca (e nel film) solo marginale. Oggi purtroppo non è così.
MEMORABILE: La “mano” di Abbagnano; Spaccesi capotreno; Il dialogo finale tra ispettore (Celi) e Abbagnano.

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Gugly 19/01/19 23:03 - 1045 commenti

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I vecchi treni notturni (esistono ancora?) e l'arte di arrangiarsi: il film è tutto qui, nelle mani (più o meno) di un Manfredi specializzato nell'incarnare poveracci e in quelle di Loy che filma vita vera anche se in questo caso è finzione; il plot è quasi tutto notturno e in terza classe, non a caso si scioglierà di giorno e in prima. Parata di caratteristi con al vertice il delinquente di Mezzogiorno, davvero fetente.
MEMORABILE: Le mille versioni sul braccio menomato; Il figlio che quasi supera il padre nella suo stile di vita.

Straffuori 23/07/20 07:16 - 188 commenti

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Comme-dramma ferroviario di piacevole visione che ritrae in modo poetico la figura da alcuni odiata, da altri amata, da pochi capita, dell'abusivo che vende bevande (in questo caso caffè) sui treni. Un buon Manfredi, cast di comprimari ricco di nomi all'epoca già affermati o meno (Adolfo Celi, Spaccesi, Laurito, Reder, Caprioli, Mezzogiorno, Allocca, Micheli, Colosimo...).
MEMORABILE: I borseggiatori; Il caffè incriminato con la rissa tra Manfredi e Mezzogiorno.

Capannelle 26/02/21 19:49 - 3994 commenti

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Probabilmente anche specchio di quel tempo è un'abile commedia dolceamara che Manfredi sa interpretare alla grande coadiuvato anche da un buon cast di caratteristi e da una breve apparizione di Celi in un ruolo cucito su misura. Ha dei cali di ritmo e qualche frangente un po' troppo guascone (il picciriello, le famiglie in viaggio) ma nel periodo era quasi un classico da rispettare. Emblematica tutta la trafila burocratica delle Ferrovie dello Stato sulla caccia al venditore abusivo.

Paulaster 2/11/21 10:04 - 3415 commenti

I gusti di Paulaster

Venditore abusivo di caffè è ricercato dalla polizia ferroviaria. Il soggetto è più sfruttato nel suo lato folcloristico all'inizio e nel suo dramma poi. Loy fa dimenticare che in fondo Manfredi scappa in continuazione (come in una mandrakata) e negli scompartimenti riesce a trovare un ritmo narrativo. Bravo Manfredi a far passare il suo personaggio dalle gentilezze alle reazioni contro chi lo vuole fregare mantenendo una sua dignità, sebbene sia un imbroglione. Stuolo di caratteristi (Reder, Celi, Caprioli e il trio di controllori) che contribuiscono a dare variazioni al tema.
MEMORABILE: Cappuccino con sveglia; La mano paralizzata; Il verbale; L'assaggio del caffè adulterato.

Androv 1/12/21 10:31 - 59 commenti

I gusti di Androv

Splendido spaccato sulla napoletanità e sull'arte di arrangiarsi, con un Manfredi sublime che, pur essendo di origine ciociara, dipinge il suo personaggio con l'ausilio di un accento napoletano quasi perfetto. Una delle sue migliori interpretazioni, una delle tantissime. La storia è intensa, commovente, profonda e riesce con l'alternanza di fasi più leggere e altre più drammatiche a mettere in scena un ampio ventaglio di caratteri e situazioni relativi alla napoletanità. Ottima confezione e finale un po' buonista ma tutto sommato funzionale.
MEMORABILE: La scena dell'urina; Il finale; La sublime interpretazione di Manfredi; Le mille comparse e figure che si alternano nel film.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Pigro • 12/05/11 15:19
    Consigliere avanzato - 1552 interventi
    .....e comunque, magari non con il caffè, ma di poveracci che salgono sul treno per vendere bottigliette d'acqua (2 euro, per la cronaca) se ne vedono ancora: anzi, proprio la settimana scorsa ce n'era uno perfino su un Frecciarossa (ovviamente fermo alla stazione in attesa di partire).....
  • Homevideo Gestarsh99 • 23/11/11 15:55
    Scrivano - 18895 interventi
    Disponibile in edizione dvd dal 13/12/2011 per Cristaldi Film/Cecchi Gori HV:



    DATI TECNICI

    * Formato video 1,85:1 Anamorfico
    * Formato audio 2.0 Mono Dolby Digital: Italiano
    * Sottotitoli Italiano per non udenti
  • Curiosità Zender • 2/08/13 15:20
    Consigliere - 45266 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Homevideo Rocchiola • 28/04/16 08:25
    Call center Davinotti - 1219 interventi
    Ottima edizione, formato 16:9 anamorfico, video pulito ed abbastanza definito, audio di discreto livello.
  • Discussione Kanon • 24/02/17 19:20
    Fotocopista - 819 interventi
    Nel link sottostante è possibile vedere il video con l'intervista all'uomo che ha ispirato il personaggio di Michele Abbagnano :

    https://www.youtube.com/watch?v=uvILvqqXcDk
    Ultima modifica: 24/02/17 19:21 da Kanon
  • Curiosità Markus • 4/01/21 02:13
    Scrivano - 4813 interventi
    Il film fu presentato a "Domenica in" (allora condotta da Pippo Baudo) il 17 febbraio 1980 da Nino Manfredi:

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images55/cafex.jpg[/img]
  • Discussione Renato • 16/02/21 12:35
    Archivista in seconda - 381 interventi
    In uscita a breve un libro sul film, scritto da Fabio Melelli e Gerry Guida:
    Disponibile sul negozio virtuale di Ferrovie: Link

    [img size=250]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images56/cafex.jpg[/img]
    Ultima modifica: 16/02/21 13:49 da Zender
  • Discussione Schramm • 19/02/21 15:20
    Controllo di gestione - 7085 interventi
    ciao Renato,
    ti ho scritto sul davibook
  • Discussione Renato • 19/02/21 16:19
    Archivista in seconda - 381 interventi
    Non ho accesso al davibook, non credo di esserci nemmeno mai entrato.

    Scrivi pure qua, oppure zender può darti la mia mail, se credi.
  • Discussione Schramm • 20/02/21 12:11
    Controllo di gestione - 7085 interventi
    Renato ebbe a dire:
    Non ho accesso al davibook, non credo di esserci nemmeno mai entrato.

    Scrivi pure qua, oppure zender può darti la mia mail, se credi.
    c'è un tuo omonimo sul db, pensavo fossi tu. al più ti passo ambasciata tramite zender.